Cocco e Colesterolo: Verità e Consigli degli Esperti

Il cocco è il frutto del Cocos nucifera, specie appartenente alla famiglia delle Palmaceae che cresce bene nei climi tropicali, poiché necessita di suoli umidi, sabbiosi e ben drenati. Come ogni estate, sulle spiagge non può mancare il cocco, da sempre associato al mare, al caldo e al relax. Soprattutto, è un frutto ricco di benefici per la salute, molto utile per affrontare il caldo torrido di questa estate.

I Benefici del Cocco

“Il cocco è considerato un classico alimento estivo, del resto è un frutto tropicale e si consuma sulle spiagge durante le vacanze. Inoltre, è un prodotto fresco, nutriente e dissetante, ideale per combattere il caldo. Questo è uno dei motivi per cui è particolarmente apprezzato. Oltre a idratare, il cocco è anche una buona fonte di energia e un aiuto per il colesterolo: è un ottimo snack per chi vuole praticare sport d’estate e gli acidi grassi saturi favoriscono anche l’aumento del colesterolo “buono”, quello HDL.

Attenzione ai Grassi

Da un lato la presenza di grassi “buoni” può quindi essere molto utile. Dall’altro, però, è bene fare attenzione alle porzioni, come spiega Roveda: “Il vero ‘problema’ del cocco è che contiene tanti grassi (l’86% della sua composizione) anche se molti sono acidi grassi saturi che favoriscono il colesterolo buono, ed è abbastanza calorico: 354 calorie ogni 100 grammi, quindi bisogna stare molto attenti.

Le Altre Formulazioni

Detto dell’acqua di cocco, idratante e ricca di sali minerali, ci sono anche altre formulazioni particolari e da non confondere tra loro: “Il latte di cocco è una formulazione estremamente grassa (il 26% della sua composizione) che deriva dalla spremitura della polpa. Spesso si utilizza nelle preparazioni alimentari e non va confusa con la bevanda a base di cocco, che è un’altra cosa: il latte di cocco è molto più vicino alla panna e va usato con parsimonia nelle preparazioni.

Olio di Cocco: Un Alimento Salutare?

Per noi italiani, nella patria della dieta mediterranea e dell’olio di oliva, potrebbe essere un dato poco significativo, ma in altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, l’olio di cocco si è guadagnato la fama di alimento “salutare”, da preferire in cucina, rispetto ad altri oli vegetali. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Circulation evidenzia invece che il suo effetto sui fattori di rischio cardiovascolari non è positivo. Infatti, l’olio di cocco a confronto con altri oli vegetali impiegati in cucina aumenta il colesterolo “cattivo” (LDL), senza offrire vantaggi in termini di controllo del peso, della glicemia o dei marker di infiammazione.

L'Opinione degli Esperti

In un editoriale di commento, firmato da Frank M. Sacks, del Nutrition Department, Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston (Usa) si ricorda che in un sondaggio commissionato dal New York Times nel 2016, il 72% del pubblico ha dichiarato che l’olio di cocco è un alimento salutare, anche se solo il 37% dei nutrizionisti era d’accordo.

Secondo Sacks gli studi clinici che hanno confrontato gli effetti sul colesterolo dell’olio di cocco e degli oli vegetali non tropicali hanno prodotto risultati contrastanti. L’olio di cocco sembra abbassare i livelli di LDL-C in alcuni studi, mentre altri studi hanno dimostrato il contrario. Questa nuova metanalisi quindi aggiunge dati significativi.

La Nuova Metanalisi

La nuova metanalisi, condotta da ricercatori a Singapore, ha incluso 17 studi clinici che hanno confrontato l’olio di cocco con almeno 1 altro grasso, come olio di soia, olio di oliva, olio di cartamo e olio di canola. Gli studi hanno incluso un totale di 730 partecipanti, la maggior parte dei quali erano sani o avevano livelli normali di colesterolo. Gli interventi dietetici sono durati almeno 2 settimane, dopo di che i ricercatori hanno esaminato gli effetti sui lipidi del sangue, sulla proteina C reattiva (marker di infiammazione) sulla glicemia a disgiuno e sul peso dei partecipanti.

I Risultati

Rispetto agli oli vegetali non tropicali, l’olio di cocco ha aumentato significativamente il colesterolo totale di 14,69 mg/dL, il colesterolo LDL di 10,47 mg/dL e il colesterolo HDL di 4 mg/dL. L’olio di cocco non ha influenzato in modo significativo i trigliceridi o i marker di glicemia, infiammazione e grasso corporeo rispetto ad altri oli vegetali non vegetali.

In ambito nutrizionale, si raccomanda generalmente di privilegiare il consumo di grassi di origine vegetale, come l’olio extravergine d’oliva e la frutta secca, ricchi di grassi insaturi. Questa distinzione tra fonti vegetali e animali di grassi presenta alcune eccezioni note, come il pesce che, pur essendo di origine animale, apporta benefici grassi insaturi.

