Il ginseng coreano (Panax ginseng C.A. Meyer, famiglia delle Araliaceae) è una pianta ampiamente utilizzata in diverse formulazioni di medicina tradizionale cinese, principalmente nella profilassi di vari disturbi di salute e come tonico.
Il suo nome generico è panax, termine che deriva dalle parole greche pan (tutto) e akos (cura), da cui panax (panacea) che significa rimedio universale. Il termine "Panax" deriva dal greco, dalla fusione di due termini: "pan" (tutto) e "akeia" (cura), il che significa "panacea, rimedio per tutti i mali". Solo l’uso del corretto nome botanico permette di identificare la specie e correlare le proprietà biologiche ad essa associate.
A livello tradizionale è utilizzato come agente tonico, in grado di migliorare le capacità fisiche e mentali di resistenza alla fatica.
Proprietà e Composizione del Ginseng
La parte della pianta utilizzata in ambito fitoterapico è costituita appunto dalle radici, formazioni fusiformi di colore giallo paglierino, suddivise in radici secondarie, anticipate da un piccolo rizoma che va a costituire la “testa” della droga.
Le proprietà del ginseng asiatico sono da attribuire ad alcune molecole, con struttura ormonosimile, chiamate ginsenosidi (anche noti come panaxosidi). Queste molecole appartengono al gruppo delle saponine triterpeniche e, in base alla loro struttura, possono essere classificate in due principali categorie: i derivati del protopanaxadiolo (ad es. Rb1, Rb2, Rc, Rd) e i derivati del protopanaxatriolo (ad es.
- La loro nomenclatura esprime il fattore di ritenzione, calcolato attraverso cromatografia su strato sottile (TLC), ed esprime il loro grado di polarità.
- Nel ginseng bianco i ginsenosidi arrivano a costituire il 2-3% del peso secco, mentre nel ginseng rosso la concentrazione scende all’1%.
- Non solo la quantità, ma anche la tipologia dei ginsenosidi cambia nelle due preparazioni.
- Composti come i malonilginsenosidi (ad es.
Secondo la Farmacopea Europea la droga essiccata deve avere un contenuto minimo di ginsenosidi dello 0,4%, di cui Rg1 (≥ 0,2%) e Rb1 (≥0,1%). Nell’intestino, queste molecole vengono metabolizzate dalla microflora intestinale; da tali processi si ottiene una molecola chiamata M1 (o composto-K), ritenuto il metabolita farmacologicamente più attivo.
Più la pianta invecchia, maggiore è la concentrazione di ginsenosidi nella radice (si va da 1,6% nelle piante giovani a 2,7% nelle piante di almeno 6 anni). Questa diversa concentrazione si riscontra anche tra le piante provenienti da differenti Paesi.
Ginseng e Diabete: Evidenze Scientifiche
Il diabete è una patologia cronica che si verifica quando il corpo non è in grado di produrre o utilizzare efficacemente l’insulina, un ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue. La gestione di questa condizione richiede attenzione costante alla dieta e allo stile di vita.
Le formulazioni tradizionali a base di ginseng hanno dimostrato di avere degli effetti protettivi contro l’aterosclerosi e questo dato ha fatto ipotizzare che la pianta possa essere impiegata anche nella gestione di alcuni disturbi del metabolismo. Dall’altra parte i risultati dei diversi studi clinici ad oggi disponibili circa gli effetti del ginseng sul prediabete e sul diabete di tipo 2 non sono ancora conclusivi.
Il ginseng coreano è compreso nella lista ministeriale italiana per l’impiego in integratori a base vegetale come tonico-adattogeno, antiossidante e per il metabolismo dei carboidrati.
Ai ginsenosidi è stata attribuita una funzione ipoglicemizzante. Studi condotti su cellule pancreatiche isolate dimostrano che diversi ginsenosidi inducono il rilascio di insulina, mentre in modelli animali comportano l’aumento dei recettori insulinici, in diversi organi bersaglio. Altri studi su modelli animali riportano una diminuzione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, accompagnate da un aumento delle lipoproteine ad alta densità (HDL).
Uno studio pubblicato nel "Journal of Ethnopharmacology" ha esaminato gli effetti del ginseng sul controllo della glicemia. I ricercatori hanno somministrato estratti di ginseng a un gruppo di soggetti con glicemia alta, osservando una riduzione significativa dei livelli di glucosio nel sangue dopo l’assunzione. Inoltre, è stato osservato che il ginseng può contribuire a migliorare la tolleranza al glucosio, un fattore importante nel controllo della glicemia.
Un recente studio ha esaminato gli effetti del ginseng sui biomarcatori della sarcopenia in pazienti diabetici di mezza età e anziani. Nello studio randomizzato e controllato con placebo, i partecipanti hanno assunto compresse di ginseng o placebo per 24 settimane.
