Orzo Solubile: Valori Nutrizionali e Indice Glicemico

Appartenente alla famiglia delle Graminacee (Hordeum vulgare), questo cereale rappresenta un alimento fondamentale nella dieta mediterranea e ha accompagnato lo sviluppo di numerose civiltà. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un crescente interesse verso il consumo di orzo nell’alimentazione umana in seguito ai numerosi studi che ne hanno mostrato gli effetti sulla salute.

Storia e Botanica dell'Orzo

I semi dell’orzo comune, ossia dell’Hordeum vulgare, hanno rappresentato una delle principali fonti di energia per l’uomo fin da epoche lontane, tanto che alcune testimonianze risalgono addirittura al VII millennio a.C.. La Russia è il primo paese produttore di orzo, in Italia la superficie dedicata alla sua coltivazione è minore rispetto agli altri cereali. Le sue principali destinazioni sono la produzione di mangimistica zootecnica e la lavorazione del malto, impiegato prevalentemente nell’industria della birra e del whisky.

Tipologie di Orzo

Tre sono in particolare le tipologie di orzo disponibili sul mercato:

  • L'orzo integrale (cosiddetto perché non ha subito alcun processo di lavorazione).
  • L'orzo mondato (o decorticato, ovvero che è stato sottoposto a una specifica lavorazione per eliminare la parte più esterna del chicco).
  • L'orzo perlato (chiamato così perché subisce un processo di raffinazione molto intenso, una sorta di "sbiancatura" che porta all'eliminazione totale di tutta la parte esterna del chicco).

Cos'è l'orzo perlato? Perlato significa, sostanzialmente, "sbiancato". Questo processo, che viene applicato dopo la decorticatura, ha la funzione di raffinare ulteriormente i semi.

È un cereale il cui uso nella nostra alimentazione è multiforme, basta pensare che si va dalla birra al whiskey distillato fino alla panificazione. E chi non conosce poi il caffè di malto? basta aggiungere a una tazza di acqua calda o di latte un paio di cucchiai di polvere ed è subito pronto da gustare!

Valori Nutrizionali dell'Orzo

L’orzo si distingue per il suo eccellente profilo nutrizionale, che lo rende un alleato prezioso per la salute. Per 100 grammi di prodotto crudo, l’orzo contiene circa 9-11 grammi di proteine, un valore significativo per un cereale. È importante sottolineare che, sebbene l’orzo contenga una buona quantità di proteine, queste non sono complete in termini di aminoacidi essenziali. Come la maggior parte dei cereali, l’orzo è carente in lisina, un aminoacido essenziale.

I carboidrati ammontano a circa il 70%, mentre le fibre sono calcolate intorno al 9%; il rimanente 12% è costituito da acqua.

Quanta proteina ha l’orzo?

Per 100 grammi di prodotto crudo, l’orzo contiene circa 9-11 grammi di proteine, un valore significativo per un cereale.

Benefici dell'Orzo per la Salute

L'orzo (Hordeum vulgare) è un cereale antichissimo: sembra che il suo utilizzo all'interno dell'alimentazione umana risalga al VII millennio a.C.

Ecco alcuni dei principali benefici:

  • Salute digestiva e intestinale: Grazie all'importante contenuto di fibre, l'orzo risulta lassativo e stimolante e dunque adatto in particolare a chi ha problemi di stitichezza e intestino pigro.
  • Controllo della glicemia: Il betaglucano in esso contenuto risulta in grado di rallentare l'assorbimento dei carboidrati, mantenendo sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue.
  • Salute cardiovascolare: Alcuni studi hanno recentemente messo in evidenza che alcune sostanze contenute nell'orzo sono in grado di inibire la produzione di colesterolo cattivo da parte del fegato, contribuendo a ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e il conseguente rischio cardiovascolare.
  • Gestione del peso: Poiché una volta cotto si gonfia molto, questo cereale ha un alto potere saziante e può essere inserito nelle diete dimagranti con l'obiettivo di limitare le quantità di cibo introdotto durante i pasti.

L'orzo fa bene al fegato?

Le proprietà dell’orzo si estendono anche alla salute epatica.

Quali sono i benefici dell’orzo per l’intestino?

Già Ippocrate, nei suoi Scritti, elogiava l'orzo per le proprietà medicamentose: "[…] il decotto d'orzo fu prescelto tra le vivande cereali in questi morbi acuti […]. Il +, utilizzato per gargarismi, è utile in caso di infiammazione della cavità orale.

L’orzo è un cereale che favorisce l’eliminazione del sodio in eccesso e con esso i liquidi accumulati: il suo consumo - nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita attivo - può quindi favorire la riduzione di gonfiori alle gambe, cellulite e ritenzione idrica.

Il consumo d’orzo sembra avere effetti positivi anche nei confronti dell’insorgenza di malattie come il diabete. E’ probabile che a questo effetto concorra sempre il betaglucano il quale, determinando un aumento di viscosità nel tratto gastrointestinale, rallenta l’assorbimento dei carboidrati e abbassa quindi sia il tasso glicemico sia la secrezione di insulina.

