Ferritina Alta e Mononucleosi: Cause e Implicazioni

La ferritina è una proteina presente nei tessuti di tutti gli organismi viventi, dalle piante all'uomo, e il suo contenuto di ferro nelle cellule è misurabile attraverso la ferritina sierica. Essa è particolarmente abbondante nella milza e, in minor misura, nel fegato.

Ferritina Alta: Quando Preoccuparsi?

Livelli elevati di ferritina suggeriscono l'esistenza di un sovraccarico di ferro. Questo può essere dovuto a diverse cause, tra cui:

  • Stati infiammatori acuti e cronici, infezioni o neoplasie.
  • Necrosi di estese porzioni di un tessuto.
  • Reale sovraccarico di ferro.
  • Alterazioni nella sintesi o secrezione della ferritina.

È importante considerare che la percentuale di saturazione della transferrina nel sangue, un'altra proteina legata al trasporto del ferro, può essere normale anche in presenza di un sovraccarico di ferro, soprattutto se la percentuale di saturazione è elevata.

Monociti e Mononucleosi: Un Quadro Generale

I monociti sono un tipo di globuli bianchi che svolgono un ruolo cruciale nel sistema immunitario, aiutando a combattere infezioni e rimuovere cellule morte o danneggiate. Un aumento del numero di monociti nel sangue, noto come monocitosi, può indicare una risposta del corpo a diverse condizioni, tra cui infezioni acute o croniche, infiammazioni e malattie autoimmuni.

Dopo essere stati prodotti nel midollo osseo, i monociti circolano nel sangue per un breve periodo prima di migrare nei tessuti, dove si trasformano in macrofagi o cellule dendritiche. I macrofagi giocano un ruolo cruciale nella fagocitosi, ovvero l'ingestione e la digestione di agenti patogeni come batteri e virus, residui cellulari e altre particelle estranee. I monociti sono essenziali per la difesa immunitaria.

Cause di Monocitosi

Le cause dei monociti alti possono variare ampiamente. Un'altra causa comune di monociti elevati è rappresentata dalle malattie infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide o le malattie infiammatorie intestinali (Morbo di Crohn e colite ulcerosa). In questi casi, il corpo produce più monociti in risposta all'infiammazione persistente. Inoltre, le condizioni autoimmuni, dove il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti sani del corpo, possono anche portare a un aumento dei livelli di monociti. La leucemia e altre neoplasie ematologiche sono ulteriori cause significative di monocitosi. La presenza di cellule tumorali nel midollo osseo può stimolare una produzione anormale e aumentata di monociti. Ad esempio, lo stress fisico e mentale intenso può temporaneamente aumentare i livelli di queste cellule.

Monocitopenia: Quando i Monociti sono Bassi

Quando i livelli di monociti scendono al di sotto dei valori normali, si parla di monocitopenia. Questa condizione può essere causata da infezioni virali, trattamenti medici come la chemioterapia, malattie del midollo osseo e deficienze nutrizionali. I sintomi della monocitopenia includono frequenti infezioni, affaticamento persistente, febbre ricorrente e sintomi di anemia come pallore e debolezza. La diagnosi di monocitopenia si basa su un emocromo completo, che misura i livelli di globuli bianchi nel sangue. Se i risultati mostrano una riduzione significativa dei monociti, ulteriori test possono essere richiesti per identificare la causa sottostante, come una biopsia del midollo osseo o test per infezioni virali.

Mononucleosi Infettiva: Un Focus sull'Epatite

La mononucleosi infettiva (MI) si manifesta con febbre, malessere e cefalea, cui si associa faringo-tonsillite di vario grado con disfagia e odinofagia. La sindrome comprende linfoadenopatia a livello cervicale e leucocitosi dovuta all’aumento delle cellule mononucleate periferiche e dei linfociti atipici rappresentati da cellule T attivate. La trasmissione di EBV è essenzialmente per via orale (baci). Infetta le cellule B del sistema immune attraverso la molecola di superficie CD21, che costituisce il recettore cellulare per la componente C3d del complemento. L’infezione primaria induce nelle cellule B una energica risposta immune contro l’EBV, responsabile dei sintomi della MI; la loro attivazione suscita la sintesi di elevati titoli di anticorpi eterofili, occasionalmente di crioglobuline, anticorpi antinucleo e fattore reumatoide.

