Ecocardiogramma Transesofageo: Rischi e Preparazione

L’ecocardiogramma transesofageo (TEE) è un’indagine ecocardiografica che si avvale dell’utilizzo di ultrasuoni generati da una sonda munita di trasduttore e applicata a un gastroscopio. Si tratta di un esame ecocardiografico di II livello, che consente di eseguire lo studio morfologico e funzionale del cuore in modo particolarmente accurato.

Cos'è l'Ecocardiogramma Transesofageo?

L’Ecocardiogramma Transesofageo è un esame che permette di studiare il cuore e le sue strutture usando una sonda lineare che viene inserita attraverso la bocca ed arriva nell’esofago. L’ecocardiografia è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni. L’ecocardiogramma transesofageo è una metodica che utilizza gli ultrasuoni prodotti da una sonda posta nell’esofago per eseguire uno studio morfologico e funzionale del cuore.

L'esame viene eseguito attraverso l’uso di una sonda (trasduttore) applicata ad un gastroscopio modificato e collegata ad un ecografo, una macchina in grado di elaborare e rappresentare immagini. In conclusioni, l’ecocardiogramma transesofageo è un esame seminvasivo di completamento all’ecocardiogramma transtoracico che permette di avere informazioni preziose sulle varie strutture cardiache in diversi contesti clinici.

Preparazione all'Ecocardiogramma Transesofageo

Per eseguire l’ecocardiogramma transesofageo è necessario essere a digiuno dalla mezzanotte precedente il giorno dell’esame. Le medicine possono essere assunte cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci.

Come si svolge l'esame?

Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro e con il collo flesso in avanti. Il paziente deve togliere eventuali occhiali e protesi, stendersi sul fianco e posizionarsi con busto e collo leggermente flessi versi le gambe. Il paziente deve stendersi a petto nudo sul lettino dell’ecografista, che gli posizionerà degli elettrodi sul petto.

Il cardiologo, dopo aver spiegato l’esame e fatto firmare il consenso informato, anestetizza il cavo orale e l’ipofaringe con la lidocaina spray, quindi inserisce tra i denti un boccaglio per evitare che il paziente morda la sonda, danneggiandola. In seguito dovrà deglutire una sonda simile a quella usata per la gastroscopia, inserita attraverso un boccaglio posto tra i denti. Essendo un esame effettuato attraverso la via digerente, pur se mal tollerato, non rappresenta un ostacolo per le vie aeree che rimangono libere.

Al termine dell'esame gli elettrodi saranno rimossi e non resterà che pulirsi dal gel rimasto sul petto. L’esame viene eseguito a paziente sveglio.

Fastidio e Anestesia

L’ecocardiografia transesofagea non è dolorosa né pericolosa, ma il passaggio della sonda attraverso la bocca potrebbe generare un certo fastidio. Per attenuare il fastidio del passaggio della sonda, viene usato un anestetico locale somministrato sottoforma di spray in gola o liquido con cui effettuare un gargarismo prima di iniziare l’esame e introdurre la sonda. Per tale motivo, per migliore la tolleranza alla manovra, il medico o il personale infermieristico effettuano una anestesia locale (spruzzando uno spray in gola), alla quale possono associare, nei pazienti più sensibili, un blanda sedazione per via endovenosa.

Rischi dell'Ecocardiogramma Transesofageo

I rischi legati all’esame sono molto bassi. Esiste, però, una rarissima possibilità (2-3 casi ogni mille esami) che la sonda possa danneggiare la mucosa esofagea durante il suo passaggio. Possibili lesioni esofagee, estremamente rare e solitamente correlate a varianti anatomiche misconosciute all’epoca dell’esame.

È indispensabile che venga firmato il consenso informato sull’apposito modulo.

Quando è necessario eseguire un Ecocardiogramma Transesofageo?

  • Prima di procedere alla cardioversione elettrica della fibrillazione atriale per escludere la presenza di coaguli nell’atrio sinistro che potrebbero essere “spinti”in periferia una volta che l’atrio riacquista la sua attività contrattile.
  • Nel caso di sospetta patologia congenita come, ad esempio, il difetto interatriale o il forame ovale pervio.

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