Malattia di Wilson: Risonanza Magnetica e Aspetti Clinici

La malattia di Wilson è una malattia rara su base genetica a trasmissione ereditaria che comporta l'accumulo di rame in alcuni tessuti e organi. E' una malattia genetica caratterizzata da un accumulo eccessivo, quindi tossico, di rame nell’organismo, in particolare nel fegato e nel cervello. Anche altri organi possono essere coinvolti, per esempio occhi, reni, ossa, ecc. È considerata una malattia rara e colpisce circa 1 caso ogni 30.000-100.000 persone. I portatori hanno una frequenza di 1:100.

Il gene normalmente codifica per un'ATPasi di trasporto di tipo P che ha la funzione di regolare l'efflusso di rame dall'epatocita nella bile e il suo legame alla ceruloplasmina. Le mutazioni sono rilevate nel 90% dei soggetti. Attualmente, sono note 40 varianti del gene ATP7B e più di 400 mutazioni dello stesso sono associate alla malattia di Wilson; solo poche tra queste però sono comuni, con prevalenza che varia in base all'etnia. La malattia è ereditata con modalità autosomica recessiva. La maggior parte non ha una storia familiare della malattia.

Manifestazioni Cliniche

Nei giovani e negli adulti il danno del sistema nervoso si può manifestare con tremori, alterazioni del tono muscolare, difficoltà ad articolare le parole, movimenti involontari. Quando l'accumulo di rame coinvolge l'apparato oculare compare un anello corneale, visibile con lampada a fessura, l'anello di Kayser-Fleischer, elemento utile alla diagnosi.

In tutti i casi il trattamento deve essere proseguito per tutta la vita. Prima si inizia la terapia, migliore sarà la prognosi e la qualità della vita.

Commento all’articolo di Angelini L, Terranova R, Lazzeri G, van den Berg KRE, Dirkx MF, Paparella G

Il tremore è un movimento involontario, ritmico e oscillatorio, ed è una delle manifestazioni più frequenti tra i disordini del movimento. L’attuale classificazione del tremore suggerisce un approccio a due assi: la descrizione delle caratteristiche cliniche tramite l’asse 1 permette di definire una sindrome tremorigena, che a sua volta può essere inquadrata in una specifica eziologia nell’asse 2.

Le indagini di laboratorio e genetiche hanno un ruolo limitato nella definizione delle caratteristiche cliniche, ma sono di fondamentale importanza per l’inquadramento eziologico del tremore. Esami di laboratorio di screening sono utili per escludere cause trattabili di tremore, come ad esempio ipertiroidismo o squilibri elettrolitici, e per supportare la diagnosi di specifiche cause genetiche, come l’aceruloplasminemia o la Malattia di Wilson.

Numerose patologie ad eziologia genetica nota possono manifestarsi con tremore associato ad altri segni, tra cui distonie, parkinsonismi ereditari e patologie con coinvolgimento cerebellare, ed è fondamentale in questi casi l’individuazione delle mutazioni sottostanti. Reperti di neuroimaging suggestivi o quadri clinici più complessi possono suggerire malattie rare come le neurodegenerazioni con accumulo cerebrale di ferro (NBIA), le calcificazioni cerebrali familiari primarie (PFBC) o diverse aneuploidie, che possono presentare il tremore tra gli altri sintomi.

Neurofisiologia e Diagnosi del Tremore

La neurofisiologia è uno strumento fondamentale per una corretta diagnosi del tremore e per una misurazione oggettiva delle caratteristiche che possono facilitarne l’inquadramento nelle diverse sindromi cliniche. L’elettromiografia (EMG) e gli accelerometri sono gli strumenti più utilizzati per lo studio del tremore nella pratica clinica.

Nello spettro di frequenza, il tremore presenta un picco netto e stretto che riflette la natura oscillatoria di questo movimento. Le principali sindromi tremorigene si presentano con una frequenza tra 4 e 8 Hz, con alcune eccezioni rappresentate dall’alta frequenza nel tremore ortostatico (13-18 Hz) e dalla bassa frequenza nel tremore di Holmes e nella mioritmia (<4-5 Hz).

L’ampiezza del tremore è misurata indirettamente dalle metodiche neurofisiologiche, è correlata alla severità clinica da una relazione logaritmica, e può essere utilizzata per la valutazione dell’efficacia delle terapie. L’EMG e gli accelerometri permettono inoltre di studiare l’effetto sul tremore di diversi fattori, tra cui i cambiamenti delle condizioni di attivazione, l’aggiunta di un peso sull’arto affetto, e movimenti ripetitivi o ballistici con l’arto controlaterale.

