Le Statine e il Dimagrimento: Cosa Dicono gli Studi?

Le statine sono farmaci ampiamente utilizzati nel trattamento del colesterolo alto, una condizione che può portare a gravi problemi cardiovascolari. Esse sono una classe di farmaci ipolipemizzanti, prescritti principalmente per ridurre i livelli di colesterolo LDL ("cattivo") nel sangue. Funzionano inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi, cruciale nella sintesi del colesterolo nel fegato.

Come Funzionano le Statine

Le statine influenzano il metabolismo lipidico attraverso l’inibizione dell’HMG-CoA reduttasi. Questo enzima è essenziale per la sintesi del colesterolo, quindi la sua inibizione porta a una riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre, le statine stimolano l’espressione dei recettori LDL sulle cellule del fegato, aumentando l’assorbimento e la degradazione del colesterolo LDL. L’uso delle statine è diventato una pietra miliare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, grazie alla loro efficacia nel ridurre il rischio di infarti e ictus.

Statine e Peso Corporeo: Una Relazione Complessa

Nonostante non siano progettate per la perdita di peso, alcune ricerche suggeriscono che le statine possano avere effetti indiretti sulla gestione del peso. Questi effetti possono derivare dalla loro capacità di migliorare la sensibilità all’insulina e di favorire un profilo lipidico più sano, che a sua volta può influenzare il metabolismo energetico. Gli studi clinici che esplorano l’effetto delle statine sulla perdita di peso hanno prodotto risultati misti. Alcuni studi hanno osservato una modesta perdita di peso nei pazienti trattati con statine, mentre altri non hanno trovato differenze significative rispetto al placebo.

Recentemente è stato osservato che le statine possono indurre effetti collaterali, tra i quali un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e del peso corporeo e, ad oggi, non era nota la ragione di questi effetti. Uno studio internazionale ha evidenziato come tali effetti dipendano dallo stesso meccanismo che è alla base dell'efficacia delle statine nella prevenzione degli eventi cardiovascolari.

È da notare che la modesta entità dell'aumento del peso (circa 240 g in media) non sembra sufficiente a spiegare il corrispondente aumento del rischio di diabete di tipo 2 (circa 12%). Del resto, il trattamento intensivo non è associato a incrementi più rilevanti del peso rispetto al trattamento con basso dosaggio, ma lo è a un aumento più elevato del rischio se di tipo 2 il rischio di diabete. Queste osservazioni, secondo gli Autori, richiederanno studi ulteriori.

In accordo con i risultati di recenti studi clinici e con le attuali linee guida NICE, gli Autori concludono che, anche se questa associazione è consistente, il pur modesto rischio assoluto di sviluppare diabete di tipo 2 è largamente superato dai benefici del trattamento con statine per la riduzione del rischio cardiovascolare.

Le statine, come atorvastatina, simvastatina e rosuvastatina, sono farmaci che inibiscono un enzima chiave nella produzione del colesterolo nel fegato. Sebbene le statine siano generalmente ben tollerate, possono avere effetti collaterali, tra cui dolori muscolari, aumento del rischio di diabete e alterazioni delle funzioni epatiche. L’uso delle statine per la gestione del peso dovrebbe essere attentamente valutato, considerando i potenziali rischi e benefici.

Effetti Collaterali e Precauzioni

L’effetto collaterale più comune riportato dai pazienti in terapia con statine è il dolore muscolare (mialgia), che si verifica in meno dell’1% dei pazienti ed è spesso alleviato dal passaggio a un’altra statina. Si raccomanda di determinare l’attività della creatina chinasi (CK) nei pazienti con sintomi muscolari. Se l’attività CK è più di cinque volte il limite superiore della norma, l’uso della statina deve essere interrotto. Se l’attività CK ritorna alla normalità e i sintomi si risolvono dopo la rimozione della statina, si può fare un secondo tentativo con la stessa statina ad una dose inferiore o con una statina diversa.

L’alterazione del fegato è rara, compare nello 0,5-2% di tutti i pazienti, reversibile nella stragrande maggioranza dei casi e facilmente rilevabile con gli esami del sangue. Infatti, le statine potrebbero alterare l’equilibrio glucidico, ma il paziente deve avere un significativo pre-diabete per sviluppare il diabete di tipo 2 a causa di una statina. Questo si verifica in circa l’1 per cento dei pazienti con pre-diabete che assumono il farmaco.

Importanza dello Stile di Vita

Lo stile di vita sano, con una corretta alimentazione e attività fisica regolare, ha un ruolo fondamentale nel ridurre il rischio cardiovascolare in quanto agisce anche sui valori di colesterolo totale, LDL e HDL. Talvolta, la sola modifica dello stile di vita non è sufficiente per riportare i valori di colesterolo entro i limiti.

Per molti pazienti le statine forniscono una falsa rassicurazione, portandole a credere che il farmaco possa compensare pessime scelte alimentari e una vita sedentaria. Adottare uno stile di vita attivo ogni giorno e no, non è la stessa cosa del punto precedente. 3 ore di palestra alla settimane non ti esimono dal muoverti il più possibile durante il giorno. Cerca di camminare di più, usa le scale invece dell’ascensore, fai pause attive se lavori alla scrivania e trova modi creativi per incorporare più movimento nella tua routine quotidiana.

“I risultati dello studio non modificano in alcun modo le vigenti indicazioni in materia di prescrizione delle statine in prevenzione cardiovascolare, - commenta Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, e tra i firmatari del lavoro. - Piuttosto, essi suggeriscono di associare al trattamento con statine alcuni interventi sullo stile di vita, quali il controllo del peso corporeo, l’adozione di una dieta sana e di un’adeguata attività fisica per attenuare i rischi di tipo diabete 2. Suggerimenti che, come è noto, sono già di per sé dotati di potenziale preventivo”.

Fonte: Swerdlow D, Tremoli E, Baldassarre D, Veglia F et al. HMG-coenzyme A reductase inhibition, type 2 diabetes, and bodyweight: evidence from genetic analysis and randomised trials. Lancet. 2014 Sep 24. pii: S0140-6736(14)61183-1. doi: 10.1016/S0140-6736(14)61183-1. [Epub ahead of print].

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