La lussazione ricorrente della spalla è una condizione medica in cui l’articolazione esce ripetutamente dalla sua posizione normale, causando dolore e una significativa instabilità articolare. Si parla di “lussazione ricorrente” quando la spalla si lussa più volte, spesso a seguito di una guarigione non ottimale (o insufficiente) dopo il primo episodio. Per lussazione si intende la completa perdita dei rapporti tra i capi articolari di un’articolazione, mentre una perdita parziale è definita sub-lussazione.
Tipi e Cause di Lussazione
Le lussazioni gleno-omerali possono essere anteriori o posteriori, in base alla dislocazione della testa omerale. Alcuni tipi di attività sportiva (basket, tennis, baseball, pallavolo) sollecitano particolarmente l’articolazione tra scapola e omero, aumentando la probabilità di eventi traumatici. Anche le cadute e gli incidenti stradali (ciclistici e motociclistici soprattutto) rientrano nelle cause più comuni di lussazione della spalla. Infine, alcune persone sono geneticamente predisposte a lussazioni a causa di strutture capsulo-legamentose e tendinee lasse o alterazioni delle superfici articolari (displasia della spalla).
Diagnosi
Identificare una lussazione della spalla avviene attraverso un esame fisico accurato e l’uso di strumenti diagnostici come raggi X, TC (tomografia computerizzata) o RM (risonanza magnetica), utili per visualizzare la posizione dell’omero e lo stato dei tessuti circostanti. I sintomi comuni includono dolore improvviso, incapacità di muovere l’articolazione e un’evidente deformazione della zona articolare.
Nella lussazione recente di spalla (poche ore) si deve ricorrere ad una riduzione d’urgenza previo accertamento di eventuali complicanze ossee (tramite RX in doppia proiezione) e nervose. Successivamente la spalla va immobilizzata con bendaggio/tutore per circa 30 giorni. In seguito sarà necessario un periodo di riabilitazione funzionale ed idrokinesiterapia.
Trattamenti Chirurgici
Le tecniche chirurgiche possono variare in base al tipo di lussazione e al danno specifico. Le procedure possono andare dalla riparazione dei tessuti molli interni a interventi più complessi come la ricostruzione ossea o la modifica della forma delle componenti articolari per prevenire future lussazioni.
Stabilizzazione Artroscopica
Nelle prime settimane dopo la riduzione della lussazione e l’immobilizzazione della spalla, è fondamentale evitare movimenti che possano rischiare una nuova dislocazione. La stabilizzazione può essere eseguita in artroscopia (senza aprire l’articolazione, attraverso piccoli fori con l’utilizzo di una telecamera) se il danno è limitato alle “parti molli” cioè capsula e legamenti (capsuloplastica artroscopica).
Stabilizzazione a Cielo Aperto
Se il numero delle recidive è alto e/o il danno capsulo-legamentoso è associato a deficit ossei si ricorre ad una stabilizzazione a “cielo aperto”. L’intervento che solitamente viene eseguito è la capsuloplastica artrotomica secondo Latarjet. Prima dell’operazione, verranno effettuati esami completi e discussi i dettagli dell’anestesia. Seguire le indicazioni mediche è fondamentale per ridurre i rischi durante e dopo l’operazione. In caso di intervento chirurgico il tempo medio di degenza in ospedale è 1-2 giorni.
Tecnica A.S.A.
La lussazione della spalla consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero (l’osso del braccio) dalla cavità glenoidea della scapola. Quando la testa omerale esce dalla sua sede naturale, quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari e, in alcuni casi, si verificano anche delle lesioni ai segmenti ossei.
Se queste lesioni non vengono riparate chirurgicamente, è molto probabile che si vada incontro a delle lussazioni ripetute, cosiddette lussazioni recidivanti, determinate non più da una caduta o da un evento traumatico acuto, ma dai semplici movimenti quotidiani, ad esempio mentre si praticano attività sportive o addirittura durante il sonno. In questi casi le strutture capsulo-legamentose possono risultare così danneggiate da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione “Tecnica di Bankart”, perché espone ad un alta percentuale di recidive.
