Integratori Efficaci per il Colesterolo Senza Statine: Alternative e Opzioni

Il presente articolo ha scopo meramente informativo e non costituisce una valutazione dell’efficacia delle statine né affronta la questione delle loro indicazioni terapeutiche. L’obiettivo di questa trattazione è esclusivamente quello di esaminare l’esistenza di potenziali alternative alle statine, presentando una panoramica generale delle principali opzioni disponibili. È fondamentale ricordare che qualsiasi decisione terapeutica deve essere presa esclusivamente dal medico curante, il quale, per le prescrizioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale, è tenuto ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni ministeriali contenute nella Nota 13.

Alternative Farmacologiche alle Statine

Nel panorama in continua evoluzione delle terapie ipolipemizzanti, esistono diverse opzioni farmacologiche che possono essere considerate come alternative alle statine.

Passaggio ad una Statina Differenti

Una delle prime opzioni da considerare, spesso trascurata, è il passaggio ad una statina differente.

Resine a Scambio Anionico

Le resine a scambio anionico, di cui la più comune è la colestiramina, sono vecchi farmaci che agiscono in modo simile all’ezetimibe, ovvero legando gli acidi biliari nell’intestino per impedirne il riassorbimento e aumentando così l’aumento dell’escrezione fecale di colesterolo.

Acido Bempedoico

L’acido bempedoico rappresenta una delle più recenti e promettenti alternative nel campo della terapia ipolipemizzante. Studi hanno mostrato l’efficacia dell’acido bempedoico, in grado di diminuire il “colesterolo cattivo”, anche nella riduzione dei rischi di malattie cardiovascolari. Un’alternativa alle statine in chi soffre di disturbi muscolari. Contro il colesterolo aumenta il numero di farmaci a disposizione. L’ultimo in ordine di tempo, autorizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco lo scorso marzo, si sta rivelando particolarmente efficace, come emerge da uno studio appena pubblicato sulla rivista Jama.

Si tratta dell’acido bempedoico, in grado di ridurre l’LDL, il “colesterolo cattivo”, con meno rischi per i pazienti con problemi cardiovascolari e soprattutto evitando i disturbi muscolari causati dalle statine, usate finora proprio contro il colesterolo. Si assume per via orale, dunque sotto forma di compressa, una volta al giorno, e può essere prescritto sia dagli specialisti sia dai medici di medicina generale. Fa parte di una classe di medicinali di nuova generazione, considerati “intelligenti”.

Come funziona il nuovo farmaco contro il colesterolo

Già autorizzato negli Stati Uniti, l’acido bempedoico ha ottenuto il via libera anche in Italia la scorsa primavera. Trattandosi di un prodotto innovativo è ancora sotto la lente degli esperti e ora i risultati di uno studio americano ne confermano ulteriormente l’efficacia.

Come emerso in occasione del convegno dell’American Diabets Association, il medicinale ha permesso di ridurre del 23,2% il colesterolo LDL nei pazienti trattati con 180 mg al giorno assunti per via orale per sei mesi. Ma soprattutto ha portato a un calo del 39% dei rischi di infarto e, più in generale, di malattie cardiovascolari. A scendere sono stati anche i marker di infiammazione, pari al 22,7%, dunque quei parametri che indicano un problema di tipo infiammatorio.

«L’aspetto più importante è proprio il fatto che il nuovo farmaco sembra consentire una riduzione del rischio di eventi cardiocircolatori, come ictus o ischemia cardiaca», spiega Angelo Avogaro, presidente della Società italiana di Diabetologia, responsabile del Dipartimento funzionale Endocrino-Metabolico e del Rischio Cardiovascolare dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova.

Per chi è indicato il nuovo farmaco contro il colesterolo

L’acido bempedoico è indicato in alcuni casi di ipercolesterolemia primaria, dunque in persone che hanno alti livelli di colesterolo dovuti a predisposizione genetica e familiarità, e che abbiano avuto un problema cardiovascolare, come un infarto, nei quali le terapie in corso non diano risultati efficaci.

