Risonanza Magnetica: Funzionamento e Applicazioni

La risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico avanzato che permette di ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo umano senza l’uso di radiazioni ionizzanti. La risonanza magnetica (RM), anche detta risonanza magnetica nucleare (RMN) sfrutta un potente campo magnetico e onde radio per ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo.

L’avvento della Risonanza Magnetica ha rivoluzionato la medicina nucleare, offrendo un metodo di imaging privo di radiazioni e in grado di fornire informazioni dettagliate sulla struttura e sulla funzionalità degli organi interni. A differenza di altri esami diagnostici, come la TAC o la radiografia, la risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti: ecco perché risulta una scelta più sicura in molte situazioni.

Viene prescritta quando è necessario un livello di dettaglio superiore rispetto ad altri esami di imaging, offrendo un’indagine accurata e non invasiva. Approfondiamo il suo funzionamento, le diverse tipologie disponibili e le principali indicazioni cliniche. Cos’è la risonanza magnetica, come viene eseguita, a cosa serve e quando il medico può prescriverla? Scopriamolo insieme.

Come Funziona la Risonanza Magnetica

La Risonanza Magnetica si basa sull’interazione tra un forte campo magnetico e le onde di radiofrequenza. Il principio alla base di questa tecnologia è la risonanza dei nuclei di idrogeno presenti nel nostro corpo. Gli atomi di idrogeno, abbondanti nei tessuti biologici, vengono allineati dal campo magnetico generato dal macchinario.

Durante l’esame, il paziente si sdraia su un lettino che scorre all’interno di un cilindro, dove un magnete crea un campo magnetico stabile. La risonanza magnetica è basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e onde di radiofrequenza al distretto corporeo di interesse. Il paziente viene invitato a sdraiarsi su un lettino che slitta all'interno del macchinario per la risonanza magnetica e a rimanere immobile per l'intera durata dell'esame.

Attraverso degli impulsi di radiofrequenza emessi dai gradienti i protoni tendono a modificare la loro posizione iniziale imposta dal campo magnetico statico e questo movimento dei protoni porta alla liberazione di energia, che viene raccolta dal macchinario e inviata ad un computer in grado di tradurre questa energia in immagini.

Mediante l’emissione di onde di radiofrequenza e sfruttando processi biochimici, il macchinario acquisisce immagini del corpo umano in tre dimensioni in alta risoluzione. Quando l’impulso di RF viene interrotto, i protoni rilasciano energia tornando alla loro posizione iniziale. Il segnale grezzo viene processato attraverso algoritmi di Fourier e trasformato in immagini digitali ad alta risoluzione.

Il paziente è invitato a sdraiarsi su un lettino che slitta all’interno del macchinario per la risonanza magnetica e a rimanere assolutamente immobile per l’intera durata dell’esame.Sfruttando dei processi biochimici, tramite l’emissione di onde di radiofrequenza, il macchinario acquisisce delle immagini del corpo umano in tre dimensioni in alta risoluzione.

Tipologie di Risonanza Magnetica

Esistono diverse tipologie di risonanza magnetica che possono essere eseguite, che variano in base al tipo di indagine da effettuare. Le principali sono le seguenti:

  • Risonanza magnetica con e senza contrasto: In alcuni casi, per migliorare la visibilità di particolari strutture o anomalie, viene somministrato un mezzo di contrasto a base di Gadolinio. Questo aiuta a evidenziare meglio infiammazioni, tumori e alterazioni vascolari.
  • Risonanza magnetica aperta e chiusa: La RM tradizionale prevede un macchinario a tunnel, ma esistono anche versioni aperte, pensate per pazienti claustrofobici o con esigenze specifiche. La risonanza magnetica può essere anche "aperta", il macchinario in questo caso è aperto ai lati e le due porzioni del magnete si trovano sopra e sotto il paziente.
  • Risonanza magnetica funzionale (fMRI): Questo tipo di RM viene utilizzato soprattutto in neurologia per studiare l’attività cerebrale.

Quest'ultima distinzione è la prima che salta agli occhi di un utente poco esperto in quanto è diventato di dominio pubblico affiancare alla parola RMN l’intensità di campo che viene espressa in Tesla (di solito per uso clinico da 0,2 Tesla a 3 Tesla). Generalmente, un macchinario ad alto campo è in grado di produrre un campo magnetico statico superiore a 0,5 Tesla, che rappresenta l'unità di misura della intensità di campo magnetico.

Risonanza Magnetica Aperta

Al Centro Medico San Jacopo di Agliana è disponibile una Risonanza Magnetica aperta articolare, un significativo passo avanti rispetto alle apparecchiature tradizionali a tunnel. Uno dei limiti della RM consiste nella modalità stessa di esecuzione dell’esame, che prevede l’inserimento del paziente in un “tubo” chiuso per diversi minuti. Nei soggetti che soffrono di claustrofobia, nei bambini, negli anziani e nelle persone obese, questo può effettivamente rappresentare un problema, che in molti casi rende impossibile eseguire correttamente il test.

Per questo motivo, già da qualche anno si sta diffondendo l’impiego di un macchinario chiamato risonanza magnetica aperta, che invece di essere strutturata come un cilindro chiuso è aperto su uno dei due lati (a forma di C, per intenderci). Questo macchinario consente di acquisire le immagini necessarie bypassando il problema, ma presenta un minor potere di risoluzione. Può essere utilizzato anche in sala operatoria durante un intervento chirurgico.

