Le Olive e la Glicemia: Un'Analisi Dettagliata

Le olive, frutto dell'ulivo, rappresentano un alimento cardine della dieta mediterranea e sono apprezzate in tutto il mondo per il loro sapore unico e i benefici per la salute. Le olive sono importanti da punto di vista della salute, infatti quelle che spesso accompagniamo in tavola ad antipasti e aperitivi, sono una vera e propria miniera di acidi grassi monoinsaturi, quelli che hanno reso famoso l’olio extravergine d’oliva come protettore del sistema cardiovascolare contro i pericolosi accumuli di colesterolo cattivo. Oltre ad essere consumate al naturale, le olive possono essere trasformate in olio extra vergine di oliva, un condimento versatile e salutare.

Composizione e Calorie delle Olive

Le olive, sia verdi che nere, sono fonti di lipidi energetici complessi, noti come trigliceridi. Tuttavia, sono altamente caloriche: ogni 100gr di prodotto si assumono 140 calorie per le olive verdi e 235 calorie per quelle nere. Il quantitativo di calorie è giustificato dalla presenza di acidi grassi sia monoinsaturi sia polinsaturi. Tra gli altri componenti troviamo anche diverse fibre, potassio, vitamina E e un buon quantitativo di acqua.

Le olive rappresentano uno degli alimenti più ricchi di lipidi vegetali insaturi (in particolare, come detto, grassi monoinsaturi). Ne bastano 150 g per coprire le esigenze giornaliere di lipidi insaturi di un adulto. Con circa 120 kcal per 100 g, contengono vitamine (in particolare la E), proteine vegetali e sali minerali (fosforo, zolfo, ferro e rame). Le olive verdi contengono un maggior quantitativo di vitamine E e K rispetto a quelle nere che, invece, contengono una maggiore quantità di polifenoli e grassi insaturi, e risultano più digeribili delle verdi. Blandamente lassative, le olive sono utili nelle insufficienze epatiche e colecistiche, in quanto favoriscono la secrezione dei sali biliari.

Benefici delle Olive per la Salute

Grazie alla loro composizione, le olive offrono numerosi benefici per l'organismo umano:

  • Antiossidante: Grazie alla vitamina E, al beta-carotene e ad altri elementi, il nostro corpo viene protetto dal costante processo di invecchiamento che le nostre cellule subiscono nel corso della vita. L’aspetto ancora più importante, però, riguarda la formazione di cellule cancerose: recenti studi hanno infatti dimostrato che le olive riescono a indurre l’apoptosi delle cellule tumorali.
  • Ricche di fibre: Grazie alle fibre delle olive, si assiste a una regolazione della motilità intestinale senza la necessità di assumere altre fibre. Se si garantisce una certa regolarità intestinale, ne giova tutto l’organismo poiché riesce ad eliminare le scorie e le tossine presenti al suo interno. Non solo aiutano a svuotare l’intestino, ma facilitano la digestione soprattutto se consumate a fine pasto. Oltre a questo, le fibre sono essenziali per ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri: sebbene non sia corretto dire che aiutino a dimagrire, è giusto sostenere che un buon patè di olive può aiutarci a mantenere la nostra forma fisica, senza rinunciare al gusto!
  • Benefici per la pressione: Anche in questo caso le olive riescono a tenere sotto controllo, o perfino a ridurre, i valori della pressione arteriosa, grazie alla presenza di particolari acidi grassi monoinsaturi.
  • Alleate della vista: Il beta-carotene delle olive protegge la vista mentre luteina e zeaxantina sono due antiossidanti naturalmente presenti nella retina umana.

Le Olive e l'Indice Glicemico

Nonostante le olive siano ricche di calorie, sono altrettanto povere di indice glicemico. Le olive e il patè di olive possono essere moderatamente consumate anche da coloro che soffrono di diabete, senza incorrere in particolari problemi. La presenza di fibre, inoltre, aiuta a ridurre gli effetti glicemici dei pasti.

