Laparoscopia Addominale: Tecnica, Vantaggi e Rischi

“Grande taglio, grande Chirurgo”… si usava dire non molto tempo fa! La bravura, la destrezza e l’esperienza del chirurgo era provata proprio da quel grande taglio, che voleva significare difficoltà e complessità dell’intervento eseguito; ma oggi le cose sono cambiate, notevolmente cambiate! Dagli anni ’90 è stata scoperta, anzi riscoperta, una metodica per poter eseguire quegli stessi interventi chirurgici che potrebbero richiedere, altrimenti, tagli grandi ed a volte anche deturpanti.

Cos'è la Laparoscopia?

La laparoscopia, anche nota come chirurgia mininvasiva, è una tecnica chirurgica che utilizza piccole incisioni sull'addome per inserire una telecamera miniaturizzata e strumenti chirurgici speciali. Il termine laparoscopia deriva dal greco antico: “laparo” significa addome, mentre “scopia” vuol dire osservazione. Il laparaoscopio è infatti lo strumento che consente di “guardare nell’addome” e di intervenire in modo meno invasivo, senza incisioni e tagli.

È una branca della videochirurgia che è nata alla fine degli anni ’80 grazie al Chirurgo francese Philippe Mouret e che ha avuto un successo notevole grazie al concetto sempre crescente di mini-invasività.

L’occhio del chirurgo è stato sostituito da una telecamera che riprende tutto quello che avviene in quello che è chiamato il teatro operatorio (e, proiettandolo su uno schermo, lo rende visibile a tutti, con possibilità anche di registrare) ed egli con le sue mani non tocca più direttamente gli organi, ma la sua azione è mediata da ferri appositamente costruiti; il tutto dentro una cavità creata insufflando un gas particolare, la CO2 - anidride carbonica, dentro l’addome (la pancia) e con dei piccoli fori (dell’ordine di 1 cm circa) per permettere agli strumenti ed alla telecamera di entrarvi dentro.

Strumentario nella Laparoscopia

Per effettuare la laparoscopia, gli strumenti che più frequentemente vengono utilizzati sono:

  • Pinze
  • Forbici
  • Elettrocoagulatore
  • Suturatrice
  • Porta-aghi

Come si Esegue la Laparoscopia

Durante un intervento in laparoscopia, il paziente viene sottoposto ad anestesia generale o regionale, a seconda della procedura specifica. La laparoscopia si esegue in anestesia generale. L’anestesia prevede che al paziente vengano somministrati, prima e durante la procedura chirurgica, farmaci anestetici e analgesici per endovena o inalazione, che lo indurranno in uno stato di sonno artificiale.

Il chirurgo pratica una piccola incisione sull’addome, generalmente in corrispondenza dell’ombelico, dove inserisce un tubicino attraverso cui insufflare dell’anidride carbonica necessaria a distendere la cavità addominale e permettere, dunque, una migliore visione. Attraverso la stessa incisione è introdotto il laparoscopio.

Viene eseguita la procedura di insufflazione ovvero viene iniettato gas inerte (solitamente anidride carbonica o gas nobili) nell'addome per creare uno spazio di lavoro e una migliore visualizzazione delle strutture interne. In condizioni fisiologiche normali, l’addome è una cavità virtuale e quindi non esplorabile da fibre ottiche/telecamere. Per renderla reale è necessario sollevare la parete, insufflando del gas (CO2 / anidride carbonica) a pressioni controllate, formando in tal modo una camera d’aria: il pneumoperitoneo.

Le immagini catturate dal laparoscopio vengono trasmesse su un monitor ad alta definizione, consentendo al chirurgo di visualizzare chiaramente l'area operatoria. La visione laparoscopica viene ottenuta dalla introduzione nella camera di un endoscopio a fibre ottiche sormontato da una microtelecamera collegata ad un monitor, realizzando così il sistema di ripresa e trasmissione delle immagini.

Qualora la laparoscopia sia utilizzata per operare, il chirurgo pratica altre piccole incisioni (da 2 a 4) in corrispondenza delle zone su cui intervenire, per farvi passare gli strumenti necessari all’intervento. Attraverso le altre incisioni, vengono inseriti strumenti chirurgici speciali per eseguire la procedura richiesta.

Il chirurgo, ovviamente, deve rinunciare alla sua percezione tattile e quindi palpatoria degli organi, ma vede aumentare la capacità visiva resa possibile dalla telecamera che è in grado di magnificare l’immagine endoaddominale di 4- 6 volte.

