Anguria e Glicemia: Verità e Consigli Utili

L'anguria, detta anche melone d'acqua, è un frutto simbolo dell'estate, amato da grandi e piccini, fresca, dolce e incredibilmente succosa. Appartenente alle Cucurbitacee, famiglia di cui fanno parte anche i vari zucchini, zucche, cetriolo e melone, è sicuramente uno dei frutti simbolo dell’estate. Rinfrescante e gustosa, l’anguria aiuta a reintegrare i minerali, disintossicare e depurare l’organismo.

L’anguria, è una ricca fonte di minerali come potassio e magnesio, ma anche di beta carotene, vitamine C, A, B1, B5 e B6. Dove questo frutto spicca davvero è nella sua concentrazione di antiossidanti, che regolano i radicali liberi dannosi per le cellule nel corpo. Il licopene, che conferisce all’anguria il suo colore rossastro, è uno di questi, insieme alle vitamine C e A. L’anguria contiene anche glutatione, che Tim Allerton, ricercatore del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University a Baton Rouge definisce un “antiossidante globale e versatile”.

Anguria e Glicemia: Cosa Sapere

Con l'arrivo della bella stagione, molti si chiedono cosa mangiare in estate. Se si parla di frutta, i dubbi a tavola non mancano, soprattutto quando si tratta di quella estiva che spicca per il sapore più dolce rispetto alle altre varietà che sono di stagione nel resto dell’anno. Viene il dubbio sia anche troppo zuccherina. Sarà vero che l’anguria alza la glicemia? L’anguria, in modo particolare nei mesi di luglio e agosto, è una presenza fissa a tavola. Ma come regolarsi se si ha la glicemia elevata o semplicemente la si vuole tenere sotto controllo? Mangiare l’anguria alza la glicemia oppure no?

«L’anguria, come tutti i frutti, contiene zuccheri semplici, in particolare il fruttosio, il glucosio e il saccarosio, pertanto dopo il suo consumo la glicemia tende ad alzarsi» spiega la professoressa Isabella Savini. «Rispetto ad altri frutti come le albicocche, le pesche e le fragole, il cui contenuto in zuccheri semplici oscilla tra i circa 9 e i 5 grammi, il contenuto degli zuccheri semplici dell’anguria è di soli 3,7 g. La credenza che l’anguria possa avere un impatto particolarmente rilevante sulla glicemia deriva da alcuni studi, ormai superati, che avevano attribuito a questo frutto un indice glicemico di 72. L’indice glicemico corrisponde alla velocità con la quale i carboidrati contenuti in un alimento entrano nel sangue, causando un aumento della glicemia, rispetto a una pari quantità di glucosio.

Una review sistematica del 2021 che ha rivisto i valori di indice glicemico per moltissimi alimenti, indica invece che l’anguria ha un indice glicemico medio di 50» precisa l’esperta. «Bisogna inoltre sottolineare che questo parametro presenta diverse incertezze perché la risposta glicemica dopo l’assunzione di un alimento è influenzata da numerosi fattori e può variare molto da una persona all'altra, è dunque fuorviante scegliere gli alimenti soltanto in base all'indice glicemico perché è il contenuto totale di carboidrati e la composizione del pasto nel suo complesso a modulare l’impatto sulla glicemia».

Chi ha la Glicemia Alta Può Mangiare l’Anguria?

L’anguria può essere consumata anche da chi ha problemi di diabete o iperglicemia? «Nelle giuste quantità e seguendo le indicazioni del nutrizionista e del diabetologo l’anguria può essere consumata anche da chi ha problemi di diabete e iperglicemia nell’ambito di una dieta sana e bilanciata, poiché la glicemia dipende dalla globalità della dieta e non dal consumo di un singolo alimento» suggerisce la professoressa Isabella Savini. Ma quanta anguria mangiare al giorno per non rischiare di alzare la glicemia? «Una giusta porzione di anguria potrebbe essere pari a 150-200 g al netto degli scarti» dice l’esperta.