Questo aspetto è molto importante per vari fattori; anzitutto, il macchinario aperto è accessibile anche a persone che soffrono di claustrofobia, attacchi di panico, obesità o sovrappeso, facilitando molto l’esame. Sebbene l’intensità del campo magnetico sia minore, le risonanze a basso campo sono in grado di offrire immagini di alta qualità, specialmente nella ricerca di patologie articolari o del rachide.

Grazie alla disponibilità di un’apparecchiatura RM aperta, il Centro Medico San Jacopo di Agliana garantisce un’esperienza più confortevole per i pazienti, migliorando l’accessibilità a questa fondamentale indagine diagnostica. Il centro dispone di una risonanza magnetica aperta di ultima generazione, che garantisce una precisione e risoluzione delle immagini molto accurata, oltre che una migliore esperienza per il paziente.

Applicazioni Cliniche della Risonanza Magnetica

Grazie alla sua versatilità, la risonanza magnetica rappresenta un esame diagnostico fondamentale in molteplici specialità mediche. La Risonanza Magnetica viene impiegata in numerosi ambiti della medicina grazie alla sua elevata capacità di dettaglio e alla possibilità di ottenere immagini in più piani senza dover ricorrere a mezzi di contrasto iodati. La RM può essere eseguita su diversi distretti del corpo, tra cui cervello e colonna vertebrale, articolazioni e muscoli, organi interni come fegato, cuore, reni e intestino, per esami più approfonditi.

Come spiegato, la risonanza magnetica è un esame di imaging molto versatile, con applicazioni pratiche in svariati campi della medicina, che il medico potrebbe prescrivere al paziente per numerosi scopi. In genere, viene utilizzata per diagnosticare o valutare le seguenti condizioni patologiche, danni subiti dal paziente, tumori e problemi ossei, tra cui i seguenti:

  • Aneurismi dei vasi cerebrali
  • Disturbi dell’occhio e dell’orecchio interno
  • Sclerosi multipla
  • Disturbi del midollo spinale
  • Ictus
  • Tumori
  • Lesione cerebrale da trauma
  • Dimensione e funzione delle camere cardiache
  • Spessore e movimento delle pareti del cuore
  • Entità del danno causato da attacchi di cuore o malattie cardiache
  • Problemi strutturali nell’aorta, come aneurismi o dissezioni
  • Infiammazione o blocchi nei vasi sanguigni
  • Tumore a: fegato e vie biliari, reni, milza, pancreas, utero, ovaie, prostata, ossa e tessuti molli, seno (insieme a una mammografia)
  • Anomalie articolari causate da lesioni traumatiche o ripetitive, come lacerazione della cartilagine o dei legamenti
  • Anomalie del disco nella colonna vertebrale
  • Infezioni ossee

Insomma, le applicazioni diagnostiche della RM sono davvero numerose, il che rende questo esame davvero prezioso nell’ambito della medicina nucleare.

Preparazione e Procedura

Prima dell’esame, il paziente riceverà istruzioni specifiche dal personale medico o tecnico sulla preparazione necessaria. Queste istruzioni possono includere il digiuno per alcune ore, la rimozione di oggetti metallici (come gioielli e apparecchi acustici) e la vestizione con indumenti ospedalieri.

Il paziente viene quindi posizionato sulla lettiga della RM. La lettiga del paziente viene quindi spinta all’interno del tunnel o dell’anello della macchina, dove avverrà l’acquisizione delle immagini. Durante l’esame, il paziente rimarrà in comunicazione costante con il personale medico o tecnico attraverso un microfono o un sistema di interfono.

Durante l’esame, vengono inviati impulsi radio e campi magnetici per creare i segnali utilizzati per generare le immagini. Il paziente deve rimanere il più immobile possibile durante questo processo per evitare artefatti nelle immagini.

Controindicazioni

Non tutti i soggetti possono sottoporsi a una risonanza magnetica, proprio a causa dell’utilizzo del campo magnetico alla base del suo funzionamento. In genere la presenza di metallo nel corpo può rappresentare un pericolo per la sicurezza se attratto dal magnete, ma anche se non viene attratto può comunque influenzare la qualità delle immagini acquisite.

A meno che il dispositivo in possesso del paziente non sia certificato come sicuro per la risonanza magnetica, non possono sottoporsi a una risonanza magnetica i soggetti con:

  • Protesi articolari metalliche
  • Valvole cardiache artificiali
  • Defibrillatore cardiaco impiantabile
  • Pompe impiantate per l’infusione di farmaci
  • Stimolatori nervosi impiantati
  • Pacemaker
  • Clip in metallo, perni metallici, viti, placche, stent o graffette chirurgiche
  • Impianti cocleari
  • Un proiettile, una scheggia o qualsiasi altro tipo di frammento metallico
  • Dispositivo intrauterino

Anche i tatuaggi potrebbero creare problemi, a causa dell’impiego di alcuni inchiostri contenenti metalli. Portatori di dispositivi metallici o elettronici: pacemaker, neurostimolatori, defibrillatori impiantabili e alcune protesi metalliche possono interferire con il campo magnetico.

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