Olio di Cocco e Colesterolo: Cosa Dice la Scienza

La crescente popolarità dell’olio di cocco è legata al fatto che gli vengono attribuiti numerosi effetti benefici per la salute, dalla prevenzione del diabete a quella della carie dentale, ma soprattutto delle malattie cardiovascolari. Proprio quest’ultimo aspetto è stato oggetto di numerosi studi scientifici, che hanno indagato la possibile relazione tra olio di cocco e riduzione del rischio cardiovascolare. In particolare, la ricerca si è focalizzata sul contenuto nell’olio di cocco di acidi grassi a media catena, molecole che sembrerebbero associate a un miglioramento del profilo lipidico, con riduzione dei livelli di colesterolo.

Dall’analisi dei risultati è emerso che il consumo di olio di cocco è in realtà associato ad un aumento dei livelli plasmatici di colesterolo totale, LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e trigliceridi. L’incremento di LDL risulta inferiore a quello provocato da altri alimenti ricchi di grassi saturi, come il burro, ma deve essere comunque tenuto in considerazione. L’assunzione di olio di cocco sembrerebbe legata anche ad un aumento dei livelli di colesterolo “buono” HDL, ma ad oggi non ci sono evidenze sufficienti per poterlo affermare.

L'Acido Laurico e il Colesterolo

L’acido laurico, pur presentando caratteristiche molecolari peculiari, produce nell’organismo umano un effetto netto di incremento del colesterolo totale. Nonostante in alcuni individui si osservi un aumento più marcato del colesterolo HDL rispetto al LDL, è importante sottolineare che le evidenze scientifiche attuali identificano il colesterolo LDL come un fattore di rischio cardiovascolare indipendente.

Ciò implica che, a parità di altre condizioni, livelli più elevati di colesterolo LDL sono associati a un maggiore rischio cardiovascolare a prescindere dall’eventuale aumento del colesterolo HDL. Sulla base di queste considerazioni, l’impiego dell’olio di cocco nella dieta quotidiana appare sconsigliabile, salvo in contesti molto specifici.

Olio di Cocco e Perdita di Peso

Un’altra convinzione abbastanza diffusa è che l’olio di cocco sia in grado di “bruciare” il grasso corporeo e possa quindi essere un buon alleato per la perdita di peso. In particolare, è frequentemente impiegato nell’ambito della dieta chetogenica, un approccio dietetico nel quale l’apporto di carboidrati viene totalmente o fortemente ridotto, a favore di un maggiore introito di proteine e lipidi. Dai numerosi studi svolti, però, non è emersa alcuna correlazione tra consumo di olio di cocco e riduzione del tessuto adiposo. Inoltre, l’olio di cocco, non sembra sortire effetti positivi neanche in termini di perdita di peso, miglioramento della composizione corporea e prolungamento del senso di sazietà.

Cocco Intero vs. Olio di Cocco

Il cocco consumato nella sua interezza presenta un profilo nutrizionale sostanzialmente diverso dall’olio di cocco isolato. A differenza dell’olio di cocco, che è costituito quasi esclusivamente da lipidi, il frutto intero contiene circa il 50% di acqua in peso. La combinazione di grassi, fibre e acqua contribuisce a un senso di sazietà, rendendo difficile il sovraconsumo. È importante sottolineare che le versioni di acqua di cocco con zuccheri aggiunti sono invece da considerarsi nutrizionalmente svantaggiose.

L’affermazione secondo cui il cocco o l’olio di cocco possiedano la capacità intrinseca di indurre la perdita di peso è priva di fondamento scientifico. Per verificare scientificamente un effetto dimagrante, sarebbe necessario osservare una perdita di peso in condizioni di parità di apporto calorico complessivo.

Latte di Cocco

È infine importante chiarire la distinzione tra l’acqua di cocco e il latte di cocco. Il latte di cocco, noto per il suo impiego in preparazioni culinarie come il curry, rappresenta una forma più concentrata dei componenti lipidici del cocco rispetto al frutto intero.

Olio di Cocco Puro: Proprietà e Benefici

L’olio di cocco puro, anche chiamato vergine, è l’olio estratto dal cocco fresco tramite un procedimento meccanico e rapido. La letteratura scientifica, visto l’aumento del consumo, ha quindi deciso di approfondire le proprietà dell’olio di cocco. Tra gli acidi grassi saturi presenti si trova una grande abbondanza di acidi grassi a media catena. Il loro metabolismo è molto differente dagli altri grassi presenti nella dieta. Tra questi troviamo l’acido caproico, caprilico, ma in maggior quantità l’acido laurico.

L’olio vergine di cocco, inoltre, è fonte di un’alta percentuale di acidi fenolici, che esercitano un’azione antiossidante e che contribuiscono alla sua stabilità ossidativa, così come alle proprietà nutrizionali e organolettiche. Oltre a contenere polifenoli sono presenti anche flavonoidi, vitamina A e vitamina E. Molti studi hanno indagato l’effetto del consumo di olio di cocco sui livelli di colesterolo e la letteratura scientifica sembra proprio propendere per un effetto positivo.