L'indice glicemico (IG) dell'anguria è alto, circa 72. Per rispondere a questa domanda, è fondamentale tener presente la differenza tra indice glicemico e carico glicemico. Grazie al suo elevatissimo contenuto di acqua, il Carico Glicemico dell'anguria risulta basso. Ad esempio, una porzione standard di 150g di anguria ha un CG di circa 6. Questo significa che, sebbene gli zuccheri presenti siano rapidamente assorbibili, la loro diluizione nell'acqua fa sì che l'impatto complessivo sulla glicemia sia moderato per la maggior parte delle persone.

Quando Mangiare l’Anguria?

Qual è il momento ideale per mangiare l’anguria? Meglio a colazione, come spuntino oppure a fine pasto? «Non esistono regole fisse sul momento migliore per consumare l’anguria. Nelle calde giornate estive l’anguria può rappresentare un ottimo spuntino e una valida alternativa alla tradizionale spremuta d’arancia o al succo di frutta generalmente proposte a colazione» suggerisce la biologa nutrizionista Giulia Marrone.

«L’anguria potrebbe essere abbinata ad alimenti proteici, come ad esempio formaggi magri, pesce, uova o carni magre, e ad alimenti ricchi di fibra, ad esempio insalate, verdure, legumi per rallentare l’incremento della glicemia post-prandiale» suggerisce la biologa nutrizionista Giulia Marrone. «Un’idea originale e gustosa per consumarla a pranzo è di abbinarla nello stesso piatto con formaggio fresco magro, olive e rucola, conditi con olio extravergine d’oliva, succo di limone, pepe e un pizzico di sale».

Benefici dell'Anguria

Quali sono i benefici dell’anguria? «L’anguria è un alimento molto ricco di acqua che rappresenta oltre il 95% del proprio peso e fornisce numerosi benefici per la salute» dice la biologa nutrizionista Giulia Marrone. «Oltre a essere un alimento importante per l’idratazione, contiene micronutrienti quali il betacarotene, la vitamina C, i polifenoli, il potassio, il calcio, il fosforo che sono coinvolti nella regolazione di numerose funzioni metaboliche dell’organismo e sono fondamentali per contrastare i processi infiammatori alla base di molte patologie cronico-degenerative, quali le malattie cardiovascolari.

L'anguria è l'ideale come spuntino rinfrescante a metà mattina o pomeriggio, fornendo idratazione ed energia leggera. Può essere consumata anche a fine pasto. Dopo l'attività fisica, l'anguria è eccellente per reintegrare liquidi e sali minerali persi. L'elevato contenuto di acqua e la presenza (seppur minima) di fibre, rendono l'anguria un frutto particolarmente saziante.

Nel corso degli anni, tra i dubbi più accesi in campo medico c’è da annoverare anche quello degli effetti della frutta sui soggetti diabetici. Per il resto, il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” è valido anche per le persone diabetiche, non solo per quanto riguarda le mele, ma anche per molta altra frutta. Tra la frutta che non fa male ai diabetici, ritroviamo pesche, pere, melone, mandarini, mele con o senza buccia, le fragole, i kiwi, le arance, il pompelmo e l’ananas. I diabetici possono mangiare l’anguria in quantità piccole e, preferibilmente molto raramente. Davvero basso è il contenuto di grassi, 0,15 gr che suddivideremo in: grassi saturi (0,016 gr), monoinsaturi (0,037 gr), polinsaturi (0,05 gr).

Come accennato all’inizio, molto importante è la domanda su quanto possa dare beneficio l’anguria e se vi sono delle proprietà terapeutiche per i soggetti diabetici. L’anguria è senza dubbio terapeutica per molti disturbi. L’incredibile quantità d’acqua favorisce innanzitutto un benessere fisico durante il caldo estivo: essa restituisce ciò che il sole toglie al corpo a livello di sali minerali. Altro beneficio è il contrasto della cistite, che soprattutto d’estate tende a ripresentarsi, specialmente in soggetti che tendono a non bere molta acqua. L’anguria ha proprietà antinfiammatorie grazie al licopene, che inibisce la formazione di tumori.

