L'acetilcisteina (sinonimo: N-acetilcisteina), nota anche con il nome commerciale di Fluimucil, è un derivato della cisteina con attività fluidificante sulle secrezioni mucose. L'acetilcisteina è impiegata nel trattamento delle affezioni respiratorie che richiedono un'azione mucolitica.
Proprietà e Meccanismi d'Azione dell'Acetilcisteina
L'attività mucolitica del farmaco è legata alla presenza di un gruppo sulfidrilico che provoca la rottura dei ponti disolfuro delle mucoproteine tramite una reazione di riduzione; l'efficacia terapeutica dell'acetilcisteina è massima ad un pH compreso tra i valori di 7 e 9.
L'acetilcisteina possiede elevate proprietà antiossidanti per la presenza del gruppo tiolico (-SH) libero, nucleofilo, in grado di reagire con i gruppi elettrofili dei radicali liberi. Il farmaco aumenta i livelli di glutatione ridotto (GSH) e ne riduce la sintesi epatica. Rilascia infatti, per deacetilazione, la cisteina, aminoacido fondamentale per la sintesi di glutatione. Il glutatione costituisce il meccanismo principale di difesa intracellulare verso i radicali liberi e le sostanze citotossiche.
L'acetilcisteina è risultata efficace nel ripristinare i livelli di glutatione in caso di deficit in diverse condizioni patologiche, incluse l'infezione da HIV e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (bpco).
Acetilcisteina e Funzione Renale
I mezzi di contrasto provocano insufficienza renale acuta per ischemia midollare da vasocostrizione e citotossicità diretta sulle cellule glomerulari. Dopo riperfusione renale, infatti, si verifica il rilascio di specie radicaliche dell'ossigeno e di citochine che mediano il danno renale; l'insufficienza acuta può essere causa di insufficienza renale cronica.
L'Acetilcisteina (NAC), un antiossidante, ha un effetto di inattivazione (effetto scavenger) sui metaboliti reattivi dell'ossigeno, ed inoltre inibisce la sintesi delle proteine e delle citochine dannose.
Nefropatia da Mezzo di Contrasto
Poiché la nefropatia da mezzi di contrasto è un'eventualità relativamente comune, soprattutto se i pazienti presentano già una ridotta funzionalità renale, sono stati condotti numerosi studi per valutare il ruolo potenziale dell'acetilcisteina come trattamento di profilassi, ma l'impiego in questo ambito non trova ancora consenso generale.
L'acetilcisteina ha evidenziato un effetto nefroprotettivo sia nella tomografia computerizzata (NEJM, 2000) sia nell'angioplastica coronarica (Marenzi et al., 2006) in pazienti con insufficienza renale cronica (l'angioplastica coronarica richiede dosi maggiori di mezzo di contrasto rispetto alla tomografia). In caso di angioplastica coronarica, in studi di confronto verso altre opzioni terapeutiche l'acetilcisteina è risultata meno efficace rispetto all'idratazione con soluzioni saline, all'uso di bicarbonato o di teofillina.
In pazienti diabetici sottoposti ad angiografia coronarica, l'acetilcisteina è risultata meno efficace dell'idratazione spinta del paziente come profilassi per la nefropatia da mezzo di contrasto (incremento della creatinina >= 0,5 mg/dL: 9,2% vs 1,4% rispettivamente con acetilcisteina e idratazione). In pazienti con funzionalità renale nella norma, sottoposti ad angiografia coronarica, l'aggiunta dell'acetilcisteina all'idratazione non ha determinato un beneficio aggiuntivo rispetto alla sola idratazione.
Uno studio (N Engl J Med 2000; 343: 180-184) ha già dimostrato l'efficacia della NAC nel prevenire la nefropatia indotta dai mezzi di contrasto nei pazienti con insufficienza renale cronica (senza malattia renale) esposti a ridotti dosaggi di mezzi di contrasto durante la tomografia computerizzata.
I Ricercatori della Divisione di Medicina Cardiovascolare del St.Elizabeth's Medical Center della Tufts University a Boston (Diaz-Sandoval LJ et al, Am J Cardiol 2002; 89: 356-358) hanno esaminato l'impiego profilattico dell'antiossidante NAC nel prevenire la nefropatia indotta dai mezzi di contrasto nei pazienti con insufficienza renale cronica, sottoposti a cateterizzazione cardiaca.
La nefropatia post-cateterizzazione si è presentata in 15 dei 54 pazienti (28%): in 13 su 29 pazienti (45%) del gruppo placebo ed in 2 su 25 pazienti (8%) del gruppo NAC (p = 0.005; rischio relativo: 0,21, 95% CI 0,06-0,8 ).
Nel gruppo placebo, la concentrazione media della creatinina è aumentata da 1,56 +/- 0,05 a 1,88 +/- 0,09 mg/dl 48 ore dopo la cateterizzazione cardiaca, mentre nel gruppo NAC la concentrazione media della creatinina si è ridotta dall'1,66 +/- 0,06 a 1,53 +/- 0,09 mg/dl ( p < 0,001, 95% CI, da - 0,6 a - 0,3 ).