Eseguendo una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intra-articolare chiamata Artro-RM, inoltre in caso di difetti ossei, è possibile identificare i problemi.
L’intervento di A.S.A. o Intervento di Maiotti (mininvasivo e indicato nel trattare pazienti molto giovani, anche dai 15 anni in su) consente di dare la giusta stabilità alla spalla, senza comprometterne la mobilità articolare e senza dover ricorrere ad un intervento più complesso e a cielo aperto: l’intervento di Latarjet. Quest’ultimo, seppur efficace per il ripristino della stabilità, prevede l’utilizzo di viti o placche di metallo che se mal posizionati, possono determinare gravi complicazioni. Dopo l’intervento, la spalla viene tenuta a riposo con un tutore per 4 settimane, che può essere rimosso per lavarsi e vestirsi, oltre che per muovere il gomito.
Dal 2010 ad oggi, con la tecnica ASA, viene eseguita in tanti paesi nel mondo. Il Professor Maiotti viene invitato ogni anno in numerosi congressi internazionali per parlare della tecnica, ricevendo molte onorificenze.
Artroscopia della Spalla: Dettagli della Procedura
L’artroscopia della spalla è un intervento chirurgico mininvasivo che consente di curare diverse patologie articolari. Il termine artroscopia deriva dall’unione di due elementi linguistici: artro (articolazione) e scopia (guardare). E in effetti questo è il suo ruolo: guardare, meglio ancora indagare, un’articolazione per scoprire patologie ma anche per curarle.
Fasi dell'Intervento Artroscopico
- Artroscopia diagnostica: Serve per arrivare ad una diagnosi nel caso in cui la valutazione clinica e gli accertamenti diagnostici non siano stati sufficienti.
- Artroscopia chirurgica: Costituisce un vero e proprio intervento, di tipo mininvasivo, che consente di curare alcune patologie della spalla con un trauma chirurgico ridotto e cicatrici minime.
Patologie Trattate con Artroscopia
- Lesione della cuffia dei rotatori
- Lesione dei legamenti a seguito della lussazione della spalla
- Instabilità di spalla
- Tendinopatia calcifica
- Patologie del bicipite
- Lesioni della cartilagine
- Sindrome da conflitto subacromiale (impingement)
Negli anziani l’artroscopia è utilizzata prevalentemente per il trattamento della patologia della cuffia dei rotatori la cui origine è da ricondurre alla degenerazione delle strutture tendinee che, indebolite, possono facilmente andare in contro a lesioni anche in assenza di grandi traumi. Nei giovani invece la causa delle patologie articolari trattate in artroscopia spesso è riconducibile a traumi sportivi che non raramente avvengono in sport da contatto nonché in attività che prevedano grandi sollecitazioni degli arti superiori come la pallavolo, la pallacanestro, il tennis, il bodybuilding etc. Ma molto spesso anche attività lavorative usuranti e pesanti (traslocatori, magazzinieri, operai di vario genere, etc) possono causare lesioni articolari trattabili con tecnica artroscopica
Esecuzione dell'Intervento Artroscopico
- Preparazione e anestesia: Il paziente viene sottoposto ad esami preliminari e deve seguire alcune semplici indicazioni, come rimanere a digiuno nelle 8-10 ore che precedono l’operazione. L’artroscopia della spalla viene di solito eseguita in anestesia loco-regionale attraverso una puntura che consente di addormentare l’arto superiore compresa la spalla. Solo in alcuni casi si rende necessaria un’anestesia generale.
