Pizza e glicemia alta sono due argomenti che spesso destano preoccupazione tra chi soffre di diabete o desidera mantenere sotto controllo il livello di zuccheri nel sangue. La pizza, pur essendo uno dei piatti più amati in tutto il mondo, può avere un impatto significativo sulla glicemia, a causa della combinazione di carboidrati, grassi e proteine presenti negli ingredienti principali come farina, formaggio e condimenti vari.
Introduzione
Chi soffre di diabete o di altre condizioni legate alla glicemia alta deve prestare particolare attenzione a ciò che mangia, soprattutto quando si tratta di piatti ricchi di carboidrati come la pizza. Questo articolo esplorerà in dettaglio come la pizza può influenzare i livelli di zucchero nel sangue, offrendo suggerimenti su come gustarla senza compromettere la salute.
Impatto della Pizza sulla Glicemia
I Carboidrati e la Farina della Base
La base della pizza è generalmente fatta di farina di grano, che è ricca di carboidrati. Quando i carboidrati vengono digeriti, si trasformano in zuccheri semplici che entrano rapidamente nel flusso sanguigno, causando un aumento della glicemia. Questo fenomeno può essere particolarmente problematico per le persone con diabete di tipo 2 o con insulino-resistenza.
Suggerimento: Optare per basi di pizza integrali o a basso contenuto di carboidrati, come quelle fatte con farina di mandorle o cavolfiore, può ridurre l’impatto sulla glicemia.
Il Formaggio e i Grassi Saturi
Il formaggio è un ingrediente fondamentale della pizza, ma è anche ricco di grassi saturi, che non solo possono influire negativamente sulla salute cardiovascolare, ma possono anche rallentare la digestione dei carboidrati. Questo può causare un innalzamento più prolungato dei livelli di zucchero nel sangue, invece di un picco improvviso.
Suggerimento: Scegliere formaggi magri o alternative vegetali per ridurre l’assunzione di grassi saturi e migliorare la digestione.
I Condimenti: Carne, Verdure e Salse
Molti condimenti comuni, come i salumi, sono ricchi di grassi e sale, entrambi fattori che possono aggravare i sintomi legati alla glicemia alta. D’altra parte, aggiungere verdure fresche come spinaci, funghi, peperoni e cipolle può arricchire la pizza di fibre e vitamine, riducendo l’effetto negativo sui livelli di zucchero.
Suggerimento: Evitare condimenti grassi come salami e salsicce, optando per verdure fresche che forniscono nutrienti e rallentano l’assorbimento dei carboidrati.
Tabella Riassuntiva: Consumo di Pizza e Controllo della Glicemia
| Componente | Effetto sulla Glicemia | Alternativa Salutare |
|---|---|---|
| Base di farina bianca | Aumento rapido della glicemia | Base integrale o di cavolfiore |
| Formaggio grasso | Rallenta la digestione, picchi glicemici prolungati | Formaggio magro o vegetale |
| Salumi | Alto contenuto di grassi e sale | Condimenti vegetali freschi |
| Salsa di pomodoro zuccherata | Aumenta la glicemia | Salsa senza zucchero aggiunto |
Domande Frequenti sulla Pizza e la Glicemia Alta
Chi dovrebbe limitare il consumo di pizza?
Le persone con diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 dovrebbero fare particolare attenzione al consumo di pizza, dato l’alto contenuto di carboidrati. Anche chi soffre di sindrome metabolica o di insulino-resistenza dovrebbe moderare l’assunzione di pizza.
Suggerimento: Mangiare la pizza occasionalmente e in porzioni moderate, accompagnandola con verdure o proteine magre.
Cosa mangiare prima della pizza per ridurre l’impatto sulla glicemia?
Un piccolo antipasto a base di proteine o grassi sani, come un’insalata con avocado, può aiutare a rallentare l’assorbimento dei carboidrati e prevenire picchi glicemici.
Suggerimento: Associare la pizza a una buona porzione di verdure o una fonte di proteine magre, come pollo alla griglia.
Quando è preferibile mangiare la pizza per chi ha glicemia alta?
È consigliabile consumare la pizza durante i pasti principali, come il pranzo o la cena, poiché il corpo è più attrezzato per gestire l’aumento di zuccheri nel sangue durante queste fasi della giornata.
Suggerimento: Evitare di mangiare pizza a tarda sera o subito prima di dormire, poiché ciò potrebbe interferire con il controllo della glicemia.
Come rendere la pizza più salutare?
