Laboratorio Analisi Acqua Piscina: Parametri Fondamentali e Normative

Per le piscine ad uso pubblico, per le SPA e per le piscine private, eseguire l’analisi dell’acqua significa monitorare con regolarità e precisione due parametri fondamentali: Cloro e pH, al fine di garantire l'ottimale disinfezione dell'acqua e le condizioni di sicurezza per i bagnanti. Oltre a questi parametri, altri valori importanti sono Acido Cianurico (o isocianurico), Alcalinità e Temperatura.

Strumenti per l’Analisi dell’Acqua della Piscina

Tra gli strumenti progettati per l’analisi del pH vi sono i pHmetri, misuratori elettronici, precisi e che offrono rapidità di lettura. Si distinguono i pHmetri portatili, anche per uso professionale, e i tester pH, ideali per piscine fuori terra. I fotometri sono invece ideali per piscine interrate e centri sportivi.

Hanna Instruments propone inoltre centraline (o regolatori) automatiche che, oltre a misurare il valore di cloro e pH, azionano automaticamente le pompe per il dosaggio di cloro e acido, al fine di aggiustare i valori in caso di letture fuori range.

Per i privati Hanna Instruments ha pensato di progettare tester o Checker che effettuano test di analisi elettroniche dell’acqua della piscina, dando comodamente il risultato sul display e restituendo con affidabilità i risultati dei principali parametri dell’acqua della piscina, tra cui pH e Cloro. Oltre ai Checker, Hanna Instruments mette a disposizione anche i test rapidi colorimetrici di Cloro e pH con tipo di analisi visiva sulla base della scala colore (Color Cube).

Benefici dell’Analisi dell’Acqua per la Sicurezza e la Salute degli Utenti della Piscina

L’analisi dell’acqua delle piscine è previsto dall’ordinamento italiano al fine di assicurare, a tutti coloro che ne fanno uso, un ottimo livello di salute e sicurezza. La legge specifica che si occupa di organizzare i controlli e le analisi delle acque delle piscine è l’Accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano, risalente al 16 gennaio 2003.

La prima cosa che la legge prescrive è che i controlli devono essere svolti in vari punti del sistemi idraulico che porta l’acqua alla vasca della piscina.

N.B. La presente normativa indica gli aspetti igienico-sanitari concernenti la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatori. Alla sopracitata norma va aggiunta la UNI 10637:2006 la quale norma fornisce una classificazione delle piscine e specifica i requisiti di progettazione, costruzione e gestione degli impianti di trattamento dell’acqua.

Lo “Studio Consulenze Ambientali del Dott. Murri e Dott. De Francesco, effettua le analisi dell’acqua in strutture ricettive turistiche, nei condomini, nelle attività commerciali (Bar, Hotel, Ristoranti ecc..) e in abitazioni private.

Il laboratorio è accreditato ACCREDIA (Ente Italiano di accreditamento) relativamente all’esecuzione di prove e al Sistema di Qualità secondo le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018.

Classificazione delle Piscine

In base alla destinazione, le piscine si distinguono in:

  • a) piscine di proprietà pubblica o privata, destinate all’utenza pubblica
  • b) piscine destinate esclusivamente agli abitanti di un condominio e ai loro ospiti
  • c) piscine ad usi speciali collocate in strutture di cura, riabilitazione, termali

La tipologia a), - piscine di proprietà pubblica o privata, destinate all’utenza pubblica - le cui caratteristiche strutturali e gestionali sono definite da ciascuna Regione e i cui requisiti igienico-ambientali soddisfano l’Accordo del 2003, sono a loro volta distinte in:

  • a/1) piscine pubbliche (piscine comunali)
  • a/2) piscine ad uso collettivo inserite in strutture adibite, in via principale, ad altre attività (alberghi, camping, ecc), nonché quelle al servizio di collettività accessibili ai clienti o soci della struttura (palestre, ecc.)
  • a/3) impianti per giochi acquatici.

Le caratteristiche strutturali e gestionali degli impianti condominiali sono fissati dalla Regione di riferimento, mentre i requisiti igienico-ambientali soddisfano quelli del citato Accordo; le piscine per usi speciali sono disciplinate da un apposita normativa e necessitano di controllo sanitario specialistico.

In base alle caratteristiche ambientali e strutturali le piscine si distinguono in:

  • a) scoperte, uno o più bacini non confinati entro strutture chiuse permanenti
  • b) coperte, uno o più bacini entro strutture chiuse permanenti
  • c) di tipo misto, uno o più bacini scoperti e coperti utilizzabili anche contemporaneamente
  • d) di tipo convertibile, uno o più bacini nei quali gli spazi destinati alle attività possono essere aperti o chiusi sulla base delle condizioni atmosferiche.

Requisiti di Sicurezza

Il D.M. 18 marzo 1996 “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi” prevede che i titolari degli impianti siano responsabili dell’attuazione e del mantenimento delle condizioni di sicurezza, a garanzia dell’incolumità del pubblico, degli atleti e del personale addetto. I titolari possono essere configurati sia nei proprietari della struttura, sia nei gestori della stessa con responsabilità di:

  • • valutazione del rischio
  • • predisposizione e redazione del piano di sicurezza
  • • predisposizione e redazione del piano di emergenza
  • • nomina del personale addetto alla sicurezza dell’impianto
  • • formazione e informazione degli addetti agli impianti
  • • effettuazione e registrazione di controlli periodici del corretto funzionamento.

Pertanto, il responsabile della piscina, ai sensi del D.Lgs 626/1994 e successive modifiche, deve redigere il Documento di valutazione dei rischi che deve tenere conto di:

  • • potenziali rischi igienico-sanitari
  • • punti o fasi in cui si possono verificare i rischi
  • • misure preventive da adottare
  • • sistema di monitoraggio
  • • azioni correttive
  • • verifiche del piano di sicurezza e emergenza
  • • aggiornamento delle procedure

Il responsabile deve eseguire controlli interni e tenere a disposizione della ASL, per i controlli esterni, per almeno due anni, sia il documento di valutazione dei rischi che:

  1. registro dei requisiti tecnico-funzionali con indicazione delle dimensioni e del volume di ciascuna vasca, numero dei filtri, portata delle pompe, sistema di manutenzione
  2. registro dei controlli dell’acqua della vasca contenente:

Requisiti Igienico-Ambientali

I requisiti igienico-ambientali si riferiscono alle caratteristiche delle acque utilizzate nell’impianto di piscina, alle condizioni termo-igrometriche e di ventilazione, illuminotecniche ed acustiche.

Classificazione e Requisiti delle Acque Utilizzate

Le acque utilizzate nell’impianto piscina vengono classificate come segue:

  • • acqua di approvvigionamento: è quella utilizzata per l’alimentazione delle vasche (riempimento e reintegro) e quella destinata agli usi igienico-sanitari;
  • • acqua di immissione in vasca: è quella costituita sia dall’acqua di ricircolo che da quella di reintegro opportunamente trattate per assicurare i necessari requisiti;
  • • acqua contenuta in vasca: è quella presente nel bacino natatorio e pertanto a diretto contatto con i bagnanti.

Requisiti dell’Acqua di Approvvigionamento

L’acqua di approvvigionamento deve possedere tutti i requisiti di potabilità previsti dalle vigenti normative fatta eccezione per la temperatura. Nel caso l’acqua di approvvigionamento non provenga da pubblico acquedotto, sull’acqua stessa dovranno essere effettuati controlli di potabilità con frequenza almeno annua o semestrale, per i parametri indicati nel giudizio di idoneità dell’acqua destinata al consumo umano, previsti dalla vigente normativa.

Requisiti dell’Acqua di Immissione in Vasca e dell’Acqua Contenuta in Vasca

L’acqua di immissione e quella contenuta in vasca devono possedere i requisiti di cui alla seguente tabella A. I requisiti di qualità dell’acqua in vasca devono essere raggiunti in qualsiasi punto. Il controllo all’acqua di immissione sarà effettuato ogni qualvolta se ne manifesti la necessità per verifiche interne di gestione o sopraggiunti inconvenienti. Funghi, lieviti e trialometani saranno verificati su richiesta dell’Azienda Unità Sanitaria Locale. I trialometani vengono accertati secondo criteri e parametri fissati dal Ministero della Salute. Per i metodi di analisi si utilizzano quelli previsti per le acque destinate al consumo umano. Il Ministero della Salute individuerà ulteriori metodi di analisi.

Controlli nelle Piscine ad Uso Pubblico

La piscina aperta ad un pubblico indifferenziato, così come quella a servizio di un condominio o di una attività turistico-ricettiva è, a tutti gli effetti, una piscina ad uso pubblico. Dalla pubblicazione dell’“Accordo Stato-Regioni relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio” nel 2003, molte piscine sono entrate a pieno titolo tra le piscine ad uso pubblico.

L’Accordo 2003, infatti, ha stabilito che i controlli sulle piscine ad uso pubblico si dividono in due categorie: i controlli esterni, cioè quelli effettuati dalle aziende sanitarie, e quelli interni, cioè quelli messi in atto dal gestore della struttura o da un suo incaricato. I controlli interni vanno eseguiti secondo protocolli di gestione e di auto-controllo: a tal fine iI responsabile della piscina deve redigere un documento, di valutazione del rischio, in cui è considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella gestione dell’attività.

Qualora, in seguito all’auto-controllo effettuato, il responsabile riscontri valori dei parametri igienico - sanitari in contrasto con la corretta gestione della piscina, deve provvedere per la soluzione del problema e/o il ripristino delle condizioni ottimali.

Ma quali sono i controlli da effettuare, e con quale periodicità? Per le piscine di tipo A, le analisi microbiologiche dell’acqua di vasca devono essere effettuate con frequenza mensile. Qualora le analisi di 4 mesi consecutivi non abbiano rilevato difformità dai limiti riportati nella Tabella A dell’Accordo 2003, è consentita la riduzione della frequenza da mensile a bimestrale. Qualora una delle successive analisi bimestrali rilevi non conformità, deve essere ripristinata la frequenza mensile, sino al raggiungimento di ulteriori 4 mesi consecutivi conformi.

In conclusione, quando si gestisce una piscina ad uso pubblico è necessario mettere in atto un processo di gestione con il relativo monitoraggio, effettuando controlli di cui si devono conservare le registrazioni.

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