Glicemia Alta e Fame: Cause e Rimedi

Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una patologia dovuta ad un aumento nel sangue della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero (glucosio). Il termine mellito deriva dal fatto che le urine diventano dolci (dal latino mellitus, “dolce come il miele”) a causa della grande quantità di zuccheri eliminati dal rene.

L’iperglicemia, ovvero l’eccesso di zucchero nel sangue, è una condizione che, se persistente, può portare a complicanze gravi e irreversibili. La diagnosi precoce dell’iperglicemia può essere determinante per prevenire le gravi complicanze microvascolari (retinopatia, nefropatia, neuropatia) e macrovascolari (infarto, ictus) associate al diabete mellito.

Cos'è il Picco Glicemico?

La glicemia, ovvero la quantità di glucosio presente nel sangue, può subire variazioni significative nel corso della giornata in risposta a ciò che si mangia e ad altri fattori fisiologici. Il picco glicemico si verifica quando il livello di zuccheri nel sangue aumenta in modo rapido e significativo, solitamente in seguito all'assunzione di cibi ricchi di carboidrati semplici o zuccheri raffinati. Questo incremento eccessivo degli zuccheri nel sangue provoca la risposta da parte del pancreas, che inizia a secernere insulina (ipoglicemizzante) per riportare la glicemia ad un valore di normalità.

Per comprendere meglio i livelli della glicemia e monitorare eventuali picchi glicemici, ecco una tabella con i valori di riferimento:

StatoValore Glicemia (mg/dL)
A digiuno70-99
Dopo 2 ore dal pasto<140
Prediabete a digiuno100-125
Diabete a digiuno≥126
Prediabete post-prandiale140-199
Diabete post-prandiale≥200

Quando si verifica il picco glicemico?

Normalmente, un picco glicemico si manifesta in seguito al consumo di un pasto ad alto contenuto di carboidrati o alimenti ad alto indice glicemico (ovvero capaci di far aumentare rapidamente la glicemia). Tuttavia, ci sono alcune situazioni particolari in cui si possono avere picchi glicemici non per forza correlati all'assunzione di alimenti:

  • In gravidanza: le donne durante la fase della gravidanza possono avere delle alterazioni della glicemia causate da squilibri ormonali, con il rischio di sviluppare forme di insulino-resistenza, come il diabete gestazionale. Una particolare forma di diabete che colpisce circa il 10% delle donne in gravidanza e che scompare subito dopo il parto.
  • Durante la notte: alcune persone possono andare incontro a picchi glicemici durante la notte, causati da un eccesso di carboidrati assunti durante la cena o poco prima di andare a dormire. Altre persone possono andare incontro, invece, al cosiddetto “Effetto Alba”, che si manifesta con un rilascio di zuccheri da parte del fegato e quindi con un aumento della glicemia nelle prime ore del mattino. Si tratterebbe di una risposta ormonale, che prepara l'organismo al risveglio e allo stress che ne consegue.

Cosa causa il picco glicemico?

Un picco glicemico può essere innescato da una moltitudine di fattori differenti, non solo correlati all'alimentazione.

  • Assunzione di carboidrati raffinati, come pane bianco, dolciumi e bibite zuccherate o alimenti con alto indice glicemico (come la frutta molto zuccherina).
  • Fare pasti non equilibrati e senza il giusto apporto di fibre, proteine e grassi sani, che aiutano a rallentare l'assorbimento degli zuccheri a livello intestinale.
  • Oltre all'indice glicemico è importante considerare anche il carico glicemico: ovvero, assumere grandi quantità di un alimento a basso indice glicemico può comunque comportare un incremento considerevole della glicemia.
  • Una vita sedentaria e priva di esercizio fisico può ridurre la sensibilità all'insulina e predisporre a picchi glicemici non controllati.
  • Squilibri ormonali e stress quotidiano possono far aumentare i livelli di cortisolo, che a sua volta favorisce l'aumento della glicemia.

Sintomi dell'Iperglicemia

I sintomi del diabete variano a seconda di quanto la glicemia è elevata. Nel diabete di tipo 1 i sintomi tendono a insorgere in modo più rapido e più grave rispetto al diabete di tipo 2.

Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida. Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie.

Spesso, il diabete non si manifesta attraverso disturbi particolari. Tra i sintomi più caratteristici, comunque, ritroviamo una sete intensa (polidipsia), una frequente necessità di urinare in maniera abbondante (poliuria) e un aumento dell’appetito (polifagia).