Infine è possibile lo studio di diversi parametri tra cui il pattern di contrazione muscolare, la coerenza delle oscillazioni tra diverse parti del corpo, la morfologia dei burst EMG, e l’identificazione di correlati corticali tramite l’uso contemporaneo di metodiche aggiuntive come l’elettroencefalogramma.

Alle due metodiche di uso routinario si aggiungono una serie di tecniche innovative che attualmente sono utilizzate soprattutto in ambito di ricerca, ma che posso trovare utilità in un futuro prossimo come implementazione tecnologica nella pratica clinica. Tra queste rientrano i sistemi optoelettronici e le registrazioni video per l’analisi del movimento, le tavolette grafiche per l’analisi del disegno e della scrittura, l’analisi della voce, e tecniche laboratoristiche di stimolazione elettrica e magnetica.

La Sindrome di Mowat-Wilson

La sindrome di Mowat-Wilson (MWS) è una rara condizione genetica caratterizzata da un fenotipo cranio-facciale tipico, disabilità intellettiva moderata-severa, epilessia e anomalie congenite multiple quali malattia di Hirschsprung (HSCR), anomalie genitourinarie, cardiopatie congenite, agenesia del corpo calloso e anomalie oculari. Sono stati descritti in tutto il mondo circa 250 pazienti ed è certamente sotto-diagnosticata.

E' causata da una mutazione o delezione nel gene Zinc finger homeobox 1 B (ZEB2), scoperto nel 2001, che è espresso nell'encefalo umano fino al midollo spinale. E' stato dimostrato nel topo che il gene Zfhx1b è necessario per un corretto sviluppo del cervello. Il coinvolgimento neurologico è un aspetto importante nella MWS: disabilità intellettiva da moderata a severa è presente in tutti i pazienti, l'epilessia si riscontra nel 70-75% dei casi, con un aspetto caratteristico ed è dipendente all'EEG.

Sono comuni malformazioni a livello encefalico, in particolare l'agenesia del corpo calloso, ma non è stata focalizzata l'attenzione sul confronto dei dati di risonanza magnetica (MRI) in una popolazione di pazienti affetti. Ci proponiamo di studiare le caratteristiche della MRI dell'encefalo in un gruppo di 25 bambini affetti con differenti tipi di mutazione nel gene ZEB2, con l'obiettivo di delineare possibili fenotipi clinici caratteristici della MRI, utili ai medici ai fini di un sospetto diagnostico precoce con pianificazione dei test genetici corretti.

I dati verranno inseriti in un database internazionale per migliorare la conoscenza di questa condizione e per aprire la strada a studi futuri sul ruolo del gene ZEB2 nello sviluppo dell'encefalo umano. La diagnosi precoce ha come naturale conseguenza il miglioramento della salute del bambino con MWS, con attivazione di un follow-up clinico assistenziale adeguato, la conoscenza della storia naturale della malattia, con approcci terapeutici mirati.

Radiologia Interventistica e Cirrosi Epatica

La cirrosi epatica è una malattia cronica e degenerativa del fegato. Le cellule del fegato vengono distrutte da ripetuti insulti per cui l’architettura di questo organo viene completamente sostituita da cicatrici, fibrosi e noduli di rigenerazione. Le cause sono molteplici: infezioni da virus dell’epatite, epatiti autoimmuni, abuso di alcol, di alcuni farmaci, alcune malattie dismetaboliche, occlusione dei dotti biliari, etc.

La prima fase della malattia, di solito, non causa disturbi (sintomi) e può capitare che venga scoperta per caso durante analisi cliniche eseguite per altre ragioni. Successivamente, in periodi variabili da persona a persona, compaiono disturbi che includono: prurito, stanchezza, secchezza degli occhi e della bocca, dolori alle ossa e alle articolazioni, dolore o fastidio nella parte superiore destra della pancia (addome), problemi a dormire la notte e sentirsi molto assonnati durante il giorno, vertigini quando ci si alza in piedi (ipotensione posturale o ortostatica).

È importante ricordare che non sempre l’intensità dei disturbi (sintomi) è correlata al livello di danno del fegato.

Il radiologo interventista esegue la biopsia epatica ed esegue molteplici procedure che gestiscono le complicanze legate alla cirrosi (dalla ipertensione portale, alle varici, l’ascite, il tumore epatico, etc).

leggi anche: