Integratori per il Colesterolo: Efficacia e Sicurezza

Gli integratori per il colesterolo rappresentano una soluzione sempre più diffusa per gestire livelli elevati di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") che possono causare gravi problemi cardiovascolari come aterosclerosi, infarto e ictus.

In questa guida completa, analizzeremo l'efficacia reale di monacolina K, omega-3 e i beta-glucani ma prima una panoramica generale per capire cos'è il colesterolo, come funziona e quali sono le possibili azioni per restare in salute.

Cos'è il Colesterolo e Perché Tenerlo Sotto Controllo

Il colesterolo è uno sterolo appartenente alla famiglia dei lipidi, presente nel sangue e in tutto l'organismo ed è una sostanza indispensabile per il nostro corpo.

Il colesterolo può essere suddiviso in:

  • LDL
  • HDL

Il colesterolo LDL, noto come "colesterolo cattivo", trasporta il colesterolo dal fegato ai tessuti periferici.

Al contrario, il colesterolo HDL, noto come "colesterolo buono", svolge un'azione protettiva trasportando il colesterolo in eccesso dai vari organi e tessuti al fegato, dove viene eliminato.

Per mantenere il sistema cardiovascolare in salute, è fondamentale monitorare regolarmente i valori del colesterolo. I parametri desiderabili sono:

  • Colesterolo totale: inferiore a 200 mg/dl, idealmente sotto i 190 mg/dl
  • Colesterolo LDL: meno di 100 mg/dl per le persone con fattori di rischio, sotto i 70 mg/dl per chi ha già avuto problemi cardiovascolari
  • Colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl, preferibilmente sopra i 60 mg/dl

L'ipercolesterolemia rappresenta un importante fattore di rischio per numerose malattie cardiovascolari come l'aterosclerosi.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che almeno il 20% degli ictus e più del 50% degli infarti del miocardio sono correlati a livelli elevati di colesterolo.

Quando Usare gli Integratori per il Colesterolo

Gli integratori per colesterolo rappresentano un'opzione significativa nel panorama delle strategie per gestire il colesterolo: quando i valori sono leggermente elevati, gli integratori possono rappresentare una prima linea di difesa naturale per gli under 40 con un rischio cardiovascolare basso o moderato.

Tuttavia, non sono adatti a chi presenta un rischio cardiovascolare medio-alto, soffre di ipercolesterolemia familiare o ha già manifestato problemi cardiaci o placche nelle arterie.

L'assunzione di integratori risulta efficace solo se combinata con un regime alimentare corretto e uno stile di vita sano che prevede:

  • Assunzione regolare di fibre solubili
  • Eliminazione del fumo e limitazione dell'alcol
  • Dieta ipocalorica in caso di sovrappeso e riduzione della circonferenza addominale
  • Attività fisica regolare

È importante sottolineare che l'uso di integratori diventa completamente inutile se si continua a consumare alimenti che aumentano il colesterolo. In sostanza, gli integratori non vanno considerati una soluzione, ma piuttosto un supporto che ottimizza i risultati quando abbinato a corrette abitudini alimentari e motorie.

Quali Sono i Migliori Integratori per il Colesterolo

Nel panorama degli integratori per gestire l'ipercolesterolemia, alcune sostanze come il riso rosso fermentato hanno dimostrato maggiore efficacia rispetto ad altre. Esploriamo le opzioni più valide supportate dalla ricerca scientifica.

Riso Rosso Fermentato

Gli integratori a base di riso rosso fermentato sono largamente utilizzati anche in Italia per tenere sotto controllo il livello del colesterolo nel sangue, che se troppo elevato rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nei Paesi occidentali. Da qualche anno gli integratori contenenti riso rosso fermentato sono entrati a far parte della strategia di prevenzione cardiovascolare.

Merito di una sostanza in esso contenuta, la monacolina K, che come spiega Roberto Da Cas, ricercatore del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, «ha un effetto paragonabile a quello delle statine, sostanze che invece sono contenute nei farmaci anticolesterolo».

