Asse Elettrico Orizzontale ECG: Cause e Interpretazione

L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale in cardiologia, capace di fornire informazioni preziose sull'attività elettrica del cuore. Uno degli aspetti cruciali dell'interpretazione di un ECG è la determinazione dell'asse elettrico cardiaco. Questo parametro, spesso trascurato, può rivelare anomalie significative che altrimenti potrebbero sfuggire ad un'analisi superficiale.

Cos'è l'Asse Elettrico Cardiaco?

L'asse elettrico cardiaco rappresenta la direzione media della depolarizzazione ventricolare durante la contrazione cardiaca. In termini più semplici, indica la direzione prevalente in cui l'impulso elettrico si propaga attraverso i ventricoli. Immaginate il cuore come una sorgente di energia elettrica; l'asse elettrico è la freccia che indica la direzione in cui questa energia si muove con maggiore intensità. Si misura in gradi, solitamente compresi tra -30° e +90°.

Per comprendere meglio, è utile visualizzare il cuore all'interno di un sistema di riferimento esassiale, derivato dalle derivazioni dell'ECG. Questo sistema suddivide il piano frontale in sei settori, ciascuno corrispondente a una derivazione specifica (I, II, III, aVR, aVL, aVF). L'asse elettrico si colloca all'interno di uno di questi settori, indicando la direzione predominante dell'attività elettrica ventricolare.

Perché è Importante l'Asse Elettrico?

La deviazione dell'asse elettrico cardiaco dalla norma può indicare una serie di condizioni patologiche, tra cui:

  • Ipertrofia ventricolare: Un aumento della massa muscolare di uno dei ventricoli può alterare la direzione dell'asse elettrico, deviandolo verso il ventricolo ipertrofico.
  • Blocchi di branca: Un'interruzione nella conduzione dell'impulso elettrico attraverso una delle branche del fascio di His può causare una deviazione dell'asse verso il lato opposto del blocco.
  • Infarto miocardico: Una zona di necrosi nel miocardio può influenzare la propagazione dell'impulso elettrico, portando a una deviazione dell'asse.
  • Emiblocchi: Blocchi parziali delle branche del fascio di His possono causare lievi deviazioni dell'asse.
  • Anomalie congenite: Alcune malformazioni cardiache congenite possono essere associate a deviazioni dell'asse elettrico.
  • Cardiopatie polmonari: Patologie che interessano i polmoni e che causano un sovraccarico di lavoro per il ventricolo destro possono determinare una deviazione assiale destra.

Rilevare una deviazione dell'asse elettrico è quindi un segnale di allarme che richiede ulteriori indagini per identificare la causa sottostante.

Come Determinare l'Asse Elettrico Cardiaco: Metodi e Tecniche

Esistono diversi metodi per determinare l'asse elettrico cardiaco, che variano in termini di precisione e complessità. Analizziamone alcuni:

1. Metodo Rapido (o Metodo del Quadrante)

Questo metodo è il più semplice e veloce, ideale per una valutazione preliminare. Si basa sull'analisi della polarità del complesso QRS nelle derivazioni I e aVF:

  • QRS positivo in I e aVF: Asse normale (tra 0° e +90°)
  • QRS positivo in I e negativo in aVF: Deviazione assiale sinistra (tra 0° e -90°)
  • QRS negativo in I e positivo in aVF: Deviazione assiale destra (tra +90° e +180°)
  • QRS negativo in I e aVF: Deviazione assiale estrema (tra -90° e -180°)

Questo metodo fornisce solo un'indicazione approssimativa dell'asse, ma è utile per identificare rapidamente le deviazioni significative.

2. Metodo della Derivazione Isoelettrica

Questo metodo è più preciso del precedente. Si basa sull'identificazione della derivazione in cui il complesso QRS è più isoelettrico (cioè, con un'ampiezza quasi nulla). L'asse elettrico sarà perpendicolare a questa derivazione.

