Il termine “gambero” viene utilizzato per indicare una serie di crostacei di acqua dolce e salata appartenenti all’ordine dei Decapodi. Che si tratti di gamberetti o gamberoni, di fiume o di mare, i gamberi sono un alimento apprezzato e benefico.
Proprietà Nutrizionali dei Gamberi
Le proprietà dei gamberi rimangono costanti tra le diverse tipologie. Sono caratterizzati da un basso apporto calorico, tra le 71 e le 99 calorie per 100 grammi, dovuto principalmente alla loro composizione prevalentemente di acqua. I gamberi sono anche una fonte di proteine dall’alto valore biologico e sono ricchi di sali minerali, come sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio e zinco. Completano il profilo nutrizionale un quantitativo limitato di carboidrati, pochi lipidi (per lo più acidi grassi omega-3 e omega-6, fondamentali per la salute cardiovascolare) e vitamine, in particolare vitamina B12 e vitamina A, utile per proteggere la vista.
Nei gamberi è presente anche l’astaxantina, un carotenoide altamente antiossidante assimilato dai crostacei tramite le alghe di cui si nutrono.
Benefici per l’Organismo
Questo ricco profilo nutrizionale si traduce in diversi benefici per l’organismo. I gamberi sono un’ottima fonte di energia grazie alle proteine, particolarmente indicati per chi fa sport o attraversa periodi di stanchezza e stress. Aiutano a proteggere cuore e arterie, contribuiscono allo sviluppo delle ossa e al controllo della pressione sanguigna. Essendo poveri di calorie, privi di grassi "cattivi" e carboidrati, sono ottimi per evitare aumenti incontrollati di peso, soprattutto per chi soffre di scompensi legati al funzionamento della tiroide. Agiscono in modo positivo sul metabolismo e favoriscono la digestione degli alimenti.
Colesterolo e Consumo di Gamberi
I gamberi non sono alimenti particolarmente pericolosi, tranne in caso di intolleranza o allergia. Come tutti i crostacei, contengono una percentuale elevata di colesterolo. È importante ricordare che solo una parte del colesterolo presente nel nostro sangue è di origine alimentare (colesterolo esogeno), mentre il resto viene prodotto dall’organismo (colesterolo endogeno). Non serve escludere completamente i gamberi dall’alimentazione, perché in realtà solo il 25% del colesterolo viene assunto per via alimentare, mentre il restante viene prodotto dall'organismo stesso.
Non c’è alcuna necessità, quindi, di privarsi dei gamberi perché sono ricchi di questo grasso, ma è bene non superare l’assunzione giornaliera consigliata di colesterolo, che è pari a 300 mg: una porzione da 200 grammi di gamberi freschi è l’ideale per godersi la loro bontà senza correre rischi. Se sei particolarmente sensibile al rialzo dei valori del colesterolo o se soffri di ipercolesteremia devi prestare attenzione a quanti gamberi consumi, chiedendo al tuo medico di fiducia la porzione più adatta alla tua situazione.
Grazie al loro contenuto di potassio e omega 3 e al basso apporto di grassi, i gamberi possono contribuire ad aiutarci a proteggere la salute del cuore. Il potassio, infatti, è un sale minerale che assicura la corretta contrazione del muscolo cardiaco e aiuta a regolarizzare la pressione, mentre gli omega 3 svolgono un’azione anticolesterolo e antinfiammatoria delle arterie che contribuisce a salvaguardare la salute cardiovascolare. Il mix di calcio e fosforo che caratterizza i gamberi li rende utili per proteggere la salute di ossa e denti.
Gamberi Freschi o Surgelati: Quale Scegliere?
È possibile scegliere di portare in tavola gamberi freschi o surgelati: non ci sono consistenti differenze nutrizionali tra loro, se si esclude il fatto che i gamberi surgelati contengono più sodio (375 mg contro 146 mg per etto) e meno potassio (75 mg invece di 266) e fosforo (159 mg e non 349). Anche da surgelati, comunque, i gamberi preservano la maggior parte delle loro caratteristiche, quindi si può optare per una soluzione o per l’altra in base alle proprie esigenze. Oggi in commercio si trovano degli ottimi gamberi surgelati, che se ben maneggiati e decongelati con cura possono sostituire quelli freschi: ricorda di preferire prodotti dalla provenienza rigorosamente certificata, di decongelarli in frigo e di non passarli mai sotto l’acqua calda perché diventano mollicci e perdono il sapore.
Come Riconoscere i Gamberi Freschi
La soluzione migliore, ovviamente, sarebbe quella di acquistare i gamberi freschi, ma come fare capire che siano prodotti davvero freschi? È più facile di quanto pensi, devi solo imparare quali sono gli aspetti a cui devi prestare attenzione. Prima di tutto devono avere un odore gradevole - il cattivo odore, soprattutto in ambito ittico, non è mai un buon segno - e devono avere un color brillante, acceso, un chiaro indice di freschezza. Se noti un colore spento o maculato, un forte odore di ammoniaca o cloro stai alla larga: vuol dire scarsa freschezza e inizio di deterioramento, perché questo tipo di sostanze spesso sono usare per coprire l’odore della decomposizione. Ricorda anche di controllare che la testa sia ben attaccata alla coda, perché quando il prodotto non è fresco le due parti tendono a staccarsi, e di notare gli occhi del gambero, che se il prodotto è fresco devono essere lucidi, grandi e non apparire invece rinsecchiti. Una volta certo di avere acquistato gamberi davvero freschi segui i nostri consigli per trattarli al meglio e poi potrai gustarli in tutta la loro bontà.