Si può rendere la pizza più salutare scegliendo una base integrale, aggiungendo verdure fresche come topping e riducendo la quantità di formaggio e carne.
Suggerimento: Aggiungi verdure ricche di fibre per ridurre l’impatto glicemico.
Dove è possibile trovare pizza adatta ai diabetici?
Sempre più pizzerie offrono opzioni salutari come la pizza integrale o la pizza con base di cavolfiore. Anche le pizzerie che utilizzano ingredienti freschi e biologici possono essere una buona scelta per chi vuole mantenere sotto controllo la glicemia.
Suggerimento: Chiedi al tuo pizzaiolo se offre basi alternative o opzioni a basso contenuto di carboidrati.
Perché la pizza aumenta la glicemia?
La pizza aumenta la glicemia principalmente a causa dell’alto contenuto di carboidrati nella base, che viene rapidamente convertita in zuccheri dal corpo. Anche il contenuto di grassi del formaggio e dei condimenti può contribuire a un assorbimento prolungato.
Suggerimento: Opta per una pizza fatta in casa, dove puoi controllare meglio gli ingredienti e il loro impatto sulla glicemia.
In conclusione, la pizza può essere parte della dieta anche per chi soffre di glicemia alta, purché si presti attenzione agli ingredienti e si facciano scelte consapevoli.L’organismo assimila e sintetizza glucosio, il cui livello viene regolato da un sistema interno che si serve di ormoni ipoglicemizzanti, in grado di abbassare la glicemia, come l’insulina. I valori medi di un individuo che mangia sano e segue una routine equilibrata, si aggirano intorno ai 60 e i 130 mg/dl nell’arco di una giornata. In caso di digiuno, invece, variano dai 70 ai 110 mg/dl; se dovessero sfiorarsi picchi pari a 100-125 mg/dl, o superare i 126 mg/dl, si può parlare di glicemia alta.
Tra le cause alla base dell’iperglicemia, figura proprio il diabete, scatenato da una cattiva regolazione e/o secrezione dell’insulina. Dopo aver individuato cause e sintomi dell’iperglicemia, è possibile intervenire modificando in primis l’alimentazione, soprattutto se si è soggetti diabetici. L’attività fisica aiuta a perdere peso e aumenta la sensibilità all’insulina. Una maggiore sensibilità all’insulina significa che le cellule sono in grado di utilizzare meglio il glucosio presente nel sangue.
La glicemia è il valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero semplice, necessario al funzionamento delle nostre cellule. I livelli di glucosio nel sangue vengono regolati da alcuni ormoni, tra cui i più importanti sono l’insulina e il glucagone. Quando i livelli di glucosio nel sangue salgono, dopo i pasti, il pancreas produce l’insulina. Uno stile di vita sano ed un corretto regime alimentare, contribuiscono a rendere questo meccanismo perfetto e benefico per la nostra salute. Misurare i valori della glicemia è importantissimo, oltre ad essere molto facile. Si può fare benissimo in maniera autonoma, a casa propria, grazie all’utilizzo di un semplice misuratore glicemia.
Il diabete di tipo I è una malattia autoimmune, in cui le cellule del pancreas non producono insulina. Per sopperire a questa anomalia, è necessario somministrare questo ormone come farmaco. Il diabete di tipo II rappresenta invece la causa principale di iperglicemia. Si tratta di una patologia purtroppo molto diffusa. Oltre ad essere prodotta meno insulina del necessario, in questo caso, anche le cellule non rispondo più in maniera corretta a questo ormone. A differenza del diabete di tipo I, l’insorgenza del diabete di tipo II è legata ad uno stile di vita errato e ad un regime alimentare sregolato.
Per tenere sotto controllo i valori glicemici nel sangue, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Il primo nodo da sciogliere riguardai carboidrati. I carboidrati, infatti, sono fondamentali nella nostra alimentazione ed è impensabile rinunciarvi a vita. La prima regola è quella di non esagerare a tavola e mangiare più del necessario. Altro aspetto fondamentale è imparare a scegliere quegli alimenti che provocano nel nostro organismo una risposta ormonale favorevole, ottenibile attraverso un lento rialzo della glicemia. In tal modo, si scongiura un picco glicemico.
L’indice glicemico indica la capacità di un alimento di far salire la glicemia rispetto a 50g di glucosio in acqua. Il carico glicemico esprime l’effetto di un pasto sulla glicemia, rispetto non solo al suo indice glicemico ma anche alla quantità di carboidrati presenti.