«Si tratta di un prodotto considerato adatto per coloro che hanno un livello elevato di colesterolo LDL e che hanno bisogno di abbassarlo in modo deciso, portandolo a una concentrazione di meno di 50 milligrammi per 100 millilitri di sangue. In questi casi alle statine (e in particolare al trattamento con l’ezetimibe, che è una statina che agisce come inibitore dell’assorbimento del colesterolo), si può aggiungere l’acido bempedoico, soprattutto nel caso in cui le statine siano mal tollerate per i problemi muscolari che possono portare», spiega Avogaro.

L’acido bempedoico: un’alternativa alle statine

«Gli studi indicano che le statine non sono tollerate, a causa degli effetti collaterali a carico dei muscoli, nel 10% dei pazienti, ma probabilmente il dato è sottostimato. Questo fa sì che molti non le vogliano o non le assumano, rimanendo senza una protezione rispetto ai rischi cardiovascolari», aggiunge Gerardo Medea, responsabile di Ricerca Nazionale Area metabolica della Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie.

«L’utilizzo del nuovo farmaco offre quindi una valida alternativa per questa fetta di persone. Ha anche il vantaggio di essere assunto per via orale una volta al giorno, senza bisogno di iniezioni. Non da ultimo, l’acido bempedoico può essere prescritto anche dal medico di medicina generale, mentre altri farmaci attualmente disponibili necessitano di un piano terapeutico da parte dello specialista».

Perché l'acido bempedoico è alleato del cuore

L’acido bempedoico è risultato anche molto efficace «nella riduzione del rischio di eventi cardiovascolari e questo è molto importante: oggi, infatti, la somministrazione dei farmaci contro il colesterolo mira non tanto o non solo ad abbassare il colesterolo stesso, quanto a ridurre il rischio dell’evento che ne deriva, cioè un infarto, un’ischemia o un ictus», spiega Avogaro. «Questi, infatti, sono causati proprio dai livelli elevati di LDL in un nesso quasi diretto di causa-effetto. Ecco che un farmaco come l’acido bempedoico contribuisce a una diminuzione del 20% circa del colesterolo, e di quasi il 40% dell’evento cardiovascolare, il che è un ottimo risultato: basti pensare che la placca aterosclerotica, che è quella che crea il problema cardiovascolare, è costituita soprattutto da grassi, cioè dal colesterolo. Abbassandone i livelli nel sangue, si riduce anche quello della placca, quindi si riduce la gravità dell’ischemia a livello cardiaco».

Inibitori del PCSK9

Nel panorama in continua evoluzione delle terapie ipolipemizzanti, gli inibitori del PCSK9 emergono come una delle innovazioni più promettenti degli ultimi anni. Il meccanismo d’azione di questi farmaci è tanto sofisticato quanto mirato. Prendono di mira la proteina PCSK9 (Proprotein convertase subtilisin/kexin type 9), un elemento chiave nella regolazione dei livelli di LDL nel sangue. L’efficacia degli inibitori del PCSK9 è impressionante: in monoterapia, possono ridurre i livelli di LDL di oltre il 60% rispetto ai valori iniziali. Ma è in combinazione con altre terapie che questi farmaci mostrano il loro pieno potenziale. Quando associati a statine ad alta intensità ed ezetimibe, la riduzione del colesterolo LDL può raggiungere addirittura l’85%.

Un altro aspetto che rende gli inibitori del PCSK9 particolarmente attraenti è la loro frequenza di somministrazione. A differenza di molti altri farmaci che richiedono assunzioni quotidiane, questi possono essere somministrati una volta ogni due settimane, o addirittura una volta al mese per alcune molecole specifiche. La prima riguarda la via di somministrazione: a differenza delle statine che si assumono per via orale, questi farmaci richiedono un’iniezione sottocutanea. Ma la sfida più significativa all’adozione diffusa di questi farmaci è senza dubbio il loro costo. Gli inibitori del PCSK9 sono notevolmente più costosi delle terapie convenzionali, con un prezzo che supera quello delle statine di circa due ordini di grandezza.

