Stevia e Glicemia: Effetti e Benefici

La Stevia (Stevia Rebaudiana subsp. Bertoni, famiglia Asteracee) è un piccolo arbusto originario della zona di confine tra Brasile e Paraguay, dov'è conosciuto con il nome di ka'ha he'e (erba dolce o erba del miele).

Scoperta e Caratteristiche della Stevia

Dopo la scoperta della Stevia, datata 1887, ad opera del naturalista di origine svizzera Mosè Santiago Bertoni, si è dovuto attendere fino al 1931 per la caratterizzazione delle sostanze edulcoranti presenti nelle foglie. Si tratta principalmente di glucosidi dello steviolo, denominati Stevioside, Rebaudioside (A,B,D,E) e Dulcoside (A e B). I glicosidi della Stevia sono piuttosto stabili al calore ed al pH, non fermentano, non caramellano alla cottura e presentano una buona solubilità in acqua, alcool metilico ed etilico.

Oltre ai glicosidi dall'alto potere edulcorante, la Stevia è ricca di ferro, manganese e cobalto; è priva di caffeina e naturalmente contiene anche carboidrati, proteine, vitamine e minerali.

Stevia e Glicemia: Un Legame Importante

Aldilà dell'elevato potere dolcificante, una caratteristica fondamentale della Stevia è che i glicosidi in essa contenuti non vengono assorbiti e come tali non hanno alcun effetto significativo, sui livelli glicemici. A livello intestinale, tuttavia, i batteri del colon possono degradare lo stevioside a steviolo, che viene prontamente assorbito dalla parete enterica, inattivato dal fegato ed immediatamente espulso con le urine.

Stevia: Effetti Benefici e Proprietà Ipoglicemizzanti

Insieme alle numerose evidenze sulla totale innocuità della Stevia, varie ricerche attribuiscono a questa pianta diversi effetti benefici. Infatti, oltre a vantare un potere calorico e cariogeno praticamente nullo, la Stevia non solo non incide sui valori di glucosio nel sangue, ma sembra addirittura diminuirli (proprietà ipoglicemizzanti), migliorando la tolleranza al glucosio.

Tale effetto sembra imputabile ad un'azione diretta dello stevioside e del rebaudioside A sulle cellule beta pancreatiche, dove in presenza di glucosio stimolerebbe la produzione di insulina.

Stevia e Diabete: Un'Alternativa Sicura?

La stevia è il nome comune con cui viene indicato l’estratto di una pianta, la Stevia rebaudiana, diffusa in particolare in Sud America e Asia. È un dolcificante naturale e non calorico, centinaia di volte più dolce dello zucchero. L’estratto in polvere delle foglie è il prodotto più facilmente reperibile di stevia e si trova in erboristeria, farmacia e supermercato.

Nel 2011 la Commissione europea ha adottato il regolamento con cui ha concesso l’autorizzazione all’uso della stevia come dolcificante negli alimenti. Per le sue proprietà la stevia si rivela un prodotto utile per ridurre l’apporto calorico nella dieta alimentare oltre a giocare un ruolo chiave nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi metabolici.

«Avendo potere calorico e indice glicemico nullo per la presenza di glicosidi steviolici, il rebaudioside A e lo stevioside, la stevia può essere introdotta nell’alimentazione del paziente diabetico perché, diversamente dal saccarosio, la sua assunzione non determina la comparsa di picchi glicemici. La stevia si è meritata l’attenzione della comunità scientifica ed è stata oggetto di diverse ricerche.

«I risultati emersi dalle suddette ricerche necessitano di essere ulteriormente approfonditi e indagati per poter affermare che questo dolcificante possa curare una patologia metabolica multifattoriale come diabete di tipo 2. Si parla di diabete in presenza di un eccesso di glucosio (zucchero) nel sangue.

L’iperglicemia può essere dovuta a un’insufficiente produzione di insulina (ormone che regola il livello di glucosio nel sangue) o a una sua inadeguata azione. Esistono due forme di diabete: quello di tipo 1 e quello di tipo 2.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il diabete sarà entro il 2030 la quarta causa di morte in Europa. I pazienti con diabete di tipo 1 devono assumere insulina, nella terapia del diabete di tipo 2 invece sono invece fondamentali una corretta alimentazione e una regolare attività fisica.

Come Utilizzare la Stevia

La stevia può essere utilizzata per dolcificare bevande, ma anche per preparare dolci, in quanto non viene alterata dal calore. Viene inoltre utilizzata per dolcificare molti preparati farmacologici o integratori.

Vantaggi della Stevia

  1. Uno degli effetti biologici più importanti della stevia è che non contribuisce all'aumento dei livelli di zucchero nel sangue rispetto allo zucchero raffinato.
  2. È noto che la stevia agisce come vasodilatatore, provocando l'allargamento dei vasi sanguigni e contribuendo così ad abbassare la pressione sanguigna.
  3. Grazie alle ricerche che dimostrano che i dolcificanti sono sicuri da assumere quotidianamente, attualmente non ci sono limiti di età per il consumo di stevia.
  4. La stevia è un dolcificante non nutritivo. Ciò significa che la stevia non ha alcun valore nutrizionale in sé, quindi non contiene carboidrati e, di conseguenza, non ha calorie, nonostante la sua forza dolcificante.
  5. A seguito di diverse ricerche, è stato dimostrato che i dolcificanti, come la stevia, non aumentano il rischio di cancro.

Stevia vs Eritritolo: Quale Scegliere?

Con il crescente interesse per stili di vita più sani e a basso contenuto di zucchero, molti consumatori si sono rivolti a dolcificanti alternativi come la stevia e l’eritritolo. La stevia è un dolcificante naturale estratto dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana, originaria del Sud America.

