Gelato e Glicemia: Un Equilibrio Possibile

Inutile nasconderselo: il gelato piace proprio a tutti, ma quando si hanno problemi di salute ci si fanno sempre molte domande relative anche e soprattutto alla propria alimentazione. Ci si chiede ad esempio se i diabetici possono mangiare il gelato ed eventualmente su quale gelato possa ricadere la scelta. Il diabete è una malattia cronica che si caratterizza per una elevata presenza di glucosio nel sangue a causa di un alterato funzionamento dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che consente di trasformare il glucosio in energia. Se questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel sangue provocando l’iperglicemia.

Diabete e Gelato: Cosa Sapere

In una questione tanto importante e delicata legata alla propria salute il principale interlocutore dovrà essere il medico, che potrà dare tutte le informazioni del caso e valutare la situazione caso per caso per dare indicazioni più precise e personalizzate. Non c’è un solo tipo di diabete: il diabete di tipo 1 riguarda il 10% delle persone che soffrono di diabete e insorge di solito durante l’infanzia o l’adolescenza. Il diabete di tipo 2, invece, è più comune e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. In genere si manifesta dopo i 30-40 anni e non ci sono cause note, ma alcuni fattori di rischio che sembrano facilitare la sua insorgenza, come ad esempio sovrappeso, scarsa attività fisica e famigliarità.

La scienza e la medicina sono in continua evoluzione: se prima l’alimentazione delle persone diabetiche era piuttosto rigida e restrittiva, piena di divieti assoluti, ora si tende ad avere una maggiore elasticità, a patto di seguire alcune regole di base e di tenere monitorata la situazione. Oggi si tende a ragionare in termini di equilibrio tra le varie componenti nutrizionali e così, all'interno di una dieta corretta è possibile inserire il gelato come tutti gli altri alimenti e non è necessario ricorrere al cosiddetto "gelato per diabetici": con i dovuti accorgimenti ci si può concedere del sano gelato artigianale, così come tante altre cose buone.

Come Consumare il Gelato se si è Diabetici

I soggetti diabetici possono mangiare un gelato di tanto in tanto, ma con alcuni accorgimenti. Per loro, infatti, il gelato dovrà essere un piccolo dessert a fine pasto, facendo attenzione a non consumarlo insieme alla frutta oppure ad alimenti come pasta, pane e riso. Tutti noi dovremmo prestare attenzione alle quantità di cibo che mangiamo, ma questo per i diabetici è particolarmente importante, soprattutto se stiamo parlando di alimenti che contengono zucchero (come, appunto, il gelato). In questo caso è meglio limitare la quantità, in modo da gustare un dessert fresco e dolce senza però avere problemi.

Trattandosi di un alimento che porta alla produzione di glucosio, innanzitutto, il gelato va sostituito e non aggiunto ad altri cibi contententi carboidrati come frutta, pane, pasta, riso, in quantità tali da rispettare il complessivo apporto calorico. Per esempio, una coppetta di gelato artigianale potrebbe essere sostituita alla frutta in chiusura di un pasto che ha visto un buon apporto di verdure e di fibra in generale, in grado di rallentare l'assorbimento del glucosio. Senza dimenticare che nei soggetti insulino dipendenti il pasto viene preceduto dalla somministrazione di insulina.

Le etichette del nostro gelato confezionato possono poi venire in nostro aiuto: riportano infatti tante utili indicazioni, tra cui possiamo facilmente trovare anche i valori nutrizionali per poter scegliere un gelato che contenga una minore percentuale di zuccheri e di calorie. Attenzione anche alle guarnizioni: per i diabetici è meglio evitare di arricchire la propria coppetta di gelato con scagliette di cioccolato, granella di frutta secca, frutta fresca, biscotti, panna e così via: queste aggiunte non farebbero che aumentare di molto la quantità di zuccheri ingerita, innalzando pericolosamente il livello di zuccheri nel sangue fino a rischiare un picco glicemico.

Consigli Utili per Chi Segue una Dieta a Basso Indice Glicemico

State seguendo una dieta a basso indice glicemico e il vostro amore per il gelato è messo alla prova? Nessun problema, ecco qualche consiglio utile per concedersi una delle gioie del palato continuando a tenere sotto controllo gli zuccheri del sangue. Da quanto detto è facile capire che in genere l’indice glicemico del gelato non è elevato come si può pensare: nelle tabelle ha un IG di 50-50, con punte da 30 a 70 circa. In altre parole, viene considerato per lo più un cibo a basso-medio indice glicemico.