Ad esempio, se il complesso QRS è isoelettrico in aVL, l'asse elettrico sarà approssimativamente perpendicolare a aVL, quindi intorno a +60° (tenendo conto che aVL si trova a -30°). È importante ricordare che questo metodo fornisce solo un'approssimazione, ma è più accurato del metodo del quadrante.

3. Metodo Grafico (o Metodo del Vettore Resultante)

Questo è il metodo più preciso, ma anche il più complesso. Si basa sulla costruzione di un diagramma vettoriale utilizzando le ampiezze dei complessi QRS in due derivazioni (solitamente I e III). La risultante di questi due vettori rappresenta l'asse elettrico.

Per applicare questo metodo, è necessario:

  1. Misurare l'ampiezza del complesso QRS in I e III (considerando positive le deflessioni verso l'alto e negative quelle verso il basso).
  2. Disegnare un sistema di assi cartesiani, con l'asse orizzontale che rappresenta la derivazione I e l'asse verticale che rappresenta la derivazione III.
  3. Tracciare un vettore a partire dall'origine, con lunghezza proporzionale all'ampiezza del QRS in I e direzione orizzontale.
  4. Tracciare un altro vettore a partire dall'origine, con lunghezza proporzionale all'ampiezza del QRS in III e direzione verticale.
  5. Completare il parallelogramma formato dai due vettori.
  6. Tracciare la diagonale del parallelogramma a partire dall'origine. Questa diagonale rappresenta il vettore risultante, la cui direzione indica l'asse elettrico.

Questo metodo richiede un po' di pratica, ma fornisce una stima molto precisa dell'asse elettrico.

4. Utilizzo di Software e Calcolatori Online

Oggi esistono numerosi software e calcolatori online che permettono di determinare l'asse elettrico in modo rapido e preciso. Questi strumenti richiedono l'inserimento delle ampiezze dei complessi QRS in alcune derivazioni e calcolano automaticamente l'asse elettrico.

L'utilizzo di questi strumenti può semplificare notevolmente il processo di determinazione dell'asse elettrico, soprattutto per chi non ha molta esperienza nell'interpretazione degli ECG.

Interpretazione dei Risultati: Cosa Significa una Deviazione dell'Asse?

Una volta determinato l'asse elettrico, è fondamentale interpretare i risultati alla luce del quadro clinico del paziente. Come accennato in precedenza, una deviazione dell'asse può indicare diverse condizioni patologiche. Analizziamo le deviazioni più comuni:

Deviazione Assiale Sinistra (DAS)

Una deviazione assiale sinistra si verifica quando l'asse elettrico è compreso tra 0° e -90°. Le cause più comuni di DAS sono:

  • Ipertrofia ventricolare sinistra (IVS): Un aumento della massa muscolare del ventricolo sinistro, spesso causato da ipertensione arteriosa o valvulopatie, è una delle cause più frequenti di DAS.
  • Blocco di branca sinistra (BBS): Un'interruzione nella conduzione dell'impulso elettrico attraverso la branca sinistra del fascio di His può causare una DAS. In questo caso, l'ECG mostrerà anche un QRS allargato (>0.12 secondi) e un'onda T opposta alla polarità del QRS nelle derivazioni laterali (I, aVL, V5, V6).
  • Emiblocco anteriore sinistro (EAS): Un blocco parziale della branca anteriore sinistra del fascio di His può causare una lieve DAS, solitamente tra -30° e -60°.
  • Infarto miocardico inferiore: Un infarto nella parete inferiore del cuore può alterare la propagazione dell'impulso elettrico, portando a una DAS.
  • Alcune cardiopatie congenite: Alcune malformazioni cardiache congenite possono essere associate a DAS.

È importante sottolineare che una DAS può essere presente anche in soggetti sani, soprattutto in persone anziane con fibrosi del sistema di conduzione.

