Iridologia e Intolleranze Alimentari: Cosa Dice la Scienza

L'iridologia è una branca della medicina naturale che valuta lo stato di salute di un soggetto tramite l'osservazione delle sue iridi. Secondo gli iridologi, dallo studio dell'occhio è possibile dedurre eventuali disturbi ai vari organi ed intolleranze alimentari. Gli iridologi hanno sviluppato un sistema di mappatura dell'iride, individuando 166 aree a cui corrisponde un preciso organo del nostro corpo. Tramite l'osservazione dell'occhio, riuscirebbero quindi a capire quale parte dell'organismo potrebbe essere in sofferenza.

Iridologia e Nutrizione: Un Approccio Integrato?

Negli ultimi anni, l'iridologia si è avvicinata sempre di più al mondo della nutrizione. Molte persone ritengono di poter diagnosticare presunte intolleranze o intossicazioni alimentari solamente osservando l'iride dei loro pazienti. Alcuni di essi elargiscono consigli nutrizionali e vere e proprie diete dimagranti o "detossificanti" sulla base delle loro osservazioni.

È importante chiarire subito un concetto fondamentale: nessuna di queste pratiche è riconosciuta dalla comunità scientifica.

Dieta, Iridologia e Perdita di Peso: Cosa Funziona Davvero?

Ottenere un calo ponderale è una questione matematica: basta ridurre l'apporto di calorie giornaliere assunte con gli alimenti e aumentare quelle consumate con l'esercizio fisico per dimagrire. Per questo motivo, qualsiasi dieta restrittiva permette la perdita di peso. La differenza tra una dieta ipocalorica costruita sulle esigenze di un soggetto e una dieta alternativa che possiamo trovare facilmente in internet sta nel bilanciamento dei nutrienti assunti e nella sostenibilità della dieta.

Dieta Iridologica: Controindicazioni

Dopo aver seguito per un periodo una dieta alternativa e particolarmente restrittiva, è molto facile riprendere il peso perso. Queste diete tendono ad essere poco bilanciate: riducendo o addirittura eliminando alcuni nutrienti dalla nostra alimentazione, è facile incorrere in carenze nutrizionali e innescare meccanismi metabolici che renderanno molto più difficile perdere peso in futuro, anche con diete ben costruite da professionisti. Per queste motivazioni, è essenziale affidarsi sempre a professionisti, che sappiano guidarci nella scelta di una sana e corretta alimentazione per stare bene e perdere peso in maniera sana.

Intolleranze Alimentari e Sovrappeso: Un Mito da Sfatare

La risposta è un NO chiaro e deciso. Secondo gli Esperti non esiste una correlazione tra i chili di troppo e le intolleranze o allergie alimentari. A sottolinearlo a chiare lettere in un recente Position Statement è la Società Italiana di Diabetologia (SID) che ha decisamente smentito l'esistenza di una possibile correlazione tra l'obesità e le intolleranze e/o le allergie alimentari. L'intento è quello di proteggere le persone obese da bufale e "ciarlatani delle diete miracolose".

La SID mette in guardia dalle diete dimagranti alla moda, basate su "pseudo-intolleranze diagnosticate con i metodi più fantasiosi", che non hanno alcuna base scientifica. "Non esiste alcun legame - ha ribadito la dott.ssa Rosalba Giacco, curatrice del documento per la SID ed Esperta di nutrizione - tra eventuali allergie alimentari e sovrappeso e non esistono prove scientifiche in grado di validare gli strumenti di 'diagnosi' spesso utilizzati dalla medicina non convenzionale per sostenere il nesso tra intolleranze alimentari e obesità. Tali metodologie diagnostiche, come ad esempio il dosaggio degli anticorpi IgG4 'alimento specifici' - prosegue Rosalba Giacco - non sono infatti riconosciute dalla letteratura scientifica internazionale.

"Per contrastare il sovrappeso - afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della SID - c'è un solo modo: aumentare l'esercizio fisico, che deve essere regolare anche se moderato e ridurre la quantità di calorie assunte ogni giorno con la dieta.

