Il colesterolo è una sostanza presente negli alimenti e prodotta dal nostro corpo, che viaggia nel flusso sanguigno attraverso le lipoproteine. Se le analisi del sangue hanno evidenziato livelli di colesterolo troppo alti, è opportuno cambiare stile alimentare.
Il riso non è solo il cereale più consumato al mondo: associato a proteine d’origine vegetale, si trasforma nell’alimento perfetto per chi soffre di ipertensione e ipercolesterolemia, dato che ha un bassissimo apporto di sodio; inoltre è adatto ai celiaci per la quasi totale assenza di glutine ed è un toccasana per gli intestini particolarmente “capricciosi”.
Riso Integrale: Un Alleato per la Salute
Per questa ragione sempre più spesso un’attenta alimentazione prevede l’uso di riso integrale, sia per la presenza nella crusca di riso di fibre assai salutari, ma soprattutto per abbassare l’indice glicemico che potrebbe fare di questo cereale, oltre un certo dosaggio, un alimento ingrassante. I risi tradizionalmente commercializzati, cioè quelli raffinati e bianchi, sono dunque i meno indicati.
Nelle versioni “grezze”, la presenza di vitamine del gruppo B rende il riso particolarmente indicato nelle convalescenze e in tutte quelle patologie nervose, spesso favorite da lunghi periodi di affaticamento mentale. Ad aumentare il valore dei suoi nutrienti ci sono buone dosi di fosforo, magnesio, calcio, selenio, zinco, rame e ferro, che sostengono il cervello e rallentano l’invecchiamento cellulare: rame e ferro prevengono e combattono gli stati anemici, il calcio e il potassio migliorano l’efficienza muscolare e in generale la conduzione nervosa.
Il riso possiede inoltre, cosa rara per un cereale, un aminoacido essenziale per la funzione muscolare, la lisina, che lo rende un cereale molto adatto agli sportivi. Recentemente l’analisi di alcuni tipi di riso prodotto in Val Padana ha confermato la presenza di una imprevista dose di vitamina E, cioè di tocoferolo, di cui in qualche modo, nel mondo moderno siamo un po’ tutti carenti. Questo rende il riso anche molto interessante come alimento anti colesterolo oltre che di sostegno in gravidanza e in tutte quelle diete che vorrebbero favorire la fertilità.
Riso Rosso Fermentato e Colesterolo: Un Approccio Naturale
Il riso rosso fermentato è un alimento di origine asiatica ottenuto dalla fermentazione del riso bianco (Oryza sativa) con un particolare lievito, il Monascus purpureus. Da anni oggetto di interesse scientifico e nutraceutico, il riso rosso viene usato in integratori alimentari per il controllo del colesterolo alto, come potenziale alternativa naturale alle statine di sintesi. Ma quali sono le sue reali proprietà? Quando è opportuno assumerlo? Va ricordato che si tratta di una sostanza attiva simile ai farmaci, non di un semplice alimento, e va assunta con le dovute precauzioni. Si consiglia l’assunzione di riso rosso nelle ore serali, in quanto la sintesi endogena del colesterolo è più attiva durante la notte.
Quello che va sotto il nome di riso rosso fermentato è ottenuto dalla lavorazione del comune riso da cucina con un lievito particolare che dà la colorazione caratteristica al riso. Il procedimento inizia creando una miscela di riso comune, vino rosso di riso, acqua e succo naturale di Polygonum cuspidatum, che viene poi fatta bollire. Al termine della cottura, il riso viene ricoperto con l’ingrediente fondamentale, il lievito Monascus purpureus, e lasciato quindi a fermentare per i nove giorni successivi.
Usato da molto tempo nella fitoterapia cinese, il Monascus è diventato famoso anche in Occidente perché contiene le monacoline, in particolare la monacolina K, sostanza in grado di ridurre la produzione di uno degli enzimi chiave per la sintesi di colesterolo nel sangue. La monacolina K ha la stessa struttura chimica e l’azione farmacologica della lovastatina, un farmaco del gruppo delle statine, comunemente usate per combattere il colesterolo alto e i trigliceridi.
Come Agisce il Riso Rosso Fermentato?
Il riso rosso fermentato si ottiene facendo fermentare un lievito di colore rosso, il Monascus Purpureus, su del normale riso bianco. Fermentando, il lievito produce la Monacolina K, sostanza in grado di abbassare i livelli del colesterolo fino al 20-25%, e che presenta una struttura simile a quella della lovastatina, una statina che appartiene alla classe di farmaci più utilizzati per contrastare l’ipercolesterolemia. L’azione è la stessa: viene diminuita la sintesi del colesterolo da parte del fegato.
Per stabilire se il riso rosso fermentato rappresenti una valida alternativa ai farmaci, è necessaria una valutazione approfondita del rischio cardiovascolare complessivo del paziente da parte del medico. Il riso rosso fermentato, ad esempio, può rappresentare un primo approccio per soggetti giovani, under 40, con valori di colesterolo leggermente elevati, un rischio cardiovascolare basso o moderato e uno stile di vita sano, privo di fumo con svolgimento regolare attività fisica. Meglio evitare il riso rosso fermentato e ricorrere, invece, alle statine tradizionali o ad altri farmaci per chi ha un rischio cardiovascolare medio/alto, una forma di ipercolesterolemia familiare, ha già avuto un precedente problema cardiaco o presenta delle placche arteriose.
Precauzioni nell'Uso del Riso Rosso Fermentato
Essendo classificato come nutraceutico, il riso rosso fermentato può essere acquistato in farmacia o al supermercato senza bisogno della prescrizione del medico, a carico del paziente. Tuttavia, trattandosi comunque di una statina a basso dosaggio, è meglio attenersi ai consigli del medico, per evitare interazione con altri farmaci e anche per minimizzarne gli effetti collaterali. Seppur minimi, infatti, possono essere presenti effetti avversi soprattutto nei confronti di fegato e muscoli; dopo somministrazione del nutraceutico a base di riso rosso fermentato, che va preso con costanza, l’indicazione è quella di monitorare non solo la riduzione del colesterolo, ma anche i possibili effetti collaterali, esattamente come per le statine.
Inoltre, non dimentichiamo che il processo di fermentazione può portare alla formazione della citrinina, sostanza nefrotossica che può avere effetti negativi sui reni, oltre alla Monacolina K che, per questo, deve essere ben purificata.
Cosa Mangiare con il Colesterolo Alto?
Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? Prima di tutto, è opportuno cambiare stile alimentare.
Alimenti Consigliati
- Cereali, legumi e vegetali: questi alimenti non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
- Pesce: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare.
- Olio extravergine d'oliva: è il condimento da preferire per condire primi piatti, secondi e contorni. Questo olio non è infatti solo delizioso ma anche ricco di acidi grassi mono e polinsaturi e composti fenolici che aiutano a ridurre il colesterolo LDL e i trigliceridi e a prevenire l’ossidazione delle LDL.
Alimenti da Limitare
- Grassi saturi di origine animale: provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo.
- Insaccati, formaggi e uova: è bene limitare al minimo il consumo di questi alimenti, che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo.
Altri Alimenti Utili
- Patate: Le fibre insolubili che non vengono digerite restano nel tratto intestinale aumentando la sazietà e regolando l’assorbimento di colesterolo, grassi e zuccheri.
- Legumi (fagioli e soia): rallentano l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo e ne favorisce l’eliminazione attraverso le feci. La soia contiene fitosteroli vegetali con una struttura simile al colesterolo e che proprio per questo vengono assorbiti e assimilati al posto dello stesso colesterolo, riducendone ulteriormente i livelli ematici.
- Frutta secca a guscio (noci): ricca di acidi grassi essenziali che contribuiscono a ridurre il colesterolo LDL e che svolgono azione antinfiammatoria su tutto l’organismo.
- Cipolle rosse: contengono flavonoidi dall’azione antiossidante e antinfiammatoria, capaci anche di tenere a bada il colesterolo LDL.
- Pomodori: ricchi di licopene, una sostanza naturale antiossidante che contribuisce a ridurre il colesterolo LDL e l’ossidazione delle lipoproteine.
- Carote: ricche di beta carotene, una sostanza antiossidante precursore della vitamina A che contribuisce a ridurre il colesterolo cattivo nel sangue.
- Tè verde: Le foglie di tè sono infatti ricche di polifenoli che aiutano a ridurre il colesterolo e anche la pressione sanguigna, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolare.
Quando il colesterolo aumenta, è fondamentale prestare attenzione all’alimentazione e allo stile di vita, impegnandosi a mangiare bene e a fare movimento regolarmente. Livelli elevati di colesterolo LDL, infatti, rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari che includono infarto e ictus. Come anticipato, il colesterolo non provienesolo dagli alimenti ma una sana alimentazione può contribuire a mantenerlo nei range desiderabili.
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