Nelle persone affette da diabete tipo 1, che spesso vanno incontro ad una importante perdita di peso, la malattia esordisce in maniera piuttosto forte causando malessere, sonnolenza e odore di acetone nell’alito. Il diabete di tipo 2, invece, viene scoperto spesso in occasione di esami di laboratorio e quindi in assenza di specifici disturbi.

Quali sono i sintomi del picco glicemico e come riconoscerlo?

Riconoscere un picco glicemico è davvero molto semplice! Dopo un pasto, soprattutto se è abbondante e ricco di carboidrati, a tutti sarà capitato almeno una volta di riscontrare i seguenti sintomi:

  • Stanchezza improvvisa e sonnolenza
  • Senso di fame poco dopo il pasto
  • Mal di testa
  • Sensazione di sete intensa
  • Difficoltà di concentrazione
  • Sbalzi d'umore
  • Aumento della frequenza urinaria

Il picco glicemico non va confuso con l'ebbrezza lipidica, una sensazione anch'essa correlata a pasti abbondanti, ma in questo caso ricchi di grassi saturi e grassi trans. Spesso presente insieme al picco glicemico, l'ebbrezza lipidica è causata da un aumento dei lipidi nel sangue, che può provocare uno stato di sonnolenza, lentezza digestiva, difficoltà a concentrarsi e persino rischi cardiovascolari.

Come gestire e prevenire il picco glicemico?

Per prevenire e gestire i picchi glicemici è necessario andare ad agire su tre pilastri fondamentali: alimentazione, integrazione e stile di vita.

Alimentazione

Per evitare picchi glicemici repentini è necessario avere un'alimentazione sana ed equilibrata, con pasti che associno carboidrati complessi o a lento rilascio, come cereali integrali o legumi, con fonti proteiche magre e grassi “buoni” (monoinsaturi e polinsaturi), derivanti da olio extravergine d'oliva, da semi o da pesci grassi come il salmone. Ovviamente, non vanno dimenticate le fibre, che a livello intestinale intrappolano gli zuccheri e in questo modo modulano i tempi di assorbimento a livello intestinale e quindi la risposta glicemica.

Scegliere, infine, alimenti che abbiano un basso o moderato indice glicemico:

Indice GlicemicoAlimenti
Basso (<55)Legumi, avena, quinoa, mele, pere, frutti di bosco, noci, verdure a foglia verde
Medio (56-69)Riso integrale, patate dolci, ananas, uva, pane integrale, couscous
Alto (>70)Pane bianco, riso bianco, patate, dolci industriali, bibite zuccherate, cereali raffinati

Alcuni trucchetti alimentari per la glicemia

Alcuni trucchetti che possono aiutare a ridurre la glicemia del pasto possono essere l'abbinamento di verdure e ortaggi cotti e crudi nello stesso piatto oppure mangiare formati di pasta lunga e al dente.

Per quanto riguarda, invece, gli alimenti a base di amido come le patate, può essere utile sfruttare una reazione chimica di retrogradazione degli amidi. In parole semplici, lasciando raffreddare le patate dopo la cottura, gli amidi contenuti al loro interno si renderanno meno disponibili all'assorbimento intestinale e quindi contribuiranno di meno all'innalzamento della glicemia.

Integrazione

In alcuni casi può essere utile l'assunzione di integratori alimentari che aiutano a gestire la glicemia il metabolismo dei carboidrati. Tra questi troviamo sicuramente:

  • Integratori a base di cromo e magnesio, come Glicemy Act 30Cps o Redulen Glicemia 60 Compresse che supportano il metabolismo glucidico e aiutano a stabilizzare la glicemia.
  • Integratori a base di fibre solubili, che aiutano a rallentare l'assorbimento di carboidrati e ad ammorbidire la curva glicemica post-prandiale. Aboca Metarecod 40 Bustine Granulari Sindrome Metabolica è un prodotto salute del marchio Aboca, formulato con una resina brevettata chiamata NeoPolicaptil Gel Retard e capace di rallentare l'assorbimento degli zuccheri a livello dell'intestino.
  • Snack proteici con basso apporto di zuccheri. Barrette come Enervit Protein Keto Snack Salted Nuts aiutano a mantenere stabile la glicemia tra i pasti principali, evitando squilibri che possono portare a fame eccessiva e al consumo di zuccheri semplici.