Non potrà preparare il campo anatomico con le mani e con gli strumenti classici, dislocare anse intestinali, tendere e divaricare: manovre utili in chirurgia tradizionale ma anche responsabili di tanti microtraumi in grado di “pesare” sul decorso postoperatorio.

I trocars fungono da porta d’ingresso per fibre ottiche e strumenti operativi creati e studiati appositamente per tale tecnica. Comunemente vengono utilizzati in diverse grandezze: da 0,5 cm., da 1 cm., da 12 mm. e da 15 mm di diametro.

Solitamente l’intervento avviene introducendo il primo trocars, che ospiterà la telecamera, a livello ombelicale. Da questo accesso si pratica lo “pneumoperitoneo” (l’addome del paziente verrà riempito di anidride carbonica CO2). Una volta esplorata la cavità addominale e valutata dal chirurgo la fattibilità dell’intervento, verranno praticate le altre incisioni (in numero variabile a seconda della procedura da effettuare) e verranno inseriti gli strumenti necessari. Una volta terminato l’intervento si estraggono gli strumenti e i trocars e si evacua lo pneumoperitoneo.

Tempi di Esecuzione

I tempi di esecuzione sono variabili, la procedura può durare dai 30 ai 60 minuti se soltanto diagnostica o protrarsi se operativa.

Quando si Utilizza la Laparoscopia?

Si è partiti, timidamente e non senza polemiche, con le prime colecistectomie (ovverosia la rimozione di quell’organo/sacchetto che contiene la bile), e pian piano tutti o quasi tutti gli interventi vengono ora eseguiti e/o possono essere eseguiti in laparoscopia. L’intero l’intestino, lo stomaco, il fegato e così via possono essere curati chirurgicamente con questa metodica e non solo programmando l’intervento, ma anche nelle urgenze. Si pensi, solo per citarne una, alla famosa e nota “appendicite”. Bene, oggi questa può essere tolta grazie proprio alla laparoscopia usando strumenti piccolissimi, dell’ordine di alcuni millimetri!

La laparoscopia è una tecnica chirurgica estremamente versatile che può essere utilizzata per una vasta gamma di interventi medici, di tipo diagnostico/esplorativo oppure di tipo terapeutico/operativo. La laparoscopia si distingue in esplorativa o diagnostica e in operativa o terapeutica.

Laparoscopia Diagnostica

Nel primo caso, rappresenta un’alternativa a procedure diagnostiche non invasive come la radiografia o la risonanza magnetica, quando queste non consentono di ottenere un quadro clinico chiaro, e può essere funzionale al prelievo di campioni da analizzare (biopsia). In ambito oncologico, per una diagnosi più precisa di vari tumori che insorgono nella cavità addominale, si può ricorrere alla laparoscopia per completare le indagini diagnostiche prima di procedere all’intervento chirurgico vero e proprio, allo scopo di riconoscere eventuali condizioni che in alcuni casi non sono individuabili con altre tipologie d’indagine, come gli esami radiologici. Talvolta viene anche utilizzata per prelevare campioni di tessuto da analizzare in laboratorio al microscopio (biopsie) sempre a scopo diagnostico, nei casi in cui non sia possibile ottenerli per via endoscopica o introducendo un ago sottile attraverso la cute.

La laparoscopia si definisce esplorativa o diagnostica quando l’obiettivo è diagnosticare o confermare un sospetto diagnostico.

Laparoscopia Terapeutica

Si parla invece di laparoscopia operativa o terapeutica quando la tecnica è utilizzata per intervenire chirurgicamente. Grazie alla laparoscopia il chirurgo può anche, in molti casi, asportare le neoplasie esattamente come avviene in chirurgia tradizionale, con risultati del tutto sovrapponibili in termini di efficacia e sicurezza.

In questo caso, attraverso altre piccole incisioni, nell’addome vengono introdotte delle cannule attraverso cui passano gli strumenti chirurgici necessari a eseguire veri e propri interventi.

Principali Indicazioni Terapeutiche

  • Rimozione della cistifellea (colecistectomia)
  • Appendicectomia
  • Riparazione di ernie
  • Diagnosi e trattamento di patologie ginecologiche (tumori di utero e ovaio, cisti ovariche, fibromi uterini ed endometriosi)
  • Trattamento di urgenze addominali come peritoniti da perforazioni gastriche o del colon
  • Lisi di aderenze intestinali
  • Esplorazione e revisione della cavità addominale in caso di trauma addominale

Vantaggi della Laparoscopia

I vantaggi della tecnica chirurgica di laparoscopia, ormai ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica, sono:

  • Minore invasività
  • Minore traumatismo della parete addominale
  • Minore rischio di laparocele
  • Riduzione del dolore postoperatorio
  • Tempi di recupero post-operatori inferiori
  • Minor visibilità di eventuali cicatrici

Molti studi hanno infatti evidenziato che gli interventi in laparoscopia sono, rispetto agli interventi tradizionali, meno dolorosi.