Questo dolcificante è particolarmente apprezzato per il suo potere dolcificante molto superiore a quello dello zucchero, senza però apportare calorie. Il segreto della sua dolcezza risiede nei glicosidi steviolici, composti naturali contenuti nelle sue foglie.

Uno dei principali benefici della stevia è che non contiene calorie. Ciò la rende una scelta perfetta per chi desidera ridurre l’assunzione calorica o chi è a dieta. Inoltre, è ampiamente raccomandata per i diabetici, poiché non ha alcun impatto significativo sulla glicemia. Studi hanno infatti evidenziato che la stevia può essere utilizzata senza problemi da chi soffre di diabete di tipo 2, in quanto non provoca picchi glicemici.

L’eritritolo è un dolcificante che appartiene alla famiglia degli zuccheri-alcol (o polialcoli), e si trova naturalmente in alcuni frutti, come pere e uva. Il suo essere privo di componente calorica, lo rende una scelta ideale per chi segue una dieta dimagrante. Inoltre, ha un indice glicemico nullo, il che significa che non altera i livelli di zucchero nel sangue e non causa picchi glicemici, motivo per cui è considerato sicuro anche per le persone con diabete.

Rispetto ad altri dolcificanti, l’eritritolo è anche meglio tollerato a livello digestivo. Un’altra differenza riguarda il sapore. La stevia tende ad avere un retrogusto amarognolo, che può non essere apprezzato da tutti. L’eritritolo, invece, ha un sapore che è molto simile a quello dello zucchero, senza retrogusti sgradevoli.

In cucina, entrambi i dolcificanti sono stabili al calore, ma l’eritritolo può essere preferibile per chi cerca una dolcificazione più simile a quella dello zucchero, poiché aiuta anche a riprodurre la consistenza zuccherina in molte ricette.

La stevia di per sé è generalmente sicura, ma talvolta può causare reazioni allergiche in alcune persone, sebbene si tratti di un effetto piuttosto raro. L’eritritolo è considerato uno dei dolcificanti più sicuri disponibili sul mercato.

Dolcificanti Naturali Alternativi

Nell’alimentazione moderna i dolcificanti o gli edulcoranti sono sempre più diffusi e utilizzati. Negli ultimi anni il mercato propone i dolcificanti naturali come validi sostituti acalorici dello zucchero senza i potenziali effetti tossici degli edulcoranti chimici.

  • Miele: Il miele è molto simile allo zucchero per quantitativo di zuccheri semplici, calorie e indice glicemico rendendo difficoltoso il controllo della glicemia in modo analogo allo zucchero bianco. Per la persona con diabete, il miele è un alimento da utilizzare con moderazione calcolando il carico glicemico complessivo del pasto in cui si assume miele.
  • Fruttosio: L’associazione statunitense “The American Diabetes Association” sconsiglia l’uso di fruttosio come dolcificante ma precisa che non c’è ragione di evitare la quantità di fruttosio naturalmente presente negli alimenti come frutta e vegetali. La porzione come sempre fa la differenza.
  • Zucchero di canna integrale o panela: Contiene sostanze che vengono allontanate nei successivi passaggi chimici per ottenere lo zucchero bianco come zinco, cromo, ferro, potassio, magnesio, selenio, vitamine e fibra. Ha un indice glicemico medio-basso e può essere consumato dai diabetici in alternativa allo zucchero raffinato ricordando di moderarne il consumo e di calcolare sempre l’apporto di zuccheri totali fatto con la dieta.
  • Sciroppo d’acero e succo d’agave: Oltre agli zuccheri sono ricchi di oligoelementi e vitamine. Questi sciroppi possono rappresentare una valida alternativa allo zucchero per i diabetici ma se ne raccomanda un uso moderato e controllato come per tutti gli alimenti zuccherati.
  • Succo d’uva concentrato: Guardando la tabella nutrizionale si scopre che può arrivare a contenere il 50 % di zuccheri semplici.

Glicosidi Steviolici e Sicurezza

In realtà sarebbe più corretto parlare di derivati della stevia (glicosidi steviolici), ai quali è legata l’azione dolcificante e per i quali si è inserito il codice E960 tra gli additivi alimentari. Non ci sono molti studi sulla tossicità nell’uso cronico anche se si evidenzia una tossicità molto bassa. Inoltre, al contrario del glucosio e del fruttosio, i derivati della stevia non sembrano danneggiare le cellule endoteliali dei vasi sanguigni perché non inducono iperglicemia.

EFSA ha rivalutato la sicurezza dei glicosidi steviolici, stabilendo un'ADI (o DGA) per ognuno di loro. In particolare, il gruppo ha fissato una dose giornaliera ammissibile pari a 4 mg/kg peso corporeo/die per i glicosidi steviolici, un livello coerente con quello già definito dal comitato congiunto di esperti FAO/OMS sugli additivi alimentari (JECFA) nel 2006.

Questi limiti sembrano tuttavia facilmente superabili, soprattutto nei bambini, in caso di forte consumo di cibi ricchi di glicosidi steviolici, in particolare le bevande analcoliche aromatizzate. Sempre secondo i dati EFSA, targati Gennaio 2011, per i bambini europei (di età compresa tra 1 e 14 anni).

Tabella comparativa dolcificanti

Dolcificante Calorie Indice glicemico Note
Stevia 0 0 Non influenza i livelli di glucosio nel sangue
Eritritolo 0 0 Ben tollerato a livello digestivo
Miele Elevate Alto Da consumare con moderazione dai diabetici
Fruttosio Simili allo zucchero Medio Da non utilizzare come dolcificante aggiunto

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