Assumere Riso rosso fermentato per colesterolo comporta:

  • Vantaggi: gli studi clinici dimostrano che l'assunzione di circa 10 mg al giorno per 8-12 settimane riduce significativamente i livelli di colesterolo totale e LDL
  • Svantaggi: effetti collaterali come bruciore di stomaco, vertigini, problemi muscolari e casi di epatotossicità

Tuttavia, pur non essendo riconosciuti come veri e propri farmaci, ciò non toglie che possano dare origine a effetti collaterali. Su questi si sono concentrati gli scienziati italiani, che in una ricerca pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology hanno approfondito il profilo di rischio degli integratori contenenti riso rosso fermentato attraverso l’analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse pervenute al sistema di fitosorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nel lavoro sono stati riportati i dati raccolti dal 2002 al 2015. Sono state documentate 55 reazioni avverse provocate dagli integratori a base di riso rosso fermentato: consistenti in dolori muscolari, rabdomiolisi (rottura delle cellule muscolari), reazioni gastointestinali, danni epatici e reazioni cutanee.

L’utilizzo degli integratori a base di riso rosso fermentato è di norma di due tipi: spontaneo (il meno prudente) o indicato dallo specialista dopo aver verificato l’intolleranza di un paziente al farmaco.

A ciò occorre aggiungere che ulteriori riscontri sono richiesti anche in merito alla presunta capacità della monacolina K di elevare i livelli del colesterolo Hdl. Anche in questo senso l’utilizzo degli integratori, al fine di raggiungere il miglioramento del profilo lipidico, sarebbe stato sdoganato in assenza di prove oltremodo solide.

Omega-3

Assumere Omega-3 per colesterolo aiuta:

  • Ad abbassare i trigliceridi nel sangue
  • Ad agire sui trigliceridi

Fitosteroli e Fibre

Assumere Fitosteroli e fibre per colesterolo per:

  • Competere con il colesterolo per l'assorbimento intestinale
  • Livellare il colesterolo alto

Alternative Naturali Senza Riso Rosso

Integratori naturali senza riso rosso per chi non tollera la monacolina K o cerca alternative naturali alle statine sono:

  • Berberina
  • Policosanoli
  • Estratti di carciofo
  • Polifenoli dell'olivo

Integratori per il Colesterolo Cisbani Pharma

Tra i numerosi prodotti disponibili sul mercato, gli integratori per il colesterolo Cisbani Pharma meritano un'attenzione particolare per la loro formulazione specifica.

FarmaCOLEST PLUS è Il prodotto di punta per il controllo del colesterolo. Un integratore a base di:

  • Riso Rosso Fermentato
  • Coenzima Q10
  • Berberina
  • Carciofo e Acido Folico

La presenza del Coenzima Q10 risulta particolarmente importante poiché questa molecola è fondamentale nella catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri, essenziale per la produzione di ATP e per la prevenzione di malattie cardiache.

L'assunzione consigliata è di una compressa al giorno, preferibilmente alla sera con un bicchiere d'acqua. Questo integratore contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue grazie alla Monacolina K, che agisce in modo simile alle statine farmaceutiche ma con un approccio naturale.

I benefici principali includono il controllo dei livelli di colesterolo totale e LDL, supportando il benessere cardiovascolare grazie alla sinergia tra i vari componenti. Inoltre, la formula è priva di glutine e lattosio, rendendola adatta a diverse esigenze alimentari.

Integratori e Statine: Differenze e Cosa Scegliere?

Scegliere tra integratori e statine rappresenta un dilemma frequente per chi deve gestire livelli elevati di colesterolo. Esaminiamo le principali differenze per decisioni consapevoli:

Le statine possono ridurre il colesterolo LDL fino al 44%, mentre negli integratori la riduzione raggiunge il 20-25%.

Le statine sono farmaci e come tali posso portare controindicazioni. Circa il 10-15% dei pazienti che assumono statine sviluppa intolleranza a questi farmaci. I possibili effetti negativi delle statine sono:

  • Disturbi gastrointestinali
  • Debolezza e dolori muscolari
  • Mal di testa e alterazioni del gusto
  • Disturbi cutanei

Gli integratori, invece, presentano generalmente un profilo di sicurezza migliore, soprattutto nel breve termine.

