La gastroplastica verticale endoscopica è una procedura bariatrica minimamente invasiva che mira a ridurre le dimensioni dello stomaco, aiutando i pazienti a perdere peso. Questo articolo esplora in dettaglio i costi, i rischi e i benefici associati a questa tecnica.
Principi Fondamentali della Gastroplastica Verticale
In modo schematico l'intervento consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica che comunica con il resto dello stomaco tramite uno stretto orifizio. Il volume della tasca gastrica è di circa 25 ml mentre quello dell’orifizio di svuotamento è regolabile.
Anatomia del Sistema Digestivo
Per comprendere appieno la procedura, è utile conoscere l'anatomia del sistema digestivo:
- Esofago: è un canale lungo circa 25 cm che collega la bocca allo stomaco.
- Stomaco: è una sacca elastica contenente enzimi e acidi che hanno il compito di attaccare il cibo per scomporre le sue componenti (proteine, grassi, carboidrati…) in sostanze più semplici e facilmente assorbibili. Le pareti di questo organo sono ricoperte da uno strato di muco che le protegge dall’azione corrosiva degli acidi della digestione.
- Intestino: il piloro porta il chimo nell'intestino, dove incontra i succhi digestivi prodotti dal pancreas e dal fegato (bile) per poi raggiungere il digiuno: qui tutti i nutrienti del cibo vengono assorbiti rapidamente dalle pareti intestinali, immessi nel sangue e resi disponibili per l’organismo.
- Intestino Crasso: Ciò che resta del cibo, ovvero il chilo, entra nell’intestino crasso. Ciò che non è utile per l’organismo, viene inviato come scarto all’ultima parte dell’intestino, il colon sinistro ed il retto.
Come Viene Eseguita la Gastroplastica Verticale Endoscopica
La procedura bariatrica più praticata ed efficace è al momento la gastroplastica verticale endoscopica (o ‘endosleeve’) che consente di ‘restringere’ lo stomaco, di ‘tubularizzarlo’. L’intervento di endoscopia bariatrica può essere effettuato in anestesia generale o in sedazione profonda, a giudizio dell’anestesista e la procedura dura appena 20-30 minuti.
“Dopo aver inserito l’endoscopio, si supera l’esofago e si arriva nello stomaco, spiega il prof. Spada. Questo tipo di intervento è ripetibile in caso di recidiva (cioè nuovo aumento di peso); può inoltre essere effettuato anche nei pazienti sottoposti in precedenza a intervento di chirurgia bariatrica, risultato inefficace.
Costi della Gastroplastica Verticale Endoscopica
La procedura di revisione dura 10-15 minuti e questi interventi sono del tutto rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. In questo tipo di intervento il compito del chirurgo non può essere altro che il posizionamento della “protesi” e la successiva gestione della stessa con la prevenzione delle possibili complicanze.
Benefici della Gastroplastica Verticale Endoscopica
La chirurgia bariatrica consente di conservare nel tempo un peso corporeo adeguato con una diminuzione concreta dei rischi relativi al sovrappeso. Alcuni tipi di intervento riducono il senso di fame e se il paziente segue un corretto regime alimentare accompagnato da una regolare attività fisica e da un supporto psicologico costante il risultato ottenuto perdura nel tempo.
La chirurgia bariatrica interviene anche sulle patologie correlate, riducendo significativamente il loro impatto e portando, come già esposto, alla loro definitiva scomparsa (diabete, apnee notturne, ipertensione arteriosa).
Chi è il Candidato Ideale
“Secondo le linee guida, l’intervento di endoscopia bariatrica va riservato ai pazienti con un indice di massa corporea (BMI) tra 30 e 40” - ricorda il prof. Spada.
Rischi e Complicanze Possibili
Non esiste nessun intervento chirurgico privo di possibili complicanze. Qualsiasi intervento per la terapia dell’obesità può quindi avere complicanze medico-chirurgiche a volte gravi e anche potenzialmente mortali, sia nel corso dell’intervento sia nel decorso post operatorio.
Tutte le complicanze degli interventi possono richiedere terapie mediche intensive che possono allungare il periodo di degenza anche per numerose settimane ed eventualmente richiedere il ricovero in terapia intensiva. Durante l’intervento può eccezionalmente verificarsi una lesione endoaddominale cui può conseguire emorragia e/o perforazione.
Nei primi giorni dopo l’intervento, si può verificare una tenuta insufficiente delle cuciture dello stomaco e/o dell’intestino, oppure la perforazione di uno di essi. Ne può conseguire una fistola gastrica o intestinale che può causare una peritonite. Si possono formare aderenze interne che determinano quadri di occlusione intestinale.
