Linee Guida per l'Isolamento Dopo Scintigrafia: Cosa Devi Sapere

La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali. Mediante l’iniezione endovenosa di un radiofarmaco, a differenza della maggior parte degli esami di radiodiagnostica tradizionale, consente di ricavare informazioni su la localizzazione, estensione, forma e soprattutto la funzionalità di diversi distretti e organi, come tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni.

È un esame poco invasivo, per nulla doloroso eppure il timore da parte dei pazienti di sottoporsi alla scintigrafia è sempre molto alto.

Come Funziona la Scintigrafia?

Al paziente viene introdotto per via endovenosa un radiofarmaco. Dopo la somministrazione del farmaco radioattivo è richiesto un certo periodo di attesa, per la distribuzione e l’accumulo dello stesso nell’organismo, variabile in base al tessuto da studiare. Generalmente da 20 minuti fino alle 3 ore.

Successivamente alla somministrazione e al periodo di attesa, il paziente viene fatto accomodare su un lettino, in genere sdraiato, mentre la gamma-camera acquisisce le immagini. Questa apparecchiatura contiene cristalli che generano fotoni, quando colpiti da raggi gamma emessi dal radiofarmaco iniettato. La luce così generata sotto forma di fotoni, viene trasformata in impulsi elettrici che successivamente vengono analizzati da uno specifico server, che è in grado di elaborare e ricostruire un’immagine e una mappa funzionale del distretto studiato.

La Differenza tra Scintigrafia e Radiologia

Entrambe queste discipline fanno parte della branca della medicina nota come "Diagnostica per immagini" ed entrambe utilizzano radiazioni ionizzanti per produrre immagini, ma nel caso della radiologia, sono le apparecchiature utilizzate (sia tradizionali sia TAC) che producono un fascio di radiazioni che, dopo aver attraversato il corpo del paziente, vengono registrate su una pellicola radiologica o su un rivelatore digitale, creando l'immagine degli organi esplorati. Al contrario, in medicina nucleare le radiazioni vengono emesse dai radiofarmaci somministrati al paziente, che si sono concentrati negli organi da esaminare.

Per rendere ancor più semplice la comprensione della differenza sostanziale fra le due discipline basta considerare che un'indagine radiologica può essere eseguita anche su organismi non viventi (ad esempio cadaveri per scopi medico legali o di ricerca scientifica, mummie, ecc.) oppure su oggetti inanimati (industria, edilizia, ecc). Appare quindi evidente che le due discipline non sono in competizione fra di loro, bensì in assoluta sinergia perchŽ, insieme, forniscono al medico curante un "pacchetto" di informazioni che risultano essenziali e spesso insostituibili per l'inquadramento diagnostico del paziente.

Precauzioni e Linee Guida Dopo l'Esame

Quanto si è radioattivi dopo l’esame?

Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli.

Ai pazienti dico di stare tranquilli. Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse.

  • Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli.
  • Al proprio domicilio non è richiesta alcuna modifica delle normali abitudini di vita e di coabitazione con i familiari.

Norme di Radioprotezione

Per ogni esame scintigrafico si procede rispettando la specifica legislazione concernente la radioprotezione del paziente che prevede che le dosi debbano essere “manutenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell’informazione diagnostica richiesta”.

Partendo dal presupposto prudenziale che le radiazioni siano sempre potenzialmente dannose, sono state emanate norme e linee guida internazionali e nazionali, a salvaguarda del paziente, del lavoratore e dell'ambiente, che devono essere scrupolosamente eseguite.

Chi non può fare la scintigrafia?

La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza o durante l’allattamento perché le radiazioni, per quanto in dose bassa, possono nuocere all’embrione/neonato.

In caso di gravidanza accertata non si deve eseguire alcuna indagine radiologica, e quindi anche di medicina nucleare, a meno che le informazioni ottenibili non siano ritenute essenziali per la vita della paziente.

La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno.

Preparazione all'Esame

Bisogna sospendere i farmaci abituali?

Per lo studio di alcuni organi potrebbe essere richiesto il digiuno dal cibo e/o la sospensione di farmaci che il paziente assume abitualmente. Non ci sono controindicazioni invece per l’assunzione di acqua.

Non tutte le scintigrafie sono eseguite nello stesso modo o preparazione. Il digiuno da cibo per alcune ore prima dell’esame (non da acqua, sempre concessa) è utile, ma non sempre indispensabile.

Allergie e Claustrofobia

Non sono segnalate reazioni allergiche ai radiofarmaci. Chi soffre di allergie può sottoporsi alla scintigrafia. Comunque il medico specialista durante la visita medico-nucleare chiederà informazioni anamnestiche per quanto riguarda le patologie pregresse e in atto, le terapie assunte e le eventuali allergie.

A differenza di altri dispositivi di diagnostica per immagini, la gamma-camera è aperta in due lati, può quindi essere generalmente utilizzata anche nei pazienti che soffrono di claustrofobia.

Accompagnamento

L’accompagnamento è invece indispensabile in caso di claustrofobia al fine di evitare la guida dopo l’assunzione di terapia ansiolitica eventualmente necessaria per l’esame.

È richiesta la presenza di un accompagnatore nel caso il paziente soffra di claustrofobia, condizione che richiede l’assunzione di ansiolitici da parte del paziente. In questo caso, dopo l’esame, è sconsigliabile la guida di veicoli.

Esempio: Scintigrafia Tiroidea

La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide. È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico.

Come si esegue la scintigrafia tiroidea

Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera.

I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti.

Preparazione specifica per la scintigrafia tiroidea

  • Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari.
  • Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.
  • Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea.
  • L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.

Domande Frequenti

  • L'esame è doloroso? L’esame non è assolutamente doloroso, l’unico fastidio consiste nella puntura per la somministrazione endovenosa del farmaco.
  • I risultati si hanno subito? Gli esami scintigrafici spesso necessitano di elaborazione delle immagini con software dedicati, per cui la risposta non viene consegnata subito ma dopo qualche giorno.
  • La scintigrafia può essere ripetuta? Nella maggior parte dei casi la scintigrafia può essere ripetuta anche nella gioranata successiva. Infatti, i moderni radiofarmaci non emettono più radiazioni già nell'arco di 24-48 ore.

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