Il magnesio (Mg) rappresenta lo 0,34% della massa corporea: ciò lo rende l’undicesimo elemento più abbondante nel nostro organismo. Questo minerale è fondamentale per la corretta crescita delle ossa, ma non solo. È importante per l’apparato cardiocircolatorio, favorendo la coagulazione, aiutando a mantenere il corretto pH del sangue e regolando il ritmo cardiaco, e per quello nervoso e muscolare, intervenendo nella conduzione dell’impulso nervoso e nella contrazione delle miofibrille. Non a caso, una sua carenza può manifestarsi anche con piccoli spasmi muscolari.
Assorbimento e Metabolismo del Magnesio
Dal 20% all’80% del magnesio alimentare viene assorbito nell’intestino tenue, in particolare nelle porzioni del digiuno e dell’ileo, ed in bassa percentuale è assorbito anche nel tratto dell’intestino crasso. L’altro meccanismo invece è quello attivo e avviene per via transcellulare, sfruttando i trasportatori specifici TRPM6/7 (transient receptor potential melastatin 6/7), che fanno passare il magnesio dal lato apicale a quello basolaterale dell’enterocita ed infine il magnesio entra nel circolo sanguigno.
I livelli plasmatici di magnesio sono principalmente determinati da 4 processi: assunzione di magnesio, assorbimento intestinale, escrezione renale e ridistribuzione del minerale all’interno del corpo.
Magnesio e Diabete: Un Legame Essenziale
Mantenere una corretta concentrazione di magnesio sembra essere un requisito importante per il metabolismo dei carboidrati, ed è importante considerare che alcuni studi di ricerca scientifica hanno evidenziato una stretta correlazione tra la carenza di magnesio nel sangue (ipomagnesemia) e la presenza di diabete mellito di tipo 2, una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), dovuta ad un'alterata quantità o funzione dell’ormone insulina, prodotto dal pancreas, con attività ipoglicemizzante. Oltre alle inadeguatezze alimentari che potrebbero causare una carenza di magnesio, vi sono evidenze scientifiche che dimostrano che i processi di transito e assorbimento gastrointestinale del minerale sono altamente compromessi nei soggetti affetti da diabete di tipo 2.
Studi Clinici e Meta-Analisi
Una recente revisione italiana ha messo in evidenza il ruolo positivo della supplementazione di Mg nella gestione della glicemia in pazienti ad alto rischio di sviluppare diabete o con diabete conclamato. Condotta dal Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Palermo, dalla Scuola di Medicina dell’Università Kore di Enna, dal Dipartimento di Cure Primarie dell’Usl Toscana Sid-Est e dall’Università di Modena Reggio Emilia, questa revisione si concentra in particolare su studi randomizzati controllati che mettono a confronto gli effetti dell’integratore sui parametri sanguigni di glucosio e sensibilità all’insulina, rispetto a un placebo. Il lavoro conferma che l’integrazione con Mg è in grado di migliorare significativamente la glicemia a digiuno in pazienti diabetici, ma non solo.
Grazie ai nuovi studi è stato possibile evidenziare effetti positivi della supplementazione di questo minerale anche in soggetti ad alto rischio di sviluppare diabete: riduzione della glicemia a digiuno, miglioramento del test orale di tolleranza al glucosio (OGTT) a due ore dal pasto e dell’indice HOMA-IR, che parla di insulino-resistenza.
Una recente metanalisi di 25 studi clinici randomizzati pubblicata su Nutrients evidenzia l’efficacia di una supplementazione di Mg nel migliorare, rispetto a placebo, i parametri glicemici nelle persone con diabete, in particolare la glicemia a digiuno. Nei soggetti ad alto rischio di sviluppare la malattia, inoltre, si osservano benefici anche sul fronte dell’insulino-resistenza. La maggioranza degli studi è stata effettuata con supplementazione di Magnesio citrato a 250 mg/die.
Come può il Magnesio ottenere questi risultati? Sempre secondo lo studio, ci sarebbero varie strade. La più importante sembra essere proprio quella di agire sull’insulino-resistenza, diminuendola, risultato già indicato da precedenti studi.
Magnesio Orale e Sensibilità all'Insulina
Il magnesio, assunto per via orale, migliora la sensibilità all'insulina e il controllo metabolico in certe forme di diabete di tipo 2. Lo afferma un gruppo di medici messicani. Secondo alcuni studi, la carenza di magnesio è frequente nei diabetici e può implicare lo sviluppo di una cattivo controllo metabolico e di complicanze croniche.
Per investigare sulla necessità degli integratori a base di magnesio per i diabetici con bassi livelli di magnesio, i medici hanno condotto un test clinico in doppio cieco. L'esperimento ha interessato 63 diabetici di tipo 2. Una parte dei partecipanti ha ricevuto 2,5 g di magnesio al giorno, per 16 settimane. L'altra parte ha ricevuto, per lo stesso periodo, un placebo. Alla fine del trattamento, chi aveva ricevuto il magnesio aveva maggiori concentrazioni di magnesio, una migliore sensibilità all'insulina e livelli più bassi di emoglobina glicosilata. Secondo i medici, i risultati dimostrano gli indubitabili benefici dell'assunzione di magnesio orale come terapia di supporto nei diabetici di tipo 2. Infatti, dato il basso costo e la sicurezza degli integratori al magnesio, possono essere considerati dei validi strumenti per il raggiungimento del controllo metabolico nei diabetici.
Solo il 33% della popolazione riesce a raggiungere livelli soddisfacenti di Magnesio con la sola dieta e il ricorso a supplementazione nel nostro Paese è estremamente ridotto.
