Ostruzione delle Piccole Vie Aeree: Interpretazione Spirometrica e Implicazioni Cliniche

I bronchi formano un sistema di ramificazioni delle vie aeree che si estende all’interno dei polmoni. Nel corso degli ultimi anni l’attenzione dei clinici e dei ricercatori nell’area respiratoria si è concentrata su un indicatore funzionale, la ostruzione delle piccole vie (SAO), considerato stadio precoce di malattia (ad esempio bronchite cronica ma anche asma bronchiale) prodromico per il successivo sviluppo della classica ostruzione definita spirometricamente.

Che cos'è la Small Airways Disease (SAD)?

Lo pneumologo potrebbe diagnosticare una “small airways disease” (SAD). La SAD può colpire una vasta gamma di pazienti, ma alcune categorie possono essere più suscettibili di altre ad ammalare. Inoltre l’esposizione a sostanze irritanti ambientali, (inquinamento atmosferico urbano e polveri industriali), può aumentare il rischio.

L’infiammazione delle vie aeree svolge un ruolo chiave nella Small Airways Disease. L’infiammazione cronica delle piccole vie aeree può portare a un aumento del tessuto fibrotico e quindi all’ostruzione delle vie aeree non reversibile, compromettendo il flusso d’aria nelle fasi più avanzate dell’asma e della BPCO.

Identificazione Precoce e Prevenzione

L’individuazione precoce della Small Airways Disease (SAD) è fondamentale per prevenire o rallentare la progressione della malattia asmatica e della BPCO. La prevenzione della SAD prevede l’adozione di misure che riducano l’esposizione ai fattori di rischio noti.

Ma un quadro ostruttivo dei bronchioli particolarmente interessante è quello che frequentemente può anticipare, specie nel soggetto fumatore e negli esposti a rilevanti quote di inquinamento da smog urbano, quella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’enfisema polmonare conseguente, che rappresentano il punto finale del deterioramento respiratorio che può procedere, spesso per anni, quasi senza sintomi e senza annunciarsi in modo evidente se non quando alla fine il danno è già fatto.

Per quanto questo particolare quadro di “Malattia delle piccole Vie Aeree” (MPV), connotato dalla caduta dei flussi espiratori a livello dei bronchioli (FEF75), non sia stato ancora individuato con assoluta precisione anche solo in ordine ad una definizione da tutti accettata e condivisa, né si sia giunti per il momento alla messa in atto di una strategia preventiva della BPCO fondata su comuni significati da attribuire ai diversi deficit quantitativi del flusso aereo presenti a livello nelle piccole vie (FEF75), anche se non in tutti i casi in cui si riscontri tale alterazione funzionale vi sia certezza di progressione fino alla BPCO e all’enfisema, è vero invece che tutti i casi di enfisema e BPCO originano il loro percorso partendo da tali alterazioni spirometriche.

Diagnosi e Valutazione

Sono noti peraltro i limiti che la tecnica spirometrica impone nella valutazione della SAO nei soggetti a rischio o, come screening, negli studi ampi su popolazione. d) la misurazione dell’ossido nitrico esalato (FeNO), che consente di misurare il livello di infiammazione dei bronchi.

Ostruzione delle Piccole Vie Aeree (SAO) e Mortalità

L’ostruzione delle piccole vie aeree (Small Airway Obstruction - SAO) è comune nella popolazione generale. È stata associata a sintomi respiratori, malattie cardiometaboliche e progressione verso la BPCO nel tempo.

Lo studio in questione verte sulla estrazione dati da biobanca del Regno Unito con successiva analisi su 60.000 soggetti (età compresa fra 40 e 69 anni) con SAO pre-definito dal rapporto fra FEV3 e FVC6 inferiore al limite inferiore di normalità. Di questi individui, circa 5000 sono deceduti in un tempo di osservazione pari a 13 anni, esprimendo un significativo aumento del rischio, rispetto a coloro che non presentano SAO, sia per mortalità complessiva (+31%) che per quella collegata a cardiopatie, malattie respiratorie, e tumori, a prescindere dal sesso.

Nei non fumatori, la presenza di SAO si associa a un eccesso di rischio di mortalità solo per condizioni respiratorie o cardiovascolari.

Analisi Dettagliata e Rischi Associati

Sono stati analizzati i dati provenienti da 252.877 soggetti adulti, di età compresa tra 40 e 69 anni al basale, nella UK Biobank che avevano fornito misurazioni spirometriche di buona qualità. La SAO è stata definita come il rapporto tra il volume espiratorio forzato in 3 s e il volume espiratorio forzato in 6 s inferiore al limite inferiore della norma.

La SAO è stata considerata isolata se presente quando il rapporto FEV1/volume espiratorio forzato in 6 era normale (vale a dire, superiore al limite inferiore della norma). È stato utilizzato un modello di regressione di Cox multivariato per valutare l’associazione tra SAO e SAO isolato con mortalità per tutte le cause e specifica per malattia. Sono state studiate le differenze di genere in queste associazioni e l’analisi primaria è stata ripetuta, escludendo coloro che non avevano mai fumato.

Sono stati identificati 59.744 partecipanti con SAO, di cui 24.004 avevano SAO isolata. Sono stati segnalati 5.009 decessi in un periodo di follow-up mediano di 12,8 anni. I partecipanti con SAO presentavano un rischio di mortalità aumentato per tutte le cause (hazard ratio [HR], 1,31; IC al 95%, 1,26-1,36), cardiovascolare (HR, 1,39; IC al 95%, 1,29-1,51), respiratorio (HR, 2,20; IC al 95%, 1,92-2,51) e neoplasia (HR, 1,23; IC al 95%, 1,17-1,29). Queste associazioni non sono state modificate dal sesso.

Tuttavia, in coloro che non avevano mai fumato, solo il rischio di mortalità respiratoria e cardiovascolare era associato a SAO. Gli individui con SAO hanno un rischio aumentato di mortalità sia per tutte le cause che per malattie specifiche.

Tabella: Rischi di Mortalità Associati a SAO

Causa di Mortalità Hazard Ratio (HR) Intervallo di Confidenza al 95%
Tutte le cause 1,31 1,26-1,36
Cardiovascolare 1,39 1,29-1,51
Respiratorio 2,20 1,92-2,51
Neoplasia 1,23 1,17-1,29

Altre Condizioni e SAO

Anche le complicazioni precoci del trapianto polmonare (rigetto acuto a esordio entro 3 mesi dal trapianto) e del trapianto di midollo osseo (GVHD o graft versus host disease), si manifestano con alterazioni funzionali ostruttive dei bronchioli frequentemente letali, con sintomatologia caratterizzata da tosse secca, dispnea prevalentemente espiratoria con sibilo espiratorio e quadro funzionale gravemente ostruttivo alla spirometria.

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