Ecco alcune delle complicanze più comuni:
- Trombo-embolia venosa: è la formazione di coaguli di sangue nelle vene delle gambe e del bacino.
- Fistola gastrica e/o intestinale.
- Occlusione Intestinale.
- Ernia interna.
- Ernia sulla incisione chirurgica (laparocele) soprattutto se è stata utilizzata la via chirurgica tradizionale (laparotomia).
- Dilatazione della tasca gastrica.
- Erosione della parete dello stomaco.
- Infezione del serbatoio.
Complicanze Specifiche per Tipo di Intervento
Ogni tipo di intervento per l’obesità ha le sue specifiche complicanze. Ad esempio:
- Gastroplastica Verticale Secondo Mc Lean: La benderella posizionata sul neopiloro può determinare una cicatrice e restringere il passaggio (stenosi) provocando vomito non risolvibile con cure mediche. La benderella posizionata sul neopiloro può causare una erosione della parete dello stomaco e penetrare all’interno.
- Gastroplastica Secondo Mason: Si può riaprire il passaggio tra la tasca gastrica e il restante stomaco (fistola gastro-gastrica), che comporta la perdita di efficacia dell’intervento.
- Bendaggio Gastrico Regolabile: Dilatazione della tasca gastrica, scivolamento verso l’alto della parete gastrica attraverso il bendaggio, progressiva erosione della parete dello stomaco da parte del bendaggio.
- Sleeve Gastrectomy: Fistola gastrica (precoce o a distanza) cioè la riapertura di parte della sutura gastrica.
- By-Pass Gastrico: Anemia da carenza di ferro e/o Vitamina B12 e/o acido folico, osteoporosi da carenza di calcio, ulcera nel punto di unione dello stomaco con l’intestino (ulcera anastomotica), intolleranza all’assunzione di alcuni cibi.
- Diversione Biliopancreatica: Anemia da carenza di ferro e/o vitamina B12 e/o acido folico, osteoporosi da carenza di calcio.
Linee Guida e Raccomandazioni
La pietra miliare delle linee guida internazionali per la terapia chirurgica dell’obesità è rappresentata dalla Consensus Development Conference del National Institutes of Health (1991). Il merito sostanziale ed incontrovertibile delle prime linee guida è stato l’introduzione di un criterio di BMI minimo (superiore a 40 o tra 35 e 40 in presenza di almeno una comorbidità, correlata all’obesità e suscettibile di miglioramento o guarigione per la perdita di peso), al di sotto del quale la terapia chirurgica non avrebbe dovuto essere presa in considerazione.
L’ASBS, nel 1997, sottolinea, ulteriormente, la necessità che il paziente sia ben informato, motivato e che abbia un rischio operatorio accettabile. L’IFSO, nel 2000, raccomanda di accertare la capacità del paziente a sottoporsi ai dovuti programmi di follow-up. L’EAES, nel 2005, suggerisce, ancora una volta, come non sia possibile fissare un’età limite, quantunque sembri ragionevole il limite dei 60 anni nella massima parte dei casi.
Follow-Up Post-Operatorio
È indispensabile eseguire controlli clinici e nutrizionali post-operatori periodici. I controlli clinici dovranno essere effettuati presso il centro in cui si è stati sottoposti all’intervento chirurgico o in altri centri qualificati da esso consigliati.
“Naturalmente dopo l’intervento - sottolinea il prof. Spada - i pazienti devono essere costantemente seguiti da un’équipe medica multidisciplinare; questa procedura va infatti incastonata in un percorso che comprende l’intervento del diabetologo, del dietologo, dello psicologo. Un paziente sottoposto a intervento di endoscopia bariatrica per le prime sei settimane deve seguite una dieta da liquida a semi-liquida, fino ad arrivare progressivamente a una dieta solida, ma sempre controllata e sempre prescritta dal dietologo. Molto importante è anche la prescrizione dell’attività fisica per evitare la perdita di massa magra.
Innovazioni e Ricerca
E la ricerca in questo campo è molto attiva; solo al Gemelli sono in corso o 15 trial clinici. “Una tecnica innovativa che stiamo vagliando - spiega Boškoski - è l’associazione dell’intervento di endosleeve all’ablazione della mucosa del fondo gastrico, con uno speciale laser. Questo perché è stato evidenziato che le persone con obesità presentano un’ipertrofia delle cellule produttrici di ghrelina, un ormone prodotto soprattutto dallo stomaco, che stimola l’appetito a livello dei nuclei ipotalamici nel cervello.
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