Nonostante queste limitazioni, gli inibitori del PCSK9 rappresentano un’importante aggiunta all’arsenale terapeutico per il controllo del colesterolo. Offrono una soluzione potente per i casi più complessi e resistenti alle terapie tradizionali.

Inclisiran

L’acido bempedoico, dunque, rappresenta un farmaco di nuova generazione, come l’Inclisiran, approvato lo scorso novembre. Quest’ultimo viene somministrato tramite due iniezioni sottocutanee all’anno, dunque in modo molto più contenuto e agile rispetto ad altre terapie. Ad oggi l'Inclisiran è disponibile in quattro regioni italiane: in Lazio, Lombardia, Campania e Puglia, mentre negli Stati Uniti è distribuito da un anno.

Integratori Alimentari per il Controllo del Colesterolo

Oltre ai farmaci, esistono diversi integratori alimentari che possono contribuire a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

Riso Rosso Fermentato

Nello specifico si tratta di un nutraceutico, ovvero un componente alimentare o principio attivo presente negli alimenti, o derivato da essi, che ha effetti positivi sul benessere e sulla salute, in questo caso specifico sull’abbassamento del colesterolo.

Il riso rosso fermentato si ottiene facendo fermentare un lievito di colore rosso, il Monascus Purpureus, su del normale riso bianco. Fermentando, il lievito produce la Monacolina K, sostanza in grado di abbassare i livelli del colesterolo fino al 20-25%, e che presenta una struttura simile a quella della lovastatina, una statina che appartiene alla classe di farmaci più utilizzati per contrastare l’ipercolesterolemia. L’azione è la stessa: viene diminuita la sintesi del colesterolo da parte del fegato.

La monacolina K, presente nel riso rosso fermentato, si è dimostrata sorprendentemente efficace nel ridurre i livelli di colesterolo LDL. La sua efficacia è paragonabile a quella della lovastatina, una statina regolarmente commercializzata. Questo non dovrebbe stupire, considerando che si tratta della stessa molecola. Recentemente, la legislazione europea ha imposto restrizioni sulle dosi di monacolina K vendibili senza ricetta, sottolineando l’importanza di un approccio cauto. È fondamentale ricordare che “naturale” non equivale automaticamente a “sicuro”. Il fatto che una sostanza sia prodotta dalla natura non la rende intrinsecamente meno pericolosa di quelle sintetizzate in laboratorio.

Per stabilire se il riso rosso fermentato rappresenti una valida alternativa ai farmaci, è necessaria una valutazione approfondita del rischio cardiovascolare complessivo del paziente da parte del medico. Il riso rosso fermentato, ad esempio, può rappresentare un primo approccio per soggetti giovani, under 40, con valori di colesterolo leggermente elevati, un rischio cardiovascolare basso o moderato e uno stile di vita sano, privo di fumo con svolgimento regolare attività fisica. Meglio evitare il riso rosso fermentato e ricorrere, invece, alle statine tradizionali o ad altri farmaci per chi ha un rischio cardiovascolare medio/alto, una forma di ipercolesterolemia familiare, ha già avuto un precedente problema cardiaco o presenta delle placche arteriose.

Essendo classificato come nutraceutico, il riso rosso fermentato può essere acquistato in farmacia o al supermercato senza bisogno della prescrizione del medico, a carico del paziente. Tuttavia, trattandosi comunque di una statina a basso dosaggio, è meglio attenersi ai consigli del medico, per evitare interazione con altri farmaci e anche per minimizzarne gli effetti collaterali. Seppur minimi, infatti, possono essere presenti effetti avversi soprattutto nei confronti di fegato e muscoli; dopo somministrazione del nutraceutico a base di riso rosso fermentato, che va preso con costanza, l’indicazione è quella di monitorare non solo la riduzione del colesterolo, ma anche i possibili effetti collaterali, esattamente come per le statine.

