L'esame istologico della placenta è uno strumento diagnostico che permette un'analisi accurata dei tessuti per individuare le cause di eventuali complicanze quando si attende un bambino o durante il parto. Ogni patologia, infatti, lascia il segno sulla placenta che viene definita la "scatola nera" della gravidanza.
Importanza dell'Esame Istologico della Placenta
L'esame istologico della placenta è sempre più richiesto dopo il parto. Può essere richiesto per svariati motivi. L'analisi macro e microscopica della placenta permette di chiarire il processo patologico che ha comportato una complicanza al parto. Le informazioni che se ne traggono possono poi essere utili anche per gestire le future gravidanze.
All'interno della placenta è contenuta tutta una serie di informazioni, in particolare di tipo vascolare, in grado di rivelare condizioni materne che possono determinare un alterato flusso di sangue. Questa condizione, oltre a rivelare un danno al feto, può dare importanti indicazioni anche sulle patologie pre parto e intrapartum che possono comportare danni più o meno estesi a livello neurologico nel nascituro, come per esempio l'ictus perinatale.
La placenta è l'unico organo in condivisione tra due individui, si forma nell'utero ed è responsabile del nutrimento, della protezione e della crescita del feti. È in comune tra la mamma e il bambino, una sua parte ha origini materne, costituita dall'endometrio uterino modificato o decidua, mentre la rimanente ha origini fetali, formata dai villi coriali.
La placenta fornisce ossigeno e sostanze nutritive al feto grazie al continuo apporto di sangue materno ossigenato e, allo stesso tempo, depura il sangue fetale dalle tossine e dalle sostanze di scarto. Produce inoltre gli ormoni fondamentali per mantenere la gravidanza e per proteggere il bambino dal sistema immunitario materno.
Complicanze della gravidanza: prematurità (prima di 2 settimane del termine), postmaturità (oltre 42 settimane), oligoidramnios, polidramnios.
Come si Esegue l'Esame Istologico?
L’istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle .
L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura.
Chiaramente ogni referto istologico è diverso perché dipende qual è la condizione che si esamina. Le tecniche molecolari usate per analizzare la struttura molecolare dei tessuti.
Le fasi principali dell'esame istologico includono:
- Inclusione: il campione viene privato della componente acquosa e incorporato in paraffina liquida.
- Sezionamento: il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime per essere osservato al microscopio.
- Colorazione: vengono utilizzati coloranti per evidenziare tessuti che altrimenti sarebbero trasparenti.
Altre procedure includono:
- Esami del sangue, sia quelli “standard” che per individuare i “biomarcatori” cioè la presenza di una serie di proteine o DNA che indica la presenza di una certa malattia.
- I test di imaging, tramite i quali si può avere l’immagine del tumore.
Biopsia
Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico. Esistono diversi tipi di biopsia, tra cui:
- Biopsia punch: eseguita sulla cute tramite piccoli bisturi.
- Biopsia con ago aspirato: un ago viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo ecografico o TAC.
- Biopsia di escissione (asportazione): un intervento chirurgico per prelevare una porzione più consistente di tessuto.
- Biopsia perioperatoria: eseguita in sala operatoria durante un intervento per capire la natura del tessuto operato.
Conservazione della Placenta
Come riporta una pubblicazione dell'ospedale San Marino di Genova, per la conservazione a fresco, l'intera placenta subito dopo il parto deve essere riposta, senza liquidi di fissazione, in un contenitore chiuso e pulito, contrassegnato con il nome e cognome della paziente e la data del parto. La placenta deve essere inviata nel minor tempo possibile al laboratorio. Nei casi in cui per validi motivi sia impossibile inviare subito dopo il parto la placenta, va conservata in frigorifero a 4°-6°C, ove può stare senza sensibile danno per 1-2 giorni.
Per la procedura di fissazione della placenta, invece, l'organo, quando debba essere esaminato, deve essere riposto subito dopo il parto in un contenitore rigido ampio e di base non inferiore a 30 cm di diametro, con una adeguata quantità di liquido di fissazione (almeno 3 litri). Il fissativo di eccellenza è la formalina tamponata al 10%. I contenitori vanno contrassegnati secondo le procedure riportate nel punto 1) ed inviati al laboratorio.
Interpretazione dei Risultati
L’esame istologico permette di descrivere colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato; se si tratta di tumore, in tal caso la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.
Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.
In ogni caso, sarà il ginecologo o il medico specialista a valutare il caso e a suggerire quando e come effettuare l'esame istologico della placenta.
Esempio di Referto e Possibili Implicazioni
Di seguito è riportato un esempio di referto e le possibili implicazioni:
"Membrane cordiali disepitelizzate con diffusa necrosi laminare deciduo-cordiale e aspetti di arteriolopatia deciduale, funicolo con dissociazione emorragica della gelatina iperspiralizzato. Placenta congesta con aspetti di obliterazione dei casi staminali, aree di collasso dello spazio deciduale e stratificazione fibrino ematiche retroplacentari."
Anche in presenza di risultati come questo, è importante considerare che se il bambino è nato sano e con un buon Apgar score, non è necessario allarmarsi eccessivamente. Sarà comunque fondamentale il follow-up pediatrico neonatale e la visita post-partum della madre.
Tempi per i Risultati
I tempi per ottenere i risultati dell'esame istologico possono variare. Se l'esame è urgente, come nel caso di un esame istologico estemporaneo durante un intervento chirurgico, i risultati possono essere disponibili in tempi brevi. Tuttavia, per esami standard, i tempi possono variare da pochi giorni a una settimana.
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