Con l’arrivo dell’estate, la stagione del sole, delle vacanze e del caldo, la natura ci offre tanti modi per affrontare le alte temperature. Risveglia il gusto, regala energia e buonumore: è la frutta estiva e porta allegria. Fra questi campeggia il melone.
Origini e Coltivazione del Melone
L'origine dei melone è tuttora discussa ed incerta: se molti autori sono convinti che questo frutto sia oriundo dell'Asia, altrettanti considerano l'Africa come il suo vero Paese d'origine. In botanica, il melone è meglio conosciuto come Cucumis melo, appartenente alla famiglia delle Curcubitaceae. Il melone è una pianta piuttosto esigente in termini di clima, terreno ed umidità: i meloni di alta qualità commerciale possono essere coltivati, infatti, solamente nei paesi a clima caldo, in terreni profondi ed accuratamente drenati, con un basso grado di umidità. Proprio per le esigenze climatiche particolarmente elevate, i meloni sono coltivati soprattutto nelle serre.
Varietà di Meloni
È doverosa anzitutto una prima distinzione dei meloni, in funzione del consumo alimentare: esistono i meloni “frutto” ed i meloni “ortaggio”. I meloni “ortaggio” vengono raccolti prima della maturazione: esistono meloni amari (gruppo momordica), sfruttati per le loro proprietà medicamentose, perché miniera di vitamine antiossidanti, e meloni serpente o tortarello, utilizzati in insalate come i cetrioli. Molte le varietà: cantalupo, retato, giallo detto anche melone invernale, sardo, verde, serpente e pugliese, quest’ultimo più simile a un cetriolo.
Il melone frutto è un peponide dalla polpa arancione-gialla carnosa, succosa e dolcissima: il frutto è chiaramente distinguibile per le dimensioni imponenti e per il peso piuttosto importante (da 0,4 a 4 kg).
Il melone invernale, come preannuncia il termine medesimo, è tipico dei mesi freddi, in contrasto con le esigenze climatiche dei meloni estivi. I meloni invernali, del genere inodorus, presentano un pericarpo liscio e giallo, mentre la polpa è bianca e carnosa. Tra le varietà invernali più conosciute non può mancare il gigante di Napoli, caratterizzato da buccia sottile e verdognola, e polpa bianca particolarmente dolce. Il melone di Malta presenta invece una polpa verde particolarissima.
La qualità del melone si riconosce sia al tatto, che dal profumo: al tatto, il melone non deve risultare molle, poiché potrebbe essere acidulo e sgradevole, mentre il profumo, forte ed intenso, viene emanato dalla buccia ed è segnale di maturità del frutto.
Valori Nutrizionali del Melone
Arriviamo ora alla parte più interessante del melone: l'analisi nutrizionale. "Il frutto del melone presenta una polpa succosa, molto dolce, arancione-gialla a seconda delle varietà - spiega Gaia Gottardi, biologa, nutrizionista -. All’interno ritroviamo dei semi, imprigionati in una massa fibrosa e molliccia, di colore bianco ed appuntiti solo a un’estremità". Dolce, profumato e dissetante, "Il melone presenta un’altissima percentuale di acqua, circa il 90% del peso, fibre e piccole quantità di proteine e grassi, in tutto circa un 2% e una componente zuccherina che può superare anche il 13%: si consideri che meloni con percentuale inferiore al 10% di zuccheri sono considerati di scarsa qualità.
Il melone è fonte di potassio, calcolato intorno ai 333 mg per 100 grammi di prodotto; cospicua anche la quantità di fosforo (13 mg/100 g di melone), calcio e sodio (8 mg/100 g di prodotto). È ricco soprattutto di caroteni, potassio, fibre, acido folico, vitamina B3 (niacina), vitamina B5 (acido pantotenico) e vitamina B1 (tiamina). Questo frutto è una buona fonte di potassio, calcio, fosforo e magnesio, quindi il suo consumo può essere utile per integrare le perdite di sali minerali a causa della elevata sudorazione estiva. Contiene anche diverse vitamine del gruppo B, fondamentali per i processi cellulari e metabolici. Un aiuto per l’intestino pigro: La polpa del melone è composta principalmente da acqua e una non eccessiva quantità di fibre.
