L’angiografia oculare è un esame utilizzato per studiare il sistema vascolare della retina e della coroide e per verificare che non ci siano alterazioni nella parete dei vasi sanguigni che nutrono la retina. Questi esami sono molto utili per trovare alterazioni della parete dei vasi sanguigni che nutrono la retina. L’angiografia retinica a fluorescenza si basa sull’esame della retina mentre quest’ultima viene perfusa da un colorante iniettato in vena (fluoresceina sodica al 20% per la fluorangiografia e verde indocianina per l’indocianinografia).
A cosa serve l'angiografia oculare?
L'angiografia oculare è un test diagnostico che può essere molto utile per l’individuazione di molte patologie oculari. Per mezzo della fluoangiografia è possibile diagnosticare le patologie vascolari dell'occhio, quali, ad esempio, la degenerazione maculare, la retinopatia diabetica, le occlusioni vascolari, il distacco di retina, la retinite pigmentosa. La fluorangiografia ha una duplice funzione: consente all’oculista di osservare lo stato di salute della retina e della coroide e di diagnosticare l’eventuale presenza di patologie che portano ad una scarsa od errata vascolarizzazione di questi tessuti, come per esempio la degenerazione maculare essudativa, la retinopatia diabetica, la retinopatia sierosa centrale, il glaucoma neovascolare, ma anche edemi maculari e rotture retiniche. Questo esame può aiutare l’oculista a diagnosticare e valutare specifiche patologie oculari.
Patologie diagnosticabili con l'angiografia oculare
- Degenerazione maculare legata all’età (AMD): L’AMD determina la perdita della vista centrale in uno o in entrambi gli occhi nelle persone di età superiore ai 50 anni.
- Diabete: Un’altra malattia che provoca seri danni ai vasi sanguigni della retina è il diabete. Per questo motivo, verificare a livello angiografico quali sono gli effetti di questa patologia sul sistema vascolare dell’occhio è davvero importante.
Come si esegue l'angiografia oculare?
Per eseguire l’angiografia oculare non è necessario recarsi in clinica a stomaco vuoto, anche se non è neanche opportuno consumare un pasto troppo abbondante prima del test. Prima di iniziare, al paziente verrà somministrato un collirio per dilatare le palpebre e sarà invitato ad appoggiare il mento e la fronte al retinografo stando fermo per tutta la durata dell’esame. L’arteria principale della retina accede al bulbo oculare attraverso un’area chiamata papilla (oculare). Per prima cosa, si dilata la pupilla con un collirio e si scattano immagini preliminari dell’interno dell’occhio.
Successivamente, al paziente viene iniettato nel braccio un colorante a base di fluoresceina di sodio. Viene utilizzato un mezzo di contrasto fluorescente (fluoresceinato di sodio) che, iniettato per via endovenosa , si diffonde lungo i vasi sanguigni. La fluoresceina è un colorante organico che ha proprietà fluorescenti che facilitano la registrazione fotografica utilizzando una macchina fotografica speciale, chiamata angiografo. Il colorante, una volta eccitato da una specifica luce blu, emette una fluorescenza che lo rende evidente rispetto allo sfondo, permettendo così di studiare la circolazione retinica e di conseguenza molte patologie della retina e della coroide sottostante. Questa particolare sostanza, raggiunge la retina dopo 10-15 minuti dalla sua somministrazione. Dopo l'iniezione del mezzo di contrasto, viene scattata una serie di fotogrammi al fine di documentare le successive fasi di perfusione del colorante nelle arterie, nei capillari e nelle vene retiniche. In questo modo, possono essere identificati gli eventuali vasi sanguigni occlusi, le zone di alterata permeabilità vasale nonché tutti i sottili cambiamenti nella parte posteriore dell'occhio.
Da quel momento, gli oftalmologi scattano diverse fotografie della rete vascolare dell’occhio, man mano che i vasi si riempiono della sostanza iniettata. Allo scopo di favorire l'acquisizione delle immagini, il personale medico invita il paziente a spostare lo sguardo nelle varie direzioni. La durata dell'esame è di circa 10 minuti. La durata dell’esame oscilla tra i 10 e i 40 minuti, a seconda del numero di fotografie necessarie a costruire la mappa della retina e dal tipo di liquido di contrasto utilizzato.
E’ possibile che, durante l’uso del contrasto, alcuni pazienti provino una sensazione di calore o una leggera nausea, ma i sintomi o gli effetti collaterali sono generalmente lievi. Dopo il test, le pupille rimangono dilatate per circa 24 ore. Per effetto della fluoresceina, può inoltre verificarsi che l’urina assuma un colore giallo intenso. La fluorescina viene smaltita dai reni ed eliminata dal corpo attraverso l’urina che, nelle 24 ore seguenti alla sua somministrazione, diventa di colore giallastro.
Angiografia OCT o Angio-OCT
L’angiografia OCT o Angio-OCT è un test rapido, accurato, privo di rischi e non invasivo, a differenza dell’angiografia con fluoresceina. Questo nuovo metodo diagnostico consente di eseguire l’angiografia della coroide, della retina e del nervo ottico, basandosi sulla tecnologia della tomografia a coerenza ottica per visualizzare non solo i grandi vasi sanguigni, ma anche i capillari. Recenti studi hanno infatti dimostrato che esiste una stretta correlazione tra le alterazioni del campo visivo causate dal glaucoma e alcune alterazioni microvascolari in questa particolare area del corpo.
Rischi e controindicazioni
Prima di iniziare l’esame, il medico dovrà sempre accertarsi che il paziente abbia una corretta funzionalità cardiaca e renale e che non sia allergico in alcun modo al liquido di contrasto iniettato. Gli effetti indesiderati derivati dalla fluorangiografia sono per lo più legati all’uso del liquido di contrasto. La fluorangiografia deve essere effettuata solo dopo aver verificato con adeguate indagini che il paziente non sia allergico al colorante e che al momento dell’esame si trovi in buone condizioni di salute. Qualora il paziente risulti allergico al mezzo di contrasto, l'oculista provvederà alla dilatazione della pupilla con colliri appositi.
La fluorangiografia è sconsigliata in gravidanza. L’unico rischio è che il paziente sia allergico o ipersensibile a questa sostanza. E’ invasivo? Doloroso? La fluorangiografia non è un esame invasivo nè doloroso. La fluorangiografia è una procedura indolore durante la quale il paziente potrebbe, al massimo, riferire un piccolo fastidio quando l'infermiere inietta il liquido di contrasto, e riportare una sensibilità alla luce causata dal flash utilizzato per l'acquisizione delle immagini.
Entrambi gli esami, con la fluoresceina e il verde di indocianina, sono sicuri e gravi effetti collaterali sono rari. I disturbi più frequentemente riscontrati sono l’insorgenza di nausea dopo l’iniezione, più frequente nel caso della fluoresceina, di solito transitoria. I pazienti che sono allergici possono manifestare prurito e rash cutanei che rispondono bene alla somministrazione di antiistaminici orali. Molto raramente, si può manifestare una reazione allergica acuta e pericolosa chiamata shock anafilattico che richiede un immediato trattamento medico. Esiste inoltre la possibilità che il colorante possa fuoriuscire dalla vena e stravasare nel tessuto sottocutaneo circostante; questa evenienza provoca di solito dolore transitorio a livello della vena del braccio dove di solito viene fatta l’iniezione.
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