Deviazione Assiale Destra (DAD)

Una deviazione assiale destra si verifica quando l'asse elettrico è compreso tra +90° e +180°. Le cause più comuni di DAD sono:

  • Ipertrofia ventricolare destra (IVD): Un aumento della massa muscolare del ventricolo destro, spesso causato da malattie polmonari croniche (come la BPCO) o ipertensione polmonare, è una delle cause più frequenti di DAD.
  • Blocco di branca destra (BBD): Un'interruzione nella conduzione dell'impulso elettrico attraverso la branca destra del fascio di His può causare una DAD. In questo caso, l'ECG mostrerà anche un QRS allargato (>0.12 secondi) e un pattern RSR' (orecchie di coniglio) nelle derivazioni precordiali destre (V1, V2).
  • Emiblocco posteriore sinistro (EPS): Un blocco parziale della branca posteriore sinistra del fascio di His può causare una lieve DAD.
  • Infarto miocardico laterale: Un infarto nella parete laterale del cuore può alterare la propagazione dell'impulso elettrico, portando a una DAD.
  • Cardiopatie polmonari: Patologie che interessano i polmoni e che causano un sovraccarico di lavoro per il ventricolo destro possono determinare una deviazione assiale destra.
  • Alcune cardiopatie congenite: Alcune malformazioni cardiache congenite possono essere associate a DAD.

Come per la DAS, anche la DAD può essere presente in soggetti sani, soprattutto in giovani e bambini.

Deviazione Assiale Estrema

Una deviazione assiale estrema si verifica quando l'asse elettrico è compreso tra -90° e -180°. Questa deviazione è rara e spesso associata a gravi patologie cardiache, come:

  • Cardiopatie congenite complesse: Alcune malformazioni cardiache congenite possono essere associate a deviazioni assiali estreme.
  • Pacing ventricolare da sede inferiore: La stimolazione artificiale del ventricolo da un punto anomalo può causare questa deviazione.
  • Errori di posizionamento degli elettrodi: Un posizionamento errato degli elettrodi dell'ECG può simulare una deviazione assiale estrema.

È fondamentale escludere errori tecnici prima di attribuire una deviazione assiale estrema a una patologia cardiaca.

Considerazioni Importanti

L'interpretazione dell'asse elettrico cardiaco deve sempre essere contestualizzata al quadro clinico del paziente e agli altri reperti dell'ECG. È importante considerare:

  • L'età del paziente: L'asse elettrico può variare con l'età, soprattutto nei bambini e negli anziani.
  • La costituzione fisica del paziente: Persone longilinee possono avere un asse più verticale, mentre persone obese possono avere un asse più orizzontale.
  • La presenza di altre patologie: Malattie polmonari croniche, ipertensione arteriosa, valvulopatie e altre patologie possono influenzare l'asse elettrico.
  • La terapia farmacologica: Alcuni farmaci possono alterare l'asse elettrico.

Inoltre, è fondamentale confrontare l'ECG attuale con ECG precedenti per valutare eventuali variazioni dell'asse elettrico nel tempo. Un cambiamento improvviso dell'asse elettrico può essere un segno di una condizione acuta, come un infarto miocardico o un'embolia polmonare.

L'asse elettrico cardiaco è un parametro importante nell'interpretazione dell'ECG, che può fornire informazioni preziose sulla salute del cuore. La determinazione dell'asse elettrico richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia e della fisiologia cardiaca, nonché una certa esperienza nell'interpretazione degli ECG. È fondamentale interpretare l'asse elettrico alla luce del quadro clinico del paziente e degli altri reperti dell'ECG, tenendo conto di fattori come l'età, la costituzione fisica, la presenza di altre patologie e la terapia farmacologica.

Onde e Intervalli dell'ECG

L’Ecg è composto da onde ed intervalli. Così come per imparare a leggere, dobbiamo imparare le singole lettere dell’alfabeto, e riuscire a dare un senso alle parole e alle frasi, così per “leggere” l’elettrocardiogramma, e capire cosa vuole dirci il cuore del nostro paziente, è necessario dare un senso al singolo segno grafico che si presenta ai nostri occhi (sottoforma di onde e di tratti nel tracciato).

L’onda P: Rappresenta quindi la depolarizzazione e la trasmissione dell’impulso dal nodo senoatriale, attraverso le vie internodali e il fascio di Bachman, per raggiungere tutto il miocardio atriale, precedendo, a questo punto, la contrazione sistolica di entrambi gli atri.

