Al Centro Cardiologico Monzino sono stati eseguiti con successo i primi interventi chirurgici alla valvola mitrale senza aprire il torace del paziente. Un traguardo reso possibile grazie all’applicazione dell’endoscopia cardiaca, nuova frontiera della cardiochirurgia, attualmente praticata in pochi centri al mondo. L’intervento è stato realizzato dal dott. Emad Al Jaber dell’U.O. di Cardiochirurgia sviluppo e innovazione, diretta dal prof.
Cos'è l'Endoscopia?
L'endoscopia è una procedura medica eseguita con uno strumento chiamato endoscopio. La metodica prevede l'utilizzo di un tubo rigido o flessibile, chiamato endoscopio, che registra e trasmette le immagini a uno schermo per mezzo di fotocamere miniaturizzate; questo strumento viene inserito direttamente nel distretto da esaminare, permettendo la visione dell'interno del corpo del paziente.
Esistono diversi tipi di endoscopi e gli ambiti di applicazione della metodica sono svariati. Gli endoscopi presentano lunghezze e forme differenti, e ogni tipo di strumento è appositamente progettato per l'esplorazione di una determinata parte del corpo. A seconda della zona del corpo che dev'essere visualizzata, l'endoscopio può essere inserito attraverso bocca, ano o uretra. Talvolta, invece, è necessario realizzare una piccola incisione a livello cutaneo per accedere alla parte da esaminare (endoscopia chirurgica).
Quando si Utilizza l'Endoscopia?
L'endoscopia è assai utilizzata in ambito diagnostico, ma anche per l'esecuzione di interventi terapeutici o come strumento di supporto durante un'operazione chirurgica. In origine, gli endoscopi sono stati sviluppati per esaminare le parti del corpo che non potevano essere valutate in altro modo. Alcuni tipi di endoscopi sono utilizzati in campo oncologico per diagnosticare un processo tumorale in fase precoce, nelle persone che non manifestano sintomi di malattia o che appartengono a gruppi ad alto rischio di sviluppare neoplasie.
La colonscopia e la sigmoidoscopia sono applicate, ad esempio, per lo screening del cancro del colon e del retto. Queste procedure possono anche aiutare a prevenire lo sviluppo di una formazione neoplastica, in quanto consentono di rimuovere i polipi intestinali che potrebbero evolvere in senso tumorale, se lasciati in sede.
La tecnica endoscopica apre un potenziale molto promettente in chirurgia cardiaca: permette infatti di trattare le malattie valvolari, difetti congeniti, fino ad alcuni specifici disturbi del ritmo cardiaco. La cardiochirurgia endoscopica è utile anche in caso di malattie che interessano più valvole insieme, nonché di tumori cardiaci, di cardiomiopatia ipertrofica e di patologie aritmiche che necessitano di correzione chirurgica.
Non esistono controindicazioni assolute all’applicazione dell’endoscopia cardiaca, ma alcune controindicazioni particolari relative a certe condizioni fisiche o cliniche del paziente. Per esempio questo tipo di chirurgia non è indicata per le persone che hanno già eseguito interventi di cardiochirurgia in passato o che soffrono di importanti patologie polmonari o della cassa toracica.
Cardiochirurgia Endoscopica: Un Approccio Mini-Invasivo
Fino a circa vent’anni fa la cardiochirurgia prevedeva esclusivamente un accesso anteriore sternotomico, cioè attraverso l’apertura completa dello sterno (i cosiddetti “interventi a cielo aperto”). Pur essendo questo ancora oggi l’approccio standard nella maggior parte dei centri ospedalieri, alcuni chirurghi più orientati all’innovazione hanno intrapreso l’approccio mininvasivo, sostituendolo a quello tradizionale nella quasi totalità dei loro casi, dopo un adeguato periodo di apprendimento.
“La chirurgia mininvasiva prevede un accesso intercostale attraverso piccole incisioni, di solito nell’ordine di grandezza di 6-8 centimetri, attraverso le quali sono introdotti strumenti chirurgici lunghi e sottili e una sonda con telecamera, che proietta le immagini ingrandite su uno schermo ad alta definizione. La cardiochirurgia endoscopica, che potrebbe essere definita come micro-invasiva, prevede incisioni intercostali o periareolari ancora più piccole (non superiori ai 3 centimetri) e l’utilizzo di una telecamera che fornisce immagini 3D ad altissima definizione e grazie alla quale si ha un’eccellente profondità di campo. Così il cardiochirurgo è messo nelle migliori condizioni per operare guardando esclusivamente sul monitor.
Come si Esegue l'Endoscopia?
Le diverse procedure endoscopiche possono differire l'una dall'altra per il tipo di endoscopio utilizzato, il procedimento e il sito del corpo da esaminare. L'endoscopia può essere effettuata da un medico o da un chirurgo; il paziente può essere pienamente cosciente o anestetizzato. L'endoscopia, generalmente, richiede una sedazione endovenosa o un'anestesia locale o generale.
Di solito, la preparazione di routine comprende l'astensione per 6-8 ore dai cibi solidi e per 4 ore dai liquidi prima della procedura. In ogni caso, occorre ricordare che alcune procedure potrebbero essere eseguite in vario modo: ad esempio, la broncoscopia e la laringoscopia possono prevedere l'impiego di un endoscopio sia flessibile che rigido.