Studi Scientifici sull'Acido Elenolico e l'Oleuropeina

Una sostanza naturale presente nelle olive potrebbe aiutare le persone a perdere peso e a gestire il diabete. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’ateneo statunitense Virginia Tech che hanno riscontrato come l’acido elenolico, un composto presente nell’olio d’oliva, abbassa la glicemia e favorisce la perdita di peso in una sperimentazione effettuata sui topi. I ricercatori hanno scoperto che l’acido elenolico stimola le cellule intestinali a rilasciare ormoni che riducono l’appetito e regolano la glicemia. Questi ormoni sono normalmente prodotti durante i pasti per promuovere il senso di sazietà.

Nei topi diabetici obesi, un trattamento di quattro o cinque settimane con acido elenolico ha portato a una riduzione del 10,7% dell’obesità. La glicemia e la sensibilità all’insulina dei topi sono migliorate fino a raggiungere livelli simili a quelli dei topi sani e magri. Il composto ha anche ridotto l’assunzione di cibo e aumentato la perdita di peso. Sebbene promettenti, i benefici osservati nei topi probabilmente non deriverebbero dal solo consumo di olive o di olio d’oliva. La concentrazione di acido elenolico in questi alimenti è molto bassa. I ricercatori hanno invece sintetizzato quantità maggiori del composto a partire da una molecola precursore.

«Nel complesso, lo studio ha dimostrato che l’acido elenolico delle olive ha effetti promettenti sul rilascio di ormoni e sulla salute metabolica, in particolare negli obesi e nei diabetici», afferma il dott. Dongmin Liu, responsabile del team di ricerca e professore presso il dipartimento di nutrizione umana, alimenti ed esercizio fisico del Virginia Tech. «Il composto sembra imitare le condizioni fisiologiche dell’alimentazione per promuovere direttamente la secrezione di ormoni metabolici intestinali, che aiutano a regolare l’equilibrio energetico e la salute metabolica» ha dichiarato Liu.

Il team sta ora studiando il modo in cui l’acido elenolico si muove nell’organismo per comprenderne meglio gli effetti e la sicurezza. «I farmaci per l’obesità disponibili sono inefficaci per il mantenimento della perdita di peso, costosi o comportano potenziali rischi per la sicurezza a lungo termine. La dieta mediterranea, considerata uno degli stili alimentari più sani e più capaci di prevenire il diabete e le malattie cardiovascolari, si caratterizza fra le altre cose per un ampio ricorso all’olio di oliva.

Da tempo sono noti i numerosi effetti positivi dei polifenoli. I polifenoli sono circa 8 mila, molti dei quali specifici di una specie di piante. L’oleuropeina è il principale polifenolo presente nell’olivo, «Possiamo definirlo il ‘principio attivo’ dell’olio di oliva», spiega Massimo Stefani, «anche se a dire il vero nell’olio di oliva questa sostanza è presente in concentrazioni minori rispetto ad esempio alle concentrazioni che troviamo nelle foglie dell’olivo o nelle olive stesse.

«Studi su animali e preliminari sull’uomo indicano nei polifenoli dell’olio di oliva i principali responsabili delle virtù benefiche di questo alimento che comprendono azioni anti-cancro, anti-sindrome metabolica e anti-neurodegenerazione associata all’invecchiamento», continua Stefani, «gli studi epidemiologici hanno confermato che il consumo dei polifenoli dell’olivo riduce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Oltre a questo, i trial clinici condotti su soggetti a rischio di diabete di tipo 2 o con forme precoci della malattia hanno dimostrato che l’assunzione di oleuropeina per alcune settimane si associava a una minore resistenza all’insulina: riduceva la glicemia post-prandiale, l’emoglobina glicata e dell’insulinemia.

La somiglianza fra gli effetti, dimostrati della metformina e quelli oleuropeina indicati negli studi condotti dall’Università di Firenze e da altri studiosi, non è casuale. «Il meccanismo di azione della metformina e dell’oleuropeina è simile e si esprime nell’attività che avviene all’interno della cellula», spiega Gianfranco Liguri. L’olio di oliva potrebbe essere il farmaco per la sindrome metabolica, la macro-condizione spesso associata al sovrappeso o all’obesità? «Non esattamente: utilizzare l’olio di oliva è una sana abitudine da consigliare per tutta la vita, ma per raggiungere una concentrazione di oleuropeina sufficiente a ottenere benefici a breve termine occorrerebbe assumere una dose davvero eccessiva di olio o mangiare etti di olive ogni giorno», nota Liguri.

