Recentemente, è stato osservato che le statine possono indurre effetti collaterali, tra i quali un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e del peso corporeo. Ad oggi, non era nota la ragione di questi effetti.
Uno studio internazionale, condotto sulla base di studi clinici ed epidemiologici che hanno coinvolto un totale di 220 mila persone, e cui hanno partecipato l’Università Statale di Milano e il Centro Cardiologico Monzino, insieme all’University College di Londra e all’Università di Glasgow, ha ora evidenziato come tali effetti dipendano dallo stesso meccanismo che è alla base dell'efficacia delle statine nella prevenzione degli eventi cardiovascolari.
Il Legame tra Statine, Peso e Diabete
È da notare che la modesta entità dell'aumento del peso (circa 240 g in media) non sembra sufficiente a spiegare il corrispondente aumento del rischio di diabete di tipo 2 (circa 12%). Del resto, il trattamento intensivo non è associato a incrementi più rilevanti del peso rispetto al trattamento con basso dosaggio, ma lo è a un aumento più elevato del rischio se di tipo 2 il rischio di diabete.
Queste osservazioni, secondo gli Autori, richiederanno studi ulteriori.
Raccomandazioni e Linee Guida
In accordo con i risultati di recenti studi clinici e con le attuali linee guida NICE (UK National Institute for Health and Care Excellence), gli Autori concludono che, anche se questa associazione è consistente, il pur modesto rischio assoluto di sviluppare diabete di tipo 2 è largamente superato dai benefici del trattamento con statine per la riduzione del rischio cardiovascolare.
“I risultati dello studio non modificano in alcun modo le vigenti indicazioni in materia di prescrizione delle statine in prevenzione cardiovascolare, - commenta Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, e tra i firmatari del lavoro. - Piuttosto, essi suggeriscono di associare al trattamento con statine alcuni interventi sullo stile di vita, quali il controllo del peso corporeo, l’adozione di una dieta sana e di un’adeguata attività fisica per attenuare i rischi di tipo diabete 2. Suggerimenti che, come è noto, sono già di per sé dotati di potenziale preventivo”.
Statine e Aumento di Peso: Ulteriori Considerazioni
Tuttavia il fenomeno, in termini di dimensione, tempo di insorgenza degli effetti collaterali non è ancora del tutto noto. Le statine possono impattare sull’insorgenza di diabete, ma molte variabili e benefici vanno considerati. In questo senso, a determinare l’aumento di diabete in alcuni trial era soprattutto la frequenza di misurazione di HbA1c piuttosto che l’aumento proporzionale del rischio associato alla terapia con statine.
Tuttavia, va detto che qualsiasi effetto avverso teorico delle statine sul rischio cardiovascolare (CV) che potrebbe derivare da piccoli aumenti della glicemia (o da qualsiasi altro meccanismo) è già ampiamente tenuto in considerazione nella riduzione complessiva del rischio CV osservata con la terapia con statine in questi studi.
A dispetto di ogni possibile rischio e implicazione ancora nel del tutto stimata, la raccomandazione degli esperti italiani in persone a rischio CV, potenzialmente già in una condizione di prediabete, è di associare alla prescrizione di statina strategie comprovate per prevenire o ritardare il diabete, come il calo ponderale e l’aumento dell’attività fisica.
Statine: Cosa Sono e Come Sceglierle
Le statine, come atorvastatina, simvastatina e rosuvastatina, sono farmaci che inibiscono un enzima chiave nella produzione del colesterolo nel fegato.
Il profilo di sicurezza delle diverse molecole disponibile è in molti casi perfettamente sovrapponibile e numerose ricerche di buona qualità hanno dimostrato che molti degli effetti collaterali più temuti dai pazienti sono in realtà meno comuni di quanto si pensi.
La scelta tra le diverse statine non può peraltro prescindere da altre valutazioni, come ad esempio la possibile interazione con altri farmaci (sussistono differenze significative) ed obiettivi terapeutici (esistono molecole più o meno forti). Fatta questa premessa, lovastatina e simvastatina sembrano essere più a rischio di causare dolori muscolari a causa della loro lipofilia, mentre lato diabete i dati non consentono ancora di formulare conclusioni sull'eventuale differenza tra le scelte disponibili.
Effetti Collaterali e Gestione del Colesterolo
Le statine possono causare effetti collaterali come dolori muscolari, debolezza, e in rari casi alterazioni della funzionalità epatica.
Per gestire il colesterolo alto senza farmaci è necessario perdere peso se necessario, adottare una dieta sana prevalentemente vegetale, praticare regolarmente attività fisica, smettere di fumare, ridurre o evitare il consumo di alcolici.
Le Statine Fanno Dimagrire?
No, le statine non fanno dimagrire, al contrario in alcuni pazienti è stato rilevato un modesto aumento di peso, ma probabilmente per ragioni indipendenti dal farmaco. Salve, da studi recenti le statine non fanno perdere peso anzi al contrario possono fare aumentare l introito calorico.
Perciò è consigliabile oltre a far uso di statine regolarmente di attuare un piano alimentare adeguato con un tenore di grassi ridotti in maniera tale da favorire l abbassamento dei livelli lipidici, ciò favorirà anche una notevole riduzione di peso che migliorerà lo stile di vita.