Acetilcisteina e Chirurgia Cardiaca
L'acetilcisteina non è risultata efficace come trattamento di profilassi verso la nefropatia in pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca che non prevede l'impiego di mezzi di contrasto. In una metanalisi relativa a 10 studi clinici e 1193 pazienti, l'acetilcisteina non è risultata efficace nel ridurre mortalità, insufficienza renale acuta da trattare con dialisi, incrementi della creatininemia superiori al 25% del basale o nel diminuire i giorni di permanenza nelle unità di cura intensiva.
In uno studio, in pazienti con insufficienza renale cronica, sottoposti a interventi di chirurgia cardiaca, la somministrazione orale di dosi pari a 600 mg due volte al giorno durante l'intervento (iniziando la terapia il giorno precedente e terminandola il giorno successivo l'operazione chirurgica) è stata associata ad un rallentamento del declino post-operatorio della funzionalità renale.
In un altro trial, sebbene non siano stati evidenziati benefici clinici per insufficienza renale acuta postoperatoria e ospedalizzazione in pazienti con insufficienza renale sottoposti a chirurgia cardiaca e trattamento perioperatorio con acetilcisteina, i pazienti trattati con il farmaco hanno fatto minor ricorso alla ventilazione assistita oltre le 48 ore (3% vs 18% rispettivamente con acetilcisteina e placebo) e sono rimasti ricoverati all'interno delle unità di cura intensiva per più di 4 giorni in percentuale minore rispetto al placebo (13% vs 33%).
Altre Condizioni e l'Uso di Acetilcisteina
L'acetilcisteina è risultata efficace nel ridurre i livelli di dimetilarginina asimmetrica (ADMA) nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale. La dimetilarginina asimmetrica è correlata ad un incremento del 54% della mortalità e del 34% degli eventi cardiovascolari in pazienti in dialisi.
Oltre al suo ruolo potenziale nella protezione renale, l'acetilcisteina è utilizzata in diverse altre condizioni:
- Intossicazione da paracetamolo: L'acetilcisteina è usata come antidoto in caso di avvelenamento da paracetamolo.
- Ulcera corneale: L'acetilcisteina sembra inibire l'attività litica della collagenasi, favorendo la cicatrizzazione delle ulcere corneali.
- Uropatia da chemioterapia: È utilizzata per ridurre l'uropatia, durante la chemioterapia con iso- o ciclofosfamide indotta dall'acroleina.
- Sindrome di Raynaud: In pazienti con sindrome di Raynaud secondaria a sclerodermia, l'acetilcisteina ha migliorato la perfusione delle estremità (mani).
- Fibrosi polmonare idiopatica: Nello studio clinico IFIGENIA, l'aggiunta dell'acetilcisteina a dosaggio elevato (600 mg tre volte al giorno) alla terapia standard con prednisone e azatioprina ha migliorato la capacità vitale (+9%) e il test di diffusione al monossido di carbonio (CO) (DLCO: +24%) dei pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica.
Acetilcisteina e BPCO
Nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le esacerbazioni della patologia diminuiscono nei pazienti trattati con il farmaco, anche se fumatori, ma l'azione dell'acetilcisteina viene annullata con l'uso contemporaneo di steroidi somministrati per inalazione. Secondo gli autori della metanalisi, nei pazienti con BPCO, la dose di acetilcisteina per prevenire le esacerbazioni della malattia dovrebbe essere ≥ 1200 mg/die.
Acetilcisteina e Distress Respiratorio Acuto
Nei pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto, l'acetilcisteina ha migliorato l'equilibrio ossidativo tramite il ripristino delle scorte di glutatione intracellulare.
Acetilcisteina e Ototossicità da Antibiotici
Nei pazienti in emodialisi trattati con gentamicina per ridurre il rischio di infezione batterica, la somministrazione di acetilcisteina ha ridotto l'incidenza dell'ototossicità indotta dall'antibiotico: è probabile che nello sviluppo del danno all'orecchio siano coinvolte specie radicaliche (stress ossidativo).
Acetilcisteina e Pancreatite
In caso di pancreatite acuta grave, la somministrazione di una terapia antiossidante a base di acetilcisteina, vitamina C e selenio non è risultata più efficace del placebo nel ridurre la disfunzione d'organo (endpoint principale valutato dopo 7 giorni: 32% vs 17%, differenza non statisticamente significativa), anche se durante la somministrazione del trattamento, i marker ossidativi erano diminuiti.
Conclusioni
L'acetilcisteina (Fluimucil) è un farmaco con molteplici applicazioni terapeutiche, grazie alle sue proprietà mucolitiche e antiossidanti. Il suo ruolo nella protezione renale, in particolare nella nefropatia da mezzo di contrasto, è ancora oggetto di studio e dibattito. È fondamentale consultare un medico per valutare l'appropriatezza dell'uso di acetilcisteina in relazione alla propria condizione clinica e renale.
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