L’intervallo PQ o intervallo PR: è quel segmento grafico-temporale nel tracciato che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS. Nel ritmo sinusale, rappresenta il tempo che l’impulso impiega a percorrere il sistema di conduzione: dal nodo senoatriale alla fine delle fibre del Purkinje. Tuttavia, a livello clinico è importante perché un suo aumento suggerisce un’alterazione della conduzione dell’impulso al di sotto del nodo atrioventricolare. I valori normali di questo evento dovrebbero essere compresi tra i 3 e i 5 mm, ovvero tra 0,12s 0,2s.

Il complesso QRS: è la rappresentazione elettrografica della depolarizzazione ventricolare e quindi della sua contrazione. Per il fatto che la massa del ventricolo destro è nettamente inferiore rispetto a quella del ventricolo sinistro, possiamo affermare che il complesso rappresenti sostanzialmente i vettori miocardici coinvolti nella depolarizzazione ventricolare sinistra. È formato da 3 onde consecutive (Q↓, R↑, S↓) che insieme rappresentano singolarmente i tre macrovettori ventricolari che si manifestano durante la sistole ventricolare.

L’onda Q: piccola e negativa, rappresenta la depolarizzazione del setto interventricolare. Il vettore elettrico settale è diretto in basso e verso destra, quindi le derivazioni sinistre come D1 la vedranno allontanarsi e l’onda verrà deflessa sotto la linea isolelettrica, mentre le derivazioni destre come aVR la registrano come una deflessione positiva in quanto il vettore tende ad arrivargli incontro.

Tratto ST: si definisce quella porzione del segno elettrocardiografico che inizia quando finisce il complesso QRS e termina all’inizio dell’Onda T (l’ultima onda dopo il complesso QRS). Chiameremo punto J, la fine del complesso QRS e l’inizio del tratto ST.

L’onda T: è la piccola onda simmetrica appena dopo il complesso QRS. Rappresenta la ripolarizzazione ventricolare: il suo vettore è direzionato verso il basso e a sinistra, a volte di bassa intensità, potrebbe non essere visualizzabile e positiva in tutte le derivazioni.

Valutazioni Preliminari nell'Interpretazione dell'ECG

Una prima valutazione consiste nello stabilire se gli intervalli fra le onde R sono sempre uguali, o non differiscono tra loro per più di 2 quadratini. La presenza di un ritmo irregolare associato all’assenza di una chiara onda P, deve far pensare all’aritmia di più frequente riscontro nella pratica quotidiana: la fibrillazione atriale (FA). Un’altra aritmia di frequente riscontro, caratterizzata da ritmo talora anche regolare e da tipiche onde con aspetto a dente di sega (onde F) è il Flutter Atriale (FLA). È causato ad un corto circuito elettrico (aritmia da rientro) che interessa l’atrio.

Frequenza cardiaca

Con frequenza cardiaca si intende il numero di battiti cardiaci al minuto (bpm). Può aumentare o diminuire in base alle richieste dell’organismo. La maggior parte delle persone che svolge un normale stile di vita presenta una frequenza cardiaca tra i 60 e gli 80 bpm. Possiamo definire questo range di valori come normofrequente o normocardico. In condizioni di riposo un ritmo inferiore a 50 bpm verrà chiamato bradicardia e un ritmo superiore a 100 bpm, tachicardia.

Contare il numero di quadrati (5 mm cad.) presenti tra un’onda R e la successiva: dividere 300 per il numero trovato.

Ritmo cardiaco

Nel contesto dell’esame elettrocardiografico il ritmo può essere definito come la presenza o assenza di regolarità nell’equidistanza tra i vari elementi del tracciato (come gli intervalli R-R). Può essere regolare o irregolare. Un ritmo sinusale è un ritmo regolare che possiede una regolarità ritmica con variazioni inferiori al 10%, in cui sia presente l’onda P, seguita da un complesso QRS e in cui tutti gli intervalli concordano con i limiti di normalità che definiremo più avanti nell’articolo.

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