Si tratta di una procedura che garantisce risultati sovrapponibili alla chirurgia tradizionale in termini di sicurezza ed efficacia, ma che permette un recupero più rapido delle condizioni di salute, meno dolore post-operatorio, cicatrici più piccole, nonché un minor rischio di infezione e un'ospedalizzazione più breve.

Chi Può Fare l'Esame

Alla tecnica, valutata caso per caso, sono candidati solo pazienti selezionati attraverso un'attenta anamnesi ed un esame obiettivo. La laparoscopia non è adatta a tutti. È da evitare, per esempio, in pazienti con problemi della coagulazione del sangue o affetti da alcune malattie infettive.

L'opportunità di eseguire la laparoscopia viene valutata dal medico curante caso per caso nelle donne in gravidanza avanzata, in persone obese o che si sono sottoposte in precedenza a interventi chirurgici all'addome.

Recupero Post-Operatorio

Il recupero dopo un intervento in laparoscopia è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale aperta.

  • Dolore e gonfiore: è normale avvertire un leggero dolore e gonfiore nell'area operatoria nei giorni successivi all'intervento.
  • Attività fisica: è necessario evitare attività fisiche impegnative per un periodo di tempo, solitamente da una a tre settimane, a seconda della procedura specifica.

Per quanto sia una tecnica mininvasiva e ben tollerata, alla dimissione viene consigliato comunque di usare cautela nei movimenti e nei sollevamenti per favorire una buona cicatrizzazione delle incisioni. La degenza in ospedale dura almeno 24 ore, anche se in alcune occasioni la complessità dell'intervento può richiedere una degenza più lunga.

Un dolore postoperatorio tipico legato al riassorbimento del gas nei giorni successivi all’intervento coinvolge l’addome e le spalle, con possibile gonfiore addominale e dolore crampiforme.

Cosa Fare e Non Fare Dopo una Laparoscopia

Dopo aver subito un intervento di laparoscopia, è importante seguire alcune precauzioni per favorire una pronta e sicura guarigione.

Nei giorni successivi all’intervento è necessario usare qualche cautela, come per esempio evitare di chinarsi o di sollevare pesi e, per molti tipi di lavoro, attendere la completa cicatrizzazione della ferita prima di riprendere l'attività. La ferita, inoltre, va sempre tenuta asciutta e pulita seguendo le indicazioni ricevute dal medico.

Durante il percorso di ripresa da una laparoscopia, una corretta alimentazione può svolgere un ruolo importante nel favorire la guarigione e nel ridurre il rischio di complicazioni.

Rischi e Complicazioni

La laparoscopia è generalmente considerata una procedura sicura, ma come con qualsiasi intervento chirurgico, ci sono alcuni rischi e complicanze da tenere in considerazione. Un intervento in laparoscopia non è esente da rischi e può provocare danni, anche irreversibili, ai pazienti. Le principali cause di danno al paziente e di mortalità derivano dalla mancanza di una diagnosi precoce.

Alcuni possibili rischi includono sanguinamento e infezione nelle incisioni, danni agli organi circostanti durante l'intervento e reazioni avverse all'anestesia. Nel caso sopraggiungessero febbre o brividi, aumento del dolore post-operatorio, vomito e difficoltà a urinare, o ancora arrossamento, gonfiore o sanguinamento della ferita, è necessario avvisare immediatamente il medico. Inoltre, in rari casi, potrebbero verificarsi complicanze come coaguli di sangue, ostruzione intestinale o danni ai vasi sanguigni. Si tratta tuttavia di eventualità rarissime.

Un intervento in laparoscopia non è esente da rischi e complicazioni per i pazienti, che devono essere sempre adeguatamente informati dei pericoli in cui possono incorrere.

Conversione a Chirurgia Aperta

Per “conversione” s’intende la necessità di dover continuare e completare un intervento chirurgico iniziato in laparoscopia con un approccio laparotomico. Questo è generalmente dovuto a problemi tecnici, quali la presenza di aderenza, come quanto sopra già riportato, o per quelle alterazioni anatomiche (secondarie, ad esempio, ad importanti eventi infiammatori) che rendono più sicuro la prosecuzione dell’atto chirurgico attraverso un’incisione chirurgica più o meno ampia.

In rari casi l'intervento laparoscopico è convertito in operazione a cielo aperto con ricovero e degenza tradizionali.

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