Questo anche perché uno dei suoi ingredienti principali, lo zucchero bianco, ha un IG compreso tra 60 e 70 in quanto è formato da una molecola di glucosio (IG 100) ma anche da una di fruttosio che ha un IG di 20. Conseguentemente, quello dello zucchero è un valore medio fra le due componenti, come ha ben capito Jenkins. Se poi allo zucchero si aggiungono gli altri tipici ingredienti grassi del gelato come uova, latte o panna, l’indice glicemico si riduce ulteriormente.

Il consiglio principale, anche per i diabetici, è quello di non mangiare il gelato quando si è completamente digiuni: così facendo l’assorbimento degli zuccheri sarà veloce e il rialzo massimo. Al contrario, alla fine di un pasto leggero e misto, preferibilmente ricco di fibre vegetali, gli zuccheri del gelato si mescoleranno con gli alimenti nello stomaco e lo zucchero verrà assorbito in modo più graduale. Insomma, unire fibre e gelato è sempre un’ottima idea.

Quale Gelato Scegliere?

Per quanto possa sembrare strano, il gelato preferibile per la glicemia non sono le granite o i sorbetti o i ghiaccioli che contengono solo frutta e zuccheri. Al contrario le classiche creme contengono anche proteine e grassi, di conseguenza riescono a rallentare la digestione degli zuccheri e a contrastare un picco glicemico elevato. Un’eccezione possono essere i gelati che hanno solo frutta congelata come ingrediente (come i sorbetti fatti in casa con i frutti ghiacciati). Insomma, non sempre magro è meglio.

Ma ciò non significa che tutte le creme siano ok: alcune vengono arricchite di ingredienti extra oppure sono talmente grasse da assomigliare più a mousse che a gelati (e a proposito di gelati, grassi e controllo del colesterolo qui trovate un articolo dedicato). Insomma, la qualità del gelato, sia artigianale che industriale, deve essere sempre al primo posto. A proposito di quelli industriali, negli ultimi anni nei banchi frigo dei supermercati si trovano sempre più prodotti che puntano su tradizione e qualità.

Di tendenza, il sorbetto o il gelato al cioccolato extra fondente, ovvero dal 70 per cento in su resta tra i più consigliabili per la glicemia perché ha pochi o anche zero zuccheri aggiunti ma contiene i grassi e gli antiossidanti buoni del cioccolato. Un’altra opzione interessante e sana per non muovere troppo la glicemia sono i gelati crudisti, come quelli alla frutta a guscio, che mantengono inalterati i grassi buoni di noci, pistacchi mandorle e così via. Certo non sono ipocalorici ma sono nutrienti e comunque le porzioni devono essere piccole.

Alternative e Innovazioni nel Mondo del Gelato

Ultimamente in alcune gelaterie si sta cominciando a dolcificare i gelati con la stevia, una pianta sudamericana dotata di un alto potere dolcificante, ma in grado di non alterare lo stato glicemico di chi la assume (a differenza dei dolcificanti tipo aspartame, che apportano poche calorie, ma innalzano comunque il picco glicemico). Proposte di questo tipo non sono così rare da trovare nelle buone gelaterie, specie in quelle per giovani, che offrono proposte diverse dal solito. Tanto da ideare anche dei gelati salati, ad esempio a base di formaggi, ricotta, olive, pomodori, erbe aromatiche e niente zucchero.

Raccomandazioni per i Giovani Diabetici

Quando si parla di giovani diabetici è facile ascoltare sciocche asserzioni tipo: “Poverini, quante privazioni devono subire!”. Naturalmente questo non vuol dire che oggi il diabetico insulino-dipendente possa avere un’alimentazione priva di qualsiasi regola, ma neanche che gli si parli solo di divieti, privazioni e sacrifici a tavola.