Al termine dell'esame, il paziente viene monitorato da una persona qualificata per qualche ora, fino alla scomparsa degli effetti dell'anestetico somministrato; a quel punto potrà lasciare la struttura in cui si è eseguito l'esame, accompagnato da un famigliare o da un assistente. Se l'endoscopia praticata è stata di tipo operativo (ad. es. polipectomia), il periodo di monitoraggio dopo l'intervento è mediamente più lungo, fino a 24 ore-48 ore.
Vantaggi e Benefici della Cardiochirurgia Endoscopica
Le avanzatissime tecnologie utilizzate nella cardiochirurgia endoscopica assicurano standard di qualità nell’esecuzione dell’intervento ancora più elevati di quelli, già molto alti, della cardiochirurgia mininvasiva. Inoltre, questo approccio comporta significativi vantaggi per i pazienti nella fase post-operatoria. Le dimensioni ridottissime delle incisioni favoriscono una ripresa più rapida.
Infatti, i traumi sono inferiori, le possibilità di infezioni diminuiscono e il ricorso a trasfusioni dovute alle perdite di sangue è ancora più raro. La mobilizzazione dopo l’intervento è molto precoce e il dolore è parecchio ridotto, tanto che ci si può alzare già lo stesso giorno dell’operazione e la degenza in ospedale si accorcia.
Dott. “Tutto questo si traduce però in importanti vantaggi per il paziente: meno complicanze post-chirurgiche, degenza ospedaliera più breve, con una ripresa anticipata e un miglior risultato estetico”, sottolinea Emad Al Jaber, cardiochirurgo trentottenne che, con la direzione del prof.
Anche in ambito cardiaco, la chirurgia mininvasiva ha rappresentato un notevole passo avanti rispetto alla chirurgia tradizionale sia per i medici, che possono operare in condizioni migliori e con più precisione, sia per i pazienti, che beneficiano della riduzione dei disagi legati al post-operatorio.
Con l’endoscopia cardiaca il paziente viene operato senza praticare la “sternotomia”, vale a dire la classica incisione chirurgica, ma con un taglio di circa tre o quattro centimetri in cui viene introdotta una videocamera endoscopica, che raggiunge il cuore e ne permette una visione completa e dettagliata. Questa tecnica comporta vantaggi significativi per il paziente: permette una significativa riduzione del trauma chirurgico e del dolore, un’inferiore incidenza di infezioni, una degenza ospedaliera più breve e un recupero post operatorio più rapido.
Incisioni di dimensioni ridotte - piccoli tagli, di appena 4-5 centimetri - sono sufficienti ad operare una persona che prima invece doveva subire una sternotomia, un’apertura cioè del torace molto invasiva e traumatica. I cardiochirurghi applicano tagli molto piccoli generalmente tra una costola e l’altra e quindi sottraendo quella parte di intervento ortopedico a un intervento cardiochirurgico già importante.
Rischi e Complicazioni
Le procedure endoscopiche sono sicure e solo raramente si possono avere complicanze come le infezioni, l'emorragia e la perforazione dell'organo. Il sanguinamento può verificarsi nel sito di una biopsia o nella procedura di rimozione di polipi intestinali. Tuttavia, la perdita ematica è generalmente minore e tende a risolversi in modo spontaneo; in caso contrario, può essere ottenuta mediante cauterizzazione e solo raramente si rende necessario un intervento chirurgico.
Sebbene la perforazione di un organo richieda generalmente una gestione chirurgica, alcuni casi possono essere trattati con la somministrazione di antibiotici e fluidi endovenosi. Altri rischi comprendono reazioni allergiche e complicanze correlate a problemi di salute concomitanti del paziente. I pazienti in trattamento anticoagulante o in terapia cronica con FANS possono essere sottoposti con tranquillità ad un'endoscopia diagnostica.
L’intervento chirurgico può essere associato a diverse complicazioni come sanguinamento, infezioni, danno neurologico, scompenso cardiaco e infarto peri-procedurale. Altre complicanze meno gravi consistono in infiammazioni e versamenti delle pleure, fibrillazione atriale, dolore, scarso appetito, febbricola.
Quando Non si Può Operare con Approccio Endoscopico
Ci sono però alcuni problemi cardiaci che non possono essere trattati con tecnica endoscopica. È il caso delle malattie ischemiche, come quelle che richiedono la creazione di bypass aortocoronarici, che si possono fare solo con un approccio mininvasivo ma non endoscopico, o di malattie aortiche, come l’aneurisma dell’aorta o dell’arco aortico, per cui talvolta è necessario un approccio sternotomico tradizionale.
“Laddove non sia possibile una pianificazione per via dell’urgenza dell’intervento non si può operare con tecniche endoscopiche” conclude il dottor Glauber.
Questo tipo di operazioni possono essere eseguite per trattare tutte le patologie mitraliche e aortiche isolate. I risultati sono eccellenti però solo in Centri ad alto volume per la chirurgia mininvasiva e nello specifico per la valvola mitrale.
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