Olio di Cocco in Cucina

Tutti gli alimenti che subiscono una cottura vanno incontro a delle trasformazioni. I grassi, in particolare, cambiano la loro conformazione chimica nel momento in cui raggiungono il punto di fumo. Come noto, i grassi polinsaturi (come l’olio di oliva) hanno un punto di fumo inferiore e durante la cottura subiscono una trasformazione in grassi trans. Tra questi un ottimo olio di cottura è proprio l’olio extravergine di cocco.

Grazie all’alto contenuto di acido laurico, l’olio di cocco è resistente a temperature fino a 200°C e si presta benissimo per l’utilizzo in cottura. A differenza degli oli meno resistenti al calore, con l’olio di cocco non si formano i nocivi acidi grassi trans nemmeno a temperature elevate.

L'Aumento del Colesterolo LDL

L’olio di cocco, ricco di acidi grassi saturi, aumenta il contenuto plasmatico di colesterolo LDL, le famigerate low density lipoproteins che giocano un ruolo così drammatico nell’aterosclerosi. Già nel 2016 una revisione sistematica sull’argomento aveva identificato 7 trials che avevano testato gli effetti dell’olio di cocco sul colesterolo LDL. Ebbene, paragonandone gli effetti con quelli di altri oli ad elevato contenuto di grassi insaturi, in sei trials era stata documentata l’attività dannosa del primo rispetto ai secondi.

Lo Studio di Neelakantan e Colleghi

Un passo in avanti è lo studio pubblicato appunto di recente da Neelakantan e colleghi (Circulation 2020;141 (10):815-817) che include la valutazione di 17 trials. Questa metanalisi, che ha un approccio quantitativo piuttosto che descrittivo e che ha valutato rigorosamente gli studi nell’ambito della prevenzione cardiovascolare, ha avuto questi risultati: l’olio di cocco aumenta la concentrazione del colesterolo LDL e HDL, non ha alcun effetto sui trigliceridi, sul peso corporeo, sull’accumulo di grasso e sui marcatori di glicemia e di infiammazione se paragonato ad altri oli vegetali non tropicali.

L’olio di cocco ha un alto contenuto di acido laurico, un acido grasso saturo a 12 atomi di carbonio e in misura minore di acido palmitico (16 atomi di carbonio) e miristico (14 atomi di carbonio). Sebbene l’acido laurico sia equiparato ad un acido a media catena (acidi grassi costituiti da soli 6, 8, o 10 atomi di C) esso si comporta biologicamente come gli acidi a lunga catena e viene assorbito e accumulato nei chilomicroni contribuendo all’incremento delle LDL.

Come si è detto l’olio di cocco aumenta anche il valore del colesterolo HDL. Fino ad oggi però non è noto se vi sia un cibo o un fattore nutritivo in grado di aumentare il livello di HDL in misura tale da avere un effetto sull’aterosclerosi e la riduzione degli eventi coronarici.

Non vi è ad oggi un trial clinico randomizzato che abbia determinato gli effetti dell’olio di cocco sugli eventi cardiovascolari, d’altro canto richiederebbe un larghissimo campione di partecipanti, costi elevatissimi e molti anni di trattamento versus un grasso di controllo.

Raccomandazioni dell'American Heart Association (AHA)

Secondo l’American Heart Association (AHA), l’associazione scientifica dei cardiologi americani, l’olio di cocco aumenta il colesterolo LDL allo stesso modo di altri alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, quali burro e manzo. Anzi, secondo le nuove raccomandazioni alimentari della AHA, burro e manzo contengono meno grassi saturi in grado di aumentare i livelli di LDL. L’olio di cocco ha l’82% di grassi saturi, rispetto al 63% del burro e al 50% del manzo.

L’associazione dei cardiologi americani - sulla base della revisione di studi randomizzati controllati - afferma che sostituire i grassi saturi con oli vegetali polinsaturi riduce il rischio di malattie cardiovascolari di circa il 30%. Per la salute ottimale del cuore e per arrestare l’ipertensione, AHA raccomanda un’alimentazione basata sul Dietary Approaches To Stop Hypertension (DASH) o la dieta mediterranea. Entrambe le diete sottolineano l’importanza di consumare oli vegetali insaturi, noci, frutta, verdure, prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi, cereali integrali, pesci e pollame. Bisogna ridurre la quantità di carne rossa, così come alimenti e bevande ad alto contenuto di zuccheri e sale.

“Sostituire i grassi saturi con i polinsaturi ha un doppio effetto positivo perché un tipo di grasso che causa le malattie cardiache viene ridotto mentre viene consumato un tipo di grasso che aiuta a prevenirle”, dice Frank Sacks, ricercatore presso l’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston.

“Piccole modifiche possono essere rilevanti per ridurre il consumo di grassi saturi”, ha detto Potter, non coinvolto nello studio.

Tabella Comparativa dei Grassi Saturi

Alimento Percentuale di Grassi Saturi
Olio di Cocco 82%
Burro 63%
Manzo 50%

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