La prospettiva indicata dal Team di ricercatori fiorentini è che l’assunzione di oleuropeina riduca lo resistenza all’insulina comune nelle persone sovrappeso e/o sedentarie, riportando la glicemia verso i livelli normali e riduca lo stress ossidativo dovuto alle iperglicemie e quindi la produzione dei famosi ‘radicali liberi’. Diversi siti internet sostengono che mangiare delle olive prima di un pasto aiutano ad abbassare l’indice glicemico. L’oleuropeina è una molecola che si trova nelle olive riduce la quantità di zucchero nel sangue dopo i pasti. Questa sostanza è presente anche nelle foglie della pianta di olive. Un ruolo importante nel contrasto della glicemia svolge anche l’idrossitirosolo che è un composto fenolico con benefici antiossidanti che possiedono le olive. Numerosi studi hanno evidenziato che diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari e previene la comparsa di alcuni tipi di cancro.

Alcuni siti internet indicano nelle foglie dell’albero di olive un ottimo rimedio naturale per diminuire gli zuccheri. In particolare nell’infuso ci sono due molecole: l’oleuropeina e l’acido elenolico. Entrambe sembra abbiano un effetto anti-diabetico e una azione ipoglicemizzante. L’acido elenolico riduce il glucosio ematico, abbassa la quantità d’insulina e ne migliora la tolleranza. Grazie alle sue proprietà ipoglicemizzanti regola i livelli di glucosio nel sangue ed è di grande aiuto nelle forme diabetiche.

Consigli per il Consumo

Va considerato che le olive non si possono consumare al naturale, poiché appena colte hanno un sapore amaro che le rende immangiabili: per questo, quelle che si trovano in commercio vengono trattate preventivamente (deamarizzazione), e spesso conservate in salamoia. Premesso che la deamarizzazione compromette il contenuto vitaminico delle olive (in particolare per quanto riguarda quelle del gruppo B), meglio sceglierle al naturale o sott’olio, piuttosto che in salamoia, dove il contenuto di sodio è molto elevato: queste ultime, tra l’altro, sono sconsigliabili a chi soffre di ipertensione e problemi renali. Il liquido di conservazione deve essere sempre limpido, senza tracce di muffa, e la superficie delle olive deve essere lucida. Una volta aperto il barattolo, si conserveranno in frigo, per un massimo di un mese (seguite comunque le indicazioni sulla confezione). Se le comprate sfuse, conservatele in un contenitore a chiusura ermetica (meglio se di vetro), in frigo, anche in questo caso per circa 1 mese.

Quante Olive si Possono Mangiare a Dieta?

Le olive hanno un apporto calorico importante e sono ricche di grassi. Proprio per questo motivo coloro che devono seguire una dieta ipocalorica devono prestare attenzione al loro consumo. Vi consigliamo ovviamente di fare riferimento ai consigli del vostro nutrizionista, ogni dieta ipocalorica infatti deve sempre essere calibrata sul fabbisogno del singolo, sulle sue specifiche esigenze, sul suo stile di vita. Generalizzando, possiamo affermare che solitamente si consiglia il consumo di un cucchiaio di olio extra vergine di oliva per ogni pasto, meglio se a crudo per condire gli alimenti. In alternativa è possibile consumare in una giornata circa 6-8 olive di media grandezza.

Varietà di Olive

Esistono numerose varietà di olive, ognuna con caratteristiche uniche. Ecco alcune delle più interessanti:

  • Olive taggiasche: Tipiche della Liguria, piccole e carnose, con un sapore fruttato.
  • Olive ascolane: Coltivate nella zona di Ascoli Piceno, tradizionalmente riempite con carne e fritte.
  • Bella di Cerignola: Oliva pugliese di grandi dimensioni, con polpa croccante e sapore delicato.
  • Nocellara del Belice: Oliva siciliana dal sapore fruttato, perfetta per patè e primi piatti.
  • Carolea: Oliva calabrese, ideale da consumare al naturale o con verdure e pesce.

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