La decisione di passare dagli integratori alle statine dovrebbe basarsi su una valutazione medica approfondita. Le statine sono raccomandate in caso di:

  • Rischio cardiovascolare medio/alto
  • Ipercolesterolemia familiare
  • Precedenti problemi cardiaci
  • Presenza di placche arteriose

È quanto si evince dalla lettura di una metanalisi pubblicata sulla rivista BioMed Research International, da cui emerge che «l’unico studio che mostra evidenze solide è stato condotto su un gruppo ampio di pazienti cinesi che avevano già avuto un infarto del miocardio - spiega Mariangela Rondanelli, docente di scienze e tecniche dietetiche applicate all’Università di Pavia -.

Un disco giallo nei confronti dei prodotti di origine vegetale usati per la prevenzione cardiovascolare - con indicazioni per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, dello scompenso cardiaco, della cardiopatia ischemica, e dell’arteriopatia periferica - è giunto infine dai ricercatori del centro di medicina dell’invecchiamento dell’Università Cattolica, che in un lavoro apparso sull’American Journal of Cardiology hanno documentato la scarsa efficacia e sicurezza di 42 sostanze erboristiche: tra cui l’aglio, il cardo mariano, il biancospino, l’olio di lino, la soia, il tè verde e il ginseng.

Il loro impiego, secondo gli estensori del documento, interferirebbe inoltre con l’assunzione dei farmaci tradizionali e potrebbe determinare un «allontanamento» dalle terapie convenzionali. «L’utilizzo dei fitoterapici per il trattamento delle malattie cardiovascolari non è supportato da adeguate evidenze scientifiche - conclude Rossella Liperoti, geriatra del policlinico Gemelli e autore della ricerca -.

I miei livelli di colesterolo sono un po’ alti. Se i valori di colesterolo non superano di molto le soglie raccomandate, è possibile correre ai ripari lavorando sulla dieta e cercando di limitare soprattutto i nutrienti capaci di aumentare i livelli di colesterolo LDL, quello che viene definito “cattivo” e che si contrappone al colesterolo HDL (“buono”).

Attenzione quindi ai grassi in generale, ma soprattutto a quelli saturi, presenti in cibi come carne, cioccolato, dolci e alimenti fritti o lavorati, e a quelli trans, che si trovano per esempio nelle in alcuni grassi solidi come le margarine e nei prodotti che li contengono. Via libera invece ai cibi ricchi di fibre solubili che aiutano a ridurre l’assorbimento dei grassi a livello dell’intestino: cereali integrali, frutta e legumi sono adatti allo scopo.

Il pesce è importante con il suo contributo in acidi grassi buoni (Omega-3) che aiutano a migliorare i livelli di colesterolo HDL.

Colesterolo alto: ecco gli alimenti da consumare con prudenza

  • Carne di manzo
  • Carne di agnello
  • Carne di maiale
  • Carne di pollo (con la pelle)
  • Lardo di maiale
  • Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
  • Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
  • Snack salati
  • Prodotti da forno
  • Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
  • Bevande alcoliche

Nelle linee guida internazionali per il controllo dell’ipercolesterolemia sono recentemente comparsi, a fianco dei farmaci, anche integratori e alimenti funzionali. Diversi studi clinici hanno infatti dimostrato che in alcuni casi questi composti sono efficaci nel ridurre il colesterolo. Ma attenzione: non si tratta di rimedi sempre validi!

Bisognerebbe fare per prima cosa una precisazione: nel nostro caso, poiché parliamo di trattamento del colesterolo, ci riferiamo a nutraceutici. Gli integratori, in senso stretto, infatti sono prodotti per favorire il regolare svolgimento delle funzioni dell'organismo, senza alcuna finalità di cura, ma solo di integrazione di sostanze carenti, mentre i nutraceutici sono componenti alimentari o principi attivi presenti negli alimenti, o derivati da essi, che hanno effetti positivi sul benessere e la salute, comprendendo anche la prevenzione e il trattamento delle malattie.

Per alimenti funzionali, infine, intendiamo un’altra cosa ancora: si tratta di cibi naturalmente ricchi, o artificialmente arricchiti, di sostanze con proprietà salutistiche dimostrate, e possono contenere nutraceutici (es.

