Intervento Chirurgico in Laparoscopia all'Intestino: Rischi e Benefici

La chirurgia mini-invasiva oggi è utile anche per il cancro del colon retto. Con la laparoscopia si soffre meno? Quali sono i suoi vantaggi?

Vantaggi della Chirurgia Laparoscopica nel Trattamento del Tumore del Colon in Stadio Iniziale

Nel caso di tumore del colon in stadio iniziale senza metastasi a distanza, l’intervento di resezione intestinale per via laparoscopica si sta affermando come una valida alternativa alle tecniche tradizionali ad addome aperto.

Minore Dolore Postoperatorio e Riduzione dei Tempi di Ricovero

Una recente meta-analisi, apparsa sull’ultimo numero del British Journal of Surgery, sui risultati a breve termine dopo intervento laparoscopico al colon dimostra che il dolore postoperatorio e la lunghezza del ricovero sono minori dopo intervento laparoscopico. Per questi motivi posso rispondere che dopo un intervento laparoscopico il dolore postoperatorio è minore e la lunghezza del ricovero in ospedale è inferiore rispetto all’intervento tradizionale.

Ripresa più Rapida delle Funzioni Intestinali

Innanzitutto si riprendono più velocemente le normali funzioni intestinali. Quasi tutti gli studi che hanno analizzato la ripresa del transito intestinale dopo resezione laparoscopica hanno dimostrato una ripresa più precoce.

Migliore Funzionalità Polmonare

In secondo luogo, si hanno meno problemi a respirare. A questo proposito tre studi hanno dimostrato chiaramente che la laparoscopia influisce meno sulla funzionalità polmonare in termini di variazione della capacità vitale e del volume espiratorio. Le grandi serie prospettiche hanno dimostrato chiaramente che la chirurgia laparoscopica è seguita da meno complicanze bronco - polmonari.

Riduzione dei Problemi di Cicatrice e del Rischio di Laparocele

Anche i problemi di cicatrice sono minori. Nelle grandi serie prospettiche laparoscopiche il tasso di ascessi di parete è stato valutato tra il 3,4 ed il 6,4%, leggermente inferiore a quello riportato per gli interventi laparotomici. Infine, l’assenza di una grande incisione laparotomica contribuisce a ridurre anche l’insorgenza del laparocele, ossia l’ernia sulla ferita chirurgica.

Qualità della Vita e Depressione Immunitaria

L’unico studio pubblicato che ha esaminato la qualità della vita (dell’Istituto Nazionale di Sanità) ha dimostrato che la qualità della vita è migliore dopo laparoscopia solo a due settimane dall’intervento. Prima e dopo questo periodo la qualità della vita è stata giudicata più o meno uguale con le due metodiche. Per quanto concerne la depressione immunitaria, sei studi randomizzati hanno dimostrato una minore immunodepressione dopo chirurgia laparoscopica. Tre di questi studi non hanno confermato lo stesso risultato per quanto riguarda l’immunità cellulare.

Svantaggi e Rischi Potenziali

Durata dell'Intervento e Rischio di Conversione

La laparoscopia è ancora un po’ più lunga - quasi un’ora - della laparotomia. Il rischio di conversione dell’intervento in laparotomia, in sede operatoria, è legato a diversi fattori ma si sta progressivamente riducendo dal 20% dei primi studi al 10% di quelli più recenti.

Rischio di Diffusione del Tumore sulle Cicatrici

Questo è un problema di cui si è molto discusso negli anni 90. Oggi, l’incidenza di quella complicanza è valutata intorno all’uno per cento, lo stesso valore della chirurgia laparotomica.

Sopravvivenza a Lungo Termine e Controllo della Malattia

Da due studi randomizzati pubblicati emerge che la chirurgia laparoscopica nel trattamento dei tumori del colon offre le stesse chances di sopravvivenza e di controllo della malattia se confrontata con la chirurgia tradizionale. In termini di sopravvivenza a lungo termine, non possiamo ancora sostenere che la laparoscopia sia migliore della chirurgia tradizionale dal punto di vista oncologico. Posso però dire che la laparoscopia non è più rischiosa, come si pensava negli anni 90, sul piano oncologico della chirurgia aperta.

Importanza della Bravura del Chirurgo

Moltissimo, come peraltro in tutta la chirurgia colorettale. Un’inchiesta internazionale del 2001 ha dimostrato chiaramente che le complicanze chirurgiche ed il rischio di impianti tumorali sulla parete aumentano nelle mani di chirurghi meno esperti. E che la qualità oncologica della resezione colorettale dipende dall’esperienza del chirurgo.

Considerazioni Conclusive

Personalmente credo che i pazienti debbano essere al corrente di quanto la chirurgia laparoscopica colorettale sia oggi una modalità efficace di trattamento dei tumori colorettali in mani chirurgiche esperte. In ambito oncologico, la laparoscopia può essere utilizzata a completamento degli esami strumentali (laparoscopia esplorativa o diagnostica), per riconoscere eventuali condizioni non individuabili con altre indagini. Sempre la laparoscopia consente di prelevare campioni di tessuto da analizzare (biopsie) a scopo diagnostico. Al di là dell’impiego in ambito diagnostico, oggi la laparoscopia è ampiamente utilizzata a scopo operativo o terapeutico per asportare le neoplasie, esattamente come avviene per la chirurgia tradizionale, con risultati del tutto sovrapponibili in termini di efficacia e sicurezza.

Laparoscopia: una panoramica

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che ha rivoluzionato molte procedure sia diagnostiche che operatorie perché consente non solo di studiare organi e tessuti all’interno di addome e pelvi, ma anche di effettuare interventi con notevoli vantaggi per il paziente. Rispetto alla chirurgia tradizionale, infatti, questa procedura permette un recupero più rapido delle condizioni di forma ottimali, meno dolore post-operatorio, cicatrici più piccole, un minor rischio di infezioni e un’ospedalizzazione più breve.

Come si esegue la laparoscopia

La laparoscopia si esegue in anestesia generale. Il chirurgo pratica una piccola incisione sull’addome, generalmente in corrispondenza dell’ombelico, dove inserisce un tubicino attraverso cui insufflare dell’anidride carbonica necessaria a distendere la cavità addominale e permettere, dunque, una migliore visione. Attraverso la stessa incisione è introdotto il laparoscopio. Qualora la laparoscopia sia utilizzata per operare, il chirurgo pratica altre piccole incisioni (da 2 a 4) in corrispondenza delle zone su cui intervenire, per farvi passare gli strumenti necessari all’intervento.

Chi può fare l’esame

La laparoscopia non è adatta a tutti. È da evitare, per esempio, in pazienti con problemi della coagulazione del sangue o affetti da alcune malattie infettive, mentre nelle donne in gravidanza avanzata, in persone obese o che si sono sottoposte in precedenza a interventi chirurgici all'addome, l'opportunità di eseguire la laparoscopia viene valutata dal medico curante caso per caso.

Post-operatorio

Terminata la procedura, il paziente viene portato in reparto o nella sala di risveglio, dove saranno monitorati i parametri vitali (pressione del sangue, frequenza cardiaca, respirazione). La degenza in ospedale dura almeno 24 ore, anche se in alcune occasioni la complessità dell'intervento può richiedere una degenza più lunga. In rari casi l'intervento laparoscopico è convertito in operazione a cielo aperto con ricovero e degenza tradizionali.

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