È stato osservato che il ginseng può influenzare positivamente la glicemia, migliorando la sensibilità all’insulina e favorendo l’assorbimento del glucosio nelle cellule.
Meta-Analisi sull'Efficacia del Ginseng
Questo tema è stato quindi oggetto di una recente revisione sistematica della letteratura con metanalisi finalizzata a valutare gli effetti complessivi della supplementazione con preparati a base di ginseng sul miglioramento dei biomarcatori cardiometabolici in soggetti con prediabete e sul diabete di tipo 2.
L’analisi metanalitica ha mostrato che il ginseng ha ridotto in modo statisticamente significativo la concentrazione sierica dei seguenti parametri: glicemia a digiuno, colesterolo totale, interleuchina 6 nonché i valori dell’HOMA Index, un indice utilizzato per valutare l’insulinoresistenza. Inoltre, l’integrazione con il ginseng ha influito positivamente sulla frequenza cardiaca e sul fattore di necrosi tumorale TNF-α.
L’efficacia del ginseng sull’HOMA Index e sui valori del colesterolo HDL è stata dose-dipendente e le analisi di meta-regressione hanno evidenziato una relazione lineare tra la dose di ginseng assunta e le variazioni assolute del colesterolo HDL. Le analisi di sottogruppo hanno mostrato che la supplementazione con il ginseng ha modificato in senso favorevole i valori del colesterolo totale e del colesterolo LDL quando il dosaggio era ≥2 g/die.
Tabella: Effetti del Ginseng sui Parametri Cardiometabolici
| Parametro | Effetto del Ginseng |
|---|---|
| Glicemia a digiuno | Riduzione significativa |
| Colesterolo totale | Riduzione significativa |
| Interleuchina 6 | Riduzione significativa |
| HOMA Index (Insulinoresistenza) | Riduzione significativa |
| Frequenza cardiaca | Influenza positiva |
| TNF-α | Influenza positiva |
Ginseng e Bacche: Ulteriori Studi
Ora una ricerca americana ha studiato l'effetto delle bacche di ginseng. La sperimentazione è stata effettuata su topi diabetici e obesi. I topi hanno ricevuto iniezioni di 150 mg di estratto di bacche di ginseng. Dopo dodici iniezioni, i livelli di zuccheri nei topi si erano normalizzati. Inoltre il loro perso era diminuito di più del 10%. L'estratto di bacche di ginseng fa perdere peso perché diminuisce l'appetito e aumenta il consumo di energie.
La bacca del ginseng sembra avere maggiore effetto sul diabete rispetto alla radice. Le bacche contengono, infatti, una quantità maggiore di ginsenosidi, le sostanze che agiscono sul diabete. In particolare, le bacche contengono un tipo di ginsenoside, detto Re, che sembra funzionare specificatamente sul controllo del glucosio. I medici pensano che la riduzione di peso sia dovuta a un altro componente presente nelle bacche del ginseng.
Precauzioni e Controindicazioni
Nonostante i benefici potenziali del ginseng, è importante ricordare che l’uso di questa pianta deve essere sempre accompagnato da precauzioni. Il ginseng può interagire con alcuni farmaci, tra cui quelli per il diabete, e può causare effetti collaterali come insonnia, nervosismo, diarrea e variazioni della pressione sanguigna. Inoltre, non tutti i tipi di ginseng hanno gli stessi effetti: il ginseng americano sembra essere più efficace nel controllo della glicemia rispetto al ginseng asiatico.
L’uso protratto, oltre i due mesi, oppure dosaggi elevati di radice (maggiore di 15 g/die), può indurre una condizione clinica chiamata sindrome da abuso di ginseng. Questa sindrome si manifesta con sintomi quali nervosismo, insonnia, tachicardia, diarrea (specialmente al mattino), eruzioni cutanee, sbalzi d’umore e ipertensione arteriosa.
L’uso di ginseng è sconsigliato in donne in gravidanza, inoltre può causare sanguinamenti abbondanti durante la menopausa (metrorragie).
Inoltre, è importante ricordare che il ginseng è anche una delle droghe più sofisticate, a cui sono volontariamente aggiunti principi o farmaci con l’intenzione di alterarne gli effetti.
Il ginseng non è raccomandato per le donne in gravidanza o durante l'allattamento, i bambini, le persone in pubertà e le donne sottoposte a mastectomia a causa delle sue possibili influenze ormonali. Inoltre, chi soffre di diabete di tipo 2 deve monitorare attentamente la glicemia durante l'uso di ginseng, soprattutto se in terapia insulinica.
Modalità d'Uso
Il ginseng può essere assunto in diverse forme: in capsule, come estratto liquido, o come tè. È importante seguire le dosi consigliate sull’etichetta del prodotto e non superarle. Inoltre, il ginseng può essere utilizzato anche in cucina, per arricchire piatti e bevande con le sue proprietà benefiche. Ad esempio, può essere aggiunto a zuppe, stufati, tè e frullati.
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