L'esigenza di misurare la glicemia quotidianamente e più volte nell’arco della giornata porta molte persone che soffrono di diabete a chiedersi se non esistano sistemi che non necessitano di pungere un polpastrello tutte le volte che si deve misurare la glicemia o un glucometro senza strisce. Purtroppo, ad oggi non esiste ancora un glucometro con un meccanismo di funzionamento alternativo o che legga il dato della glicemia in fluidi corporei senza la necessità di bucare la pelle o inserire sotto di essa un sensore.
Come Funzionano i Misuratori di Glicemia Tradizionali
I glucometri tradizionali misurano la glicemia su un campione di sangue prelevato pungendo un polpastrello. Per farlo, si usa una penna pungidito dotata di lancetta (che contiene un ago). La goccia di sangue viene assorbita da una striscia reattiva che viene letta da un dispositivo elettronico - il glucometro - che misura la glicemia.
I Sistemi di Monitoraggio Continuo della Glicemia (CGM)
Esistono sistemi che permettono una misurazione in continuo della glicemia e non utilizzano né strisce reattive, né pungidito. Richiedono tuttavia di inserire stabilmente un sensore sotto la pelle (dietro il braccio o sul tronco) e di cambiarlo periodicamente. Il sensore stima la glicemia stando a contatto col fluido interstiziale, cioè il liquido che bagna le cellule. È quindi un sistema invasivo, seppur in modo minimo. Le misurazioni sono poi inviate in modalità wireless ad un dispositivo digitale.
La Ricerca di Alternative Non Invasive
Varie aziende hanno dichiarato di essere al lavoro su sistemi non invasivi di misurazione della glicemia, che non necessitino di pungere o bucare la pelle. Sono tutte soluzioni entusiasmanti, ma che devono prima superare il vaglio delle autorità. Trattandosi di sistemi che i pazienti e i medici useranno per fare delle scelte terapeutiche, questi dispositivi devono misurare la glicemia in modo accurato. Tutto questo necessiterà di molto lavoro e di molto tempo.
Non è detto quindi che le aziende riescano a passare questo vaglio, o che siano interessate a farlo. È infatti possibile che le aziende che ora stanno sviluppando sistemi alternativi di misurazione della glicemia commercializzino inizialmente dei dispositivi non ad uso medico, ma ad uso sportivo, come è stato per i sistemi per smartphone per la misurazione del ritmo cardiaco. Un uso medico potrebbe arrivare successivamente, una volta raggiunto un livello elevato di affidabilità e passato il vaglio delle autorità regolatorie.
Il Problema delle False Promesse sui Social Media
Sui social è facile incappare in pubblicità di falsi dispositivi non invasivi per la misurazione della glicemia, simili a misuratori della saturazione dell’ossigeno, ammantati di autorevolezza grazie all’uso indebito di marchi di aziende molto note. Questi prodotti, come abbiamo visto, non esistono, né nel nostro paese, né all’estero. Spesso infatti le pubblicità puntano sulla provenienza estera di questi dispositivi, su autorizzazioni in paesi all’avanguardia o su innovazioni ancora non disponibili nel nostro paese.
Il problema dei falsi glucometri non invasivi esiste anche all’estero. Lo scorso 21 febbraio, la FDA, l’autorità statunitense che regola l’immissione in commercio di farmaci e dispositivi medici ha allertato i cittadini di diffidare di smartwatch o smart ring che sostengano di potere misurare o stimare i livelli di glucosio “senza bucare la pelle” o “senza pungere il dito”. Nessuno di questi dispositivi ha infatti passato il vaglio dell’ente dimostrando di misurare in modo accurato e affidabile la glicemia.
Anche in Canada, nel novembre 2023 il Dipartimento per la Salute ha avvisato i cittadini che su social media e piattaforme di vendita online sono pubblicizzati smartwatch per la lettura della glicemia che non hanno subito il vaglio dell’agenzia canadese. Le uniche funzioni che questi device possono legittimamente avere sono quelle di registrare i dati proveniente da autentici misuratori delle glicemia, con cui possono integrarsi digitalmente.