Nella sindrome della MI si iscrive spesso una reazione epatitica, fin nell’80% nei casi di EBV e nel 70% nei casi di CMV. Frequentemente lo screzio epatico appare come l’unico risvolto clinico poiché manca sintomatologia suggestiva per MI. L’epatite da EBV e da CMV può dunque rappresentare una sfida per l’epatologo; come riconoscerla da altri tipi di epatite? Nell’epatite da EBV è importante il dato epidemiologico.

Epatite da EBV e CMV: Caratteristiche Distintive

L’epatite da CMV dell’immunocompetente appare più tardivamente negli anni rispetto a quella da EBV: nello studio islandese l’età media è stata di 33 anni (26-46). La transaminite rimane spesso subclinica, l’ittero è presente nel 3-9% dei casi. La componente colestatica è di regola meno pronunciata che nell’EBV: particolarmente a rischio le donne in gravidanza con un’incidenza del 6-8% dell’epatite, forse dovuta all’immunodepressione associata alla gravidanza. Nell’ospite immunocompetente, in associazione con l’epatite sono state riportate pancreatiti, trombosi portali e sindrome di Budd-Chiari.

Se l’aumento delle ALT è lieve e moderato, il solo contesto anamnestico e obiettivo è ritenuto da alcune linee guida sufficiente alla diagnosi di EBV, rimandando la diagnosi specifica alle forme con ALT >15 x ULN. Si è in passato fatta la diagnosi col rilievo di un eterogeneo gruppo di anticorpi eterofili di tipo prevalentemente IgM suscitati dall’infezione, che non cross-reagiscono con gli antigeni dell’EBV. La diagnosi si basava sulla agglutinazione da parte del siero del paziente di eritrociti delle pecore (Reazione di Paul Bunnell) ma è stata poi sostituita dal più rapido monotest che agglutina eritrociti di cavallo; quest’ultimo tuttavia risulta nel 25% dei casi falsamente negativo e in un 10% falsamente positivo, in particolare nei casi di infezione da rosolia, HIV o Herpesviridae, e di malattie autoimmuni come lupus eritematoso sistemico e artrite reumatoide.

Attualmente la diagnosi si basa sulla sierologia , cioè sulla ricerca delle IgM contro l’antigene del capside virale (VCA); l’anticorpo è presente nel sangue all’esordio della malattia e scompare dopo qualche settimana seguito dalla conversione alle IgG anti-VCA che poi persistono per tutta la vita; pertanto le IgM anti-VCA sono il marcatore diagnostico della malattia e le IgG anti-VCA rappresentano la cicatrice sierologica di una pregressa infezione. Tuttavia anche gli anticorpi anti-EBV possono cross-reagire con altri herpes virus in particolare con il CMV e con il virus dell’epatite E, creando problemi nella diagnostica.

Diagnosi e Gestione

Per comprendere pienamente cosa significhi avere i monociti alti o livelli anomali di ferritina, è fondamentale consultare un medico che possa interpretare i risultati degli esami del sangue nel contesto clinico del paziente. Monitorare regolarmente i valori dei monociti tramite esami del sangue può aiutare a identificare precocemente eventuali anomalie e a prendere misure preventive appropriate.

Tabella: Valori Normali e Cause di Variazioni dei Monociti

Condizione Valore Normale Cause di Aumento Cause di Diminuzione
Monociti 2-8% dei globuli bianchi Infezioni croniche, infiammazioni, malattie autoimmuni, leucemia Infezioni virali, chemioterapia, malattie del midollo osseo, deficienze nutrizionali

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