Le statine sono in uso dal 1987, anno di commercializzazione della prima molecola, e sono tuttora tra i farmaci più prescritti al mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, evidenze crescenti hanno prima sollevato il dubbio e poi documentato chiaramente che le statine possono aumentare il rischio di diabete di tipo 2.
Le Statine Aumentano la Glicemia?
Sì, le statine aumentano davvero la glicemia, e lo sappiamo con ragionevole certezza da più di 10 anni, ovvero dalla pubblicazione di una meta-analisi su The Lancet che per prima ha fatto il punto su un dubbio che circolava in realtà già dai primi anni 2000.
Meta-Analisi e Studi Clinici
- La prima dimostrazione di un rapporto causale tra statine e diabete di nuova insorgenza è apparsa nel 2008 con lo studio JUPITER in cui la rosuvastatina (20mg/ die) veniva confrontata con placebo in oltre 17.000 soggetti senza coronaropatia, ma con alti livelli di proteina C. Dopo 2 anni, nel gruppo di intervento si era osservata una maggiore incidenza di diabete rispetto al gruppo di controllo.
- Dopo lo studio JUPITER, la relazione tra statine e diabete è stata indagata da tre metanalisi che sono giunte a conclusioni simili. Una in particolare, la più importante per numerosità di studi (13 RCT) e casistica (più di 91.000 pazienti arruolati), riporta un aumento del 9% del rischio di diabete.
- Uno studio recente, che ha interessato la coorte di oltre 153.000 donne americane in post-menopausa seguite dalla metà degli anni '90 nell'ambito del Women's Health Initiative, indica un incremento del rischio di diabete del 48% a 10 anni.
- Una meta-analisi del 2016 pubblicata su The Lancet ha rilevato che su 10000 pazienti trattati per 5 anni con statine sono stati diagnosticati 50-100 casi di diabete legati alla terapia.
Tradotti in termini pratici, questi dati significano che ogni 255 pazienti trattati con una statina per 4 anni si avrà un caso di diabete in più.
Effetto Diabetogeno di Classe
L'effetto diabetogeno è un effetto di classe, comune a tutte le statine. Le metanalisi in cui i pazienti sono stati stratificati per tipo di statina (atorvastatina, lovastatina, pravastatina, rosuvastatina, simvastatina) non hanno rilevato differenze nell'incidenza di diabete tra le varie molecole.
Fattori di Rischio
I soggetti maggiormente predisposti all'insorgenza di diabete sono quelli con glicemia >100mg/dl, trigliceridi >150mg/dl, BMI>30 (fattori comunemente associati alla sindrome metabolica) e con storia di ipertensione arteriosa. La coesistenza di alterata tolleranza al glucosio, ipertrigliceridemia, obesità e ipertensione aumenta di 20 volte il rischio di diabete.
Possibili Meccanismi
Le statine interferirebbero con il segnale insulinico direttamente o indirettamente, ma si ipotizza anche che l'infiammazione muscolare indotta dalle statine possa avere un effetto iperglicemizzante.
Statine e Pazienti Diabetici
Purtroppo non dovrebbe a questo punto stupirti scoprire che, mediamente, le statine peggiorano anche i valori di glicemia nei pazienti già affetti diabete di tipo 2, che si traduce in un rischio maggiore di progressione della malattia.
Benefici vs. Rischi
La risposta secca, semplicistica ma non troppo distante dal vero, è banalmente questa: ha senso perché è meglio farsi venire un po’ di diabete che morire d’infarto. Una prescrizione medica è sempre il risultato di questo tipo di valutazione, che è poi resa ulteriormente complicata da elementi soggettivi: quando ad esempio ti prescrive un’aspirina per abbassare la febbre da influenza, non lo fa per curarti, lo fa perché sa che tu mal sopporti il dolore e la sensazione di malessere. L’antinfiammatorio ti darà sollievo, con un rischio di effetti collaterali estremamente ridotto, seppure questo probabilmente ritarderà i tempi di guarigione.
Le statine non causano il diabete, ma in persone cha hanno già una glicemia alterata possono indurre minime ulteriori elevazioni di questa; ciò fa sì che quando vengano considerate vaste popolazioni, ci sia un aumento del numero di nuove diagnosi di diabete. Ma in effetti si tratta di persone già con disglicemia, quindi con aumentato rischio cardiovascolare, che viene ridotto proprio grazie alle statine. E sono numerosi gli studi che hanno concluso che i benefici cardiovascolari raggiunti con le statine superano di gran lunga i rischi di un possibile diabete di nuova diagnosi, in chi ha già una alterata glicemia.
Le statine rappresentano farmaci essenziali nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico o un ictus e in prevenzione primaria nei soggetti con alto profilo di rischio cardiovascolare (>20%).
Nulla in prevenzione secondaria, perché il beneficio del trattamento, inteso come rapporto tra morti evitate per effetti benefici e morti associate alle complicanze del diabete (a 10 anni) risulta nettamente superiore (da 74 a 171 volte) ai potenziali rischi di decessi indotti da diabete.
Come Mitigare i Rischi
Il primo consiste nell’affidarti a un medico con cui instaurare un rapporto di fiducia, che possa aiutarti a valutare se nel TUO caso specifico l’aumento del rischio di diabete, così come degli altri possibili effetti collaterali, sia giustificato dai benefici. Come abbiamo già detto si tratta di un ragionamento che qualsiasi medico compie prima di prescriverti un farmaco, semplicemente non sempre te lo esplicita.
Il secondo consiglio è quello a cui tengo di più; abbiamo detto che colesterolo alto e diabete condividono tanto le cause, quanto le possibili complicazioni. Non conto più i pazienti che, grazie a questo approccio, hanno davvero potuto diminuire le dosi della statina, quando non addirittura sospenderla; questo è davvero il modo migliore che hai per ridurre in un colpo solo rischio di diabete, di colesterolo alto, di infarto e di ictus.
- Perdi peso se necessario, questo è probabilmente in ultima analisi il fattore che più di tutti può fare la differenza.
- Riduci o, meglio, evita il consumo di alcolici.
Altri Farmaci che Aumentano la Glicemia
Alcuni farmaci possono incrementare la glicemia:
- i cortisonici, insostituibili per controllare importanti stati infiammatori;
- preparati ad uso psichiatrico (come clozapina, olanzapina) per il trattamento di importanti disturbi psicotici, ma che favoriscono un aumento del peso;
- alcuni , ma non tutti, beta bloccanti come il metoprololo e l’atenololo, che incrementano il peso;
- gli inibitori della proteasi e della transcrittasi inversa, antivirali che bloccano l’evoluzione dell’infezione da Hiv in Aids conclamato, ma che aumentano l’insulinoresistenza;
- diuretici tiazidici, usati soli o assieme ad altre molecole per l’ipertensione.
Prescrivere un farmaco significa sempre capire quale peso va dato a uno specifico problema per quel paziente nel suo complesso e quindi giudicare se è indicato o meno intraprendere un certo trattamento. Va poi scelta una molecola fra le tante potenzialmente disponibili, con relativo dosaggio e tempo di uso (cronico? estemporaneo?), soppesando attentamente l’obiettivo da raggiungere a fronte di possibili effetti collaterali.
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