Gli screening per i tumori sono degli esami che vengono svolti su una fascia di persone con lo scopo di individuare i primi segni di questa patologia. Questi controlli fanno parte della prevenzione secondaria a cui si affianca quella primaria, che punta a ridurre l’insorgenza del cancro tramite interventi sullo stile di vita.
La prevenzione cosiddetta “primaria” è basata sui comportamenti di vita sana (alimentazione corretta, attività fisica, rinuncia al fumo di sigaretta) che, secondo gli studi scientifici, proteggono dall’insorgenza dei tumori. La diagnosi precoce consiste, invece, nell’individuare i tumori maligni il prima possibile attraverso specifici esami. Quelli raccomandati dal Servizio Sanitario Nazionale sono, per esempio, la mammografia per il tumore della mammella e il Pap-test per il cancro al collo dell’utero.
Pap Test: Screening per il Tumore della Cervice Uterina
Questo esame è conosciuto più comunemente con in nome di Pap Test screening. Consiste in un prelievo di una piccola quantità di cellule del collo dell’utero eseguito usando una spatolina e un tampone.
In Abruzzo, lo screening per il tumore della cervice uterina prevede:
- il Pap test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni che non sono state vaccinate contro Papillomavirus entro i 15 anni d’età;
- l’HPV test, per le donne tra i 30 e i 64 anni, da ripetersi ogni 5 anni.
Il protocollo prevede un invito cartaceo con data, ora e luogo dell’appuntamento per il prelievo e i contatti telefonici per eventuali modifiche o richiesta di informazioni.
Entrambi i test durano meno di dieci minuti e non sono dolorosi. Consistono nel prelievo di alcune cellule dal collo dell’utero: con il Pap test, lo specialista identificherà eventuali alterazioni cellulari che potrebbero evolvere in tumori, mentre il test HPV consente di individuare la presenza del DNA di Papillomavirus che potrebbero portare all’insorgenza del cancro della cervice.
Se l’esito degli esami svolti è negativo, il referto verrà inviato a casa. Se risulta positivo o si osserva la necessità di ulteriori approfondimenti, si riceverà una telefonata dal Centro screening. Gli eventuali esami e trattamenti seguenti sono erogati dalle ASL in maniera gratuita.
In Basilicata, il protocollo per lo screening del tumore al collo dell’utero (o cervice uterina) è rivolta a:
- donne tra i 25 e 34 anni che non siano state vaccinate per HPV (Papillomavirus) entro i 15 anni. Sono chiamate a effettuare un Paptest ogni 3 anni;
- donne vaccinate per l’HPV da ragazze, chiamate a partire dai 35 anni per effettuare direttamente con il test dell’HPV;
- donne tra i 35 ai 64 anni, per le quali è previsto il test HPV ogni 5 anni.
In Basilicata, il protocollo prevede una comunicazione via sms da parte del Agenzia sanitaria provinciale che riporta la data dell’appuntamento in cui si potrà eseguire il test presso il consultorio familiare vicino.
In Calabria lo screening per il tumore della cervice uterina prevede:
- il Pap test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni che non sono state vaccinate contro Papillomavirus entro i 15 anni d’età;
- l’HPV test, per le donne tra i 30 e i 64 anni, da ripetersi ogni 5 anni.
Mammografia: Screening per il Tumore della Mammella
Lo screening mammografico è consigliato alle donne che rientrano nella fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni e andrebbe ripetuto ogni 2 anni. Si tratta infatti di una semplice radiografia del seno capace di individuare noduli di piccole dimensioni, che non sono neppure percepibili al tatto. Questo tipo di esame è stato in grado di ridurre di circa il 25% il tasso di mortalità legato al tumore alla mammella.
In Abruzzo lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni e va eseguito ogni 2 anni. Il protocollo prevede un esame radiologico della mammella (mammografia) gratuito e senza impegnativa. Il test consente di individuare noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto.
Dall’agenzia sanitaria territoriale viene inviata una comunicazione cartacea a domicilio in cui sono specificati luogo dell’appuntamento e altre indicazioni. L’esame, che dura in media dieci minuti, consiste nella compressione di entrambi i seni tra due piastre. L’esposizione delle mammelle ai raggi X della radiografia è minima e il personale tecnico che effettua l’esame è altamente qualificato. Per la sicurezza sulla diagnosi il referto è inoltre fatto visionare da due radiologi esperti.
In Basilicata lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario prevede l’esecuzione di un esame radiologico della mammella (mammografia), gratuito, che consente di individuare anomalie, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. In Basilicata si rivolge:
- alle donne tra i 45 e i 49 anni, da ripetere ogni anno;
- alle donne tra i 50 e i 74 anni, da ripetere ogni 2 anni.
L’invito avviene tramite lettera a domicilio con le indicazioni di orario e data per l’esame. Questo viene effettuato da personale altamente qualificato presso i centri radiologici delle ASL del territorio. Dura in media dieci minuti e consiste nella compressione di entrambi i seni tra due piastre e l’esecuzione di una radiografia della mammella, con esposizione ai raggi X minima. Per una maggiore certezza sulla valutazione del referto, la diagnosi è effettuata da due radiologi esperti.
In Calabria lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni e prevede una mammografia da ripetere ogni due anni. Questo esame consiste in una radiografia, in cui l’esposizione ai raggi X è minima, che consente di individuare anomalie non ancora percepibili altrimenti.
L’invito avviene tramite sms con le indicazioni di orario e data. L’esame, che viene effettuato presso gli ambulatori di radiologia senologica del territorio, dura circa dieci minuti. Le mammelle sono sottoposte a radiografia mentre sono compresse fra due piastre, sotto la guida di personale tecnico altamente qualificato. Per una diagnosi accurata, il referto è fatto visionare da due radiologi esperti.
L'Importanza degli Screening Oncologici
Si tratta infatti di una serie di esami offerti gratuitamente a persone che rientrano in specifiche popolazioni, allo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori, prima che sintomi e disturbi ne facciano sospettare la presenza. In un programma di screening organizzato, l’azienda sanitaria invita direttamente le persone della fascia di popolazione che può ricevere il maggiore beneficio rispetto al maggiore rischio di sviluppare una certa malattia.
In tali screening sia il test sia gli eventuali approfondimenti sono offerti gratuitamente e non occorre l’impegnativa del medico di base. L’adesione a un programma di screening è del tutto volontaria. I programmi di screening si inseriscono in quella che viene chiamata prevenzione secondaria, ossia quella che serve a effettuare diagnosi precoci, quando le malattie sono in principio più curabili.
Esempi di prevenzione primaria sono seguire un’alimentazione varia ed equilibrata ed evitare di fumare. I programmi di screening oncologico attivi in Italia riguardano la prevenzione secondaria del tumore della mammella, del tumore del colon-retto e del tumore della cervice uterina, con lievi differenze da regione a regione.
Il Ministero della Salute stabilisce per tutte le regioni alcune linee di indirizzo che devono essere seguite da tutte le ASL (aziende sanitarie locali) diventate ATS (agenzie di tutela della salute) ogni azienda sanitaria, quindi, definisce un piano per erogare i test, insieme a tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può mettere in atto per prendere parte al programma di screening.
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