Gli integratori per abbassare il colesterolo sono innumerevoli. Gli integratori (nutraceutici) per il controllo del colesterolo sono molteplici e le sostanze contenute nei vari prodotti sono diverse.

Tra le principali troviamo: berberina, policosanoli, fibre solubili (per esempio i betaglucani), fitosteroli, riso rosso fermentato. I fitosteroli vegetali sono in grado di far calare il livello del colesterolo nel sangue fino al 10%.

Per dare un’idea: l’integratore può essere un primo approccio per chi ha valori di colesterolo leggermente elevati, ha un rischio cardiovascolare basso o moderato e intraprende un percorso di correzione dello stile di vita, cioè dieta, abolizione del fumo, movimento regolare.

Non è invece consigliabile per chi ha un rischio cardiovascolare medio/alto, oppure una forma di ipercolesterolemia familiare, oppure ha già avuto un problema cardiaco o ha già delle placche nelle arterie.

Certamente sì. Questo vale in generale per tutti gli integratori e i nutraceutici, per i motivi sopra descritti, e in particolare per quelli a base di riso rosso fermentato, per via della loro azione simile a quella delle statine.

Dipende. Sempre su indicazione del medico, gli integratori in alcuni casi possono essere assunti in associazione tra loro o con i farmaci. Per esempio, si può assumere l’integratore a base di riso rosso fermentato in combinazione con le bevande a base di fitosteroli per rafforzarne l’effetto, alcuni integratori contengono già entrambe queste sostanze.

Rosuvastatina a Basso Dosaggio o Integratori Alimentari?

L’uso di integratori alimentari è incrementato esponenzialmente nel corso degli ultimi 30 anni. Nella survey NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey), che ha arruolato oltre 37.000 soggetti tra il 1999 ed il 2012, circa il 52% degli intervistati affermava di assumere integratori alimentari [1]; questa percentuale è salita a circa l’80% nel 2019 ed in circa il 20% dei casi tali supplementi erano a base di sostanze assunte con l’obiettivo di migliorare il profilo lipidico [2].

Le motivazioni che spingono un paziente a scegliere un “trattamento naturale” rispetto alla statina tradizionale sono molteplici, ma in gran parte da attribuire alla paura degli effetti collaterali, in primis la tossicità epatica e l’intolleranza muscolare.

Sebbene l’impiego di integratori alimentari ipolipemizzanti sia abbastanza diffuso ed intensivo, in realtà non ci sono molte evidenze riguardo la loro efficacia e sicurezza, soprattutto in confronto con le statine.

Nello studio sono stati arruolati pazienti con età compresa tra 40 e 75 anni, con valori di colesterolo LDL tra 70 e 189 mg/dL, senza storia di patologia cardiovascolare ma con un rischio di eventi a 10 anni calcolato tra il 5 ed il 20%. Inoltre, i soggetti non dovevano essere in trattamento con statine o con gli altri integratori alimentari studiati nel trial, in questo caso dovevano aver interrotto la terapia almeno 4 settimane prime dell’arruolamento.

I principali criteri di esclusione sono stati: insufficienza epatica o patologia epatica attiva, velocità di filtrazione glomerulare < 30 mL/min/m2, valori di trigliceridi a digiuno > 200 mg/dL. I soggetti eleggibili sono stati randomizzati ad un trattamento con rosuvastatina 5 mg/die, placebo, olio di pesce, cannella, aglio, curcuma, steroli vegetali e riso rosso fermentato.

In tutta la popolazione è stato effettuato un dosaggio del profilo lipidico, del profilo metabolico completo e della proteina C reattiva al tempo zero e dopo 28 giorni di trattamento. I livelli di colesterolo LDL sono stati calcolati utilizzando la formula di Friedewald. L’endpoint primario dello studio è stata la variazione percentuale del colesterolo LDL nei pazienti trattati con rosuvastatina rispetto agli altri sette regimi di trattamento.

Da Maggio 2021 a Luglio 2022 199 pazienti sono stati randomizzati alle otto strategie di trattamento. L’età media è stata di 64 anni, il 59% dei soggetti è risultato di sesso femminile, l’incidenza di ipertensione è stata il 42%, solo un paziente era affetto da diabete mellito.

