Scintigrafia Tiroidea: Come Funziona, Quando è Necessaria e Cosa Aspettarsi

La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare, essenziale per valutare la funzionalità della tiroide. Questo esame fornisce preziose informazioni non solo sulla morfologia della ghiandola, ma anche e soprattutto sulla sua funzionalità. Come tutte le tecniche scintigrafiche, si basa sulla somministrazione di farmaci radioattivi in grado di distribuirsi preferenzialmente nel distretto corporeo studiato, in questo caso nella tiroide. La scintigrafia tiroidea è un esame diagnostico che fa parte della medicina nucleare.

Cos'è la Scintigrafia Tiroidea?

La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide. È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico. Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso. La scintigrafia tiroidea è una tecnica di imaging nucleare che utilizza una piccola quantità di materiale radioattivo per valutare la funzionalità e la morfologia della ghiandola tiroidea.

«Questa procedura diagnostica è utile per caratterizzare l’ipertiroidismo, ad esempio, oppure per determinare se un nodulo tiroideo è ipo o iper funzionante, fornendo indicazioni sulla sua natura e sul rischio di malignità», spiega il dottor Ivano Taddei, specialista in Medicina nucleare presso l’Istituto Fanfani di Firenze.

«Solitamente viene prescritta dopo l’ecografia tiroidea, un esame iniziale non invasivo ed economico per valutare le patologie della tiroide, a cui la scintigrafia fa seguito in casi specifici». All’occorrenza può essere prescritta anche in epoca pediatrica, spesso per chiarire il sospetto di ectopia tiroidea (il posizionamento anomalo della tiroide, non sita come di norma nella regione anteriore del collo) in caso di ipotiroidismo.

Come si Esegue la Scintigrafia Tiroidea

Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera. Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.

Tramite un’iniezione endovenosa (o talvolta per via orale), al paziente viene somministrato un tracciante radioattivo che mima lo iodio, comunemente il tecnezio-99m, di cui la tiroide - se funzionante - è molto "avida". Dopo circa 15-20 minuti, la sua distribuzione nella ghiandola viene registrata da una gamma-camera, creando un’immagine che riflette l’attività funzionale dei tessuti tiroidei.

Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti. Quest'apparecchiatura ricevente, con l'ausilio di un elaboratore informatico, è in grado di riprodurre un'immagine dettagliata della ghiandola ed evidenziarne il livello di funzionalità.

«L’intero processo, compresa l’attesa e l’acquisizione delle immagini, dura 30-40 minuti, ma il tempo effettivo in cui si è sottoposti all’imaging è relativamente breve, circa un quarto d’ora», descrive l’esperto. Non si tratta di un esame doloroso: il paziente resta sdraiato su un lettino durante la procedura e l’unico fastidio, comunque leggero, può essere legato alla somministrazione del tracciante per via endovenosa.

Tipologie di Noduli Rilevati

Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”. Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves). I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.

  • Noduli Tiroidei: piccoli ammassi di cellule tondeggianti, generalmente benigni.
  • Noduli Freddi: con grado di attività ridotto rispetto al resto della ghiandola, ma con una maggiore probabilità di nascondere un tumore; per questa ragione impongono spesso un accertamento diretto mediante agoaspirato.
  • Gozzo Multinodulare Tossico: ipertrofia ed iperplasia di aree tiroidee circoscritte, variabili per dimensioni, che diventano ipersecernenti provocando sintomi caratteristici dell'ipertiroidismo. Si differenzia dal cosiddetto gozzo tossico diffuso (morbo di Basedow), sostenuto da iperplasia tiroidea globale.
  • Presenza di Tessuto Tiroideo Metastatico: in pazienti già sottoposti all'asportazione chirurgica della ghiandola (tiroidectomia) la scintigrafia tiroidea e totalbody è indicata per valutare la presenza di tessuto ghiandolare residuo, possibili recidive o metastasi con conservata captazione dello iodio.

Preparazione alla Scintigrafia Tiroidea

Non è necessaria una preparazione particolare per la scintigrafia tiroidea e non occorre il digiuno. «L’importante è sospendere nei 10-15 giorni precedenti all’esame l’assunzione di preparati o soluzioni a base di iodio, come sale iodato, alghe marine, multivitaminici o prodotti di erboristeria contenenti iodio, ma anche dentifrici o lavande vaginali addizionati con questo microelemento», sottolinea Taddei. È necessario informare il medico di eventuali farmaci assunti, in particolare quelli contenenti iodio (es. mezzi di contrasto o integratori), che potrebbero interferire con i risultati.

Nel caso in cui il paziente stia assumendo farmaci iodati, come l’amiodarone, è generalmente consigliato sospendere il farmaco per un periodo di almeno sei mesi prima di eseguire una scintigrafia tiroidea.Perché queste precauzioni? «La ghiandola tiroidea potrebbe già essere “satura” di iodio, riducendo l’assorbimento del tracciante e compromettendo la qualità delle immagini ottenute: questo potrebbe portare a risultati falsi negativi o alterati, rendendo difficile per i medici fare una diagnosi accurata», specifica l’esperto.

Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.

