La neurolisi lombare è una procedura importante in chirurgia vertebrale ed è mirata ad alleviare il dolore cronico originato dalla compressione dei nervi della colonna vertebrale, ristabilendo una buona qualità della vita del paziente affetto.
Infatti, la colonna vertebrale è una struttura complessa che svolge funzioni fondamentali per il nostro corpo, non solo sostenendo la nostra struttura scheletrica, ma anche proteggendo la spina dorsale. Lungo la colonna vertebrale vi sono molteplici nervi che, quando vengono compromessi o compressi, possono causare dolore cronico e disfunzioni.
Cos'è la Neurolisi Lombare?
La neurolisi lombare è una tecnica mininvasiva che mira a liberare i nervi compressi all’interno del canale spinale lombare: tale compressione, in genere, è data da aderenze cicatriziali. Tali aderenze, che sono una delle principali cause di dolore cronico nella zona lombare, sono spesso formate a seguito di:
- Interventi chirurgici (come la laminectomia o la microdiscectomia)
- Traumi
- Ernia del disco
- Stenosi del canale (con associata infiammazione continua che induce una neoformazione peri-radicolare di fibre)
Tecniche di Neurolisi Lombare
I trattamenti di neurolisi lombare possono essere di:
- Termoablazione
- Neuromodulazione
Termoablazione
Nella neurolisi in termoablazione (detta anche radiofrequenza ablativa), l’area circostante la punta del catetere utilizzato viene gradualmente riscaldata a temperature comprese tra 75-90°C per un breve periodo, causando danni minimi alla porzione di nervo interessato, in modo da incentivare un processo di guarigione.
Neuromodulazione
D’altra parte, con la neuromodulazione (radiofrequenza pulsata), si ottiene un effetto puramente elettrico sul nervo, che non comporta lesioni, ma risulta ugualmente efficace e di lunga durata.
Indicazioni alla Neurolisi Lombare
La neurolisi lombare non è una procedura di routine, ma piuttosto un’opzione terapeutica fondamentale in scenari clinici specifici. Due situazioni in cui è particolarmente indicata sono:
- Dolore post-operatorio: come già accennato, dopo un intervento chirurgico alla colonna vertebrale è possibile che si formino aderenze cicatriziali che comprimono i nervi.
- Dolore post-traumatico: i traumi alla regione lombare possono causare danni ai tessuti circostanti, portando alla formazione di aderenze cicatriziali.
La Procedura di Neurolisi Lombare
I passaggi chiave della neurolisi lombare includono:
- Inserimento del catetere a radiofrequenza
- Esecuzione della termoablazione o della neuromodulazione
- Rimozione del catetere
Nel caso della termoablazione, vengono prodotte delle onde di calore progettate per danneggiare il tessuto cicatriziale in modo mirato, stimolando un processo di guarigione accelerato che coinvolge i fibroblasti.
Altre Tecniche Mininvasive per l'Ernia del Disco
Il concetto di chirurgia mininvasiva ha avuto, negli ultimi anni, una sempre maggiore rilevanza per l'ernia del disco. Infatti essa riduce il disagio dei pazienti, le complicanze ed aumenta la flessibilità terapeutica. Qui consideriamo però varie altre tecniche, utilizzabili, a seconda del quadro clinico.
Coblazione o Nucleoplastica
Particolarmente promettente è la coblazione o nucleoplastica, indicata per le ernie e le protrusioni discali. Viene di solito eseguita in anestesia locale o con l’ausilio di una breve sedazione, senza anestesia generale, anche in regime ambulatoriale. Il rischio operatorio è basso.
Discectomia Laser
Si vaporizza parte del disco mediante raggio laser diretto al nucleo del disco interessato, che deve essere raggiunto per via percutanea attraverso una cannula. Con i nuovi laser, rappresenta una tecnica efficace ed a-traumatica.
Discectomia Endoscopica
Il disco erniato può essere rimosso anche per via endoscopica. L’approccio può essere per via interlaminare o intraforaminale, in anestesia locale + sedazione. In ogni caso, come per la discectomia interlaminare “classica” o assistita dal microscopio, l’ernia viene rimossa per “strappamento”, con un’azione di tipo meccanico. I tempi di recupero sono sostanzialmente identici. Per questo motivo l’endoscopia per l’ernia del disco non ha trovato grandi entusiasmi nell’ambito della comunità scientifica.
Discectomia Meccanica
Si pratica mediante rimozione per via meccanica di parte del nucleo polposo. Non agisce direttamente sull’ernia, ma riduce la pressione che dall’interno del disco preme verso la sporgenza erniaria. Ritengo che sia la meno efficace tra le tecniche percutanee.
Ozonoterapia o Discolisi
Usualmente la terapia si svolge in due tempi successivi: in un primo tempo, l’ozono viene iniettato nei muscoli paravertebrali; successivamente, a distanza di giorni, l’ozono viene iniettato nel disco, sotto controllo radiografico. L’effetto della terapia si manifesta in un periodo compreso tra 4-10 settimane. Si basa sul fatto che vari fattori umorali contribuiscono alla produzione del dolore. L’ozono agendo con meccanismo antinfiammatorio ed antiossidante contribuirebbe al ripristino dell’equilibrio biochimico.