Il consiglio è di aumentare l’assunzione di magnesio in queste fasce di popolazione già diabetiche o ad alto rischio con la dieta. Il magnesio è un nutriente essenziale di cui il corpo ha bisogno per rimanere sano.
Il Magnesio e la Sindrome Metabolica
Eccessivo grasso corporeo, soprattutto a livello addominale, con BMI superiore a 30; alti valori ematici di trigliceridi, superiori a 250 mg/dl, e colesterolo LDL; bassi livelli ematici di colesterolo HDL, inferiori a 40 mg/dl nell’uomo e a 50 mg/dl nella donna; ipertensione arteriosa, con valori superiori a 140/90; resistenza all’insulina, con glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl; iperuricemia: questi i fattori che, combinati in vario modo, costituiscono la cosiddetta sindrome metabolica, una condizione sempre più diffusa nella popolazione mondiale che aumenta notevolmente il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete. In Italia si stima che ne soffra circa il 25%-35% della popolazione. Nel mondo questa forbice è ancora più aperta, andando dal 10% al 50%, a seconda dello stato nutrizionale della popolazione di una certa area. Esistono poi fattori genetici predisponenti.
Una volta individuata, la sindrome si affronta migliorando gli stili di vita, riducendo l’apporto di cibi grassi, raffinati e ricchi in zucchero e aumentando l’attività fisica. Obiettivo del percorso terapeutico, ridurre il peso del soggetto e migliorarne il metabolismo. A questo percorso è poi possibile affiancare, a seconda delle esigenze cliniche del paziente, anche l’assunzione di farmaci contro l’ipertensione e la glicemia.
È ancora in discussione, invece, l’efficacia dell’assunzione di integratori specifici per migliorare lo stato metabolico dei soggetti affetti da questa sindrome. Una delle sostanze che potrebbe essere utile integrare è il magnesio: presente in cereali integrali, legumi, semi e vegetali a foglia verde, questo nutriente sembra fungere da regolatore delle infiammazioni sistemiche, incidere sulle anomalie lipidiche e ridurre il rischio di ipertensione e patologie cardiovascolari.
Studio Cinese sull'Assunzione di Magnesio e Sindrome Metabolica
Un recente studio cinese, pubblicato su Nutrients, si concentra proprio su relazione tra assunzione di magnesio e variazioni nella sindrome. 6.104 i soggetti adulti inclusi nello studio, tutti senza sindrome all’inizio del percorso. Per ognuno gli autori hanno raccolto informazioni sulle abitudini alimentari, seguendoli poi per un periodo minimo di due anni. Il 33.16% di questo gruppo, pari a 2024 individui, ha sviluppato Sindrome Metabolica nel tempo. Per ogni soggetto l’intake di magnesio è stato calcolato in base alle abitudini alimentari.
Innanzitutto, gli autori hanno osservato che nei soggetti che assumono almeno 280 mg al giorno di magnesio il rischio di sviluppare la Sindrome Metabolica è ridotto. Secondo i risultati, si avrebbe un 18% di rischio in meno di sviluppare obesità addominale, un 41% in meno di avere trigliceridi alti, un 23% in meno di avere bassi valori si HDL, un 20% in meno di soffrire di ipertensione e, infine, un 42% in meno di avere glicemia alta.
Nella discussione gli autori sottolineano che risultati simili sono presenti anche in altri lavori già in letteratura. Non solo, sembra che per dosi superiori ai 280 mg/dl i vantaggi dati da questo minerale si assestino, per poi calare oltre i 500 mg/dl. Lo studio sembra quindi individuare la dose migliore.
Magnesio e Rischio di Diabete di Tipo 2: Studio CATAMERI
Il magnesio è un noto cofattore di oltre 300 enzimi di cui molti coinvolti nei meccanismi regolatori del metabolismo. Studi clinici randomizzati condotti su pazienti sottoposti a terapia dietetica ricca di magnesio, hanno dimostrato una associazione con la sensibilità insulinica e una riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
In questo studio abbiamo analizzato una coorte di 462 soggetti (247 F/215 M) di cui il 8.4% affetti da DM2, con una età media di 44 (±13) e 47 (±12) anni, partecipanti allo studio CATAMERI. I soggetti diabetici presentavano valori di magnesiemia ridotti rispetto alla popolazione non diabetica (1.99±0.13 vs 1.95±0.15; p <0.05)
All’analisi univariata, i livelli circolanti di magnesio erano inversamente associati con HbA1c (r=-0.116, p=0.013), e positivamente associati al colesterolo totale (r=0.118, p=0.012), HDL-col (r=0.098, p=0.037), LDL-col (r=0.170, p=0.001) dopo correzione per età, sesso e BMI.
112 soggetti non diabetici sono stati successivamente analizzati al follow up di 5 anni. L’analisi di regressione di COX evidenziava una riduzione del rischio del 45% (HR=0.550, CI 95% 0.334-0.906, p=0.019) di DM2 per ogni incremento di 0.1 mg/dl di magnesio, dopo correzione con le variabili confondenti quali età, sesso, BMI e presenza di dislipidemiaed ipertensione.
leggi anche:
- Analisi del Sangue Magnesio: Perché Farla e Cosa Significa il Risultato
- Sigla Magnesio Analisi del Sangue: Cosa Significa e Valori Normali
- Esame del Magnesio nel Sangue: Costo e Informazioni Utili
- Scopri come l'ananas può abbassare il colesterolo: benefici sorprendenti e controindicazioni da non ignorare!
- Esame delle Urine per THC: Come Funziona e Cosa Devi Sapere Subito!