Tabella Nutrizionale dell'Anguria (per 100g)

Nutriente Valore
Acqua 91,45 g
Grassi 0,15 g
Zuccheri semplici 3,7 g
Indice Glicemico (medio) 50
Carico Glicemico (per porzione da 150g) 6

Consigli per il Consumo

Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc. Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre.

Anche per chi convive con il diabete, l'anguria può rientrare in una dieta equilibrata purché consumata con moderazione e consapevolezza. Per rallentare l'assorbimento degli zuccheri e mitigare eventuali picchi glicemici, un consiglio utile è quello di abbinare l'anguria a fonti di fibre o proteine.

  • Spuntino rinfrescante: L'anguria è l'ideale come spuntino rinfrescante a metà mattina o pomeriggio, fornendo idratazione ed energia leggera.
  • Abbinamenti: «L’anguria potrebbe essere abbinata ad alimenti proteici, come ad esempio formaggi magri, pesce, uova o carni magre, e ad alimenti ricchi di fibra, ad esempio insalate, verdure, legumi per rallentare l’incremento della glicemia post-prandiale» suggerisce la biologa nutrizionista Giulia Marrone. «Un’idea originale e gustosa per consumarla a pranzo è di abbinarla nello stesso piatto con formaggio fresco magro, olive e rucola, conditi con olio extravergine d’oliva, succo di limone, pepe e un pizzico di sale».
  • Quantità: In linea generale, la quantità di anguria consumabile da una persona sana, senza problemi di glicemia, ma che vuol mantenere la linea è di 50 grammi giornalieri, qualcosa in meno per chi soffre di diabete.

Come Scegliere l'Anguria Perfetta

Scegliere l'anguria perfetta può sembrare un'impresa, ma con qualche dritta diventerà semplice. Chiedere consiglio al fruttivendolo è sempre una buona idea, ma puoi anche affidarti a questi tre segreti per portare a casa un frutto maturo e succoso:

  1. Bussa delicatamente sulla buccia dell'anguria. Se senti un suono sordo e profondo, è un ottimo segno: indica che il frutto è pieno d'acqua e ben maturo all'interno. Un suono vuoto o metallico, invece, potrebbe significare che è acerba o troppo matura.
  2. Osserva attentamente la parte inferiore dell'anguria. Se trovi una grande macchia gialla (non bianca!) sulla buccia, è un segnale eccellente. Questa è la zona dove il frutto poggiava a terra e maturava al sole, accumulando zuccheri e sapore. Più la macchia è scura e ampia, più l'anguria è stata baciata dal sole.
  3. Controlla il picciolo. Se è secco e arricciato, significa che il frutto si è staccato naturalmente dalla pianta una volta raggiunto il picco di maturazione.

Anguria: Curiosità e Consigli Extra

  • Semi commestibili: Sì, i semi di anguria sono commestibili e sono ricchi di proteine, fibre e minerali. Possono poi essere usati come snack in quanto tali, oppure aggiunti ad insalate, pane o dove vuoi tu.
  • Conservazione: Suggeriamo la conservazione in frigorifero quando la polpa è ancora attaccata alla buccia.
  • Buccia: Terminiamo con un accenno alla buccia… anche lei meritevole di essere recuperata… o meglio, più che la buccia, un po’ troppo coriacea, la sezione più esterna della polpa, quella biancastra, che per gusto ricorda il cetriolo, tradendo in questo senso l’antenato comune; tagliata a cubetti può essere una gustosta aggiunta all’insalata del pasto successivo, anche se personalmente prediligo consumarla dopo una rapida fermentazione in salamoia, in rete trovi numerosi tutorial per provare.

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