IDET o Nucleoplastica
IDET sta per “intradiscal electrothermal therapy”. L’intervento viene fatto sul disco intervertebrale in anestesia locale. E’ indicato per debordanze discali o per ernie ancora contenute, come si verifica nei giovani con lombalgie da posizione, o nelle persone con lassità legamentosa, e quindi sporgenza dei margini discali, connessa con l’invecchiamento. Col calore di un sistema a radiofrequenza si induce una contrazione delle fibre collagene sul margine discale riducendo la pressione sulle strutture nervose. Si raggiunge il disco con un ago “mirato” radiologicamente e si inserisce l’elettrodo a radiofrequenza, che viene riscaldato a circa 50 gradi.
Discectomia Endoscopica Lombare (PELD)
La discectomia endoscopica lombare (PELD) è una tecnica minimamente invasiva che consente di asportare ernie discali lombari anche espulse e migrate. La bassa invasività della tecnica consente di non asportare tessuto osseo della colonna, il rispetto dei muscoli e la minima manipolazione epidurale.
Ad oggi è possibile il trattamento endoscopico anche di alcune forme di stenosi lombare trattabili grazie allo sviluppo di microtrapani utilizzabili attraverso la cannula endoscopica. L’approccio endoscopico alla colonna permette di ridurre la degenza ed il dolore postoperatorio ed in particolare di limitare il rischio di cicatrici postoperatorie.
Gli approcci endoscopici variano in base al tipo di ernia del disco. Un approccio posterolaterale è indicato per asportare ernie contenute e protrusioni discali, quello interlaminare paramediano per asportare ernie espulse e/o voluminose in genere a livello L5/S1; infine l’approccio laterale transforaminale è utile nell’asportazione di ernie espulse e migrate.
La procedura consiste nell’introduzione percutanea di una cannula (camicia esterna) dell'endoscopio dal diametro di 0,7 cm sotto controllo radiologico intraoperatorio fino al raggiungimento del livello della colonna colpito dell’ernia. Dopo aver posizionato la cannula si introduce l'endoscopio rigido e si inizia l’asportazione del materiale discale con lavaggio continuo e sotto visione endoscopica diretta. Il controllo radiologico prima e la visione diretta poi, consentono la massima sicurezza e il rispetto delle radici nervose e del sacco durale.
Al termine della procedura viene semplicemente estratta la cannula e la cicatrice che rimane è minore di 1 cm, viene suturata con un singolo punto di sutura riassorbibile. La degenza postoperatoria è estremamente contenuta e mai superiore alle 24h salvo complicanze. Il ritorno alla vita lavorativa avviene in genere 7 giorni dopo l'intervento anche se questo intervallo può variare in ragione dei sintomi pre-operatori e del tipo di ernia trattata.
Termoablazione delle Faccette Articolari con Radiofrequenza
La termoablazione delle faccette articolari con radiofrequenza è una tecnica antalgica diffusamente impiegata per il trattamento del mal di schiena cronico causato da una sindrome faccettale. In 1 caso su 3 la lombalgia cronica é legata all’ infiammazione secondaria alla degenerazione artrosica delle faccette articolari.
Mediante uno speciale ago collegato a un generatore di radiofrequenza e dotato di un elettrodo apicale, si raggiunge la faccetta articolare o il ganglio spinale sotto guida radiologica intraoperatoria (delle radiografie di controllo durante l’intervento). Prima di iniziare il trattamento si eseguono delle stimolazioni tramite l’elettrodo per verificare il corretto posizionamento dell’ago. A questo punto si procede alla denervazione del ramo nervoso sensitivo della faccetta articolare o la neuromodulazione del ganglio spinale utilizzando la radiofrequenza continua (denervazione faccette articolari) o pulsata (neuromodulazione gangliare).
Peridurolisi secondo Racz
La peridurolisi (o lisi delle aderenze per via peridurale) consiste nella somministrazione di una miscela di farmaci (un mix di ialuronidasi, cortisone, anestetico locale e soluzione fisiologica, chiamata miscela di Racz) attraverso il posizionamento di un catetere nello spazio epidurale, al fine di ottenere uno “sbrigliamento” funzionale della o delle radici nervose compresse in seguito ad un pregresso intervento chirurgico sul rachide (ad esempio per ernia discale) o a causa di aderenze createsi come conseguenza di patologie infiammatorie o degenerative del rachide (ernia discale, stenosi del canale).
Le aderenze cicatriziali, stirando o comprimendo la radice nervosa, contribuiscono a sostenere il dolore.
La peridurolisi viene indicata in caso di:
- Dolore post-intervento di chirurgia vertebrale, altrimenti noto come Failed Back Surgery Syndrome (FBSS)
- Stenosi lombare
- Dolore persistente lombare da spondiloartrosi
- Lombosciatalgia ricorrente in stenosi del canale vertebrale
L’individuazione del punto esatto dove eseguire il trattamento è ottenuta controllando la posizione dell’ago e del catetere con l’apparecchio radiologico e quindi stimolando elettricamente la radice nervosa: il compito del paziente sarà quello di confermare la percezione del formicolio provocato nella zona dove solitamente ha dolore.
Una volta individuata/e la /le radice/i nervosa/e interessata/e, viene somministrata la soluzione di ialuronidasi e cortisone previo anestetico locale e soluzione fisiologica che andranno a disporsi sulle radici trattate ed evidenziate.
Nel caso in cui sia indicato (presenza di una componente neuropatica del dolore che interessa una o due radici nervose), attraverso un catetere analogo posizionato come per la peridurolisi secondo Racz può essere eseguito anche un trattamento con Radiofrequenza Pulsata Centrale (tra midollo spinale e ganglio - Peridurolisi con radiofrequenza).
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