Attualmente non sono presenti studi che affermino che le statine determinino una riduzione del peso corporeo, anzi al contrario possono aumentare la sensazione di fame. Perciò, il suo calo ponderale probabilmente è dovuto ad un miglioramento delle sue abitudini alimentari (come ad esempio una riduzione del consumo di alimenti ricchi di grassi e di colesterolo...) e un cambiamento del suo stile di vita.
Precauzioni e Interazioni
L'uso delle statine è controindicato nelle persone con gravi malattie del fegato, o nel caso in cui si sospetti un problema al fegato per il riscontro di valori alterati delle analisi del sangue. L'assunzione delle statine è controindicata durante la gravidanza e l'allattamento perché non sono disponibili dati certi sulla loro sicurezza.
Le statine vanno prese con cautela da tutte le persone che hanno un rischio più alto di sviluppare effetti collaterali quali la miopatia (malattia dei muscoli) o la rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari).
L'interazione con altri farmaci è uno degli aspetti più critici della terapia con le statine. Le persone che assumono statine, prendono spesso anche altri farmaci che possono modificare l'effetto o la sicurezza delle statine, ad esempio riducendone l'efficacia o aumentando la possibilità di sviluppare effetti collaterali, come la miopatia. È importante sapere che se durante la terapia con le statine dovesse essere necessario prendere anche uno di questi farmaci, il medico potrebbe prescrivere un medicinale alternativo alle statine oppure potrebbe abbassarne il dosaggio.
Il succo di pompelmo può interagire con alcune statine e aumentare il rischio di sviluppare effetti collaterali. Il medico può consigliare di evitarne l'uso oppure di consumarne in quantità limitate. Per avere dettagli completi sulle precauzioni da usare e sulle possibili interazioni con altri medicinali, è consigliabile leggere il foglietto illustrativo presente nella confezione del farmaco.
Effetti Genetici e Studi
Sono stati usati polimorfismi a singolo nucleotide nel gene per HMGCR, rs17238484 (per l'analisi principale) e rs12916 (per un'analisi controllata) come proxy per l'inibizione dell’enzima HMGCR da parte delle statine.
Sono state esaminate le associazioni di queste varianti con il livelli plasmatici di lipidi, glucosio, insulina e il peso corporeo, la circonferenza vita e i casi prevalenti e incidenti di diabete di tipo 2. Le stime degli effetti studio-specifici di ciascun copia di alleli correlati alla riduzione del colesterolo LDL sono state aggregate in una metanalisi. Questi risultati sono stati confrontati con una metanalisi di dati ottenuti da trial clinici randomizzati con statine riguardanti il diabete di tipo 2 di nuova insorgenza e le variazioni di peso.
I dati erano disponibili per 223.463 persone provenienti da 43 studi genetici. Ogni ulteriore allele rs17238484-G era associato con una riduzione media di 0,06 mmol/L (IC 95% 0,05-0,07) nei livelli di colesterolo LDL e con un aumento di 0,30 kg (0,18-0,43) nel peso corporeo, di 0,32 cm (0,16-0,47) nella circonferenza della vita, dell’1,62% (0,53-2,72) nella concentrazione di insulina plasmatica e dello 0,23% (0,02-0,44) nei livelli di glucosio plasmatico. Il polimorfismo a singolo nucleotide rs12916 presentava effetti simili su colesterolo LDL, peso corporeo e circonferenza della vita.
L'allele rs17238484-G sembrava essere associato con un rischio maggiore di diabete di tipo 2 (odds ratio [OR] per allele 1,02; 1,00-1,05); l'associazione per l’allele rs12916-T era simile (OR 1,06; 1,03-1,09).
Stile di Vita e Statine
Per molti pazienti le statine forniscono una falsa rassicurazione, portandole a credere che il farmaco possa compensare pessime scelte alimentari e una vita sedentaria. Uno studio ha verificato che nella popolazione americana chi fa uso dei farmaci anti-colesterolo tende a concedersi troppi strappi a tavola.
Adottare uno stile di vita attivo ogni giorno e no, non è la stessa cosa del punto precedente. 3 ore di palestra alla settimane non ti esimono dal muoverti il più possibile durante il giorno. Cerca di camminare di più, usa le scale invece dell’ascensore, fai pause attive se lavori alla scrivania e trova modi creativi per incorporare più movimento nella tua routine quotidiana.
È emerso un dato interessante. Se nel 1999-2000 chi prendeva statine aveva un introito calorico decisamente più basso di chi non ne faceva uso, con l’andare del tempo questa differenza si è andottigliando. Dopo dieci anni, nel 2009-2010, l’introito calorico delle persone che prendevano statine risultava aumentato del 9,6%, mentre nello stesso lasso di tempo non si erano registrati cambiamenti significativi nella quantità di calorie assunte da coloro che non facevano uso dei farmaci anti-colesterolo.
Una tendenza simile si è osservata rispetto all’assunzione di grassi: aumentata del 14,4% in dieci anni in chi prendeva statine, rimasta pressoché stabile negli altri.
Gli autori concludono che l’importanza di abitudini alimentari corrette va ricordata alle persone trattate con statine che, evidentemente convinte che assumere i farmaci possa bastare per tenere a bada il colesterolo e stare in salute, tendono con il tempo a rilassarsi troppo e a esagerare a tavola.
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