Fave e Glicemia: Un Legame Salutare

Le fave sono i semi della Vicia faba, una specie appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Forti di una consolidata tradizione contadina, le fave sono da secoli alimento basilare della cucina mediterranea, e il loro impiego è utile per una alimentazione sana e per di più sostenibile.

Proprietà Nutrizionali delle Fave

I semi della fava (V. faba) sono ricchi di sostanze nutritive con un’elevata rilevanza per la promozione della salute, tra cui una discreta percentuale di proteine che, se associate a quelle dei cereali all’interno dello stesso pasto, costituiscono una valida ed efficace alternativa alle proteine animali, senza grassi saturi e colesterolo, e, per giunta, rappresentano una scelta sostenibile (con basso costo e basso impatto ambientale).

Le fave inoltre rappresentano una fonte di folati, vitamina B6, vitamina K, rame, magnesio, manganese, selenio e zinco. Le vitamine del gruppo B favoriscono il buon funzionamento del metabolismo, mentre la vitamina A e la vitamina C forniscono una protezione antiossidante. La vitamina C aiuta inoltre ad avere delle reazioni efficaci alle infezioni. Fra i minerali contenuti nelle fave, fosforo e calcio contribuiscono alla salute di ossa e denti, mentre il ferro è fondamentale per la produzione dei globuli rossi.

Oltre ai flavonoidi, molti altri composti presenti nelle fava (vitamina C, folati, carotenoidi, tocoferoli, terpenoidi e acidi fenolici) possiedono proprietà antiossidanti e possono ridurre l’eccessiva produzione di radicali liberi.

Valori nutrizionali per 100g di fave secche, sgusciate e crude:

Elemento Quantità
Acqua 11,3 g
Proteine 27,2 g
Zuccheri solubili 4,9 g
Lipidi 3 g
Fibre 7 g
Vitamina C 4 mg
Niacina 2,6 mg
Tiamina 0,5 mg
Riboflavina 0,28 mg
Vitamina A 14,4 µg
Fosforo 420 mg
Calcio 90 mg
Ferro 5 mg

Fave e Glicemia: Un Aiuto Naturale

Alcuni credono che mangiare fagioli e legumi alzi la glicemia, ma è falso. Fagioli e legumi come ceci, fave, lupini e lenticchie sono particolarmente indicati in chi soffre di diabete perché non venendo assorbiti immediatamente dall’intestino, riducono l’assorbimento dello zucchero e quindi evitano che la glicemia si alzi troppo.

Mangiare fagioli e legumi quindi evita la glicemia alta ovvero l’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue, come accade quando si mangiano alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati. Fagioli e legumi sono alimenti che dovrebbero essere consumati regolarmente da chi soffre di diabete, sia per il controllo della glicemia sia per la ridotta quantità di calorie.

Infatti, 100g di fagioli o ceci cotti contengono circa 100 calorie, un po’ meno lenticchie e fave, e andrebbero mangiati almeno tre volte alla settimana anche sotto forma di prodotti come la pasta realizzata con farine di fagioli e legumi che quindi rientra tra i prodotti proteici. Attenzione però, perché fagioli e legumi non vanno considerati come contorno ma come piatto principale, esattamente come se si trattasse di un piatto di carne o pesce.

Le fave contribuiscono a facilitare il buon funzionamento dell’intestino con il loro apporto di una buona quantità di fibre, che possono inoltre contribuire a contrastare malattie cardiovascolari e diabete controllando l’assorbimento intestinale di colesterolo e zuccheri, aiutando così a ridurre colesterolemia e glicemia. Gli isoflavoni potrebbero aiutare a ridurre il rischio di cancro al seno, mentre i fitosteroli contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo.

Questo effetto di “contenimento” sulla glicemia è particolarmente importante perché proprio i picchi iperglicemici ripetuti possono condurre allo sviluppo di complicanze vascolari e circolatorie in particolar modo nel diabete di tipo 2, quello che si sviluppa per stili di vita poco salutari. Secondo le indicazioni della Società Italiana di Diabetologia è opportuno consumare questi cibi almeno tre volte la settimana.

Per contrastare il diabete inoltre è utile consumare 5 porzioni al giorno tra ortaggi e frutta, variando; preferire pane e pasta integrale, in virtù del maggior apporto di fibre che aiuta a rallentare l’assorbimento degli zuccheri.

Come Integrare le Fave nella Dieta Quotidiana

Le fave possono essere consumate sia crude che cotte. Anche se le fave cotte perdono una buona parte delle loro proprietà, sono ottime nelle zuppe, nei minestroni, cotte con la menta e in puré.

Le fave fresche sono un'ottima alternativa per assumere poche calorie. Poco importa se crude o cotte perché la differenza di calorie è poca. Quelle cotte, infatti, apportano 49 calorie e quelle crude 55 calorie.

Per approfittare delle loro numerose proprietà, le fave possono essere consumate fresche o bollite, ideali per insalate, minestre o come contorno. Ideale anche il binomio ‘fave e dieta’, dato il bassissimo contenuto di grassi. Per non parlare della praticità. Per gustare le fave fresche e crude, basta aprire il baccello ed estrarre il seme, eliminando la pellicola che lo racchiude.

