Cosa Non Mangiare Prima Degli Esami del Sangue: Guida Completa

Il comportamento del paziente prima degli esami del sangue influisce in modo considerevole sull’esito del prelievo stesso; alcuni comportamenti errati possono infatti sfalsare i risultati. Per questo è necessario seguire sempre in modo scrupoloso le indicazioni del proprio medico a riguardo.

Vi forniamo qui di seguito alcune indicazioni generali; in caso di dubbio è sempre meglio chiedere consiglio al proprio dottore o al personale del centro di prelievo dove verrà prenotato l’esame.

Preparazione agli Esami del Sangue: Cosa Evitare

Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsati da comportamenti errati. Dunque, cosa non fare prima delle analisi del sangue?

Digiuno

  • È opportuno presentarsi al prelievo a digiuno da almeno 8-12 ore.
  • Tutti gli esami del sangue che hanno come scopo la verifica dello stato delle attività metaboliche necessitano di un tempo di digiuno prima del prelievo, solitamente di 8 ore (che in alcuni casi può arrivare fino a 14 ore).
  • Durante questo lasso di tempo è possibile assumere piccole quantità di acqua, evitando ovviamente bevande zuccherate, alcol e caffè.
  • Anche bevande come caffè, the, succhi di frutta e bevande gasate sono assolutamente vietate per il lasso di tempo del digiuno.

Solitamente le regole del digiuno per i bambini sono leggermente diverse. Il tempo medio consigliato per il digiuno dei bambini è di 4 ore e solamente per alcuni esami si arriva alle 8 ore come per gli adulti. In caso però di bambini più piccoli di un anno è consentito far bere loro latte materno o artificiale fino a tre ore prima dell’esame. L’acqua può essere un piccolo aiuto durante l’attesa, soprattutto per i più piccoli.

Dieta

Per un corretto esito degli esami del sangue è importante anche la dieta seguita nei giorni che precedono il prelievo. «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.

Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.

Attività Fisica

  • Il giorno prima delle analisi del sangue sarebbe meglio evitare uno sforzo fisico intenso e protratto.
  • L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.
  • Il giorno prima degli esami del sangue si può fare una leggera attività fisica ma bisogna evitare gli sforzi intensi, soprattutto se non si è abituati.
  • Pertanto è meglio evitare la sciata della domenica se il lunedì mattina abbiamo appuntamento per il prelievo o la partita di calcio con gli amici la sera prima dell’esame.
  • astenersi dall’attività fisica intensa dell’arto in cui è stato introdotto l’ago per almeno qualche ora dopo il prelievo (ad es.

«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviata in Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel cervello», spiega il dottor Milone.

Farmaci

La preparazione agli esami del sangue dovrebbe prevedere la non assunzione di farmaci nelle ore che precedono il prelievo. Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.

Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco.

Fumo

  • È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente.
  • Il fumo può alterare valori come la glicemia, i lipidi nel sangue e alcuni parametri ematologici.

Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.

Altre Considerazioni

  • Lo stress emotivo o fisico può influenzare ormoni come il cortisolo e la prolattina.
  • Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.

«Tutte le condizioni che comportano disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamo disidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».

Dopo il Prelievo

Dopo il prelievo venoso si consiglia di mantenere per alcuni minuti il braccio disteso e la mano aperta e tenere premuto un batuffolo di cotone sul punto in cui è stato effettuato il prelievo.

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