- Esecuzione dell’intervento: Dopo aver posizionato il paziente ed aver effettuato il campo chirurgico sterile, si inizia con l’esecuzione dei portali, ovvero due piccole incisioni, una anteriore ed una posteriore, che consentono l’introduzione della telecamera (artroscopio) e, con un sistema ad infusione continua, di una soluzione salina a pressione costante che permette la distensione dell’articolazione necessaria per poter lavorare al suo interno. Successivamente vengono effettuati all’occorrenza ulteriori mini-incisioni (una o più, se necessario), per introdurre gli strumenti chirurgici e operare. Per il trattamento della patologia si utilizzano strumentari manuali, motorizzati ed eventualmente apparecchi a radiofrequenza. Una volta completata anche la fase di vera e propria operazione, lo specialista provvede a un lavaggio articolare con soluzione fisiologica, che termina con la sutura dei fori di accesso.
- Decorso post-operatorio: Il decorso post-operatorio, dopo un breve ricovero (uno o due giorni) si svolge prevalentemente a casa. La spalla, protetta da un tutore, a volte può essere dolorante, soprattutto nei primi giorni e particolarmente nel periodo notturno, ma questo non deve destare preoccupazione e può essere facilmente gestito con una adeguata terapia antidolorifica opportunamente prescritta al momento della dimissione.
Riabilitazione Post-Operatoria
I tempi di recupero dopo un’artroscopia della spalla variano a seconda di diversi fattori, tra cui il tipo di patologia trattata e lo stile di vita del paziente. Nei primi giorni, la spalla operata dovrà essere tenuta in assoluto riposo, quasi sempre con l’utilizzo di un tutore di supporto. Poi si avvierà un programma personalizzato di fisioterapia, concordato con lo specialista in medicina riabilitativa.
Artroscopia vs. Latarjet: Una Comparazione
Due interventi sono considerati i capisaldi della chirurgia nelle cosiddette instabilità o lussazioni anteriori recidivanti di spalla: la riparazione in Artroscopia e l’intervento di Latarjet classicamente eseguito a cielo aperto (con il taglio). Nel mese di Marzo 2014 sul Clinical Orthopaedics and Related Research, la Bibbia dell’Ortopedia, è stato pubblicato uno studio dal gruppo di Pascal Boileau di Nizza. Questo studio fornisce chiari criteri di scelta basati sui risultati delle singole procedure. Sono stati valutati 180 pazienti circa operati con l’una e l’atra tecnica seguiti per almeno 4 anni (alcuni anche per 10 anni). Il risultato in sintesi è stato che l’intervento di Latarjet, antico e stra-collaudato, offre risultati migliori rispetto all’artroscopia in termini di stabilità.
L’intervento in Artroscopia consiste nel riparare i legamenti e la capsula lesionati riattaccandoli all’osso da cui si sono staccati. L’intervento a cielo aperto di Latarjet consiste invece nell’innesto di un frammento osseo prelevato dalla stessa spalla del paziente. Tale frammento fornisce un triplice effetto di stabilizzazione: ampliamento della superficie ossea, effetto-tutore del tendine congiunto e riparazione capsulare. I risultati del lavoro del gruppo Francese dimostrano questi concetti. I fallimenti con recidiva di instabilità sono il 22% per l’Artroscopia e il 10% per la Latarjet, con una tendenza alla perdita del risultato nel tempo dell’Artroscopia rispetto ad un mantenimento stabile del risultato nella Latarjet. Fattori di rischio per il fallimento dell’Artroscopia rimangono: l’età inferiore ai 20 anni, sportivi professionali di alto livello, iperlassità congenita.
Lussazione della Spalla: la nuova tecnica chirurgica A.S.A inventata dal Prof. Maiotti
È stata messa a punto dal Prof. Maiotti. L’intervento di A.S.A. o Intervento di Maiotti (mininvasivo e indicato nel trattare pazienti molto giovani, anche dai 15 anni in su) consente di dare la giusta stabilità alla spalla, senza comprometterne la mobilità articolare e senza dover ricorrere ad un intervento più complesso e a cielo aperto: l’intervento di Latarjet. Quest’ ultimo, seppur efficace per il ripristino della stabilità, prevede l’utilizzo di viti o placche di metallo che se mal posizionati, possono determinare gravi complicazioni (FIG.5). Dopo l’intervento, la spalla viene tenuta a riposo con un tutore per 4 settimane, che può essere rimosso per lavarsi e vestirsi, oltre che per muovere il gomito.