L'Importanza dell'Automonitoraggio Glicemico Adeguato
La ricerca di un glucometro senza strisce e pungidito nasce a volte anche dal voler monitorare la glicemia con una frequenza maggiore di quanto permetta la fornitura in strisce erogata dall’Asl. Non tutti i pazienti diabetici hanno però bisogno di effettuare un automonitoraggio serrato della glicemia: lo spiega l’Associazione Medici Diabetologi, che raccomanda ai suoi stessi medici e spiega ai cittadini che non è necessario l’auto-misurazione quotidiana della glicemia in tutte le persone con diabete di tipo 2 se sono in trattamento con farmaci che non causano ipoglicemia come effetto indesiderato. In questi casi, una misurazione così frequente non aggiunge informazioni utili per mantenere un buon controllo del livello degli zuccheri nel sangue.
“Ai diabetici che tengono sotto controllo la glicemia grazie alla dieta alimentare o assumendo farmaci che hanno un basso rischio di ipoglicemia, non dovrebbe essere prescritta di routine l’automisurazione della glicemia ogni giorno. Infatti, non ci sono prove di una grande utilità dell’autocontrollo quotidiano nel diabete di tipo 2, ma anzi, secondo alcuni autori un controllo eccessivo è fonte di molta ansia e quindi danneggia inutilmente il paziente. L’autocontrollo quotidiano della glicemia è invece importante nella gestione del diabete mellito di tipo 1. L’uso giornaliero più volte al giorno del glucometro è necessario per chi è in terapia con insulina e per chi assume farmaci orali che tendono ad abbassare troppo la glicemia, anche al di sotto di 70 mg/dl, valore sotto il quale si va in ipoglicemia […] Di conseguenza, una volta raggiunto l’obiettivo glicemico, l’uso costante del glucometro darà dei risultati piuttosto prevedibili.
Glycolaser: Una Promessa Italiana
Presentato Glycolaser, uno glucometro che non punge. Presentato Glycolaser, uno glucometro che non punge. MILANO - Arriva dall'Italia uno strumento che potrebbe rivoluzionare la vita dei diabetici: si chiama Glycolaser ed è un apparecchio che misura la glicemia senza pungere il dito, sfruttando la luce laser.
LASER - L'apparecchio, grande poco più di un cellulare, “legge” la glicemia grazie alla luce laser (l'esatto funzionamento è coperto dal segreto del brevetto): basta che il paziente poggi il dito di fronte alla finestrella per avere in pochi secondi il risultato. Ideato da ingegneri italiani, è stato sperimentato su poco meno di 200 persone fra controlli e pazienti diabetici, misurando la glicemia a digiuno o dopo i pasti e confrontando i valori con quelli ottenuti col test standard sul sangue.
«In un caso su due i valori misurati erano all'interno degli standard di riferimento per la qualità dei glucometri: l'accuratezza si aggira attorno al 90 per cento - spiega Stefano Del Prato, presidente eletto della SID -. Sesso, età, condizione di digiuno o meno, uricemia e altri fattori non hanno avuto effetto sulle misurazioni».
RIVOLUZIONE - «I pazienti che l'hanno provato ci chiedevano di tenerlo - racconta Emanuele Bosi, coordinatore dello studio -. Poter misurare la glicemia senza il fastidio della puntura sarebbe infatti una rivoluzione epocale e non a caso in questo settore si sono fatti molti investimenti: Glycolaser pare al momento lo strumento più vicino a un uso reale in clinica, che migliorerebbe non poco la vita ai malati. Automatico, indolore, veloce, consente di non disseminare sangue e azzera il rischio di piccole infezioni che si ha con la puntura standard. Consentirebbe anche un risparmio non da poco: oggi un diabetico che debba controllare la glicemia sei o sette volte al giorno può spendere anche cinque euro di strisce, con uno strumento portatile di questo tipo si potrebbero fare molti più test senza costi aggiuntivi a parte quello dell'acquisto dello strumento. Ma ciò che conta ancora di più è il vantaggio clinico: tutti gli studi indicano che un monitoraggio glicemico strutturato e regolare migliora il controllo della glicemia anche nei diabetici di tipo due che non usano l'insulina, ma il monitoraggio è naturalmente molto più semplice e fattibile con un sistema che non implichi punture continue».