Esiste anche uno speciale tipo di pasta, chiamato FiberPasta, realizzato con un elevato quantitativo di fibre e quindi utile per mantenere la glicemia sotto controllo anche nei soggetti diabetici.

Attività fisica

Lo sport e l'attività fisica sono uno dei modi più efficaci per prevenire l'insorgenza di picchi glicemici repentini. Anche delle semplici camminate di 10-15 minuti dopo i pasti, possono aiutare a stabilizzare il livello glicemico e migliorare la risposta insulinemica da parte dell'organismo.

Conseguenze del picco glicemico: a cosa stare attenti

Un controllo non efficace della propria glicemia, che porta a picchi glicemici sproporzionati, può provocare problemi di salute come:

  • Insulino-resistenza
  • Diabete mellito di tipo 2
  • Obesità
  • Sindrome metabolica
  • Infiammazione cronica
  • Malattie cardiovascolari

Non credere ai falsi miti sul picco glicemico

Esistono tanti falsi miti che avvolgono il picco glicemico e, più in generale, il concetto di glicemia. In molti, ad esempio, pensano che tutti i carboidrati facciano male o provochino aumenti eccessivi della glicemia. Niente di più sbagliato! I carboidrati sono dei macronutrienti essenziali per il benessere dell'organismo, poiché forniscono substrati utili per l'ottenimento di energia per le funzioni di cellule e tessuti. Per questo motivo, vanno bilanciati in ogni pasto della giornata, preferendo carboidrati complessi che abbiano un buon apporto di fibre e regolino lentamente l'aumento della glicemia.

Altra falsa credenza è quella che correla il pericolo di un picco glicemico esclusivamente a soggetti diabetici. Sicuramente le persone affette da diabete o da insulino- resistenza devono fare attenzione alla propria glicemia, ma anche tutti gli altri devono prestare attenzione ed evitare picchi glicemici fuori controllo.

Consigli aggiuntivi

  • Seguire un’alimentazione bilanciata: limitare le farine raffinate che hanno un alto indice glicemico, i cibi contenenti molti grassi saturi e gli alcolici.
  • Fare attività fisica regolare. L’esercizio fisico ha un effetto ipoglicemizzante perché stimola l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari togliendolo dal sangue.
  • Migliorare la qualità del sonno.
  • Assumere degli integratori naturali: la natura offre moltissime piante che aiutano a stabilizzare, e in caso abbassare, i livelli di glucosio nel sangue, come ad esempio l’eucalipto, il mirto, il sambuco e la gimnema. Ottimo, ad esempio, l’integratore Fitoglucose Factors a base di estratti naturali che aiutano a metabolizzare gli zuccheri.

Alimenti da evitare o limitare

Gli alimenti da evitare o comunque dei quali è bene limitare la quantità, perché ad alto indice glicemico, sono quelli contenenti zuccheri aggiunti, semplici e molto raffinati. Tra questi:

  • Zucchero
  • Dolciumi
  • Pane, pizza e pasta ottenuti da farine molto raffinate
  • Patate

Particolare attenzione è da prestare anche alla frutta molto zuccherina e ai prodotti derivati.

Verdure e ortaggi non costituiscono, in linea generale, un problema. Attenzione soltanto a carote e zucca che contengono maggiori quantità di zuccheri.

Questo non significa eliminare dalla dieta tutti questi cibi. L’aspetto fondamentale sta nel limitare l’assunzione di questi alimenti. Se ad esempio si desidera mangiare l’uva, è consigliabile consumarne una porzione non eccessiva e limitarne la frequenza di consumo.

Alimenti a basso indice glicemico da preferire

Gli alimenti da preferire sono quelli contenenti carboidrati complessi, in quanto sono alimenti a basso indice glicemico. A questi è vivamente consigliato associare cibi ricchi di fibre.

Per la frutta, invece, optare per quella a più basso contenuto di zuccheri.

Un trucco per diminuire l’indice glicemico di un alimento, è associarlo in un pasto ad alimenti che contengono fibre, proteine e grassi.

Oltre alle proporzioni, è fondamentale fare attenzione anche alle quantità da consumare. Queste devono corrispondere a quelle che sono le esigenze energetiche del proprio organismo.

Per tutti i piatti è consigliabile un condimento senza eccesso di sale, suggerito invece l’utilizzo di spezie e un cucchiaio di olio EVO.

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