Radiografia vs. Risonanza Magnetica: Un Confronto Dettagliato

Frequentemente, risonanza magnetica ed RX vengono tra loro confuse. Malgrado per caratteristiche possano apparire non troppo difformi, tra le due esistono tuttavia differenze sostanziali. Si è infatti in presenza di due tecnologie diagnostiche che differiscono non soltanto nelle fasi di esecuzione, ma anche per il genere di informazioni che danno modo di ottenere.

Radiografia (RX)

Messa a punto tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, la radiografia (o RX) rappresenta una tecnica di tipo diagnostico che funziona per via dell’azione dei raggi X. Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario.

Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi. Il mezzo di contrasto, eventualmente, potrà servire per rendere più evidente la superficie dell’organo o del tessuto da analizzare.

Analogamente alla risonanza magnetica, questo genere di esame viene condotto sia da un medico specializzato in radiologia sia da un tecnico radiologo. L’RX è una tecnica le cui fasi sono perfezionabili nel giro di davvero poco tempo.

Nelle strutture ossee, la radiografia è ad esempio capace di risaltare la presenza d’una frattura. A livello polmonare, la radiografia è invece in grado di evidenziare formazioni cancerose.

Nel corso della radiografia, il radiologo può disporre di diverse soluzioni. In altre parole, avrà la possibilità di far posizionare il paziente sia in piedi che disteso. Nel caso in cui le zone interessate dall’esame siano le articolazioni, queste possono essere osservate sia in fase di rilassamento che sotto sforzo.

Di frequente, le radiografie vengono temporalmente comparate, in maniera tale da verificare ad esempio l’ottimale guarigione di un osso.

La radiografia (RX) è un esame diagnostico che attraverso l’uso di radiazioni elettromagnetiche (note anche come raggi X), analizza parti specifiche dell’apparato scheletrico individuando eventuali problematiche. La radiografia ha una durata solitamente molto breve (sono sufficienti al massimo 10 minuti) ed è necessario rimanere quanto più fermi possibile per permettere al macchinario di effettuare l’esame in modo preciso.

Sulla pellicola dei raggi X le ossa appaiono bianche a contrasto con lo sfondo nero del resto del corpo e dei tessuti molli. Questo permette quindi allo specialista di individuare eventuali problematiche. L’alta risoluzione di contrasto dell’immagine consente di diagnosticare facilmente traumi e patologie ossee.

Si tratta quindi di un primo fondamentale studio degli organi interni delle regioni toraciche e addominali. L’esame completo dura pochi minuti e comprende il posizionamento del paziente da parte del tecnico di radiologica. Le radiografie, che consistono nell’acquisizione di immagini attraverso l’erogazione di radiazioni ionizzanti, sono gli esami più erogati in Radiologia.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Radiografia

Alcune controindicazioni della radiografia possono essere costituite dagli effetti potenzialmente dannosi che i raggi X causerebbero nei confronti di alcune parti del corpo, come i testicoli. Per tale motivo, attualmente l’RX viene prescritta con molta cautela. L’utilizzo di alcuni ausili, come degli schermi in piombo, protegge ad esempio le donne da danni alle ovaie.

La principale controindicazione all’effettuazione di una radiografia è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente. Come per la radiografia, la maggiore controindicazione per una TC riguarda lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente.

Il personale sanitario, nel momento in cui l’esame viene effettuato, si sposta verso un ambiente adiacente. Ciò nonostante, in generale è possibile affermare che non si tratta di un esame pericoloso.

Risonanza Magnetica (RM)

La risonanza magnetica costituisce una metodologia diagnostica che si avvale delle proprietà magnetiche dei nuclei di alcuni elementi chimici. Essa si caratterizza per un grado di invasività piuttosto basso, dato che non si serve di alcuna radiazione ionizzante.

Il suo campo di azione è essenzialmente circoscritto a quelli che vengono chiamati tessuti molli. Diversi studi condotti di recente sono giunti alla conclusione che la risonanza magnetica, per via del proprio funzionamento, non sortisce alcun tipo di danno per la salute del paziente. La procedura non comporta alcun rischio per l’essere umano che a seconda del caso, potrà anche ripetere l’esame a breve distanza di tempo.

Ad oggi, è ormai possibile sottoporsi ad una risonanza magnetica nella stragrande maggioranza delle cliniche e degli ospedali. Trattandosi di una tecnica radiologica, eseguirla ed interpretarne i dati che ne risulteranno costituiscono due incombenze che spettano solo al medico radiologo.

La risonanza magnetica basa il proprio funzionamento sulla presenza di grossi magneti. Questi ultimi avranno il compito di dar vita a dei campi magnetici che modificheranno l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle cellule dei tessuti che si andranno ad analizzare.

L’immagine che ne risulterà sarà di tipo tridimensionale. Di rado, lo svolgimento della risonanza magnetica rende indispensabile l’uso del mezzo di contrasto. Questa necessità emerge nel momento in cui il radiologo esprime l’esigenza di ottenere un’immagine ancora più dettagliata.

Nel caso della risonanza magnetica classica, ossia quella chiusa, il macchinario presenta una conformazione che somiglia a quella di un cilindro. Durante tutto lo svolgimento dell’esame, l’utente potrà avvalersi di un altoparlante e di una telecamera per comunicare col personale medico.

Prima di ogni cosa, egli dovrà compilare un questionario nel quale comunicare la presenza eventuale di condizioni che potrebbero ostacolare il corretto svolgimento della risonanza. Prima di far adagiare l’utente su un lettino, il personale medico gli fornisce una serie di indicazioni utili, concernenti quel che è libero di fare durante l’esame e quello che al contrario non può fare.