Quando operare per una lussazione recidivante di spalla.
Ad ogni lussazione, vale a dire ogni volta che la spalla esce dalla propria sede, è possibile che peggiorino i danni per l’articolazione. L’osso si può infatti ammaccare, le cartilagini possono erodersi causando una vera e propria artrosi di spalla. Senza considerare il rischio per chi fa sport in solitaria come Sci Alpino, Arrampicata, Deriva, Windsurf. In caso di lussazione potrebbe infatti mettersi in una vera e propria condizione di pericolo.
Risulta chiaro pertanto che la scelta chirurgica dipende da molti fattori differenti. Per un corretto percorso è necessario un esame clinico accurato, la visualizzazione degli esami, la raccolta della storia clinica. L’obiettivo è come sempre raggiungere una soluzione adatta al singolo paziente: come sempre la chirurgia che si adatta al paziente e non il paziente che si adatta alla chirurgia.
Tempi di Recupero
La durata di un intervento in artroscopia della spalla è variabile, ma risulta minore rispetto alle tecniche tradizionali, se eseguita da un chirurgo esperto. In media, l’atto chirurgico è di circa 25 minuti. Il dolore nell’immediato post-operatorio è ancora controllato dall’anestesia. Terminato il suo effetto, i farmaci antinfiammatori permettono un controllo del dolore molto buono. La loro assunzione verrà protratta anche nei giorni successivi alla dimissione in modo da rendere tollerabile la sintomatologia.
Trascorsi circa 60 giorni dall’operazione chirurgica, il paziente dovrebbe aver recuperato la maggioranza dell’elasticità articolare che aveva in origine (in termini di ampiezza dei movimenti, dovrebbe essere pari all’85-90%). Dopo 4 mesi il normale percorso di riabilitazione dovrebbe essere stato completato e il paziente dovrebbe essere in grado di svolgere tutte le attività della normale routine quotidiana senza difficoltà e senza percepire alcun dolore.
Chirurgia di Stabilizzazione Artroscopica
Le nuove tecniche chirurgiche artroscopiche, possono essere utilizzate per riparare e stabilizzare le spalle in seguito a lussazione. In alcune persone ad alto rischio, la chirurgia può essere l'opzione migliore, anche dopo una sola lussazione. L'intervento chirurgico di stabilizzazione della spalla in artroscopia viene eseguito attraverso una procedura che comporta 3 piccoli fori della pelle di 1 cm circa ognuno e l'impiego di telecamere e strumenti miniaturizzati che consentono di riattaccare i legamenti allentati o strappati dell'articolazione della spalla con l'utilizzo di impianti speciali chiamati mini-ancore.
A seguito di un intervento chirurgico di stabilizzazione della spalla, ti chiederemo di non sollevare oggetti pesanti e di osservare un periodo di riposo. Sarà raccomandato un periodo di circa 3 settimane di immobilità completa della spalla (nessun movimento). In alcuni casi , sarà applicata una pompa per il dolore per i nostri pazienti. Se si utilizza una pompa di dolore, ci sarà un piccolo pulsante da spingere che rilascerà il farmaco per contribuire ad alleviare il dolore. Questo pulsante può essere premuto ogni 4-6 ore.
Quando lussazione della spalla è dannosa?
La lussazione della spalla si accompagna spesso ad una danno da impatto sulla testa dell'omero (lesione di Hill Sachs) e sulla glena (lesione di Bankart) oltre alla lesione del "manicotto" fibroso che unisce la testa omerale alla glena, la capsula articolare con i legamenti (gleno-omerali) di rinforzo. La percentuale può aumentare in rapporto all'entità del danno anatomico creato dal primo episodio.
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