Come Funziona il Raggio Laser nei Misuratori di Glicemia
Ecco come agisce il dispositivo nel dettaglio: grande più o meno come un telefono cellulare, emana un raggio generato da un LED a infrarossi in grado di penetrare nella pelle sino a raggiungere il sangue ed essere assorbito dal glucosio; questo raggio viene, quindi, rimandato all’esterno con un’onda differente a seconda della concentrazione di glucosio.
I ricercatori nipponici si sono dichiarati sicuri che il nuovo test sarà in grado di offrire una percentuale di accuratezza superiore e permetterà di evitare le piccole punture con gli aghi che possono procurare disagio ad alcuni pazienti.
Diabete e Salute degli Occhi
Tratto dalle Lezioni di educazione sanitaria del prof. Per indicare una persona cara si suole dire: “mi è cara come una pupilla dei miei occhi”. Un modo comune di dire che ci fa comprendere quanto a cuore ci stia la nostra vista. Dobbiamo allora meravigliarci se ogniqualvolta sentiamo dire che il diabete minaccia i nostri occhi ci coglie uno stato d’ansia? Di solito, o svicoliamo o ne facciamo un dramma. Certo che è vero! Il diabete è causa di alterazioni dei piccoli vasi di quello strato interno dell’occhio che prende il nome di retina e sul quale si formano le immagini del mondo circostante proprio come fosse la pellicola della macchina fotografica.
Per essere sinceri, il diabete interessa tutti i piccoli vasi (arteriole, capillari e venule) del nostro corpo. La loro parete pur aumentando di spessore, diviene più debole e porosa. Inoltre, per vari motivi, tutti collegati con la glicemia molto alta, in questi vasellini dalle pareti fragili il sangue non scorre come dovrebbe e la sua circolazione diviene lenta. Spesso questo ristagnare della circolazione nei piccoli vasi porta alla loro definitiva chiusura, in quanto in essi il sangue così pigro forma come dei piccoli coauguli (chiamati trombi) che occludono il vasellino.
Le conseguenze sono evidenti e preoccupanti soprattutto nella retina e nel rene, nei quali la circolazione del sangue nei piccoli vasi è di tipo terminale. La parola terminale sta ad indicare il fatto che quando una di queste arteriole si occlude, il territorio da essa servito non riceve più sangue da nessun’altra parte. Nella retina del diabetico che per lunghi periodi mantiene la glicemia a livelli elevati, i vasellini della retina vanno incontro a fenomeni di sofferenza: si formano piccoli cedimenti della parete simili a piccoli sacchi, chiamati microaneurismi, piccole emorragie (microemorragie), raccolte di materiale di varia natura (microessudati) e spandimento di liquido (edemi). Questa è la così detta retinopatia di fondo, a cui nessun diabetico mal regolato sfugge dopo un certo numero di anni e alla quale, spesso, seppur con minore impegno e dopo un periodo molto più lungo, va incontro anche il diabetico con controllo diabetico soddisfacente.
Il timore, infatti, è che per effetto della chiusura di uno o più vasellini si formino delle zone d’ischemia. Il pericolo sta nel tentativo da parte dei vasi della retina di portare sangue nelle zone ischemiche. È come se da zone, visibili solo con la fluoro-angiografia retinica (o FAG), si alzasse un grido di allarme e una richiesta di aiuto. Questi vasellini, formatisi un po’ di fretta, essendo fragili, facilmente si rompono ed essendo superficiali rispetto alla retina, danno luogo ad improvvise emorragie davanti alla retina e dentro il corpo vitreo che le sta davanti.
Vogliamo allora trarre delle conclusioni serene anche se gli occhi ci stanno tanto a cuore? Anzitutto chi cura bene il suo diabete non ha nessun motivo per essere preoccupato. Certo che l’oculista ci deve visitare di tanto in tanto. Morale della favola. L’obiettivo che la ricerca scientifica persegue continuamente e che sarà, forse, raggiungibile tra qualche anno è quello di studiare, esaminare, diagnosticare ciò che si cela dentro l’Organismo umano senza bisogno di tagliare o usare aghi e sonde: “un giorno non dovremo tagliare il nostro corpo per sapere cosa succede al suo interno” ha dichiarato lo scienziato giapponese Thomas Wong.
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