Il tecnico radiologo consegnerà un insieme di oggetti, dai cuscini fino ad arrivare a dei tappi per le orecchie, volti a rendere la risonanza meno stressante e più confortevole.

La risonanza magnetica viene solitamente effettuata per esaminare i diversi organi, lo scheletro o le articolazioni, a seconda della patologia presentata dal paziente. Si tratta di una procedura abbastanza semplice: il paziente si sdraia su un lettino in posizione supina e viene inserito in un “tubo” aperto alle estremità nel quale viene sottoposto ad un forte campo magnetico.

Grazie a questo procedimento i nostri protoni acquistano energia e seguono l’andamento del campo magnetico. Una volta che quest’ultimo viene spento, gli atomi tornano a muoversi nella direzione originale emettendo così un segnale che verrà intercettato per creare un’immagine.

Il referto, rappresentato su diversi piani (sagittale, coronale e assiale), sarà molto più dettagliato rispetto a quello di un esame RX. L’acquisizione delle varie sequenze che completano lo studio può durare dai 15 minuti alle due ore in base al tipo di esame. La risonanza magnetica (RM) è invece un’esame basato sull’utilizzo di campi magnetici che non espone quindi il paziente a nessun tipo di radiazioni ionizzanti. Anche in questo caso si tratta di un esame indolore.

Un computer aziona i componenti magnetici creando immagini estremamente dettagliate delle strutture corporee. È possibile sottoporsi più volte, anche a intervalli ravvicinati, alla risonanza magnetica in quanto non utilizza radiazioni ma campi magnetici.

In questa situazione, i protoni dell’idrogeno contenuto nel corpo si allineano in direzione dell’asse del campo magnetico. L’utilizzo di mezzi di contrasto allunga i tempi medi dell’esame poiché comporta l’acquisizione di sequenze aggiuntive dopo la somministrazione endovenosa del farmaco.

Per le patologie muscolo-scheletriche è in genere migliore della Tac. La risonanza magnetica è una delle tecnologie più avanzate della radiologia moderna, l’esame di risonanza magnetica consente di creare immagini dettagliate e precise e di guardare il corpo da quasi ogni punto di vista, sia come un volume, sia come un singolo strato di una parte del corpo.

Controindicazioni della Risonanza Magnetica

Prima di essere sottoposti all’esame il personale sanitario si accerterà che non siano presenti pace-maker, clip vascolari e protesi metalliche anche se da diverso tempo la maggior parte dei metalli usati in campo medico sono compatibili con la risonanza magnetica. Il paziente si sdraia su un lettino all’interno del macchinario e dovrà seguire le indicazioni fornite dal tecnico di radiologia attraverso un microfono.

È fondamentale comunicare la presenza di pacemaker, protesi ed eventuale materiale metallico nel proprio corpo. La risonanza magnetica è generalmente sicura, ma presenta controindicazioni per le persone con dispositivi metallici impiantati, come pacemaker, impianti cocleari, o protesi metalliche.

Differenze Chiave tra Radiografia e Risonanza Magnetica

Detto questo, è evidente che tra la radiografia e la risonanza magnetica esistono delle differenze. Il primo elemento differenziante concerne i costi. La radiografia comporta infatti una spesa decisamente più contenuta. Visto tuttavia l’uso dei raggi X, non è possibile sostenere che la radiografia rappresenti un esame non invasivo.

Se è vero che l’RX è infatti efficace nel diagnosticare ad esempi degli stati artrosici, è altrettanto vero che la sua efficacia viene sensibilmente limitata se ad esempio si dovessero diagnosticare delle problematiche che interessano sia il tendine che il muscolo. Ad influenzare direttamente gli ambiti diagnostici di entrambi sono gli strumenti di cui ciascuno giova. Nella risonanza magnetica si utilizzano esclusivamente dei campi magnetici.

Caratteristica Radiografia (RX) Risonanza Magnetica (RM)
Tecnologia Radiazioni elettromagnetiche (raggi X) Campi magnetici e onde radio
Invasività Utilizzo di radiazioni ionizzanti (potenzialmente dannose) Non invasiva (senza radiazioni ionizzanti)
Tempo di esecuzione Breve (circa 10 minuti) Variabile (15 minuti - 2 ore)
Costo Più economico Più costoso
Applicazioni principali Fratture ossee, anomalie polmonari, artrosi Tessuti molli, legamenti, tendini, cervello, colonna vertebrale
Controindicazioni Gravidanza Dispositivi metallici impiantati (pacemaker, protesi)

Considerazioni Finali

Come in ciascun esame diagnostico, cosa buona e giusta sarà, prima di sottoporvisi, acquisire una serie di specifiche informazioni. La diagnostica per immagini è una risorsa estremamente preziosa per la cura del paziente. È bene ricordarsi che, nel mondo della medicina, gli esami diagnostici non danno sempre tutte le risposte.

A volte servono, altre volte la risposta si trova parlando, eseguendo dei test clinici diagnostici specifici (di movimento ad esempio) o altri esami di natura diversa. Inoltre, seconda cosa molto importante, l’esito di un esame diagnostico va sempre interpretato e contestualizzato dallo specialista.

Quando il medico prescrive un’indagine diagnostica, può capitare di sentirsi confusi davanti a nomi come radiografia, risonanza magnetica e TAC. È sempre il medico che, valutando la situazione, decide quale esame è più adatto, tenendo conto dei benefici e dei possibili rischi.

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