Le fave secche, invece, devono essere ammollate per alcune ore e poi cotte, eccellenti per la preparazione di zuppe, stufati e piatti tradizionali. Di norma, è possibile trovare le fave fresche da aprile a luglio.

Come mangiare le fave per abbassare la glicemia? Le fave sono indicate per abbassare la glicemia perché non vengono assorbite immediatamente dall’intestino. In questo modo riducono l’assorbimento dello zucchero e quindi evitano che la glicemia si alzi troppo. Per questo vanno mangiate non come contorno ma come piatto principale. In altre parole come se si trattasse di un piatto di carne o pesce.

Fave Secche: Un'Alternativa Versatile

Le fave secche sono un prodotto molto versatile, il cui consumo è consigliabile anche in inverno, fuori stagione quindi, quando non se ne trovano ai banchi dell’ortofrutta. Oltre ad essere protagoniste di minestre e piatti in brodo, si possono trasformare in pesti fatti in casa, polpette golose e contorni stuzzicanti e nutrienti.

La cosa importante è che le fave secche devono essere messe in ammollo per almeno 12 ore prima di essere cucinate. Esistono due tipi di fave secche, quelle con la buccia e quelle decorticate: nel primo caso, devono rimanere in ammollo per 16-18 ore, nel secondo, invece, devono rimanere in ammollo per 8-10 ore.

Dopo aver tolto il tegumento che avvolge le fave, queste possono essere essiccate, dunque conservate per tempi più lunghi rispetto a quelle fresche. Le fave secche private del tegumento non richiedono tempi di ammollo preventivo, tipico di fagioli o lenticchie secche: vangono infatti tuffate nell'acqua bollente direttamente, oppure cucinate a vapore. Il risultato finale è una sorta di purè, ottimo accompagnamento per verdure dal retrogusto amarognolo (es. cicoria).

Benefici Aggiuntivi delle Fave

Dato che le fave sono ricche di proteine e povere di grassi, hanno proprietà diuretiche ed energizzanti. Inoltre, essendo ricche di fibre vegetali stimolano l’attività intestinale e riescono ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Sono ipocaloriche, quindi possono essere inserite nelle diete di ogni tipo e sono consigliate in caso di ipertensione.

Grazie al contenuto di fibre abbassano i livelli di glicemia e contribuiscono ad eliminare le tossine e le scorie, anche perché, per il buon contenuto di potassio, favoriscono la diuresi. Hanno la capacità di stimolare il senso di sazietà grazie alla presenza di fibre e proteine, per questo motivo sono un’ottima alternativa agli snack a base di zuccheri, che saziano solo al momento ma poi inducono nuovamente alla fame.

Inoltre tra i benefici delle fave secche è da menzionare la funzione di contrasto verso l’anemia che grazie all’apporto di folati e la vitamina C, in esse contenuta, favorisce l’assorbimento di ferro. Per questi motivi, sono consigliate anche in gravidanza, non avendo controindicazioni in gestazione.

Le fave aiutano a perdere peso? Sono un alimento ipocalorico, povero di grassi e ricco di acqua. Per questo sono adatte a chi deve perdere peso e mantenersi in forma. Mangiare le fave stimola il senso di sazietà perché possiedono fibre e proteine. Grazie alle loro fibre le fave aiutano a contrastare la stitichezza.

Controindicazioni e Precauzioni

Le fave presentano alcune controindicazioni su soggetti particolarmente fragili o con problemi di salute preesistenti. In particolare, non possono essere consumate da chi soffre di favismo, un difetto genetico dell’enzima glucosio 6-fosfato deidrogenasi, presente nei globuli rossi. La persona che presenta carenza di questo enzima, infatti, quando mangia le fave, ha un’improvvisa distruzione dei globuli rossi che provoca anemia emolitica con colorazione giallastra della pelle.

Inoltre, il consumo di fave è vietato a chi ovviamente ne è allergico e sconsigliato a chi soffre di dissenteria, visto che questi legumi hanno un potere lassativo che aumenta all’aumentare della quantità ingerita. In caso di diabete, infine, il consumo di fave sarebbe da limitare e da assumersi sempre nell’ambito di una dieta varia e controllata.

Le fave sono potenziali nemici del sistema immunitario: in soggetti sensibili e predisposti, il consumo di fave può scatenare una reazione allergica che, nei casi più gravi, può indurre il coma. Le fave non dovrebbero essere consumate in concomitanza di farmaci inibitori delle monoaminossidasi (IMAO): la levodopa, contenuta nelle fave viene convertita in dopamina nell'organismo. Nei soggetti sensibili e predisposti, il consumo di fave (e di altre particolari sostanze, quali farmaci analgesici, salicilati, alcuni chemioterapici ecc.), seppur minimo, scatena una cascata di reazioni nell'organismo che inevitabilmente conducono all'emolisi acuta con ittero.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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