L’alto contenuto in vitamina A e C lo rendono un alimento antiossidante, di protezione dai radicali liberi prodotti durante lo stress ossidativo, grazie anche alla presenza di alfa-carotene, luteina, zeaxantina e flavonoidi come la luteolina". Una curiosità legata a questo alimento? Stimola la produzione di melanina e risulta efficace nella protezione della nostra pelle dalle radiazioni solari.
Il melone contiene anche adenosina, una sostanza che negli Stati Uniti viene utilizzata nei pazienti che soffrono di angina. In medicina popolare, il melone è ritenuto un ottimo depurativo, diuretico e rinfrescante; inoltre, sotto forma di impacchi, si rivela particolarmente indicato per trattare bruciature e scottature (proprietà lenitive).
Tanta acqua e potassio in una fetta- "Il melone è un alleato per contrastare la ritenzione idrica e favorire un’azione depurativa e diuretica con una conseguente riduzione della pressione arteriosa".
Tabella Nutrizionale del Melone (per 100g)
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Potassio | 333 mg |
| Fosforo | 13 mg |
| Calcio | 8 mg |
| Sodio | 8 mg |
| Acqua | Circa 90% |
| Zuccheri | Fino al 13% |
Melone, Glicemia e Diabete
Melone calorie e quantità da consumare- Il potere calorico del melone è basso, intorno alle 45 kcal per 100 grammi, il che lo rende un alimento adatto anche ai regimi dietetici: si consigliano porzioni di circa 150 grammi da poter consumare sia a merenda che all’interno dei pasti principali. E per chi soffre di iperglicemia o di diabete? "Il melone presenta un indice glicemico piuttosto alto ma bisogna considerarne il carico glicemico che in questo caso è basso: non è necessario allontanarlo, ma consumarne una porzione ridotta". Il melone può essere consumato da chi soffre di diabete di tipo 2. La porzione è sui 100 g. L'importante è che il consumo della frutta sia inserito nell'insieme dell'alimentazione giornaliera per non introdurre troppi zuccheri.
Sì, con moderazione: il melone ha un indice glicemico medio-alto, ma un carico glicemico basso. Spesso i frutti contenenti più zuccheri vengono banditi ai diabetici. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.Frutta per diabetici: come comportarsi?Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia, prediabete e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta. Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico.
In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta più zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.Chi soffre di iperglicemia e diabete di tipo 2 dovrebbe consumare una porzione di frutta che contenga al massimo 15 g di carboidrati/zuccheri. A quanto corrisponda la porzione di frutta non è facile da determinare, dipende innanzitutto dalla quantità di zuccheri presenti nel frutto.
Si può fare un pasto di sola frutta? No. È importante fare attenzione al consumo di frutta dopo un pasto già ricco di carboidrati. Può capitare che il diabetico verifichi la glicemia alta e che ne attribuisca la causa alla frutta. In realtà è il carico glicemico del pasto ad essere stato eccessivo.
È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Ecco la spiegazione: alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.
Convivere con il diabete di tipo 1 non significa doversi privare della frutta! Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.
Consigli Finali
Possiamo consumarlo quotidianamente, ma è importante ricordare che, come tutti gli alimenti, anche il melone va mangiato con moderazione. Se si desidera mangiarne di più, si può optare per mezzo melone, preferibilmente abbinandolo a un secondo piatto e a un contorno di verdure. Ad esempio, è molto apprezzato il piatto melone e prosciutto, un abbinamento fresco e gustoso.
Poiché i meloni crescono direttamente sul terreno , le bucce possono essere contaminate da rifiuti animali o umani, o dalle mani del raccoglitore o di chi li maneggia. Prima di tagliarli, si raccomanda di spazzolarli e sciacquarli con cura. Se vuole avere indicazioni precise per il suo caso specifico, Le consiglio di parlarne con il suo medico o con un professionista della nutrizione che possa visitarla perché io ignoro praticamente tutto della sua situazione. Dr. NB.
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