La risonanza magnetica (RM) è una procedura sicura e indolore utilizzata per ottenere immagini dettagliate degli organi e delle strutture interne del corpo. L’esame viene eseguito in un macchinario all’interno del quale viene fatto scorrere il lettino su cui è adagiato il paziente, sdraiato sulla schiena. Durante la procedura l’apparecchio scansiona l’area da analizzare, inviando le informazioni a un computer in grado di elaborarle restituendo le immagini che saranno analizzate dal medico. In genere una risonanza magnetica dura tra i 30 e i 60 minuti, durante i quali, se necessario, può essere somministrato un sedativo.
Risonanza Magnetica nell'Individuazione di Focolai
Un focolaio, in termini medici, indica un'infiammazione localizzata in una specifica area del corpo. Ad esempio, un focolaio polmonare è un’infiammazione che nasce in una specifica porzione del polmone. Se dall’auscultazione il medico dovesse rilevare anomalie, potrebbe prescrivere una radiografia al torace, da svolgere in centri polispecialistici convenzionati con il SSN.
Focolai Polmonari
I lobi polmonari si suddividono in segmenti broncopolmonari, che si ripartiscono in strutture più piccole, fino ad arrivare agli alveoli. Campanelli d’allarme sono tosse, febbre alta e stanchezza, in alcuni casi accompagnati da dolore al torace. Tuttavia, i focolai polmonari possono rivelarsi anche asintomatici, senza febbre o dolore ai polmoni. In questi casi, sono difficili da individuare, soprattutto se i pazienti sono bambini o anziani.
La tempestività nella diagnosi e nella somministrazione dei medicinali, come antibiotici, è fondamentale: un focolaio non curato potrebbe trasformarsi in una polmonite virale o in una polmonite batterica, aggravando il quadro clinico del paziente. Alcuni pazienti, soprattutto in caso di polmoniti e broncopolmoniti, potrebbero avere bisogno di cure aggiuntive, come l’ossigenoterapia, che richiedono l’ospedalizzazione per alcuni giorni.
Risonanza Magnetica Encefalo e Focolai di Vasculoialinosi
La risonanza magnetica all'encefalo può rilevare focolai di vasculoialinosi. Un esempio di referto può includere la presenza di "puntiforme iperintensità di segnale nelle sequenze T2-dipendenti, della sostanza bianca profonda parietale sinistra, compatibile con focolaio di vasculoialinosi".
L'esame può escludere altre patologie, come "non sono presenti segni di patologie demielinizzanti o di patologie tumorali". Inoltre, la rappresentazione del corpo calloso e del tronco dell'encefalo può risultare nella norma, così come l'altezza delle tonsille cerebellari. Il sistema ventricolare è in asse, nei limiti morfovolumetrici e gli spazi liquorali corticali e cisternali sono normorappresentati.
Interpretazione dei risultati RM Encefalo
Un risultato di risonanza magnetica dell'encefalo può descrivere:
- Circoscritta area focale di alterato segnale della sostanza bianca contigua al corno frontale del ventricolo laterale sinistro, compatibile con focolaio gliotico di più verosimile significato aspecifico.
- Assenza di ulteriori alterazioni di segnale del parenchima encefalico in sede sovra e sottotentoriale.
- Assenza di aree di restrizione della diffusività molecolare dell'acqua referibili a lesioni vascolari ischemiche di recente insorgenza.
- Assenza di aree focali di iposegnale riferibili alla presenza di depositi di prodotti di degradazione dell'emoglobina nelle sequenze GE T2.
- Spazi subsracnoidei della convessità e le cavità ventricolari con ampiezza e morfologia nei limiti di norma, con lieve asimmetria dei corni occipitali dei ventricoli laterali con prevalenza del sinistro.
- Strutture della linea mediana in asse.
- Cisterne dell'angolo ponto-cerebellare libere.
- Condotti uditivi interni con ampiezza e decorso regolare.
- Rami del VII ed VIII nervo cranico al loro interno regolarmente rappresentati.
- Strutture membranose dell'orecchio interno con regolare morfologia.
- Cavità pneumiche paranasali normoconformate e normoareate.
- Setto nasale osseo in asse.
Risonanza Magnetica e Sclerosi Multipla
La risonanza magnetica è uno strumento fondamentale nella diagnosi della sclerosi multipla. Nella sclerosi multipla, la demielinizzazione riconosce una base infiammatoria: la distruzione di mielina è sostenuta da una reazione anomala delle difese immunitarie che attaccano erroneamente alcuni componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli per agenti estranei. Esistono diversi tipi di sclerosi multipla: alcuni sono caratterizzati da ricadute e remissioni, mentre altri sono caratterizzati da un graduale declino.
