Impedenziometria dell'Orecchio: Interpretazione dei Risultati

L'impedenziometria è un esame strumentale che studia la funzionalità del sistema di trasmissione del suono all'interno dell'apparato uditivo. Questo test si concentra sulla misurazione della resistenza (impedenza) del sistema uditivo rispetto alla trasmissione del suono e alle variazioni di pressione. In altre parole, l'esame impedenzometrico dell'orecchio permette di capire se esistono delle lesioni o dei disturbi che possono determinare un'anomala percezione uditiva.

Cos'è l'Impedenziometria?

L'impedenzometria misura la resistenza che incontra la propagazione del suono nell'attraversare l'orecchio medio (impedenza acustica intrinseca dell'orecchio medio). Dallo studio delle variazioni di impedenza, si possono ricavare informazioni su tutte le condizioni del sistema timpano-ossiculare (s.t.o.) che comportano un decremento oppure un incremento dell’elasticità del sistema stesso.

L'impedenziometria è un esame che permette di valutare oggettivamente le condizioni dell'orecchio medio. Si tratta della parte dell'orecchio che contiene il timpano e la catena degli ossicini, fondamentali per sentire correttamente. A differenza degli esami audiometrici, parliamo di una misurazione oggettiva. L'impedenziometria, infatti, non si affida alle risposte e alle sensazioni dei pazienti, ma verifica in modo strumentale come l’orecchio risponde a determinati stimoli. Non richiede, quindi, la collaborazione attiva del paziente.

Componenti dell'Impedenza Acustica

L'impedenza dell'orecchio medio in realtà è un'entità complessa, le cui componenti sono costituite da resistenza e reattanza’ la resistenza è correlata alle componenti timpano-ossiculari di frizione, (articolazioni inter-ossiculari), la reattanza è correlata ai fattori di massa (peso degli ossicini) e di elasticità (elementi legamentosi) dell’orecchio medio. Nella routine clinica le misure di impedenza più convenienti si sono rivelate quelle ottenute sollecitando l’orecchio medio con stimoli in bassa frequenza (“tono sonda” di 200 o 220 Hz).

Quando è utile l'Impedenziometria?

Questo test risulta utile soprattutto per verificare il funzionamento delle strutture che costituiscono il sistema di amplificazione del suono (tuba di Eustachio, membrana timpanica e tre ossicini dell'udito). Questo test risulta utile soprattutto per verificare il funzionamento delle strutture che costituiscono il sistema di amplificazione del suono (tuba di Eustachio, membrana timpanica e tre ossicini dell'udito). L'impedenzometria è cruciale per identificare e monitorare condizioni come otiti medie, otosclerosi, disfunzioni della tuba di Eustachio e orecchio piatto. Di solito, per comprendere la natura di un problema audiologico, l'impedenzometria è spesso complementare ad un esame audiometrico.

Come viene eseguito l'esame?

L'esame impedenzometrico viene condotto inserendo una sonda all'interno dell'orecchio del paziente. La sonda deve essere inserita in maniera perfettamente ermetica nel meato acustico esterno. Il manometro dell'apparecchio permette di verificare l'assenza di fughe. L'equilibrio deve essere eseguito per una sovrappressione di +200 mm di acqua nel meato acustico esterno. In pratica, l'indicatore della compliance è posizionato sull'interruttore, in maniera da poterlo leggere perfettamente, utilizzando la sua intera scala (sensibilità minima dell'impedenzometria). La pressione è allora lentamente abbassata manualmente o con una pompa motorizzata fino a -400 mm di acqua.

Il dispositivo emette un'onda sonora ad intensità variabile, in grado di mettere in movimento il timpano e la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) ad esso annessi. Successivamente, lo strumento genera un tono puro (di solito, pari a 226 Hz) e misura il riflesso del suono dalla membrana timpanica, mentre l'operatore varia la pressione dell'aria nel condotto uditivo esterno. Lo strumento registra così la resistenza opposta al passaggio dell'aria nell'orecchio medio, a differenti valori pressori. Il massimo picco di compliance si verifica quando le pressioni d'aria del canale uditivo e dell'orecchio medio sono uguali, massimizzando così la trasmissione acustica attraverso l'orecchio medio.

L'esame impedenziometrico è rapido, non invasivo e generalmente ben tollerato.

Strumenti utilizzati

  • Sonda: inserita nel condotto uditivo per emettere suoni e variare la pressione.
  • Microfono: misura il livello sonoro totale nel meato acustico esterno.
  • Pompa: varia la pressione dell'aria nel meato acustico esterno.

Componenti dell'Esame Impedenzometrico

L'esame impedenzometrico comprende due misurazioni principali:

  • Impedenza del sistema timpano-ossiculare (timpanogramma): consiste nello studio dell'elasticità della membrana timpanica e del grado di movimento degli ossicini interni (martello, incudine e staffa).
  • Riflesso stapediale (reflessogramma): fornisce informazioni sui riflessi dello stapedio (piccolissimo muscolo della staffa, situato nell'orecchio medio) e sull'integrità della via acustica centrale (nervo acustico e nuclei).

Timpanogramma: Come interpretarlo?

La timpanometria misura le variazioni di impedenza dell'orecchio medio durante le variazioni pressorie applicate nel meato acustico esterno. Infatti, la trasmissione avviene in maniera ottimale quando la differenza della pressione statica tra l'orecchio esterno e medio è nulla. Ogni gradiente di pressione, anche minimo, determina così un aumento dell'impedenza e una diminuzione dell'energia sonora trasmessa.

I dati ottenuti vengono registrati in un grafico detto timpanogramma. Affinché l’orecchio possa funzionare correttamente è necessario che nella cassa del timpano ci sia una pressione eguale alla pressione atmosferica presente nell’ambiente in quel momento. Quando l’orecchio funziona perfettamente nella sua parte meccanica (cioè membrana timpanica e catena degli ossicini) abbiamo un timpanogramma di tipo A (secondo Jerger).

Il medico analizza i dati raccolti durante l'esame impedenziometrico.

Classificazione dei Timpanogrammi (Jerger)

La classificazione di Jerger è uno standard per l'interpretazione dei timpanogrammi. Ecco i principali tipi:

  • Tipo A: È il timpanogramma ‘normale’, indica una funzione di trasmissione perfettamente conservata e una pressione endotimpanica in equilibrio con la pressione atmosferica. La morfologia normale è una V rovesciata.
  • Tipo As: (A “shallow” o “ridotto”) suggerisce un sistema irrigidito dell'orecchio centrale ,indica un aumento di rigidità del s.t.o. (esempio glue ear,timpano ispessito/ timpano sclerosi ,otosclerosi) e differisce dal tipo A per una riduzione del picco di circa il 50%e la compliance è meno di 0,2 mmhos.
  • Tipo Ad: (A “deep” o “profondo”),i timpanogrammi a picchi altissimi, indicano una eccessiva motilità del s.t.o.
  • Tipo B: Timpanogramma pressoché piatto. Si osserva quando la mobilità timpanica è molto bassa. Sottotipo B1: ostruzione tubarica senza secrezione. Sottotipo B2: ostruzione tubarica con presenza di liquido nella cassa.
  • Tipo C: il tracciato indica che la pressione all'interno della cassa timpanica è negativa. Presenta un valore spostato verso le pressioni negative (< -100 mm di acqua). È una situazione ‘intermedia’ fra A e B.
  • Tipo D:
  • Tipo E:

Sulla base dei risultati dell'impedenziometria, il medico può diagnosticare condizioni come otiti medie, otosclerosi, disfunzioni della tuba di Eustachio e altre patologie dell'orecchio medio.

Riflesso Stapediale (Reflessogramma)

In soggetti privi di situazioni patologiche, il muscolo stapedio si contrae in risposta a suoni di intensità elevata. Questo fenomeno è bilaterale, anche quando viene stimolato un solo orecchio. Alla contrazione del muscolo stapedio, corrisponde un aumento della rigidità del timpano, che riduce così la conduzione del suono verso l'orecchio interno.

L’assenza di riflesso può essere infatti dovuta, tra le altre cause, alla lesione diretta o alla compressione delle vie nervose del riflesso che decorrono nel tronco cerebrale, in vicinanza del nucleo del nervo facciale e non lontano dal complesso olivare superiore. Le registrazioni controlaterali rispetto all’orecchio stimolato permettono di studiare le vie crociate del riflesso, che hanno un’organizzazione neuronale e una traiettoria più complesse di quella delle vie dirette. È importante studiare anche le vie dirette mediante la registrazione del riflesso omolaterale all’orecchio stimolato, poiché il confronto tra risposte dirette e crociate può aiutare a localizzare finemente un’eventuale alterazione.

Interpretazione del Riflesso Stapediale

Per quanto riguarda la ricerca dei riflessi stapediale, invece, l'esame impedenzometrico consente di distinguere i diversi tipi di ipoacusia.

A Cosa Serve l'Esame Impedenzometrico?

Questo esame permette di valutare l'elasticità del timpano e della catena di ossicini responsabili della funzione dell'udito; Con la reflessologia, si valuta la contrazione del muscolo stapedio in risposta a suoni intensi e la funzione della tuba di Eustachio ,risulta pertanto utile per diagnosticare eventuali disturbi a carico dell'orecchio medio.

Preparazione all'Esame

Non è necessaria alcuna preparazione specifica. Assolutamente indolore, l’esame non è invasivo. Questo tipo di esame può essere effettuato sia dagli adulti sia dai bambini.

Limitazioni dell'Esame

Il timpanogramma è un esame di rapida esecuzione che ci fornisce preziose informazioni quando la membrana timpanica è integra. Nei casi dove la membrana è perforata il test non può essere eseguito. Poiché esso registra una pressione, non può essere effettuato qualora il timpano sia perforato.

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