Inoltre, non dimentichiamo che il processo di fermentazione può portare alla formazione della citrinina, sostanza nefrotossica che può avere effetti negativi sui reni, oltre alla Monacolina K che, per questo, deve essere ben purificata.

Fitosteroli

Passando ai fitosteroli, questi composti naturali presenti nelle piante meritano una menzione speciale. Con una struttura simile al colesterolo animale, i fitosteroli - noti anche come steroli o stanoli vegetali - sono presenti in molti alimenti che consumiamo quotidianamente. Il meccanismo d’azione dei fitosteroli è particolarmente interessante: competono con il colesterolo per l’assorbimento intestinale, portando così a una diminuzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Tuttavia, la loro efficacia, sebbene clinicamente significativa, non è eclatante. Questa riduzione, seppur interessante, probabilmente non è sufficiente per la maggior parte dei pazienti come vera alternativa alla terapia farmacologica.

Eulipid e Meaquor

Per rispondere alla sua domanda su cosa prendere al posto delle statine per abbassare il colesterolo, e scendere più nel dettaglio di come abbassare il colesterolo “cattivo” senza statine, le suggerisco di valutare con il suo medico l’utilizzo di Eulipid, un integratore privo di sostanze statino-simili che basa la sua azione sulle proprietà della berberina da Berberis aristata. La berberina agisce sui livelli di colesterolo con un meccanismo diverso rispetto alle statine, aumentandone il recupero da parte del fegato.

Oltre alla berberina,Eulipid apporta resveratrolo da Polygonum cuspidatum, bioflavonoidi da Citrus reticulata, acido alfa lipoico, vitamina E, policosanoli e coenzima Q10; questa formulazione, assunta nell'ambito di un'alimentazione sana ed equilibrata, può contribuire al benessere cardiovascolare delle persone con eccessi di colesterolo non gravi.

Eventualmente, per proteggere la sua salute cardiovascolare a tutto tondo, potrebbe associare a Eulipid Meaquor 1000, integratore a base di Omega-3 EPA e DHA, che contribuiscono alla normale funzionalità cardiaca.

Raccomandazioni Dietetiche

il primo consiglio che mi sento di darle per suggerirle cosa fare per abbassare il colesterolo senza statine è cercare di seguire un’alimentazione il più possibile sana e varia:

  • non apporti tagli drastici alla sua dieta;
  • non ecceda con il consumo di grassi, ma non li elimini completamente. Piuttosto, preferisca quelli insaturi tipici degli oli vegetali e del pesce;
  • mangi pesce almeno 2-3 volte alla settimana;
  • preferisca le fonti di carboidrati integrali (cereali, pasta e pane) rispetto a quelle “raffinate” (come il pane e la farina bianchi): gli alimenti ricchi di fibre e amidi a lento rilascio vengono assorbiti più lentamente e mantengono più costanti i livelli di insulina nel sangue;
  • consumi almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, preferibilmente di stagione.

Considerazioni Finali

Le ribadisco la necessità di consultare il suo medico curante per valutare la scelta più adatta al suo caso tenendo in considerazione il suo stato di salute e le possibili interazioni con gli eventuali farmaci o altri integratori che assume abitualmente. Attraverso una valutazione di questo tipo il suo medico potrà stabilire se Eulipid, eventualmente in combinazione con Meaquor, è adatto al suo caso o se sia meglio optare per un farmaco per abbassare il colesterolo senza statine. Esistono, infatti, anche farmaci anti-colesterolo senza statine.

Il suo medico potrà darle anche dei dettagli sulle modalità e sulla durata del trattamento.

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