Come Leggere un Tracciato ECG: Guida Dettagliata

L’elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale in cardiologia che permette di registrare l’attività elettrica del cuore. Interpretare correttamente un ECG significa saper individuare anomalie che possono indicare patologie potenzialmente gravi e richiedere interventi tempestivi. Per leggere un ECG è necessario conoscere le basi della fisiologia cardiaca e del sistema di conduzione elettrica.

Il cuore genera impulsi elettrici che si propagano attraverso il nodo senoatriale, il nodo atrioventricolare e il fascio di His, attivando la contrazione delle fibre miocardiche. Il tracciato elettrocardiografico è costituito da onde, intervalli e segmenti che rappresentano eventi specifici.

Componenti Fondamentali dell'ECG

L’ECG registra l’attività elettrica del cuore attraverso una serie di onde, intervalli e segmenti che rappresentano i vari momenti del ciclo cardiaco.

  • Onda P: è il primo segno visibile nel tracciato ECG e rappresenta la depolarizzazione degli atri. Questo è il momento in cui gli atri si contraggono per spingere il sangue nei ventricoli. In un ECG normale, l’onda P è piccola, arrotondata e precede sempre il complesso QRS.
  • Complesso QRS: è la rappresentazione della depolarizzazione dei ventricoli, ossia il momento in cui i ventricoli si contraggono per pompare il sangue fuori dal cuore verso i polmoni e il resto del corpo. In un ECG normale, il complesso QRS è un picco appuntito che si manifesta subito dopo l’onda P. La sua durata dovrebbe essere inferiore a 0,12 secondi.
  • Onda T: rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, che corrisponde al momento in cui i ventricoli si rilassano dopo la contrazione, preparandosi al battito successivo. L’onda T riflette la capacità dei ventricoli di recuperare dopo la contrazione. In condizioni normali, l’onda T è più ampia e arrotondata rispetto all’onda P e segue il complesso QRS.

Intervalli e Segmenti

  • Intervallo PR: questo intervallo misura il tempo che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS, cioè il tempo necessario affinché l’impulso elettrico viaggi dagli atri ai ventricoli. La durata normale è di 0,12-0,20 secondi.
  • Segmento ST: il segmento ST è il tratto piatto che segue il complesso QRS e rappresenta il periodo in cui il muscolo ventricolare è depolarizzato. In un ECG normale, questo segmento è allineato con la linea isoelettrica. Un sopraslivellamento del tratto ST superiore alla norma indica lesione miocardica o infarto miocardico acuto (IMA).
  • Intervallo QT: il QT misura il tempo che va dall’inizio del complesso QRS alla fine dell’onda T, rappresentando il ciclo completo di depolarizzazione e ripolarizzazione dei ventricoli. Il valore normale del QTc varia da 360 a 440 ms.

La velocità di scorrimento della carta è solitamente impostata a 25 mm/sec. Un quadretto piccolo della carta millimetrata corrisponde a 0,04 secondi e un quadretto grande corrisponde a 0,2 secondi.

Approccio Sistematico all'Interpretazione

L’interpretazione di un elettrocardiogramma richiede un approccio ordinato e metodico per non tralasciare dettagli fondamentali. Il primo passo consiste nella verifica dei dati anagrafici del paziente e delle impostazioni tecniche del tracciato, come la velocità di registrazione e l’amplificazione del segnale.

Cosa dovremmo valutare prima di leggere l’elettrocardiogramma di un qualsiasi paziente? L’ultimo elettrocardiogramma utile, preferibilmente se presente diagnosi del cardiologo. L’anamnesi pregressa e remota del paziente (ad es. presenza di fibrillazioni atriali recidivanti?

Ma cosa vuol dire leggere in maniera sequenziale il tracciato ecg? Vuol dire appurare ogni singolo tratto, onda elettrica o segno grafico. Uno alla volta.

Valutazione del Ritmo Cardiaco

La fase successiva prevede l’analisi del ritmo cardiaco per stabilire se sia regolare o irregolare e se l’attività elettrica sia originata dal nodo senoatriale o da altri foci ectopici, ovvero punti diversi all’interno del cuore.

Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare.

Se l’onda P è positiva in DII e negativa in aVR, ed ogni P segue un QRS con un intervallo regolare, allora il ritmo è sinusale, ovvero il ritmo normale del cuore che origina dal nodo senoatriale.

  • Ritmo sinusale: è un ritmo regolare che possiede una regolarità ritmica con variazioni inferiori al 10%, in cui sia presente l’onda P, seguita da un complesso QRS e in cui tutti gli intervalli concordano con i limiti di normalità.
  • Ritmo irregolare: Cambiamenti repentini di frequenza, battiti prematuri seguiti da pause compensatorie, extrasistole, possono interrompere questa regolarità e indurci a supporre che il ritmo sia disturbato nella sua regolarità.

