Glicemia Gestazionale: Valori Ottimali e Gestione

Il diabete gestazionale è un’alterazione della regolazione del glucosio, che viene diagnosticata durante la gravidanza. Questo succede perché la placenta provoca un aumento della glicemia e nelle pazienti predisposte il pancreas non riesce a rispondere correttamente.

Si stima che il 7-8% delle donne in gravidanza soffra di questa patologia. In generale, il diabete gestazionale scompare dopo il parto ma può ripresentarsi a distanza di anni come diabete di tipo 2.

Coinvolge il 18% circa delle future mamme e spesso non si manifesta con sintomi precisi, cosa che ne rende difficile la diagnosi. Di fronte a questi segnali, il consulto del medico dev’essere il più tempestivo possibile. In caso di disturbo asintomatico, sono comunque gli esami del sangue a far emergere un’iperglicemia.

Cos'è il Diabete Gestazionale?

Per diabete gestazionale si intende il riscontro di aumentati valori glicemici (zucchero nel sangue) durante la gravidanza. Compare soprattutto durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza. Durante questo periodo, la placenta produce ormoni che contrastano l'azione dell'insulina (ormone prodotto dal pancreas che serve a mantenere la glicemia nei limiti di norma).

Il pancreas della madre risponde allora aumentando la produzione di insulina. Se l'organismo non riesce ad aumentarne la produzione, i livelli di zucchero nel sangue (glicemia) aumentano e si parlerà quindi di iperglicemia (diabete).

Frequenza del Diabete Gestazionale

Negli ultimi anni vi è stato un aumento delle gravidanze in cui compare diabete gestazionale: dal 5-6% al 18-20% dei casi. Poco frequente sotto i 25 anni, interessa il 10-20% delle donne con età maggiore di 35 anni ed oltre il 30% delle donne con obesità gravidica. La sua frequenza è aumentata sensibilmente negli ultimi decenni, con un raddoppio dei tassi di incidenza in tutti i gruppi etnici.

Perché il Diabete Gestazionale è un Problema?

Attraverso la placenta lo zucchero della madre passa al feto, provocandone una crescita eccessiva. È per questo che i figli di madri diabetiche possono nascere macrosomici, cioè di peso oltre i 4 kg. Date le dimensioni del neonato, spesso è necessario il parto cesareo.

Inoltre, alla nascita questi bambini possono avere necessità di una struttura attrezzata con reparto di patologia neonatale per superare alcuni problemi neonatali, tra cui l’ipoglicemia (cioè presenza di livelli di zucchero troppo bassi nel sangue).

La mortalità perinatale, intra o extra uterina aumenta progressivamente dopo la 36° settimana di gestazione specialmente in diabetiche in cattivo controllo metabolico, con macrosomia fetale, con complicanze vascolari, chetoacidosi e preeclampsia, tutte condizioni che comportano una riduzione del flusso placentare.

Il rischio di sviluppare malformazioni fetali ed aborti spontanei è correlato ai livelli di HBA1c al momento del concepimento.

Come Scoprire se si Ha il Diabete Gestazionale

Tutte le donne in gravidanza potrebbero sviluppare il diabete gestazionale, ma alcune donne presentano un rischio maggiore:

  • Sovrappeso/obesità prima della gravidanza
  • Precedente diabete gestazionale
  • Età materna avanzata (oltre i 34 anni)
  • Familiarità per il diabete
  • Figli precedenti con peso alla nascita superiore a 4,5 kg

Ecco perché è così importante sottoporsi a specifici test di screening tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gestazione nei casi in cui la paziente abbia già sofferto di diabete gestazionale, soffra di obesità o presenti elevati valori di glicemia plasmatica a digiuno (fra 100 e 125 mg/dl). Lo screening fra ventiquattresima e ventisettesima settimana è raccomandato per le donne che, oltre ai fattori elencati, abbiano più di 34 anni, familiarità di diabete e figli il cui peso alla nascita fosse superiore a 4,5 kg.

Test di Screening: GCT e OGTT

GCT (Glucose Challenge Test): è l'acronimo di Glucose Challenge Test, un esame indicato per lo screening di diabete gestazionale, noto anche come "curva glicemica in gravidanza". La curva glicemica in gravidanza consiste nella misura della concentrazione ematica degli zuccheri, prima e dopo la somministrazione orale di una certa quantità di soluzione glucosata standard.

Non è richiesta alcuna particolare preparazione al test. Presentarsi all'esame a digiuno assoluto (solo l'acqua è concessa) da almeno 8 ore, senza superare le 14 ore. Nei giorni che precedono il test seguire un'alimentazione normalmente equilibrata, senza eccessi calorici o particolari privazioni (ovviamente va evitato l'alcol); si consiglia un'assunzione di almeno 150 grammi di carboidrati al giorno. Evitare sforzi fisici strenui nei due o tre giorni antecedenti il test. E' molto importante anche la preventiva sospensione di eventuali farmaci interferenti con il metabolismo glucidico, secondo i consigli del proprio medico, che dev'essere avvertito per tempo dell'esame (ameno qualche settimana). L'esame si svolge al mattino.

L'infermiere effettua un prelievo per la glicemia basale, quindi si somministra 50g di glucosio. Nell'ora successiva, la paziente deve rimanere seduta, possibilmente rilassata, senza fumare o mangiare. Dopo 60 minuti dal primo sorso si esegue un secondo prelievo ematico. Il test è positivo se dopo 60 min la glicemia è ≥ 140 ml/dl.