Misure Preparatorie Specfiche

Sì, ci sono alcune misure di preparazione specifiche per la scintigrafia tiroidea che i pazienti devono seguire per assicurarsi che l'esame sia il più accurato possibile. Queste precauzioni aiutano a ottimizzare l'assorbimento del radiofarmaco da parte della tiroide e minimizzare le interferenze.

  1. Dieta a Basso Contenuto di Iodio: Potrebbe essere richiesto di seguire una dieta a basso contenuto di iodio per 1-2 settimane prima dell'esame. Lo iodio presente negli alimenti può interferire con l'accumulo del radiofarmaco nella tiroide, riducendo l'efficacia della scintigrafia.
  2. Ogni centro medico potrebbe avere protocolli specifici di preparazione, quindi è fondamentale seguire le istruzioni fornite dal proprio medico o dal centro in cui si effettuerà l'esame.
  3. In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare di evitare alimenti ricchi di iodio, come alghe, pesce e sale iodato, per alcuni giorni prima dell’esame. Ciò aiuta a garantire che il radiofarmaco venga assorbito in modo ottimale dalla tiroide, migliorando l’accuratezza dei risultati.

Chi Può Fare l'Esame e Controindicazioni

La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli. La scintigrafia tiroidea comporta un’esposizione a radiazioni relativamente bassa, inferiore rispetto ad altre procedure diagnostiche, come una TAC.

Non possono sottoporsi alla scintigrafia tiroidea le donne in gravidanza, a causa dell’utilizzo di isotopi radioattivi durante l’esame. «Queste sostanze, infatti, possono attraversare la placenta e potenzialmente esporre il feto a radiazioni, comportando rischi per il suo sviluppo, inclusi effetti sullo sviluppo della tiroide e altri organi», evidenzia il dottor Taddei. In caso di sospette problematiche alla tiroide durante la gravidanza, i medici possono optare per metodi diagnostici alternativi che non comportano l’uso di radiazioni, come ecografie o esami del sangue.

A scopo cautelativo, inoltre, nelle donne in età fertile la scintigrafia viene generalmente effettuata entro i dieci giorni successivi all'inizio dell'ultima mestruazione, in modo da escludere il rischio di una gravidanza in corso. Durante l'allattamento alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno; pertanto, a discrezione del medico specializzato in medicina nucleare, la scintigrafia può essere rimandata oppure eseguita salvo sospensione più o meno prolungata dell'allattamento.

È richiesta la presenza di un accompagnatore nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia, condizione che richiede l’assunzione di ansiolitici da parte del paziente. In questo caso, dopo l’esame, è sconsigliabile la guida di veicoli.

Durata dell'Esame

In totale la procedura dura intorno ai 45 minuti. Nel caso si utilizzi lo iodio-131 è necessario tornare nel laboratorio di medicina nucleare 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame

L'esame inizia con una visita preliminare atta ad indagare la storia e l'eventuale documentazione clinica sulla patologia in atto, seguita da un esame obiettivo del collo (palpazione). L'indagine procede con la somministrazione del radiofarmaco, per via endovenosa nel caso del tecnezio 99 o dello iodio 123 (raramente utilizzato) e per via orale nelle scintigrafie con iodio 131. Dopo il periodo di attesa si procede all'acquisizione delle immagini e all'interpretazione del risultato. A seconda che la scintigrafia sia limitata alla tiroide od estesa a tutto il corpo, tale procedura può variare da qualche minuto a mezzora.

Saranno quindi le testate dell'apparecchio a compiere movimenti rotatori o traslatori intorno all'organismo; trattandosi di una strumentazione aperta non vi è alcun problema per le persone che soffrono di claustrofobia. Durante l'intera procedura è importante che il paziente rimanga il più possibile immobile.

Al termine della scintigrafia l'esaminato può riprendere immediatamente le proprie attività abituali, senza particolari precauzioni; il medico può comunque invitarlo a bere più liquidi del solito per facilitare l'eliminazione del radiofarmaco; dopo aver utilizzato il WC è bene far scorrere abbondantemente l'acqua e lavarsi accuratamente le mani.

Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia.

Rischi e Precauzioni

I traccianti utilizzati, anche quelli a base di iodio, non vanno confusi con i mezzi di contrasto; normalmente non danno alcun disturbo né fenomeni allergici (la scintigrafia tiroidea può essere eseguita in tutta tranquillità anche dalle persone allergiche allo iodio). Le radiazioni emesse dal radiofarmaco pur essendo invisibili, saranno rilevate dalla gamma camera e trasformate in immagini. Gli eventuali rischi sono legati alla somministrazione del radiofarmaco.

Le isotopo somministrate sono molto basse e non comportano rischi significativi per il paziente, anche se l'utilizzo della tecnica scintigrafica rimane controindicato in gravidanza. A scopo cautelativo, inoltre, nelle donne in età fertile la scintigrafia viene generalmente effettuata entro i dieci giorni successivi all'inizio dell'ultima mestruazione, in modo da escludere il rischio di una gravidanza in corso. Durante l'allattamento alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno; pertanto, a discrezione del medico specializzato in medicina nucleare, la scintigrafia può essere rimandata oppure eseguita salvo sospensione più o meno prolungata dell'allattamento.

Per motivi di radioprotezione, è sconsigliato essere accompagnati da persone minorenni e da donne in età fertile, in particolare se in gravidanza.

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