Test Diagnostici Alternativi: Affidabilità e Validità Scientifica

Esistono diversi test diagnostici alternativi proposti per l'individuazione di intolleranze alimentari. È fondamentale valutare la loro affidabilità e validità scientifica:

  • Dosaggio IgG 4: Esame di facile accesso, molto praticato nei laboratori di analisi o nelle farmacie. Valuta la presenza nel sangue di una sottoclasse di anticorpi IgG.
  • Test citotossico o test di Bryan e sua variante: Test “in vitro” che si effettua su sangue intero o su una sospensione leucocitaria a cui viene aggiunto un allergene al fine di valutare le successive modificazioni morfologiche delle cellule. Alcat test è la variante automatizzata che si basa sul principio dei coulter-counter, attualmente è la versione più pubblicizzata.
  • Test elettrodermici (Bioscreening, Biostrenght test , Sarm test , Moratest , Vega test ): Si sono sviluppati a partire dalle osservazioni dell’elettroagopuntura secondo Voll sulle variazioni del potenziale elettrico in relazione al contatto con alimenti “nocivi”. I test si propongono di misurare gli “squilibri energetici” attraverso specifiche apparecchiature. Si tratta di test non riproducibili, non attendibili.
  • Test kinesiologico: Si basa su una misurazione soggettiva della forza muscolare. Si effettua facendo tenere nella mano del paziente una boccetta contenente l’alimento (alternativamente la bottiglia può essere posta sul torace del paziente o vicino allo stesso, senza tuttavia che avvenga un contatto diretto fra l’estratto di cibo e il soggetto da esaminare). L’esaminatore valuta la forza muscolare dell’altra mano. Non esiste ovviamente una base teorica a supporto.
  • Dria test : Consiste nella somministrazione per via sublinguale, dell’estratto allergenico seguito dalla valutazione della forza muscolare per mezzo di un ergometro. Il test è considerato positivo quando si manifesta una riduzione della forza muscolare dopo 4 minuti dalla somministrazione sublinguale dell’estratto. Il test è stato introdotto a partire dal 1944; gli studi successivi non sono mai stati controllati con placebo come richiesto da un protocollo di validazione e pertanto sono giudicati non attendibili.
  • Biorisonanza: Si basa sull’ipotesi che l’organismo possa emettere onde elettromagnetiche (buone o cattive). Si propone di misurare con un apparecchio specifico il campo magnetico delle persone indotto dagli alimenti. È stato dimostrato che l’apparecchio in commercio non è in grado di misurare quel tipo di onda elettromagnetica coinvolta.
  • Analisi del capello: Valuta le sostanze chimiche presenti nel capello, utile per lo studio della carenza di oligoelementi ed eventuale eccesso di metalli pesanti, ma non è emersa nessuna correlazione con gli allergeni e le intolleranze alimentari
  • Pulse test o riflesso cardiaco auricolare: Si basa sull'ipotesi che la reazione avversa all'alimento somministrato per bocca, per iniezione o per inalazione, ma anche posto a 1 cm dalla cute, sia in grado di modificare la frequenza cardiaca.

Il Position Statement deve essere considerato una guida, ha concluso il dr. Il Position Statement, elaborato dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) e firmato da tutte le più importanti Istituzioni Nazionali di Nutrizione e Dietetica (ADI, AMD, ANDID, SINU, SINUPE, SIO), ha l'obiettivo di fornire una valutazione oggettiva sulle evidenze scientifiche su "diete e test alla moda" che purtroppo godono di un successo mediatico e di pubblico, per lo più temporaneo, in virtù di benefici poco credibili rafforzati dalla testimonianza di personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport. "Il presente Position Statement rappresenta la posizione ufficiale delle Società Scientifiche che hanno partecipato alla stesura." ha affermato Giorgio Sesti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), "In mancanza di studi scientifici o di pubblicazioni rilasciati da organizzazioni ed enti pubblici o regolatori, gli estensori del documento si sono avvalsi del proprio giudizio e della loro esperienza."

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.

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