Morire Dopo una Colonscopia: Cause e Responsabilità

La colonscopia è un esame diagnostico invasivo utilizzato per individuare patologie del colon-retto, come tumori, polipi e altre condizioni gastrointestinali. L'esame viene eseguito introducendo attraverso l’orifizio anale un colonscopio, un tubo flessibile dotato di una telecamera che trasmette immagini a un monitor visionato dall’operatore. Nonostante sia generalmente ben tollerato, possono verificarsi complicanze, sebbene numericamente modeste. In rari casi, queste complicanze possono portare al decesso del paziente.

Cause di Morte Dopo Colonscopia

Diverse cause possono contribuire al decesso dopo una colonscopia. Tra le più rilevanti troviamo:

  • Perforazione Intestinale: È la complicanza più seria, sebbene meno frequente. Si verifica quando lo strumento perfora le pareti dell’intestino, causando la fuoriuscita di materiale fecale nella cavità peritoneale. Il rischio di perforazione intestinale è stimato allo 0,2-1,0%. La perforazione dell'intestino può determinare la sepsi, condizione che può avere conseguenze fatali. La sepsi si verifica quando i batteri entrano nel flusso sanguigno ed il sistema immunitario non riesce a contrastarli. Ciò può determinare disfunzione d'organo.
  • Setticemia: L’infezione letale può essere provocata dalla perforazione di un diverticolo durante una colonscopia.
  • Lesione della Milza: In rari casi, la colonscopia può causare lesioni alla milza, associate a dolore addominale, spesso irradiato alla spalla sinistra. La maggior parte dei pazienti con lesione della milza riferiscono problemi da 24 a 48 ore dalla colonscopia.
  • Sovrainfezioni: In pazienti già compromessi da altre patologie, come broncopneumopatia cronica ostruttiva, possono insorgere sovrainfezioni causate da germi aggressivi e resistenti, portando a insufficienza multiorgano irreversibile.

Responsabilità Medica e Colpa Professionale

Un medico può provocare danni letali per colpa ma può essere dichiarato non punibile se rispetta le raccomandazioni delineate nelle linee guida e riportate nei protocolli sanitari. Tuttavia, la negligenza medica riguarda prevalentemente il periodo successivo alla verificazione del rischio. La letteratura scientifica indica che le lesioni gravi a causa di colonscopia variano tra lo 0,34% e il 2,5%. Ovviamente non tutti gli infortuni descritti sono ascrivibili a colpa medica.

Alcuni esempi di condotte mediche che possono configurare colpa professionale includono:

  • Esecuzione di una colonscopia diagnostica non indicata secondo le linee guida, né proporzionata alla specificità del caso.
  • Omessa effettuazione di un preliminare approfondimento diagnostico mediante metodiche meno invasive.
  • Omessa esecuzione di una adeguata preparazione intestinale.
  • Errata manovra dell’endoscopio, determinando una lacerazione della parete colica.
  • Mancanza di un follow-up appropriato e difficoltà nella diagnosi in caso dovessero sorgere complicazioni.
  • Uso scorretto dell'ansa diatermica, durante l'operazione di asportazione del polipo.

Il Caso di Nicoletta Bettucchi

Un caso emblematico è quello di Nicoletta Bettucchi, caporedattrice deceduta a seguito di una setticemia causata dalla perforazione di un diverticolo durante una colonscopia. Poco dopo l’esame, la donna lamentò dolori fortissimi all’addome ma fu dimessa dopo quattro ore con la prescrizione di un antibiotico. Nella serata del 10 settembre fu, però, riportata d’urgenza in ospedale a causa di un malessere grave e diffuso e fu sottoposta a due interventi chirurgici che, però, non ebbero alcun esito. Il medico esecutore dell'esame fu accusato di omicidio colposo, ma il processo ruotò attorno alle perizie mediche che attribuivano al medico una colpa lieve e, quindi, non punibile, poiché aveva seguito le raccomandazioni indicate da linee guida e buone pratiche clinico assistenziali.

Sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 1872/2022

Il Tribunale di Torre Annunziata, con la sentenza n. 1872/2022, ha riconosciuto un risarcimento di 253mila euro a una paziente che aveva subito danni a seguito di una colonscopia e polipectomia. La paziente riferì di aver riportato per errore medico una perforazione iatrogena del sigma di ampie dimensioni caratterizzata da abbondante contaminazione fecale peritoneale e da aria dal peritoneo al mediastino, definita "peritonite stercoracea". Assumeva che a causa della errata condotta professionale dei sanitari le erano residuati postumi gravi e più precisamente, una cicatrice xifopubica, cheloidea, adesa ai piani sottostanti, dolente, con associata diastasi dei muscoli retti dell'addome e laparocele, addome pendulo e poco trattabile alla palpazione profonda, con presenza di stomia laterale, tali da non consentirle di condurre una vita ordinaria. Il tribunale ha ritenuto comprovata almeno una delle condotte colpose (in sicuro rapporto eziologico con l'evento dannoso) allegate dall’uomo (uso scorretto dell'ansa diatermica, durante l'operazione di asportazione del polipo).

Prevenzione e Gestione delle Complicanze

Per minimizzare i rischi e gestire tempestivamente le complicanze, è fondamentale:

  • Valutare attentamente l'indicazione alla colonscopia, considerando alternative meno invasive.
  • Eseguire una preparazione intestinale adeguata.
  • Adottare la sedazione per migliorare la tollerabilità dell'esame e facilitare il lavoro dell'operatore.
  • Documentare accuratamente eventuali problemi incontrati durante la colonscopia.
  • Garantire un follow-up appropriato e una diagnosi tempestiva in caso di complicanze.

Il Principio di Diritto Affermato dalla Cassazione

La Corte di Cassazione ha affermato che lo specialista chiamato ad effettuare un esame diagnostico invasivo, prescritto dal medico di medicina generale, che comporti un ineliminabile quoziente di rischio per il paziente, deve preliminarmente procedere all'inquadramento anamnestico e clinico del paziente ed alla valutazione dell'adeguatezza dell'esame richiesto rispetto alle patologie sospettate, alle condizioni fisiche ed alla sintomatologia lamentata, nonché agli esiti di eventuali esami già svolti.

leggi anche: