Il Melograno e la Glicemia: Un'Analisi Dettagliata

Il melograno, noto scientificamente come Punica Granatum, è un frutto apprezzato fin dall'antichità per le sue proprietà benefiche. Ricco di vitamine, minerali e antiossidanti, il melograno è un vero toccasana per la salute, tanto da essere considerato un "superfood". Ma cosa succede quando si parla di glicemia e diabete? Cerchiamo di fare chiarezza.

Valori Nutrizionali del Melograno

Gli arilli di melagrane apportano una quantità medio bassa di energia, ovvero 52-60 kcal per 100 grammi di prodotto. Sono ricchi d'acqua (80 % del peso) mentre la restante parte (20 %) è ripartita tra zuccheri (13 %), fibre (3-4 %), proteine (1 %) e lipidi (0,5-1 %). Il frutto di melograno non apporta colesterolo; al suo posto, si possono identificare diversi fitoelementi di natura steroidea - detti fitosteroli. Non compaiono lattosio, glutine ed istamina.

Il melograno è fonte di minerali, tra cui soprattutto il potassio (250 mg / 100 g di parte edibile) e fosforo (22 mg / 100 g), ma si osservano anche buone quantità di sodio, magnesio e ferro - tuttavia poco biodisponibile - mentre lo zinco, il manganese ed il rame sono presenti in tracce.

È ricco d'acqua, fibre, fruttosio, sali minerali e antiossidanti non vitaminici - ad esempio di natura fenolica. La melagrana contiene antociani sia nel succo che nella buccia, ossia un nutriente in grado di favorire la risposta all’insulina riducendo così la glicemia, ossia la quantità di zuccheri presenti nel sangue. La grande quantità di vitamina C contenuta nella melagrana rende questo buonissimo frutto alleato del nostro sistema immunitario di fronte alle forme influenzali.

Melograno e Diabete: Cosa Dice la Scienza?

Diversi studi hanno esaminato l’effetto del melograno sulla glicemia. Alcune ricerche suggeriscono che il melograno può aiutare a ridurre i livelli di zucchero nel sangue e a migliorare la sensibilità all’insulina, il che è particolarmente benefico per le persone con resistenza all’insulina o diabete di tipo 2. Tuttavia, altri studi non hanno trovato un collegamento significativo tra il consumo di melograno e la glicemia.

Gli scienziati della Jordan University of Science and Technology, in Giordania, hanno reclutato 85 persone con diabete di tipo 2 e hanno fatto assumere loro 1,5 ml di succo di melograno per kg di peso corporeo. Dopo tre ore dall’ingestione sono stati valutati i livelli di zucchero nel sangue, l’insulina e la funzione delle cellule beta (che si trovano soprattutto nel pancreas e la cui funzione è principalmente l’accumulo di insulina). Il risultato ha evidenziato un aumento statistico nella funzione delle cellule beta tre ore dopo il consumo di succo di melograno.

Inoltre, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa della resistenza all’insulina, sempre tre ore dopo l’assunzione del succo, confrontando i valori con quelli di pazienti a digiuno che non avevano assunto il succo. I ricercatori hanno convenuto che gli effetti sono molto probabilmente dovuti all’attività antiossidante del succo di melograno, che aiuta a ridurre lo stress ossidativo.

Uno studio ha documentato i benefici del succo di melagrana sul diabete di tipo 2. Gli autori di questa ricerca si sono quindi posti l’obiettivo di verificare i risultati e di valutare l’effetto a breve termine su alcune variabili di interesse per il diabete. In particolare, gli autori hanno ipotizzato che l’assunzione di succo da parte di pazienti con diabete di tipo 2 possa ridurre il loro stato di insulino-resistente e la glicemia a digiuno (FSG) a 3 ore dall’ingestione.

Con questo scopo sono stati raccolti campioni di sangue dopo 12 ore di digiuno e 1 e 3 ore dopo la somministrazione di 1,5 ml/kg di succo. Nello studio sono state coinvolte 85 persone con diabete di tipo 2. Dalla sperimentazione è emerso che 3 ore dopo l’assunzione di succo era rilevabile una diminuita glicemia a digiuno, un aumento della funzionalità delle cellule β e una diminuita resistenza all’insulina (P <.05).

La risposta ipoglicemica è risultata dipendere dai livelli iniziali della glicemia a digiuno; i partecipanti con i livelli più bassi (7,1-8,7 mmol/L) hanno ottenuto una risposta ipoglicemica maggiore (P <.05) rispetto a coloro che avevano livelli di FSG più elevati (8,8-15,8 mmol/L). Gli effetti rilevati non sono risultati influenzati dal genere, ma sono risultati meno potenti fra i pazienti anziani. Gli autori dello studio ritengono che i risultati ottenuti siano incoraggianti relativamente all’assunzione di succo di melagrana come coadiuvante il controllo dei livelli di glucosio.

Come Inserire il Melograno nella Dieta

Se si ha la glicemia alta, è importante consumare il melograno con moderazione, poiché contiene zucchero naturale. Tuttavia, grazie al suo alto contenuto di fibre, il melograno ha un basso indice glicemico, il che significa che non provoca un rapido aumento dei livelli di zucchero nel sangue.

È possibile consumare il melograno fresco, sotto forma di succo o aggiungerlo a insalate, yogurt o cereali. Per chi ha la glicemia alta, è importante seguire una dieta equilibrata e ricca di alimenti a basso indice glicemico. Questi includono verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, frutta a basso contenuto di zucchero come mele e pere, e proteine magre come pollo, tacchino e pesce.

Il frutto del melograno non ha bisogno di essere cucinato, ma solo di essere sgranato dalla parte esterna del frutto. Una volta estratti i chicchi, ci sono infiniti modi per consumarli. Potete per esempio aggiungerli ad un’insalata mista, oppure aggiungere qualche chicco sui dessert. In alternativa, potete berne il succo: basterà mettere i chicchi in un frullatore o altri elettrodomestici dalla funzione simile.

Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.

Precauzioni e Controindicazioni

Nonostante il melograno appaia, di primo acchito, come un frutto innocuo, esso in realtà può costituire un pericolo per la salute di chi lo consuma. Andrebbe consumata con moderazione, 100 - 150 g al massimo magari abbinata a delle fonti proteiche come a dello yogurt (lo vedremo più avanti), mentre si dovrebbe stare attenti a consumarla sottoforma di succo, privo della fibra e quindi a maggior impatto glicemico. Lo si potrebbe semmai usare per fare un buon ciambellone o una composta.

Dal momento che l’assunzione di questo frutto abbassa la pressione sanguigna non bisogna consumarlo se si stanno assumendo farmaci ipotensivi. Inoltre potrebbe interferire con alcuni farmaci, come le statine, come fa il succo di pompelmo.

Tabella: Indice Glicemico e Contenuto di Zuccheri della Frutta (per 100g)

Frutto Indice Glicemico (IG) Zuccheri (g)
Melagrana Basso 13

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Il melograno contenuto in alcuni estratti, considerato un "superfood", è estremamente ricco di vitamine con azione antiossidante, utili per contrastare lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare.

Un infuso dolce e fruttato, con un gusto gradevole sia al naturale sia con l'aggiunta di zucchero o miele, può essere una squisita composizione di frutta maturata al sole con l'aroma dolce del melograno e della pesca.

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