Guida alla lettura di un tracciato ECG

L’elettrocardiogramma (ECG) è uno degli strumenti diagnostici più utilizzati in cardiologia. Rappresenta graficamente l’attività elettrica del cuore, rivelando preziose informazioni sul ritmo e sulle condizioni della funzione cardiaca. La lettura dei parametri principali di un ECG, come le onde P, QRS e T, permette di identificare anomalie o patologie cardiache anche nei loro stadi iniziali.

L’infermiere o l'infermiere di cardiologia non sono tenuti a formulare una diagnosi elettrocardiografica ma, seguendo questo schema, troverà più semplice (e cerebralmente più stimolante) interpretare un tracciato effettuato sia di routine che in situazioni di urgenza/emergenza. L’infermiere, oltre a garantire una buona qualità tecnica dell’elettrocardiogramma, deve saper distinguere un tracciato normale da uno potenzialmente patologico.

Componenti principali di un ECG

L’ECG registra l’attività elettrica del cuore attraverso una serie di onde, intervalli e segmenti che rappresentano i vari momenti del ciclo cardiaco. Quando un impulso elettrico attraversa il cuore, causa la contrazione e il rilassamento dei muscoli cardiaci.

1. Onda P

L’onda P è il primo segno visibile nel tracciato ECG e rappresenta la depolarizzazione degli atri. Questo è il momento in cui gli atri si contraggono per spingere il sangue nei ventricoli.

Caratteristiche normali: in un ECG normale, l’onda P è piccola, arrotondata e precede sempre il complesso QRS.

2. Complesso QRS

Il complesso QRS è la rappresentazione della depolarizzazione dei ventricoli, ossia il momento in cui i ventricoli si contraggono per pompare il sangue fuori dal cuore verso i polmoni e il resto del corpo.

Caratteristiche normali: in un ECG normale, il complesso QRS è un picco appuntito che si manifesta subito dopo l’onda P. La sua durata dovrebbe essere inferiore a 0,12 secondi.

3. Onda T

L’onda T rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, che corrisponde al momento in cui i ventricoli si rilassano dopo la contrazione, preparandosi al battito successivo. L’onda T riflette la capacità dei ventricoli di recuperare dopo la contrazione.

Caratteristiche normali: in condizioni normali, l’onda T è più ampia e arrotondata rispetto all’onda P e segue il complesso QRS.

Intervalli e segmenti

  • Intervallo PR: questo intervallo misura il tempo che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS, cioè il tempo necessario affinché l’impulso elettrico viaggi dagli atri ai ventricoli. La durata normale è di 0,12-0,20 secondi.
  • Segmento ST: il segmento ST è il tratto piatto che segue il complesso QRS e rappresenta il periodo in cui il muscolo ventricolare è depolarizzato. In un ECG normale, questo segmento è allineato con la linea isoelettrica.
  • Intervallo QT: il QT misura il tempo che va dall’inizio del complesso QRS alla fine dell’onda T, rappresentando il ciclo completo di depolarizzazione e ripolarizzazione dei ventricoli. Il valore normale varia da 360 a 440 ms.

Valutazione del ritmo cardiaco

Una prima valutazione consiste nello stabilire se gli intervalli fra le onde R sono sempre uguali, o non differiscono tra loro per più di 2 quadratini. La velocità di scorrimento della carta è solitamente impostata a 25 mm/sec. Es. Una frequenza normale va da 60 a 100 bpm.

Aritmie comuni

La presenza di un ritmo irregolare associato all’assenza di una chiara onda P, deve far pensare all’aritmia di più frequente riscontro nella pratica quotidiana: la fibrillazione atriale (FA). Un’altra aritmia di frequente riscontro, caratterizzata da ritmo talora anche regolare e da tipiche onde con aspetto a dente di sega (onde F) è il Flutter Atriale (FLA). È causato ad un corto circuito elettrico (aritmia da rientro) che interessa l’atrio.

Blocco atrioventricolare (BAV) di 3° grado

Nel BAV di 3° grado il numero di onde P è generalmente maggiore rispetto a quello dei QRS (stretti).

Holter cardiaco

L’holter cardiaco è un dispositivo che permette di monitorare l’attività elettrica del cuore in modo continuo per 24-48-72 ore, al fine di diagnosticare eventuali anomalie cardiache. A differenza di un ECG tradizionale, che monitora il cuore per pochi minuti, l’Holter consente di effettuare un monitoraggio continuo e prolungato, registrando ogni variazione del battito cardiaco durante le normali attività quotidiane. L’Holter cardiaco è un dispositivo portatile che registra l’attività elettrica del cuore in tempo reale.

La lettura dell’holter cardiaco richiede un’analisi dettagliata del tracciato ECG. Si osserva se il ritmo cardiaco è regolare o irregolare. L’holter cardiaco è spesso abbinato a un diario del paziente, in cui quest’ultimo annota quando avverte sintomi come palpitazioni, dolore toracico o vertigini.

I risultati di un holter cardiaco possono rivelare molte informazioni utili per la diagnosi di disturbi cardiaci. Se sospetti di avere un problema cardiaco, è importante consultare un medico.

Importanza dell'ECG

L’interpretazione di un ECG richiede competenze specialistiche e deve essere sempre contestualizzata con il quadro clinico del paziente. L’interpretazione di un ECG richiede una valutazione approfondita di ciascun parametro e può fornire informazioni vitali sulla salute del cuore. Effettuare un ECG può essere utile sia per chi presenta sintomi come palpitazioni, dolore toracico e affaticamento, sia come misura preventiva per chi ha fattori di rischio per malattie cardiache, come familiarità, obesità, fumo e ipertensione.

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