Misurazione degli Intervalli

Segue la misurazione degli intervalli PR, QRS e QT. L’intervallo PR allungato può indicare un blocco atrioventricolare di primo grado, mentre un complesso QRS largo è tipico di un blocco di branca o di una conduzione ventricolare anomala.

  • Intervallo PR: Deve avere una durata compresa fra 120 ms e 200 ms (da 3 a 5 quadratini). L’intervallo PR indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo partendo dagli atri.
  • Complesso QRS: La durata normale del QRS è inferiore a 100-120 ms. La durata del complesso QRS definisce le tachicardie o bradicardie a QRS largo e stretto.
  • Intervallo QT: Il valore normale del QTc varia da 360 a 440 ms. L’Intervallo QT rappresenta il tempo necessario per depolarizzare e ripolarizzare i ventricoli del cuore.

Determinazione dell'Asse Elettrico Cardiaco

La determinazione dell’asse elettrico cardiaco, ovvero la direzione di propagazione dell’impulso elettrico che fa contrarre i ventricoli, è un passaggio fondamentale per comprendere l’orientamento globale della depolarizzazione ventricolare. Un’alterazione dell’asse può essere indice di ipertrofie, blocchi di branca o infarti miocardici.

Valutazione del Segmento ST e dell'Onda T

La valutazione del segmento ST e dell’onda T è altrettanto importante. Un sopraslivellamento del tratto ST può essere espressione di un infarto acuto, mentre un sottoslivellamento suggerisce ischemia subendocardica o altre condizioni come il sovraccarico ventricolare.

  • Segmento ST: è l’indicatore della depolarizzazione ventricolare, rilevabile tra l’onda S e la dine dall’onda T. In ogni derivazione, eccetto V1 e V2, deve trovarsi sullo stesso piano della linea isoelettrica (ovvero la linea piatta dell’ECG).
  • Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare: il suo vettore è direzionato verso il basso e a sinistra, a volte di bassa intensità, potrebbe non essere visualizzabile e positiva in tutte le derivazioni.

Riconoscimento di Alterazioni Elettrocardiografiche

La capacità di riconoscere le alterazioni elettrocardiografiche è cruciale per una diagnosi precoce. La fibrillazione atriale si manifesta con l’assenza di onde P e un ritmo ventricolare irregolare. La tachicardia ventricolare presenta complessi QRS larghi e frequenza elevata, richiedendo interventi immediati per prevenire l’arresto cardiaco. L’infarto miocardico acuto, una delle principali urgenze cardiologiche, mostra all’ECG modificazioni dinamiche del tratto ST, comparsa di onde Q patologiche e inversioni dell’onda T.

Un tracciato di un paziente con iperkaliemia può mostrare onde T appuntite e restringimento del complesso QRS.

Holter Cardiaco

L’holter cardiaco è un dispositivo che permette di monitorare l’attività elettrica del cuore in modo continuo per 24-48-72 ore, al fine di diagnosticare eventuali anomalie cardiache. La lettura dell’holter cardiaco richiede un’analisi dettagliata del tracciato ECG. I risultati di un holter cardiaco possono rivelare molte informazioni utili per la diagnosi di disturbi cardiaci.

Ritmo cardiaco: si osserva se il ritmo cardiaco è regolare o irregolare. Sintomi ed eventi associati: l’holter cardiaco è spesso abbinato a un diario del paziente, in cui quest’ultimo annota quando avverte sintomi come palpitazioni, dolore toracico o vertigini.

Punti Chiave per Leggere un ECG

  1. Calcola la frequenza cardiaca. Per farlo, ti basta dividere 300 per il numero di quadrati da 5mm presenti tra due complessi QRS.
  2. Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una frequenza cardiaca (FC) tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti.
  3. L’onda P rappresenta la depolarizzazione degli altri, dura 60-120 ms ed è ampia 2.5 mm.
  4. L’intervallo PR dura 120-200 ms e indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo.
  5. Il complesso QRS rappresenta la diffusione dell’impulso elettrico attraverso il miocardio ventricolare.
  6. Il segmento ST ha una durata tra 80 e 120 ms e normalmente è all’isoelettrica. Rappresenta il periodo di depolarizzazione dei ventricoli.
  7. L’onda T rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR), è concordante con QRS e asimmetrica.
  8. Infine, l’intervallo QT indica la depolarizzazione e ripolarizzazione del miocardio ventricolare, e si può calcolare con la formula di Bazett: QTc = QT/√FC.

La lettura dell’elettrocardiogramma richiede studio, metodo e aggiornamento costante per restare al passo con le conoscenze scientifiche e le linee guida internazionali. Sviluppare la capacità di leggere un elettrocardiogramma significa dotarsi di uno strumento indispensabile per il monitoraggio e la diagnosi di patologie cardiache. Conoscere la sequenza di interpretazione e allenarsi nella pratica clinica consente di riconoscere precocemente alterazioni significative e di intervenire in modo appropriato.

leggi anche: