La Trippa: Valori Nutrizionali e Colesterolo

La trippa è un alimento di origine animale che fa parte del quinto quarto della bestia macellata, rientrando nel gruppo delle frattaglie. È costituita dallo stomaco (o da uno degli stomaci) dei bovini o dei suini, anche se la materia prima più utilizzata è il rumine di manzo, ovvero il primo dei quattro stomaci dell'animale.

A dire il vero, la porzione commestibile dell'apparato digerente bovino è costituita anche dalle altre tre sacche gastriche (reticolo, omaso, abomaso) ma, come spesso accade, ogni preparazione assume un nome differente; ad esempio, l'abomaso cotto è definito lampredotto e non trippa (che, come anticipato, indica il rumine).

La trippa NON può essere consumata grezza e quella in commercio è quasi sempre pronta all'utilizzo (cottura finale). Dopo la macellazione, il rumine dev'essere raschiato e lavato con cura e, preferibilmente, precotto in acqua calda. Preparare una qualsiasi ricetta con la trippa cruda, seppur ben pulita, necessiterebbe tempi di cottura molto lunghi e senza la garanzia di raggiungere un buon risultato.

Caratteristiche Nutrizionali della Trippa

Contrariamente a quanto molti possano credere, la trippa NON è un alimento grasso. Certo, non costituisce mai ricette di semplice e rapida digestione, ma ciò non deriva dalla quota lipidica complessiva, bensì dalla composizione e dalla struttura dei tessuti proteici (oltre che dagli ingredienti supplementari). Infatti, la trippa è un alimento magro, ricco di proteine ad alto valore biologico e anche poco calorico.

Di certo, la trippa è un taglio di carne (o meglio, di quinto quarto) decisamente ipocalorico. Non contiene glucidi o fibre, e non si possiedono dati sufficienti per stabilirne l'idoneità al regime alimentare contro certe malattie del metabolismo (mancanza di valori quali colesterolo e acidi grassi saturi).

Inoltre, per quel che concerne i sali minerali, la trippa contiene ottime quantità di ferro (utile a combattere e prevenire l'anemia sideropenica) e non mancano ottime concentrazioni di molte vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina e niacina). La trippa potrebbe contenere alti livelli di purine, molecole indesiderate per i soggetti affetti da iperuricemia ed attacchi gottosi.

Valori Nutrizionali Medi per 100g di Trippa

  • Calorie: 85
  • Carboidrati: 0 g
  • Proteine: 12,07 g
  • Grassi: 3,69 g
  • Acqua: 84,16 g
  • Colesterolo: 122 mg
  • Sodio: 97 mg

Sicuramente la trippa è una vivanda molto sostanziosa dal punto di vista dell’apporto proteico, molto simile a quello della carne di vitello, ma il suo contenuto in grassi è relativamente basso: solo il 4%. In più, nella trippa, è anche da sottolineare una benefica presenza di sostanze minerali, specialmente calcio e fosforo.

La Trippa in Cucina

Tra tutte le frattaglie, la trippa è forse la più apprezzata. Anche se il nome potrebbe far pensare ad un alimento molto grasso e ricco di colesterolo, in realtà la trippa è un ingrediente magro e con valori nutrizionali interessanti.

Considerata erroneamente grassa e troppo ricca di colesterolo, la trippa in realtà si rivela un alimento molto magro e con un interessante valore nutrizionale. La trippa essendo un tessuto connettivale è un alimento molto ricco di collagene, elemento che ritroviamo anche nella pelle del maiale e del pollo, molto importante per la nostra salute.

Tra i tanti modi per gustare la trippa, la semplicità ripaga sempre: lessata e servita condita con olio, sale e succo di limone è il metodo più digeribile e leggero per gustarla. Per un tocco in più, possiamo aggiungerla all'insalata mista, con prezzemolo fresco e pepe bianco. Oltre all’utilizzo classico, la tradizione italiana la vede come protagonista di tante preparazioni in umido.

Non solo in Italia ma in molti paesi del mondo possiamo trovare ricette con la trippa davvero gustose ma mai povere. Molti ritengono che la trippa sia grassa, in realtà non è così. È un alimento sostanzialmente magro, a basso tenore di grassi.

Il problema legato al consumo di questo alimento è rappresentato dai condimenti che possono essere grassi e quindi aumentano l’apporto lipidico del piatto. Un elemento fondamentale da tenere in considerazione è la grande massa di tessuto connettivo, che in cottura si trasforma in gelatina ed è di discreta digeribilità.

Va considerato che contiene una certa quota di colesterolo, precisamente 122 milligrammi per 100 g di prodotto.

Preparazione Casalinga della Trippa

Anche se venduta già pulita, si consiglia sempre un'ulteriore ed accurata pulizia della trippa. Essendo cruda, la trippa va dev'essere bollita almeno 3-4 ore. In commercio, è comunque reperibile anche la trippa precotta, che richiede naturalmente una cottura più rapida.

  • Lavare le trippe in acqua calda corrente, sfregandole leggermente con le mani.
  • Tagliare le trippe a pezzetti di 3-4 cm.
  • Portare ad ebollizione una casseruola con abbondante acqua ed aggiungere mezzo bicchiere di aceto per togliere l'odore caratteristico delle trippe.
  • Tuffare le trippe nell'acqua calda con l'aceto e lasciar bollire una decina di minuti.

Perché bollire le trippe? In questo modo, non solo svanirà l'odore tipico delle trippe, ma è possibile aumentarne la digeribilità perché una parte del grasso (anche se scarso) e delle sostanze indigeste vengono naturalmente rimosse.

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