Vediamole allora queste raccomandazioni per il momento di andare a tavola. La prima riguarda il numero e gli orari dei pasti. Si sa che il diabetico insulino-dipendente deve ogni giorno somministrarsi l’insulina in quanto le sue isole pancreatiche non sono più in grado di produrre questo ormone. Sia il caso di un diabetico che abbia fatto la sua insulina rapida a colazione e che per motivi di lavoro debba rinunciare al pranzo e quindi salti anche la dose di insulina prima di questo pasto. La prima conseguenza sarà che prima di cena, oltre a una comprensibile fame, si ritroverà una glicemia molto elevata per effetto del mancato apporto d’insulina. Se i pasti saltati saranno più d’uno e in successione, oltre all’iperglicemia compariranno i corpi chetonici nelle urine e tutti i segni di un diabete male regolato. Differente è la situazione del diabetico che al mattino si somministra un’unica dose d’insulina torbida, ad effetto ritardato. Mai saltare un pasto, quindi.

La seconda regola è quella di equilibrare il contenuto dei pasti in modo che siano bene bilanciati, mantenendo costante tale contenuto ogni giorno. La terza regola riguarda l’utilità che in tutti i pasti sia presente una buona quantità di fibre non digeribili. Questa povertà in fibre è ritenuta causa di numerose malattie dei nostri tempi tra le quali l’obesità, l’aterosclerosi, la calcolosi della colecisti e anche il colesterolo alto del quale oggi tanto si parla. Al contrario, una dieta ricca di fibre determina un più lento assorbimento degli zuccheri e quindi un più contenuto aumento della nostra glicemia. E non dimentichiamoci che tanta più fibra c’è in un alimento, tanto più lunga sarà la sua masticazione e maggiore, quindi, sarà il senso di sazietà che ne deriva.

Tutti sanno che per alimentarci con ricchezza di fibre dobbiamo mangiare pane e pasta integrali, molta verdura e una buona quantità di legumi (fagioli, ceci, lenticchie, soia, ecc.). Se è il caso e se il nostro medico lo consentirà, potremmo arricchire la dieta di fibra anche ingerendo apposita crusca o farina di guar. A proposito della pasta (e del riso), un utile consiglio è quello di portarla a tavola cotta al dente, perché così la sua digestione sarà un po’ più lenta e il suo assorbimento meno veloce.

L'Importanza delle Fibre e il Ruolo degli Zuccheri

Sarebbe meglio parlare di zuccheri al plurale dal momento che di glucosio, fruttosio, lattosio e saccarosio sono ricchi anche la frutta, il latte, il miele e tutto quel che ha sapore dolce. D’accordo, lo zucchero non è veleno per nessuno, neanche per i diabetici insulino-dipendenti. Il suo uso, però, quando lo mangiamo fuori da un pasto, è seguito da un forte aumento della glicemia. Così, gustandoci un frutto o un gelato a metà del pomeriggio, combiniamo un bello sconquasso della glicemia. Mangiamo quindi la frutta solo ai pasti e in ragionevole quantità e non ci succederà niente. E se alla fine del pasto vogliamo toglierci la voglia di un dolcetto o di un gelato, rinunciamo alla frutta e magari a un po’ di pane e godiamoci in pace il nostro gelato senza sentirci in colpa.

Con l’autocontrollo glicemico potremo renderci conto direttamente che, soprattutto se la nostra alimentazione è ricca di verdura e di fibra in generale, un gelatino mangiato alla fine del pasto non comporta alcun ulteriore aumento della glicemia. Quel che deve essere tenuto ben presente è che il gelato o il dolcetto non devono essere un supplemento la pasto, ma un’alternativa ad altri cibi che, come frutta, patate, pane, riso e pasta, nella digestione producono glucosio.

Un ultimo consiglio è quello di tenere d’occhio i vari tipi di grasso che inevitabilmente introduciamo con la dieta. Grosso modo, li possiamo distinguere in grassi di origine animale (come burro, lardo, strutto, carni grasse, salumi, latte e i suoi derivati) e grassi di origine vegetale come tutti gli oli. È a questi ultimi che dobbiamo dare la preferenza se vogliamo evitare di ingerire quantità troppo elevate di colesterolo e, soprattutto, se vogliamo fare prevenzione delle malattie vascolari in genere. Se vogliamo essere obiettivi, questi semplici consigli per l’alimentazione del diabetico insulino-dipendente dovrebbero essere seguiti da qualsiasi persona di buon senso che abbia a cuore la salute.

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