All'inizio della sclerosi multipla, l'infiammazione ha come bersaglio la mielina che si gonfia e si frammenta. Questo fenomeno finisce, però, con il coinvolgere gli assoni che vanno incontro ad una sofferenza: in un primo momento, il danno assonale è minimo, ma nel tempo si traduce in una degenerazione che comporta la morte del neurone per propagazione della lesione, fino al corpo cellulare. Inizialmente, quindi, i deficit funzionali sono dovuti esclusivamente alla infiammazione della mielina e, quando questo stato flogistico viene meno, il paziente recupera.
Se alla degenerazione della guaina mielinica si aggiunge un danno assonale, la comunicazione tra i neuroni rallenta progressivamente, fino alla perdita definitiva del controllo nervoso. Ciò accade perché la mielina persa viene sostituita attraverso proliferazione reattiva di cellule della glia con una cicatrizzazione che porta a stiramento e frammentazione degli assoni.
Sindrome Radiologicamente Isolata
La sindrome radiologicamente isolata è caratterizzata da alterazioni della sostanza bianca del SNC - rilevate con la risonanza magnetica - simili a quelle osservate nella sclerosi multipla, in assenza di anamnesi, segni e sintomi compatibili. Questo riscontro è assolutamente accidentale, cioè la risonanza magnetica è stata eseguita a causa di altri sintomi, come il mal di testa, o per altri motivi diagnostici. Nei pazienti con sindrome radiologicamente isolata, però, non è raro riscontrare un'estensione dei focolai di demielinizzazione o l'insorgenza, nel tempo, di sintomi neurologici, rendendo il quadro neuroradiologico un potenziale fattore di rischio per la sclerosi multipla. In particolare, è stato dimostrato che la progressione radiologica si verifica in circa il 66% dei pazienti con sindrome radiologicamente isolata.
Risonanza Magnetica Multiparametrica Prostatica
Ad oggi la risonanza magnetica multiparametrica rappresenta la metodica di diagnostica per immagini più affidabile tra quelle disponibili per la diagnosi del tumore prostatico. questo significa che solo 1 paziente su 10 affetto da tumore risulta falsamente negativo. In caso di risonanza multiparametrica positiva il paziente dovrà invece essere avviato all’esecuzione della biopsia prostatica. riesce ad analizzare alcune caratteristiche aggiuntive che consentono di aumentare la capacità di distinguere un tumore da una lesione focale non tumorale.
Zone della prostata
- La zona centrale (identificata con il termine di “zona di transizione”): è la porzione della ghiandola che si trova intorno all’uretra e rappresenta la sede tipica dove si sviluppa l’iperplasia prostatica benigna (“IPB” o “adenoma” prostatico), una patologia molto comune che determina il progressivo ingrossamento della prostata.
- La zona periferica: è la porzione che si trova intorno alla zona di transizione e si sviluppa tra questa e la capsula prostatica.
Sistema PI-RADS
La classificazione PI-RADS si basa su una scala di valori da 1 a 5, e permette di assegnare un valore crescente di probabilità ad ogni reperto individuato in risonanza magnetica. Nella zona di transizione, al contrario, la sequenza dominante per l’assegnazione del PI-RADS è rappresentata dallo studio morfologico in T2. Il sistema standardizzato PI-RADS prevede che se il radiologo identifica uno o più reperti sospetti, segnali nel referto a quale classe di rischio essi appartengano e in quale sede li visualizza.
In pratica una risonanza magnetica multiparametrica prostatica nel cui referto è indicato un PI-RADS 1 o 2 va considerata negativa. In alcuni casi di referti negativi il PI-RADS non viene nemmeno riportato. In presenza di lesioni PI-RADS 4 o 5, al contrario, l’esame va considerato positivo. In questi pazienti la biopsia prostatica andrebbe sempre fatta, e dovrebbe basarsi sulle metodiche di fusione. Questo tipo di biopsia prevede infatti una guida ecografica con immagini “potenziate” dai dati ottenuti dalla risonanza magnetica, in modo da poter mirare con estrema precisione le aree sospette evitando prelievi bioptici inutili.
I referti con PI-RADS 3 sono invece considerati dubbi. In questi casi la decisione se eseguire la biopsia dipende anche dagli altri fattori di rischio del caso (come il valore del PSA o i reperti palpatori all’esplorazione rettale).
| PI-RADS | Interpretazione | Azione raccomandata |
|---|---|---|
| 1 o 2 | Negativa | Nessuna azione specifica |
| 3 | Dubbia | Valutare altri fattori di rischio |
| 4 o 5 | Positiva | Biopsia prostatica |
leggi anche:
- Risonanza Magnetica Encefalo e Tronco Encefalico: Durata, Preparazione e Cosa Aspettarsi
- Risonanza Magnetica a Castiglione del Lago: Costi, Prenotazioni e Info Utili
- Risonanza magnetica aperta Fornovo: comfort e precisione diagnostica
- Lavoro Biologo Laboratorio Analisi: Offerte e Requisiti
- Risonanza Magnetica Sacro Iliache: Quando Farla e Cosa Aspettarsi