I livelli basali di colesterolo LDL sono stati 128 ± 23 mg/dL, di colesterolo totale 206 ± 27 mg/dL, di colesterolo HDL 58 ± 123 mg/dl, di trigliceridi 87 mg/dl e di proteina C reattiva 1.4 mg/L. Il rischio medio di eventi cardiovascolari a dieci anni è risultato pari al 7.9% e l’aderenza al trattamento assegnato è stata molto alta (> 70% in 195 pazienti).

Nel gruppo trattato con la rosuvastina la riduzione del colesterolo LDL, rispetto al basale, è stata del 37.99%. Quando confrontata con placebo, olio di pesce, cannella, aglio, curcuma, steroli vegetali e riso rosso fermentato, la bassa dose di statina ha dimostrato una riduzione percentuale dei livelli di LDL significativamente più consistente (P < 0.001).

Inoltre, nei pazienti randomizzati alla bassa dose di statina si è osservato una riduzione percentuale del colesterolo totale rispetto al basale del 24,4% significativamente più alta rispetto al placebo ed a tutti gli altri integratori alimentari (P < 0.001). Allo stesso modo una riduzione significativa dei livelli di trigliceridi rispetto al basale è stata documentata nel gruppo rosuvastatina rispetto a tutti gli altri competitor (P < 0.05).

Non sono state osservate differenze significative, invece, nei valori di colesterolo HDL e di proteina C reattiva. Nessuno degli integratori alimentari ha dimostrato una variazione significativa del colesterolo LDL rispetto al placebo ad eccezione dei pazienti tratti con l’aglio che addirittura hanno mostrato un incremento di circa l’8% (P= 0.01).

In merito alla sicurezza, l’incidenza di eventi avversi è stata in generale molto bassa in tutti i gruppi, sebbene numericamente più alta nei pazienti trattati con gli steroli vegetali e con il riso rosso fermentato.

Gli autori del trial hanno quindi concluso che la rosuvastatina somministrata al dosaggio di 5 mg/di (dosaggio più basso disponibile sul mercato) è in grado di ridurre in modo significativo la colesterolemia LDL rispetto ai più comuni integratori alimentari impiegati nella pratica clinica.

Forse il risultato ancora più rilevante da sottolineare, è che nessuno degli integratori alimentari studiati ha ridotto significativamente il colesterolo LDL rispetto al placebo.

Lo studio sicuramente presenta alcuni limiti, come la ridotta numerosità del campione ed il fatto di essere stato condotto in un unico centro, tuttavia le evidenza a cui giunge sono importanti e sicuramente dovrebbero essere prese in considerazione quando si deve scegliere la migliore terapia ipolipemizzante in prevenzione primaria per un paziente con rischio di eventi cardiovascolari stimato a 10 anni come medio-alto.

FAQs

Q1. Quanto sono efficaci gli integratori per il colesterolo?

Gli integratori più efficaci, come quelli a base di riso rosso fermentato, possono ridurre i livelli di colesterolo LDL del 20-25%.

Q2. Qual è l'integratore migliore per abbassare il colesterolo?

Il riso rosso fermentato è considerato uno degli integratori più efficaci grazie alla monacolina K. Anche gli omega-3, fitosteroli, fibre solubili e berberina sono utili.

Q3. Gli integratori per il colesterolo hanno effetti collaterali?

Sebbene generalmente più sicuri delle statine, alcuni integratori possono causare effetti collaterali come dolori muscolari, problemi gastrointestinali e mal di testa, seppur in forma più lieve.

Q4. Per quanto tempo bisogna assumere gli integratori per il colesterolo?

In genere, sono necessari 2-3 mesi per osservare risultati significativi. La durata del trattamento dipende dalle esigenze individuali e deve essere stabilita dal medico curante.

Q5. Quando è preferibile usare integratori invece delle statine?

Gli integratori possono essere una prima scelta per persone giovani (under 40) con colesterolo lievemente alto e basso rischio cardiovascolare o per chi è intollerante alle statine.

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