Le persone in sovrappeso che necessitano di seguire un regime alimentare a basso tenore calorico possono trovare nell’orzo un alleato in più. Il merito va alle fibre che contiene, inattaccabili dai succhi digestivi, in particolare al betaglucano. Questo si gonfia formando gel stabili e resistenti che creano volume nello stomaco e tolgono perciò un po’ di appetito. Non solo, i carboidrati presenti nell’orzo, determinano nel cervello un aumento del livello di triptofano, un aminoacido aromatico che, a sua volta, stimola l’aumento di serotonina, un neurotrasmettitore che regola la sazietà. Il triptofano inoltre migliora la qualità e l’efficienza del sonno.

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (GL)

Il termine “indice glicemico” è stato introdotto all’inizio degli anni 80 da David Jenkins, dell’Università di Toronto (Canada). Si tratta di un parametro che permette di classificare i cibi ricchi in carboidrati in base al loro effetto sulla glicemia, e cioè in base alla loro capacità di modificare, dopo il consumo, i livelli di glucosio nel sangue.

L’indice glicemico (glycemic index, o GI della letteratura anglosassone) é un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard. E’ qunidi un indice di qualita’ dei carboidrati. Formalmente, esso misura l’area sotto la curva della risposta glicemica conseguente al consumo di una quantità di carboidrati provenienti dall’alimento in esame (in genere 50 o 100 grammi) raffrontata all’area sotto la curva della risposta glicemica successiva al consumo di un alimento standard (soluzione di glucosio o pane bianco). Il rapporto viene espresso in percentuale.

E’ importante sottolineare che le scale basate sul glucosio e sul pane bianco sono diverse: il glucosio, se rapportato al pane bianco, ha un indice glicemico di circa 130, ed il pane bianco, se rapportato al glucosio, di circa 75.

Il carico glicemico (glycemic load, GL) è invece il prodotto dell’indice glicemico medio della dieta giornaliera per la quantità totale di carboidrati consumati in una giornata. E’ quindi un indice sia di qualita’ che di quantita’ dei carboidrati ed ha lo scopo di valutare l’effetto complessivo della dieta sulla glicemia.

In generale, l’indice glicemico risulta direttamente correlato alla risposta insulinica; la velocità di assorbimento del carboidrato è uno dei fattori più importanti nel determinare la risposta glicemica. Altri fattori che influiscono sull’indice glicemico sono la motilità gastrointestinale, che influenza i processi digestivi e di assorbimento, i metodi di cottura dei vari cibi, la natura e la grandezza delle particelle di amido e la presenza contemporanea, nell’alimento o nel pasto, di fibra, lipidi e proteine.

E’ interessante sottolineare che i cibi tradizionalmente consumati dalle società rurali, come i legumi, le farine integrali, l’avena e l’orzo, sono generalmente a basso indice glicemico.

Gli effetti metabolici di carboidrati con diverso indice glicemico sono conseguenti, come si ricordava, alla rispettiva velocità di assorbimento del glucosio dall’intestino tenue. Un lento assorbimento di glucosio, che segue l’assunzione di un cibo a basso indice glicemico, produrrà un ridotto aumento postprandiale di insulina e degli ormoni rilasciati dallo stomaco (per esempio le incretine).

Orzo Solubile: Un'Alternativa Veloce e Pratica

Per concentrarmi uso l’orzo! Molte persone stanno riscoprendo questa bevanda dalle enormi proprietà e benefici. La bevanda d’orzo è un prodotto naturale, ricco di sali minerali, fibre e altri ingredienti nutritivi.

La velocità del suo impiego è tra motivazioni per le quali viene scelto spesso come bevanda. Il tempo a nostra disposizione è sempre più breve, a volte per una colazione veloce prima di andare di corsa a prendere l’autobus. Ma nascoste fra le sue virtù c'è un altro motivo per consumare l'orzo solubile.

Attenzione, però, perché ci sono alcune case di produzione che aggiungono zucchero, quindi conviene sempre leggere bene l’etichetta! Non per questo ci si deve privare in assoluto di qualche dolce, formaggio o di un buon salume, a meno che non si soffra di patologie per le quali vanno esclusi a priori.

CALORIE: Come tutti i cereali, anche l’orzo fornisce un apporto calorico non proprio trascurabile. Diciamo che, pur essendo una bevanda, a livello calorico non equivale certo al caffè!!! Precisamente: se prendiamo una tazzina di caffè questa contiene 2 calorie, mentre in genere di orzo beviamo una tazza…e le calorie apportate sono pari a 25. perciò ricordate che è bene non abusare e giovarsi di questo alimento senza abusarne, con una corretta gestione delle quantità assunte.

In capsule: una capsula è adatta ad una piccola tazza va bene circa 50 ml ed ha un peso ognuna di 3 grammi. Il gusto è poi soggettivo si può variare la quantità di acqua. A proposito di capsule alcune case produttrici hanno pensato ad un riciclo delle stesse. Infatti per l’avvento delle macchine distributrici nei vari luoghi, uffici, ospedali, stazioni ne ha aumentato il consumo ed il conseguente rischio di inquinamento della plastica.

Precauzioni e Avvertenze

Attenzione! Allergeni: Orzo. Il nichel è contenuto ormai in pentole, bijoux, braccialetti, orologi, alimenti e sempre maggiori oggi risultano le allergie o intolleranze verso questo metallo.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Non sono da considerarsi in nessun caso formulazione di diagnosi o indicazioni per un trattamento.

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