Quante Volte a Settimana Consumare i Gamberi?
Le Linee guida per una sana alimentazione del CREA raccomandano di mangiare il pesce fresco tra le 2 e le 3 volte alla settimana: i gamberi possono essere una valida alternativa agli altri tipi di pesce e crostacei, da gustare una volta alla settimana.
Controindicazioni
La principale controindicazione legata al consumo di gamberi deriva dal fatto che, come tutti i crostacei, possono causare allergia nei soggetti predisposti. Si tratta di una problematica molto comune che si manifesta con sintomi sia respiratori che cutanei, come tosse, respiro sibilante, gonfiore alla lingua e alle labbra.
Astaxantina: Un Potente Antiossidante nei Gamberi
Cos’è che rende il gambero e altri crostacei (l’aragosta) così speciali? È la Astaxantina, un pigmento rosso, carotenoide naturale, classificato come xantofilla. La Astaxantina, tra i più potenti antiossidanti noti, ha il suo principale punto di forza nella propria attività anti-aterosclerotica:
- Migliora il profilo lipidico e protegge il cuore: inibisce l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), riduce i livelli di trigliceridi circolanti e incrementa i livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL), note per essere “gli spazzini” delle arterie recuperando il colesterolo in esse depositato.
- Riduce i processi infiammatori: l’infiammazione cronica è il principale fattore fisiopatologico in molte malattie quali il diabete, l’aterosclerosi e l’ipertensione. L’attività antiossidante dell’Astaxantina la rende un valido aiuto contro i processi infiammatori.
- Migliora il profilo glicemico: nonostante vi siano studi con esiti lievemente contrastanti su questa importante attività dell’Astaxantina, è nota una - seppur lieve - attività ipoglicemizzante con miglioramento della sensibilità all’insulina.
- Ha effetto neuroprotettivo: La sua attività antiossidante sta suscitando molto interesse soprattutto nella ricerca per la prevenzione e il co-trattamento di patologie neurodegenerative quali il morbo di Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e anche nella sindrome da riperfusione post ischemia cerebrale.
- Migliora il recupero muscolare: la sua attività antiossidante contrasta l’eccessiva produzione di radicali liberi e stress ossidativo da essi causati che conseguono uno sforzo muscolare intenso.
La dottoressa Barbara Martinelli afferma: "Anche se, è importante ricordare che la sua attività ipolipemizzante e la prontezza del nostro organismo nel far fronte all’assunzione di elevate quantità di colesterolo, riducono l’effetto negativo di quest’ultimo. Infatti, quotidianamente il nostro organismo produce circa 1 g di colesterolo. Quantità che tende a ridursi in caso di assunzione di colesterolo esogeno (introdotto dall’esterno).
Varietà di Gamberi
Esistono differenti varietà di gambero distinte in base alla provenienza e qualità organolettiche. Con il termine "gamberi" vengono indicati, in realtà, diverse specie appartenenti a Genere, Famiglia, Superfamiglia e Sottordine differenti.
- Gambero rosa (Parapenaeus longirostris): gambero di colore rosa-arancione, lungo 10-12 cm. E’ disponibile tendenzialmente tutto l’anno, con stagionalità più alta nel periodo che va da novembre a giugno.
- Gambero rosso (Aristaeomorpha foliacea): gambero di colore rosso intenso di medie dimensioni (10 cm di media ma può raggiungere anche i 22 cm) e dal carapace robusto. Si trova comunemente nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale.
- Gambero grigio (Palaemon elegans) conosciuto comunemente come “gamberetto”.
- Gambero di fiume europeo (Austropotamobius pallipes italicus): gambero d’acqua dolce di piccola taglia e dal corpo tozzo che può raggiungere i 10-12 cm. Ha un carapace robusto e due grandi chele. Gli arti e il ventre sono bianchi, in contrasto col resto del corpo che si presenta di colore bruno-rossiccio fino al verde scuro. Viene solitamente allevato e ha una stagionalità che va da marzo ad ottobre.
- Mazzancolla (Melicertus kerathurus): comunemente chiamato “gamberone”, è un gambero biancastro tendente al rosa-grigio che può raggiungere i 20 cm. Alterna bande marroni-rossastre sul carapace e segmenti addominali a macchie scure.
I gamberi si distinguono dai gamberoni non solo per le dimensioni, ma anche per il colore.
Come Utilizzare i Gamberi in Cucina
I gamberi sono particolarmente versatili in cucina. Si usano in preparazioni a crudo, ma anche come ingrediente di primi piatti, secondi, salse e piatti etnici. I gamberi dovrebbero essere puliti eliminando l'intestino che ha il caratteristico sapore amaro che si trasferisce alla polpa, guastandone il delicato gusto. Si prestano a cotture veloci, ma in molti li preferiscono crudi. I gamberetti vengono utilizzati per preparare antipasti, primi piatti, secondi piatti, salse e farciture (ad es per la pizza o le torte salate). Si possono mangiare crudi - con o senza olio e succo di limone (non marinati), facendo molta attenzione alla freschezza dell'alimento - o cotti per affogatura (lessatura), saltati in padella, grigliati, fritti o sulla piastra. Non andrebbero mai cotti a lungo, per evitare che acquisiscano una consistenza gommosa o stopposa.
Ecco alcuni esempi di ricette con i gamberi:
- Cocktail di gamberi
- Gamberoni al forno
- Pasta zucchine e gamberi
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