OGTT (Oral Glucose Tolerance Test): Le gestanti, anche se hanno glicemia a digiuno inferiore a 92 mg/dL ma hanno almeno un fattore di rischio, devono fare un test, detto curva da carico orale di glucosio (OGTT). L'esecuzione del test è simile a quella vista per l'OGTT, meglio conosciuto come test da carico orale del glucosio, ma con alcune differenze.

Il test deve essere eseguito normalmente tra la 24° e la 28° settimana di gestazione, ma nei casi con almeno un fattore considerato a rischio elevato il test deve essere eseguito prima (tra la 16° e la 18° settimana di gravidanza) e ripetuto poi all’epoca standard (tra la 24° e la 28° settimana) se dà risultati normali. Il test con la curva da carico orale di glucosio dura 2 ore e consiste in un prelievo iniziale per misurare la glicemia a digiuno, seguito dall’ingestione di un bicchiere d'acqua zuccherata (che contiene 75 g di glucosio) e da 2 successivi prelievi di sangue per misurare la glicemia dopo 60 minuti e dopo 120 minuti.

L'infermiere esegue un prelievo per la glicemia basale (a digiuno), quindi si fanno assumere 100g di glucosio sciolti in 250-300 ml d'acqua, possibilmente in un breve periodo di tempo e comunque entro i 5 minuti.

Valori Glicemici di Riferimento

Nella gravidanza normale la glicemia a digiuno è particolarmente bassa (60-70 mg/dl) e dopo i pasti si innalza rapidamente. Tuttavia sono considerati ‘sicuri’ valori glicemici a digiuno inferiori a 95 mg/dl e valori inferiori a 140 mg/dL un’ora dopo il pasto. Durante la gravidanza si considerano ottimali valori di glicemia <90 mg/dl a digiuno, <120 mg/dl dopo il pasto.

Cosa Fare in Caso di Diabete Gestazionale

Oltre a proseguire i normali controlli ostetrici con il proprio ginecologo, deve essere seguita durante la gravidanza da un gruppo esperto, composto da medico diabetologo, dietista/dietologo e infermiere professionale, per fare un trattamento efficace allo scopo di evitare effetti negativi sul feto e sulla madre.

Viene consigliato inizialmente un auto-monitoraggio glicemico mediante rilevazione della glicemia capillare con glucometro e pungi-dito. La donna gravida deve mantenere valori di glicemia sotto quelli di riferimento: prima dei pasti (a digiuno) inferiore/uguale a 95 mg/dL, 1 ora dopo il pasto inferiore/uguale a 140 mg/dL. Talvolta viene richiesto anche il controllo dei chetoni nelle urine.

Viene consigliata inizialmente una terapia dietetica adeguata e attività fisica regolare, se non vi sono controindicazioni ostetriche. Camminare è l'esercizio più semplice da fare in gravidanza, almeno mezz'ora al giorno a passo svelto. Anche il nuoto è uno sport molto adatto alle gestanti. Sono sconsigliati tutti gli sport che comportino corsa, saltelli, rischio di cadute o sforzi eccessivi.

Se i valori glicemici nonostante questa terapia educazionale rimangono elevati, dovrà essere iniziata terapia insulinica, con iniezioni sottocutanee da eseguire prima dei pasti ed eventualmente alla sera prima di dormire. Gli altri farmaci utilizzati per il diabete non possono essere impiegati abitualmente in gravidanza.

Il parto potrà avvenire in maniera naturale o mediante taglio cesareo, a seconda delle condizioni della gravida e del neonato: il ginecologo, accuratamente informato sulla presenza di diabete gestazionale, valuterà il metodo più opportuno.

Nel caso l'OGTT sia positivo, non occorre farne un dramma. Fortunatamente, il diabete gestazionale non è una condizione grave e non vi sono particolari pericoli per il nascituro; tuttavia, dev'essere comunque inteso come un invito pressante ad adottare delle nuove e migliori abitudini di vita: mangiare in maniera sana ed equilibrata, e fare del movimento fisico, se questo è possibile, controllando con regolarità il peso corporeo e i valori glicemici.

Si dovrà raccomandare di evitare gli zuccheri semplici; di suddividere l'assunzione delle calorie calcolate in 6 pasti (3 principali e 3 spuntini); preferire cibi ricchi di fibre e fare largo uso di verdure. Una sana dieta per il diabete gestazionale, che comprende pesce, frutta e verdura e deve essere suddivisa in 5 pasti giornalieri dalla colazione fino alla cena.

Cosa Succede Dopo il Parto?

Dopo la gravidanza il diabete gestazionale va solitamente in remissione, ma viene comunque consigliato di ripetere una curva da carico orale di glucosio (OGTT 75 g) a distanza di 8-12 settimane dal parto.

Tuttavia per una donna che ha avuto il diabete gestazionale, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 a 5-10 anni dal parto è di sette volte superiore rispetto a quello di una donna che ha avuto una gravidanza con glicemia nella norma.

Tabella: Valori Ottimali di Glicemia in Gravidanza

Condizione Valore Ottimale
A digiuno < 90 mg/dL
Dopo il pasto (1 ora) < 120 mg/dL

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