Gli alimenti da evitare o comunque dei quali è bene limitare la quantità, perché ad alto indice glicemico, sono quelli contenenti zuccheri aggiunti, semplici e molto raffinati. Tra questi:
- zuccheri
- dolciumi
- pane, pizza e pasta ottenuti da farine molto raffinate
- patate
Particolare attenzione è da prestare anche alla frutta molto zuccherina e ai prodotti derivati.
Verdure e ortaggi non costituiscono, in linea generale, un problema. Attenzione soltanto a carote e zucca che contengono maggiori quantità di zuccheri. Questo non significa eliminare dalla dieta tutti questi cibi. L’aspetto fondamentale sta nel limitare l’assunzione di questi alimenti. Se ad esempio si desidera mangiare l’uva, è consigliabile consumarne una porzione non eccessiva e limitarne la frequenza di consumo.
Gli alimenti da preferire sono quelli contenenti carboidrati complessi, in quanto sono alimenti a basso indice glicemico. A questi è vivamente consigliato associare cibi ricchi di fibre. Per la frutta, invece, optare per quella a più basso contenuto di zuccheri. Un trucco per diminuire l’indice glicemico di un alimento, è associarlo in un pasto ad alimenti che contengono fibre, proteine e grassi.
Oltre alle proporzioni, è fondamentale fare attenzione anche alle quantità da consumare. Queste devono corrispondere a quelle che sono le esigenze energetiche del proprio organismo. Per tutti i piatti è consigliabile un condimento senza eccesso di sale, suggerito invece l’utilizzo di spezie e un cucchiaio di olio EVO.
In un recente dossier di aggiornamento (cfr. Tuttodiabete 3/2012) abbiamo affrontato il problema del conteggio dei carboidrati in quanto strumento essenziale per la valutazione della dose di insulina ad azione rapida, da somministrare con una iniezione o con un bolo nel corso della terapia infusionale con minipompa.
La dose di insulina necessaria per ottenere un buon controllo postprandiale della glicemia è infatti strettamente dipendente dal rapporto insulina/carboidrati, che presenta ampie variazioni da soggetto a soggetto, passando da valori inferiori a 10 g di glucosio per una unità di insulina a valori superiori ai 15 g.
Uno studio recente, eseguito in un gruppo di 7 pazienti diabetici di tipo 1 in trattamento infusionale con una minipompa (Wolpert HA et al. Dietary fat acutely increases glucose concentrations and insulin requirements in patients with type 1 diabetes. Diabetes Care 2013; 36:810-816), ha richiamato l’attenzione sul ruolo che i grassi contenuti nella dieta possono svolgere nel controllo della glicemia e nella determinazione del fabbisogno insulinico.
Da tutto ciò emerge comunque la necessità di considerare con maggior attenzione il ruolo dei lipidi nel determinismo della dose insulinica introducendo fattori di correzione, peraltro ancora da definire, nel calcolo della dose da somministrare.
Secondo i più recenti dati Istat, le persone obese in Italia sono il 10,1% della popolazione, cioè quasi 6 milioni di persone e la tendenza è quella di un costante aumento. La percentuale è leggermente maggiore negli uomini che nelle donne (11,1 % contro 9,2%). Sono considerati obesi quei soggetti nei quali il peso corporeo eccede del 60% il peso forma ideale.
L’Adi sottolinea che “l’obesità nei Paesi sviluppati non interessa tutti i segmenti della popolazione nello stesso modo. Nelle società occidentali è più frequente nei quartieri degradati e tra i gruppi con minore livello di istruzione e di reddito.
Il reddito e il potere di acquisto familiare influenza i comportamenti alimentari. Gli alimenti più ricchi di zuccheri e addizionati di grassi sono spesso economici, palatabili e convenienti. Negli Stati Uniti una alimentazione corretta è di norma più costosa e non alla portata di tutti, tanto che viene considerato un forte indicatore di rischio obesità il vivere in immobili dal basso valore economico.
Lo stesso fenomeno si osserva anche nei Paesi che stanno attraversando un periodo di transizione. In Romania l’obesità infantile è significativamente correlata allo stato socioeconomico. Le cause di tale fenomeno sono lo stile di vita sedentario, le abitudini alimentari e il maggiore contenuto di grassi della dieta. I bambini obesi delle classi meno abbienti mangiano meno frutta. L'eccesso è meno sintomatico del difetto.
Il glucosio nel sangue può essere misurato con un'analisi di laboratorio o con l'aiuto di un glucometro. La fascia di normalità è compresa tra 70-99mg/dl.
Se è presente l'attitudine a bere piccole quantità di alcol, prediligere il vino rosso.
Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta.
Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.
Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.
Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia.
Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.
Galega officinalis: i semi contengono galegina (alcaloide ipoglicemizzante) che potenzia l'azione insulinica, migliora la captazione muscolare del glucosio, riduce il meccanismo epatico di glicogenolisi e la produzione pancreatica di glucagone.
Mimetici delle incretine (ad es byeta, victoza, ristaben, xelevia, januvia ecc): potenziano l'attività del GLP-1, quindi riducono la secrezione di glucagone e stimolano l'insulina.
“La terapia dietetica va idealmente definita con un dietista e deve tenere conto di età, tipo di diabete e sua terapia, obiettivi di peso corporeo, consuetudini e preferenze alimentari, disponibilità economiche, svolgimento di attività fisica o sport.
Certamente i cibi zuccherini sono da evitare e/o da ridurre sensibilmente, ma anche i cibi che al palato risultano salati vanno dosati meglio. Un esempio su tutti? Si tratta dei ben noti carboidrati, che sono essenzialmente degli zuccheri, a prescindere dal loro sapore. Quindi, se mangiamo una fetta di torta o una fetta di pane bianco cambia poco, sono entrambi cibi ricchi di carboidrati che poi il nostro corpo converte in glucosio. Cosa vuol dire questo? Per capirci, se un alimento ha un basso indice glicemico ma è ricco di grassi, di fibre o di proteine, all’interno di un pasto completo potrebbe non essere indicato.
Carboidrati a lento assorbimento: forniscono all’organismo energia costante, a lento rilascio, e sono presenti nei cereali (grano, riso, farro, orzo, mais, avena, segale, ecc.), nei loro derivati (pasta, pane, polenta) e nei legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie, ecc). È meglio preferire cereali e derivati non raffinati, per aumentare l’assunzione di fibre;
Carboidrati a rapido assorbimento: sono assorbiti rapidamente dall’ organismo e forniscono energia immediata ma di breve durata. Rientrano in questa categoria quelli aggiunti agli alimenti o bevande per conferire il sapore dolce, come lo zucchero (saccarosio), lo sciroppo di glucosio, il fruttosio, ma anche quelli presenti naturalmente in alcune bevande come i succhi di frutta o la birra (maltosio).
Quindi, cosa bisogna mangiare per abbassare la glicemia? Detto questo, è evidente che ci sono alcune linee guida valide in modo più ampio e generale.
- tutte le verdure cotte o crude, possibilmente fresche e di stagione;
- vari tipi di frutta (es. mele, arance, ciliegie, prugne, susine);
- cereali o loro derivati (grano, orzo, farro, pasta, riso, ecc.), da consumare a ogni pasto, perché contengono carboidrati complessi e rappresentano una fonte energetica indispensabile all’organismo;
- legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave, soia, ecc…), che possiedono un basso indice glicemico, contengono carboidrati complessi, proteine vegetali, sono ricchi di fibra e poveri di grassi;
- altri alimenti a basso indice glicemico, come il latte, il latte di soia non zuccherato, lo yogurt, l’orzo, il kamut;
- con moderazione, alcuni alimenti a medio indice glicemico, come pasta, pane d’ orzo, pane di segale, cereali integrali (pane integrale, fette biscottate integrali, cracker integrali o ai cereali di grano, avena, farro, kamut, segale), riso parboiled, riso basmati, pizza, alcuni tipi di frutta (es. ananas, banane, fichi);
- tagli di carne magra (vitello, vitellone, manzo, maiale, cavallo, coniglio, pollo, tacchino, faraona, ecc.), privata del grasso visibile e della pelle;
- prosciutto cotto o crudo, speck (privati del grasso visibile), fesa di tacchino, bresaola;
- tutto il pesce, compreso il pesce azzurro: acciughe, sardine, nasello, merluzzo, dentice, pesce persico, rombo, palombo, seppie e calamari, polpo, trota, sogliola, vitello di mare, tonno fresco, branzino, spigola, orata, triglia, pesce spada, coda di rospo, sgombro, crostacei, ecc..;
- formaggi freschi o stagionati: ricotta, fiocchi di latte, mozzarella, stracchino, belpaese, crescenza, feta, caciotta, taleggio, fontina, camembert, quartirolo, scamorza, parmigiano reggiano, grana padano, groviera, provolone, emmenthal;
- uova alla coque, in camicia, sode, in tegame, frittata alle verdure cotta senza grassi;
- come condimento è da preferire l’olio extra-vergine d’ oliva.
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